Friday 25 May 2012, 05:45

Gli articoli con tag: " intercettazioni "

…e intanto noi parliamo di pompini

E’ la solita storia; dovremmo averlo imparato ormai, ma noi imperterriti continuiamo a cascarci. A Roma direbbero che “semo de coccio”. Per settimane siamo stati tutti impegnati a parlare dei (presunti) servigi sessuali che alcune piacenti signore hanno offerto all’attuale capo del governo; servigi di cui si parlerebbe in intercettazioni che nessuno ha mai visto né sentito. Pompini (chiamiamo le cose col loro nome, a rischio di essere brutali) grazie ai quali, secondo le malelingue, queste signore sarebbero poi state nominate ministro. … Leggi tutto

Decreto Sanjust

di P.Gomez e M.Lillo, L’Espresso

L’incontro con la giovane annunciatrice. Il feeling immediato. Poi gioielli, inviti, regali in denaro. E una nomina a Palazzo Chigi. Ancora una volta il premier mescola pubblico e privato

Questa volta non è solo una questione di stelline e raccomandazioni. Per l’ex annunciatrice Rai Virginia Sanjust di Teulada, Silvio Berlusconi ha fatto di più. Niente a che vedere con le intercettazioni in cui il Cavaliere chiedeva ad Agostino Saccà di far lavorare un manipolo di attricette “per tenere su il morale del capo” o conquistare al centrodestra, tramite i favori alle ragazze, alcuni senatori del centrosinistra. No. Stavolta, per far felice Virginia, Berlusconi ha messo in moto la presidenza del Consiglio. Ha promosso atti concreti, con tanto di numeri di protocollo e stanziamenti a valere sul bilancio dello Stato. O almeno così sostiene l’ex marito di Virginia, l’agente segreto Federico Armati.
In una singolare causa contro il premier lo 007 ha depositato al tribunale dei ministri un decreto con cui la ragazza, il 20 ottobre 2003, veniva nominata da Berlusconi “esperta della presidenza del Consiglio”. E ha chiesto ai giudici di acquisirne un secondo: quello con cui Palazzo Chigi, alla vigilia delle elezioni del 2006, dopo aver licenziato dal Sisde lo stesso Armati, lo riassume per trasferirlo al Cesis, l’organismo di coordinamento tra i servizi segreti civili e militari.

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The Observer: “Berlusconi è tornato, più sfacciato che mai”

Traduzione dell’articolo “Berlusconi is back and more brash than ever ” apparso domenica 29 giugno su The Observer (edizione domenicale di The Guardian). Leggi qui l’originale

Berlusconi è tornato, più sfacciato che mai

L’abbronzato leader italiano è accusato di perseguitare i nomadi e di sottrarsi alle accuse di corruzione assegnandosi l’immunità dalle inchieste. Tuttavia trova il tempo di sollecitare parti per le sue attrici favorite. Ed Vulliamy da Roma. … Leggi tutto

Tonino di Pietro, ma non lo sai che si fa ma non si dice?

dipietro Forse ha ragione Antonello Soro a dire che la parola “magnaccia” non appartiene al linguaggio del PD e forse ha ragione perfino l’attendente di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, a sostenere che quello di Antonio di Pietro sia un linguaggio “rozzo e volgare”. Ma alzi la mano chiunque abbia letto le intercettazioni in questione, pubblicate dal settimanale L’Espresso, e non abbia pensato che il capo del governo con quelle chiamate non stesse proprio piazzando le sue donnine allegre al miglior offerente.

La ricchezza della lingua italiana per l’opera di Berlusconi, così come emerge da quelle telefonate, dà ampia scelta: oltre che magnaccia, c’è lenone (bel termine classico oltretutto), mezzano, ruffiano, pappone, sfruttatore, protettore… Immaginiamo per un istante Bonaiuti e Soro, con la penna rossa in mano, correggere “magnaccia” con “lenone”: Berlusconi è un lenone. Che bel paese sarebbe.

