Friday 25 May 2012, 05:45

Gli articoli con tag: " Ingrid Betancourt "

Confesso, sono affascinato da Ingrid Betancourt

papaingrid Guardate questa foto e le altre che circolano. Ha, hanno, qualcosa di non normale, insolito, eppure non artefatto.

C’è una familiarità ed una confidenza che forse non si era mai vista in altre foto di udienze concesse dal papa a personaggi anche eminentissimi, anche ben più autorevoli.

Ingrid Betancourt è a suo agio come non mai, ha ripreso pienamente il suo ruolo e il suo livello nel mondo, quello che sente finalmente di star vivendo appieno solo ora.

Guardate come appare sicura di sé, ben più di Joseph Ratzinger che anzi sembra vagamente sorpreso dall’essere trattato con la confidenzialità dello zio monsignore.

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L’incredibile Omero Ciai su La Repubblica tira il sasso e nasconde la mano

Colombia6marzo2 La Repubblica titola oggi in prima pagina: “così Rifondazione aiutò i rapitori della Betancourt”. La firma del super-scoop, perché se fosse vero di quello si tratterebbe, è quella di Omero Ciai. Gli attenti lettori di La Repubblica veramente da Omero si attendevano altro… sapere com’era finita una storia cubana che fino a ieri ad Omero stava molto a cuore ed oggi sembra non servire più. Com’è finita Omero non lo racconta, e allora lo facciamo noi, abbiate la pazienza di leggerci.

Oibò dunque, “Rifondazione aiutò i rapitori” in italiano vuol dire che Rifondazione Comunista è stata complice del sequestro di Ingrid Betancourt. Vuol dire che Gennaro Migliore le portava da mangiare (qualcosa mi dice che la mamma di Migliore cucina bene). Vuol dire che Nichi Vendola e Giovanni Russo Spena facessero i turni come carcerieri e che Fausto Bertinotti fosse il grande vecchio che decideva della vita e della morte di Ingrid.

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Sequestri di serie A e sequestri di serie B

I due guerriglieri delle FARC catturati nell’ambito dell’operazione che ha portato alla liberazione di Ingrid Betancourt, di tre mercenari statunitensi e di un’altra decina di ostaggi colombiani senza nome, sono sul punto di essere estradati negli Stati Uniti d’America dove saranno giudicati e presumibilmente condannati per sequestro di persona dei tre cittadini del paese nordamericano. … Leggi tutto

Croce rossa e Ingrid Betancourt, l’ennesimo crimine di guerra di Álvaro Uribe

cruzroja Fin dalle prime ore dalla liberazione di Ingrid Betancourt e altri 14 ostaggi, era trapelato che l’esercito colombiano avrebbe usato i simboli della Croce rossa come parte dell’inganno verso le FARC per liberare l’ex senatrice. Oggi immagini della CNN confermano quello che è a tutti gli effetti un crimine di guerra e una violazione della convenzione di Ginevra.

Non sparate sulla Croce rossa. Ma soprattutto non giocate con un simbolo che o mantiene tutta la sua neutralità e imparzialità oppure difficilmente potrà mantenere quella credibilità che gli ha permesso di salvare vite umane in migliaia di casi in zona di guerra in quasi 150 anni di storia.

Eppure è quello che è successo nell’oramai celebre “Operazione scacco” con la quale è stata liberata Ingrid Betancourt. Se le prime notizie riportavano chiaramente dell’uso dei simboli della Croce Rossa come parte dell’inganno alle FARC (almeno nella versione ufficiale, mentre altre assicurano che sia stato pagato un riscatto) da parte dell’esercito colombiano, successivamente questo dettaglio è stato omesso dalle versioni ufficiali.

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La sconsiderata logorrea di Ingrid Betancourt

di Annalisa Melandri

Sono sempre più convinta  che la mossa più saggia che poteva  fare Ingrid  Betancourt una volta liberata e che ovviamente non ha fatto,  era quella di decretare un saggio e prudente silenzio stampa e godersi la sua famiglia per un mese.

Giusto il tempo di riprendersi, farsi un’idea di quanto accaduto nel frattempo, parlare con i suoi familiari della linea da seguire e poi agire di conseguenza. … Leggi tutto

Il TG1, Alberto Romagnoli e Ingrid Betancourt

IngridBetancourtTG1 Sarebbe interessante poter verificare con Alberto Romagnoli, il corrispondente RAI da Parigi (a spanne, 15.000 Euro al mese di stipendio) se è in grado di rintracciare la Colombia in una cartina muta, o se conosce il nome dell’innominato presidente di quel paese. E’ una curiosità che resterà senza risposta, ma l’intervista a Ingrid Betancourt da lui realizzata per il TG1 delle 20 di ieri sera, senza il benchè minimo riferimento politico alla Colombia, andrebbe mostrata nelle scuole di giornalismo come modello negativo.

