Borsa Greca all’ improvviso Rebetiko e Fado
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
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Il Parlamento europeo ha respinto oggi la proposta di regolamentazione legale dei blog, che aveva suscitato molte critiche da parte degli internauti europei preoccupati dalla possibile valanga di azioni legali nel caso in cui ai blog fosse accordato uno status giuridico.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
E’ proprio vero, le notizie in Rete si bruciano con una rapidità impressionante. Basta un trackback partito per sbaglio e cominciano ad arrivare immediatamente le visite, i link, le telefonate via Skype o via rame degli amici perfino offesi di non saperne ancora niente. E allora va bene, tiriamo giù il lenzuolo con qualche giorno di anticipo, tagliamo il nastro e sveliamo quello che chi scrive è orgoglioso di considerare uno dei progetti più importanti in Italia (e non solo) nel campo della Comunicazione del XXI secolo.
Nasce infatti, presso il Dipartimento e la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata, il Master universitario di II livello in Giornalismo partecipativo. E’ un anno che ci pensiamo, ci ragioniamo, ci giriamo intorno, con la direttrice, Prof. Paola Magnarelli, con gli altri docenti della Facoltà e con una serie di autorevoli amici, alcuni dei quali sono stati cooptati come docenti in questa esperienza.
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Una volta li chiamavano “peones” i parlamentari che stanno lì a far numero. Ma per molti arrivare fin lì è una svolta nella vita. Nicola Di Girolamo è un neosenatore della PDL eletto nella circoscrizione Europa.
Per candidarsi ha dichiarato di risiedere in Belgio, ma sembra proprio che non fosse vero. Pur di agganciare lo strapuntino avrà pensato: chissenefrega.
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Un tipo con una voce qualsiasi chiama Zapping, su Radio1. Parla un italiano appena decente, ma la voce è cattiva, piena d’odio: “io suggerirei di guardare le foto dell’altro giorno di quelli che applaudivano quando è fallito l’accordo di Alitalia. C’è una foto con una hostess che tiene un cartello che dice: ‘meglio falliti che in mano ai banditi’. Ce n’è un’altra dove si vedono due uomini che si abbracciano e uno addirittura piange. Le facce si riconoscono. Io suggerirei a Colaninno di guardare quelle foto quando dovrà scegliere gli esuberi”.
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Lsdi (Libertà di stampa, diritto all’informazione) ha avviato una indagine sullo stato del giornalismo online nel nostro paese, sia dal punto di vista editoriale che da quello professionale – Due questionari relativi alle testate “derivate” da media tradizionali e a quelle nate per la Rete – Produzione dei contenuti, struttura e rapporti produttivi, numeri, business e prospettive – Il 14 ottobre un incontro a Roma per discutere i primi risultati della ricerca e capire come allargarla e approfondirla
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Hugo Chávez è arrivato a Pechino per la quinta volta (la prima nel 1999) dove incontrerà oggi Hu Jintao.
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Traducido para Rebelión por Gorka Larrabeiti
Dos veces en pocos días, en Castelvolturno y en Milán, afroitalianos han muerto a manos de italianos. No es la primera vez. En 1989 a dos pasos de Castelvolturno, en Villa Literno, asesinaron a Jerry Esslan Masslo, el primer homicidio racista de Italia. Pero la novedad está en que dos veces en pocas horas los negros de Italia han salido a la calle, han protestado y provocado disturbios callejeros.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
«Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo»
Ernesto Che Guevara
Eccoci qui a fare tutti il tifo per i compagni piloti dell’Alitalia, l’unica vera opposizione, l’aristocrazia del proletariato, la punta di lancia della rivoluzione che verrà. Perfino Gabriele Polo, con ammirevole spirito da crocerossina, oramai scrive sul Manifesto un editoriale in loro difesa un giorno sì e un giorno no.
Ma un comandante Alitalia non guadagna 175.000 Euro l’anno? E’ più o meno quello che guadagnano dieci insegnanti fatti fuori da Mariastella Gelmini e una cinquantina di immigrati fatti fuori dalla Camorra senza né pianto né stridore di denti.
Siamo tutti lì a preoccuparci perché Colaninno gli salvi un giorno di ferie in più e loro da privilegggiati dde destra quali sono continuano a fare la pipì fuori del vasino: “e mica siamo colf”, “e guardate che se ci stressate poi cascano gli aerei”. Poi si scusano, ma la cultura è quella che è…
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A Nuova York, per l’ennesima volta, Ingrid Betancourt, l’ex ostaggio delle FARC, ha ribadito che non si candiderà alla presidenza della Colombia e che non pensa di fare più politica. Nella conferenza stampa tenuta a Roma il mese scorso aveva imposto il veto totale sulle domande sulla politica colombiana e tra i cinque o sei giornalisti rigidamente selezionati per fare domande, nessuno ha sgarrato né ha pensato di farlo né ha rilevato il dettaglio: Colombia? What’s Colombia?
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In Uruguay, il paese che ha dato all’Italia la camicia rossa dei garibaldini e molti martiri alla Repubblica Romana, per circa un secolo il XX settembre è stato una sentita Festa nazionale: la “Festa della ragione”.
Con quella giornata gli illuminati, positivisti e laicissimi dirigenti politici di quel lontano paese celebravano la nostra Breccia di Porta Pia che elevavano a simbolo mondiale, un po’ come il 14 luglio francese è simbolo della fine dell’assolutismo.
Per l’Uruguay il XX settembre simboleggiava il trionfo della ragione dato dalla fine dell’oscurantismo papalino.
Nella legge istitutiva della festa della ragione si commetteva anche un curioso ma significativo errore: erano infatti i garibaldini e non i bersaglieri ad entrare in Roma dalla Breccia di Porta Pia. Un peccato veniale visto il ruolo avuto da Giuseppe Garibaldi nella storia della Repubblica Orientale dell’Uruguay.
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Il sangue è ribollito ancora una volta il 19 settembre 2008 e l’arcivescovo Sepe può concludere la cerimonia con il noto “A Maronna v’accumpagni”, fuori dal Duomo di Napoli, per benedire la città e la regione, magari il Paese tutto. Ha ammonito la camorra e i sicari, “serpenti velenosi”, che hanno ucciso sette persone, sei nigeriani e ferito un’altra. … Leggi tutto
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Don’t you know they’re talking about a revolution
It sounds like a whisper
Tracy Chapman
Per due volte in pochi giorni, a Castelvolturno e a Milano, degli afroitaliani sono stati ammazzati da italiani. Non è la prima volta e a due passi da Castelvolturno, a Villa Literno, fu assassinato nel 1989 Jerry Esslan Masslo, il primo omicidio razzista in Italia. Ma la novità è che per due volte in poche ore i negri* d’Italia sono scesi in piazza, hanno protestato e hanno causato incidenti.
Poca roba in realtà, qualche cassonetto bruciato e qualche auto sfasciata nel casertano, ancora meno a Milano. Ma per due volte in poche ore hanno gridato che in questa Italia oppressiva prima ancora di essere repressiva, che pretende di farli sentire diversi, inferiori, ospiti indesiderati in ogni secondo della loro vita, che pretende di sfruttarli sul lavoro e quando pagano l’affitto, ma poi li pretende invisibili, e che non smette di discriminarli e criminalizzarli neanche quando vengono ammazzati dagli italiani, loro vogliono solo essere cittadini e non vogliono più abbassare la testa.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it