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Schiave di giorno: ci educano così

Tratto da  http://femminismo-a-sud.noblogs.org

Lo stalking è reato. Parola di Mara Carfagna. Il consiglio dei ministri ha licenziato il disegno di legge che se la prende con gli atti persecutori. Come era prevedibile circoscrive tali atti esclusivamente in un’area esterna alle convivenze tant’e’ che definisce i luoghi di indagine: le telefonate, che dovranno essere monitorate tramite intercettazioni. Domanda: ma non si era detto che le intercettazioni per reati che prevedevano una pena inferiore ai dieci anni non dovevano più essere consentiti? Da questo disegno di legge si direbbe di no e qui inizia la confusione. … Leggi tutto

Il vero volto del Cavaliere

di Ezio Mauro

NEL mezzo della luna di miele che la maggioranza degli italiani credeva di vivere con il nuovo governo, la vera natura del berlusconismo emerge prepotente, uguale a se stessa, dominata da uno stato personale di necessità e da un’emergenza privata che spazzano via in un pomeriggio ogni camuffamento istituzionale e ogni travestimento da uomo di Stato del Cavaliere. No. Berlusconi resta Berlusconi, pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale, a limitare la libertà di stampa per sfuggire alla pubblicazione di dialoghi telefonici imbarazzanti, a colpire il diritto dell’opinione pubblica a essere informata sulle grandi inchieste e sui reati commessi, pur di fermare le indagini della magistratura. … Leggi tutto

Intercettazioni culinarie

“Non vedo l’ora di prendere parte a uno dei suoi pasti leggendari…”

Queste sono le parole conclusive del Presidente degli Stati Uniti a Villa Madama, rivolte a Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio in Italia. Le abbiamo sentite in non pochi, era la diretta Rai tv, di fronte al pubblico attento e compunto delle istituzioni e della stampa estera e italiana, che poi ha rivolto le domande ai Due, che insieme vanno al Banchetto.

Nucleare, petrolio, ogm, gas, guerre… sono gli ingredienti prelibati della Politica della Pace, del Dialogo, della Democrazia.Il Menù è stato scodellato e sarà concluso oggi in Vaticano, con un ringraziamento al Signore, che tanto ci dà.

Doriana Goracci

Maurizio Gasparri è un pagliaccio

gasparri Maurizio Gasparri sostiene pubblicamente (vedi Ballarò) che in Italia vengano intercettate un miliardo di telefonate l’anno. Uh, che impressione! Facciamogli due conti in tasca.

La durata media di una telefonata è tre minuti. Quindi se Gasparri dicesse il vero, ogni anno in Italia verrebbero registrati tre miliardi di minuti di conversazioni. Per semplificare, ma non è così, facciamo che la telefonata sia ascoltata da una sola persona.

Facciamo anche che la persona sia così brava da trascrivere in tempo reale e che nessun altro ci metta mano. Ovviamente non è così, una trascrizione decente, fatta in genere in un secondo momento, richiede circa il triplo del tempo. Ma immaginiamo per un momento che invece non sia così.

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Rom a Roma

C’ero. Buttava male, il tempo intendo, tant’è che il concerto alle 20 non s’è fatto più. Stamattina rientrando al paesello viterbese, ho raccattato tutto quello che potevo, giornaletti gratis e quotidiani, ora anche una navigatina in rete, a vedere cosa è stato “pescato”. … Leggi tutto

Genova, G8: un solo ordine: reprimere

A cura di Alessio Marri, Megachip – da www.ilbenecomune.net . Tavola rotonda sul G8 di Genova 2001 con Giulietto Chiesa, Vittorio Agnoletto e Giuliano Giuliani

Ancora oggi, a distanza di quasi sette anni da quei tragici giorni, ancora in molti, probabilmente in troppi, continuano a ricordare del G8 di Genova solo le vetrine ridotte in frantumi, le auto incendiate e i bancomat distrutti. E’ avvenuto anche questo, impossibile negarlo. Ma non solo. Infatti le decine di cortei pacifici, di dibattiti e di incontri culturali sono presto caduti nel dimenticatoio.