Tu hai una donna politica reduce da un’esperienza di sei anni di prigionia nella selva, candidata al Premio Nobel e forse alla Presidenza della Repubblica del secondo più popoloso paese al mondo di lingua spagnola (dopo il Messico, prima della Spagna) e la fai parlare dei suoi capelli, della fede (farà contento Ratzi) e del prossimo divorzio (farà scontento Ratzi) e basta?

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Ingrid Betancourt: libera di demolire tabù

farc_guerrilheira Ringrazio Enrico Neri per questo contributo che testimonia da Bogotà come le cose su Ingrid Betancourt non stiano come le vuole la propaganda ultrauribista alla Mimmo Candito, ma neanche come le pretende l’ultrasinistra che ha immediatamente attaccato Ingrid Betancourt. gc

Enrico Neri, Bogotà 8.VII.08

Il mondo intero si era commosso di fronte alla tragica situazione dei sequestrati delle FARC nella selva colombiana. Il mondo intero ha applaudito entusiasta la liberazione di Ingrid Betancourt e di 14 dei suoi compagni ad opera dell’esercito colombiano lo scorso 2 luglio, non solo per la sostanza dell’evento, ma per la maniera in cui si è prodotto: non una goccia di sangue, non un colpo di arma da fuoco, non un morto, non un ferito, solo un occhio pesto a un guerrigliero, ma tutto sommato… magari finissero con un saldo così le più tranquille manifestazioni politiche del più tranquillo dei paesi in pace.

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Piccole comparazioni domenicali sul giornalismo nostrano e la politica latinoamericana

Lo scorso anno in Venezuela Hugo Chávez ha chiesto con un referendum (tra l’altro) di potersi ricandidare alle prossime elezioni. Hanno scritto che perciò era un golpista. Lui ha perso il referendum (dello 0,7%) ed ha accettato il risultato. Hanno fatto una capriola e hanno riscritto che era un golpista. Lo hanno scritto sempre, tutte le volte che ha vinto le elezioni, anche con battaglioni di osservatori internazionali che certificavano non solo la regolarità ma che le elezioni venezuelane sono le più monitorate al mondo. Hugo Chávez era golpista per i media mainstream anche quando il golpe l’hanno organizzato contro di lui. Nessuno invece ha mai scritto che José María Aznar, George Bush e gli altri soggetti che organizzarono (documentatamente) quel golpe l’11 aprile 2002 sono golpisti. Se scrivo “Bush golpista” o “Aznar golpista” è una posizione ideologica o sono i fatti che impongono (a tutti, anche a Ciai, Battistini, Candito, Sansonetti, PG Battista e i loro galoppini, i Guanella, Cotroneo, Nocioni) di farsi carico di tale fardello? Perchè non se ne fanno carico? Ho capito, tengono famiglia, ma non mi adeguo.

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Ingrid Betancourt, la "donna del destino"

007 Ingrid Betancourt si sta trasformando rapidamente in un’icona pop, una Lady Diana del XXI secolo, una donna del destino che i media hanno già deciso che vincerà le elezioni, avrà il Premio Nobel e farà sei al Superenalotto. Perciò tutti le chiedono i numeri, e di predire il proprio destino e quello altrui. Chi le vuol bene, come Clara Rojas o Piedad Córdoba, invita a lasciarle il tempo di atterrare su questo pianeta, prima di dar peso alle sue prime sorprendenti dichiarazioni politiche. Intanto altre tre versioni sulla sua liberazione contrastano con la verità ufficiale.

La donna del destino

Ingrid Betancourt sarà presidente della Colombia. Lo hanno deciso il Time, Cosmopolitan e Vogue. Non hanno consultato i colombiani, ma nelle vie Solferino ciò è un dettaglio insignificante. E comunque è sicuro, lei è la donna del destino che salverà l’America latina da se stessa e poi si dedicherà alla cura del cancro, sarà segretario generale dell’ONU e infine fonderà un lebbrosario a Calcutta.

Intanto lei prosegue la sua tournée mostrando un’energia degna di chi sono sei anni che è in vacanza a Cortina. Dopo il grande successo di Bogotà e Parigi è attesa la sua apparizione nel cielo di Lourdes tra due ali di arcangeli, troni e dominazioni. Subito dopo sarà in Vaticano e si vocifera che nel ’29 via della Conciliazione sia stata aperta in previsione di questa visita.

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A Radio 24, Gennaro Carotenuto su Ingrid Betancourt

Domani sabato dalle 9 alle 9.30 interverrò al programma di Radio24, La quota rosa, in un dibattito su Ingrid Betancourt. Con me, Barbara Contini, ex-governatrice di Nassyriya e oggi deputata berlusconiana e una deputata del PD.

Álvaro Uribe, il cacciatore

ilcacciatore Per la liberazione di Ingrid Betancourt, Álvaro Uribe ha giocato alla roulette russa con le vite degli ostaggi.

Gli è andata bene, ed è andata bene soprattutto agli ostaggi, ma il dispiego di tanta tecnologia militare e tanta intelligence di marca statunitense non gli impedirà di uscire dalla crisi politica che lo sommerge tra parapolitica e corruzione.

Solo la propaganda occidentale può disegnarlo come un presidente forte, ma la giustizia colombiana gli tiene oramai il fiato sul collo. E lo scontro tra FARC e governo è lo scontro tra due debolezze.

Proviamo a prendere per buono il racconto ufficiale, con tanto di ammissione del padrinaggio statunitense.

Anche se ci sono dettagli che ci sfuggono e la realtà potrebbe essere più modesta di quella presentata, dobbiamo rallegrarci del fatto che non sarebbe stata versata neanche una goccia di sangue.

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La sesta vita di Ingrid Betancourt

20080702-betancourt_libre-m Il primo pensiero è di allegria, allegria per Ingrid Betancourt e per gli altri 14 sequestrati liberati, tra i quali tre mercenari statunitensi, che in qualunque altro conflitto al mondo sarebbero stati da tempo passati per le armi.

Il secondo pensiero è perchè non si spenga la luce sulle centinaia di ostaggi che restano nella selva nelle mani delle FARC. Si vedrà se l’interesse dei benpensanti europei per la selva colombiana era genuino o era solo figlio del colonialismo mentale e razzista con il quale l’Europa guarda ai drammi del Sud del mondo. Se le luci sulla selva si spegneranno dovremo amaramente concludere una volta di più che è così, che la benpensante Europa si mobilita solo se qualcuno buca lo schermo. Altrimenti se ne frega.

Il terzo pensiero è per Álvaro Uribe, apparente trionfatore della giornata di oggi. La giornata per lui si era aperta nel peggiore dei modi, come si era aperta la settimana, il mese, l’anno. La Corte Suprema, con parole insolitamente dure, aveva preteso il rispetto delle proprie decisioni da parte del Presidente che non accetta che la sua stessa rielezione, nel 2006, sia stata viziata dalla corruzione nella forma e nella sostanza e che potrebbe perfino essere annullata.

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Ingrid Betancourt libera

Secondo Telesur sarebbe stata un’azione militare dell’esercito colombiano a liberarla. Altre fonti parlano di liberazione da parte delle FARC. Con lei altri 15 sequestrati, tra i quali i tre mercenari statunitensi.

Hugo Chávez alle FARC: "liberate gli ostaggi senza condizioni"

09_54_26 Con un importante discorso il presidente Hugo Chávez offre una nuova possibilità per sbloccare la situazione degli ostaggi in Colombia ma afferma di più:

“Le FARC debbono sapere che si sono convertite in una scusa, una scusa per l’impero (statunitense) per minacciare tutti noi latinoamericani. La guerriglia delle FARC è la scusa perfetta”.

La novità del discorso è importante. Il presidente bolivariano passa dal sostenere utile al processo di pace la richiesta delle FARC di una zona demilitarizzata, per poter facilitare la liberazione degli ostaggi, tra i quali vi è Ingrid Betancourt, al chiedere al nuovo capo delle FARC, Alfonso Cano, “una liberazione unilaterale degli ostaggi” come precondizione a che il gruppo di paesi integrazionisti latinoamericani possa fungere da garante ad un processo di pace in Colombia.

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Quale futuro per le FARC dopo Marulanda?

Cano La nomina immediata di Alfonso Cano come successore di Manuel Marulanda va nella linea della continuità per le FARC. Ma per la sorte del più importante esercito guerrigliero del continente, e per i suoi 700 sequestrati tra i quali c’è Ingrid Betancourt, contano più le condizioni oggettive.

Alfonso Cano, un antropologo che si è addestrato militarmente ed ha studiato marxismo in Unione Sovietica, è il nuovo capo delle FARC dopo la morte del dirigente storico Manuel Marulanda lo scorso 26 marzo e ammessa, con un video indirizzato a Telesur, nello scorso fine settimana.

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