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Faccia a faccia: programmi elettorali a confronto

No, il “faccia a faccia” di cui intendo parlare non è uno dei soliti a cui siamo abituati ad assistere, soprattutto in queste settimane di campagna elettorale; uno di quelli in cui due o più politici fingono di essere avversari, fingono di parlare di problemi veri, fingono di avere soluzioni diverse, si insultano (veramente), poi una volta spente le telecamere se ne vanno a cena insieme da buoni amici.
Stavolta il confronto si fa sui programmi. “Sai che novità! – direte voi – sotto elezioni si fa sempre il confronto sui programmi.” Davvero? Quante persone conoscete che prima di un’elezione si leggono i programmi e li confrontano? Io nessuna. E siccome non ho voglia di seguire i (finti) dibattiti televisivi, il confronto me lo sono fatto da solo.
Già, mi sono letto nove programmi elettorali, li ho riassunti e li ho confrontati tra di loro. Chi me l’ha fatto fare? Non lo so, comunque qui sotto c’è il risultato di tanta fatica. … Leggi tutto

E se facessero Marco Travaglio ministro della Giustizia?

”Mandiamo più rompic… possibile nel prossimo Parlamento”

di Stefano Corradino – Articolo 21

Due scenari possibili. Vince Berlusconi. E’ un replay della sua ultima legislatura? Altro scenario: vince Veltroni. Cosa cambia? Nella giustizia, nell’informazione. Sul conflitto di interessi, sulle leggi ad personam… Nulla di fatto come in passato? E un po’ di fantapolitica. Si propone il nome di Marco Travaglio a ministro della Giustizia: cosa faresti nei tuoi primi 100 giorni? “Premesso che non lo farebbero e io non lo accetterei mai… Comunque, stando al gioco… la prima cosa da fare è un testo unico di due righe che dica: con decorrenza da oggi sono abrogate: la Legge sul falso in bilancio, la Legge Mastella sull’ordinamento giudiziario, la Cirami, la Gasparri, la Legge Frattini sul conflitto di interessi…” In una lunga intervista Travaglio ci introduce al suo ultimo libro, scritto con Peter Gomez. Un godibile un vademecum per le imminenti elezioni.

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Esco di rado… IX – Domenico Crea, arriva il Salvatore Berlusconi

Berlusconi Domenico Crea, consigliere regionale e padrone della sanità calabrese: "Quando uno è dipendente [anche come primario, n.d.r.] si  deve  accontentare  di  2,  3.000, 4.000  euro,  questi  sono  gli  stipendi  e  "finiu  u film" (fonetico,  n.d.r.)!  Mentre  se tu sei  bravo, in una gestione privatistica, tu ti… tu ti puoi fare 50.000 euro… 100.000 euro, non so se sono chiaro! Ma elegantemente…"

Elegantemente seguono decine di pagine di intercettazioni leggibili qui: 12345 e contenenti affermazioni penalmente ben più rilevanti di questa che è invece di una straordinaria rilevanza culturale e che spiega perché privato con i soldi pubblici non solo in Calabria è bello.

E’ difficile sapere se per Crea la giustizia farà il suo corso ed è improbabile che la potenza vergognosa di queste intercettazioni provocherà finalmente quello scatto morale del quale il paese non può più fare a meno.

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Tra questi imputati… l’incredibile caso di Oliva Vittoria

Nella giornata esemplare per la conduzione del casinò Italia- è permesso anche togliere l’accento- è arrivata la richiesta del Pm Domenico Fiordalisi contro il “gruppo sovversivo ” del Sud Ribelle, i 13 no global accusati di cospirazione politica e associazione sovversiva, in relazione ai gravi disordini avvenuti a Genova durante il G8 e la manifestazione di Napoli del 2001.

Pene considerate severe o sobrie a seconda dei gusti, 50 anni in totale, questa la richiesta del pm per gli imputati , che sono Luca Casarini , Francesco Caruso, Francesco Cirillo, Lidia Azzarita, Alfonso De Vito, Michele Santagata, Anna Curcio, Antonino Campennì, Salvatore Stasi, Peppe Fonzino, Vittoria Oliva, Claudio Dionesalvi, Emiliano Cirillo. Tutti quanti sono accusati di aver fatto parte dell’organizzazione denominata “Rete del Sud ribelle” che avrebbe preparato, secondo il pm, gli incidenti accaduti durante il Global forum a Napoli ed il G8 di Genova. 13 persone, accusate a vario titolo di associazione sovversiva, ai fini di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il Global Forum di Napoli e al G8 a Genova nel luglio 2001 e creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato.

Dal supporto legale ricevo questa nota e questo appuntamento:”E’ il 15 novembre 2002 le case di decine di attivisti di Napoli, Cosenza, Taranto, Vibo Valentia, Diamante e Montefiascone, vengono nottetempo devastate dalle perquisizioni delle forze dell’ordine: il risultato è venti persone arrestate, ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari, quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta, computer, libri, intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Ancora una volta ci tocca dire “Nessun rimorso”: come per Genova, così per Napoli non ci può essere alcun rimorso in chi ha tentato di opporsi al potere economico mondiale. Per questo, per dimostrare a questi 13 imputati di non essere soli, saremo in piazza a Cosenza il 2 Febbraio”.

Ma oggi scrivo perchè tra questi imputati c’è una mia amica, di tempi recenti, ci conosciamo da due anni, densi di fatti ed emozioni per entrambe, si chiama Oliva Vittoria e ha 66 anni, per lei hanno chiesto 2 anni e 6 mesi di carcere 1 anno di libertà vigilata. Come vorrei che fossero state intercettate le nostre telefonate, come vorrei che sentissero la pericolosità di questa donna, delle nostre conversazioni, afflitta non solo da problemi di salute ed economici ma anche oggi dalla solitudine per la perdita prematura del marito e compagno Antonio detto Huambo. Magari vigilassero sulla sua salute, lei costretta a chiedere il favore di farle la spesa, perché ormai quasi non può muoversi, a lei che non andò a Genova e nemmeno a Napoli, ma osò scriverne e pensarne.

Oliva ha dato via la cagnetta che c’era anche nella notte del 2002, presente pure la figlia disabile, non può fare i tre piani di scale della sua abitazione a Montefiascone e portarla fuori… E’ stato un altro distacco. Non chiedo niente per Vittoria perché lei è una che insegna la dignità, ma non posso non dire che tra questi c’è lei, la mia amica, che rispetto profondamente e con la quale sono orgogliosa di essere in relazione costante e mai priva anche di aspra reciproca critica, come succede nelle coppie in cui si sta insieme per amore, non per convenienza e per la legge.

Esco di rado… VI – Giustizialismo bulgaro contro il povero Totò Cuffaro

PAcuffaro La Stampa e Repubblica, nelle loro edizioni online (sempre più simili anche i quotidiani in rete oramai), pubblicano lo stesso sondaggio: Totò Cuffaro può restare presidente della regione Sicilia?

Su la Repubblica al momento i NO sono il 95%. Su la Stampa, i sabaudi sono più posati, sono appena il 91%. A ben guardare (ma chissà se c’entra) sono tutti meno i voti dell’UDC.

Silvio Berlusconi ha promesso di fare una volta per tutte i conti con la giustizia. No, non preoccupatevi, Silvio nostro non vuole fare i conti con la giustizia nel senso di farsi finalmente processare, ma nel senso di sterminarla per sempre come potere autonomo. Epperò si prepari il Cav. Berlusconi.

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