Thursday 09 February 2012, 07:05

Gli articoli con tag: " ingiustizia "

Antanas Mockus, un verde per la Colombia?

Chi è Antanas Mockus, il candidato verde in testa ai sondaggi per le imminenti elezioni colombiane? Riuscirà un filosofo di origine lituana, ex sindaco di Bogotà, a sbaragliare il regime uribista? Non vale troppo la pena dar retta ai sondaggi in Colombia ma a quattro settimane dal voto le inchieste demoscopiche lo affiancano o addirittura lo mettono in testa, davanti al candidato uribista Juan Manuel Santos, padrone dei media e in grado di decidere della vita e della morte di molti colombiani. Il 30 maggio, data del primo turno, sapremo se la Colombia è attesa dalla presidenza di quello che Guido Piccoli definisce “un Beppe Grillo creolo”.

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(REPORTAGE) Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo

Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.

Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez

Arrivando a Ciudad Juárez dal Sud, dalla mesoamérica cuore della nazione messicana, l’ultima ora di aereo mostra con crescente angoscia uno dei deserti più aridi del mondo. Non era così prima, raccontano i pochi juarensi che non sono immigrati. Juárez aveva appena 30.000 abitanti nel 1930, 300.000 nel 1970 e 1.5 milioni nel 2000 e ha perso varie battaglie per il controllo dell’acqua del Río Bravo con El Paso, l’ex quartiere dall’altro lato del fiume e che dal 1848 appartiene agli Stati Uniti.

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Le guerre dimenticate di Haiti prima e dopo il terremoto (1/3)

Di Fabrizio Lorusso

Campo.jpgQuesto reportage nasce dall’esperienza diretta, dalle fonti documentali e giornalistiche, dalle testimonianze, i video e le interviste che io e l’amico Diego Lucifreddi abbiamo raccolto durante il mese di febbraio 2010, periodo in cui siamo rimasti nel quartiere Delmas di Port au Prince, Haiti, per collaborare con l’Aumohd (Associazione di Unità Motivate da un’Haiti dei Diritti) che è un associazione di avvocati volontari dedicati alla difesa dei diritti umani e civili delle persone più povere e svantaggiate soprattutto in quartieri difficili e tristemente famosi come Cité Soleil e Gran Ravine. Visto l’alto livello di corruzione e ingiustizia sociale e giuridica ad Haiti l’associazione si occupa dall’anno della sua nascita (2002) di aiutare i cittadini imprigionati ingiustamente (circa il 90% della popolazione carceraria di Porto Principe), ma nei momenti di crisi come questo, in una metropoli sconvolta da quei 36 secondi di terremoto che ne hanno cambiato la storia, l’Aumohd e il suo presidente Evel Fanfan provvedono a fornire servizi di ogni tipo alla popolazione del quartiere, ai sindacati, ai gruppi di base e alla gente in generale nei limiti delle proprie possibilità. Sono inoltre aperti alla creazione di reti internazionali di supporto e scambio d’informazioni oltre ad accogliere persone volenterose e interessate a conoscere la realtà haitiana. Dopo il terremoto si sta promuovendo una raccolta fondi via PayPal che può consultarsi qui: http://prohaiti2010.blogspot.com/

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Inizia un caldo 2010 per il Messico

003n1pol-1 CITTÀ DEL MESSICO – L’anno per i messicani, quelli delle classi medie e popolari s’intende, è cominciata con una rabbia ancora sorda e con una preoccupazione diffusa. In un continente dove le tasse dirette sulla ricchezza sono semplicemente risibili, l’aumento dell’IVA al 16% dal primo gennaio suona come una beffa e una nuova ingiustizia. Così il governo di Felipe Calderón, che ha sulla coscienza già 16.000 morti in tre anni nella guerra del narcotraffico nella quale lo stato, la politica, l’esercito sono parte in causa, ha scelto su quali spalle far pesare l’assoluta incapacità del suo governo e del modello neoliberale di risollevare il paese: quegli 80 milioni di messicani che già hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. Che però reagiscono: alla chiusura di questo articolo, l’alba di martedì in Messico, decine di blocchi stradali sono segnalati nelle principali strade del paese.

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¡Alerta, alerta que camina la espada de Bolívar por América Latina! Nasce il Movimento Continentale Bolivariano.

Da vaccamagra.blogspot.com

.Caracas.

Abbiamo partecipato, documentandola, alla nascita del Movimiento Continental Bolivariano. La dinamicitá e l’energia sentita ha ,a tratti, commosso e dato speranze. … Leggi tutto

Elezioni in Cile: Il “cambio” vuol dire un Berlusconi cileno?

meo-show Domenica si vota per le elezioni presidenziali in Cile, anche se con ogni probabilità sarà necessario un ballottaggio. Nel paese dove più appare funzionante il modello neoliberale, ma non per questo l’ingiustizia sociale è scomparsa, Michelle Bachelet esce di scena con altissimi livelli di popolarità. Quattro candidati competono per sostituirla in un paese post-politico e parzialmente alieno dal contesto integrazionista del Continente. Favorita è la destra-destra di Sebastián Piñera, imprenditore senza scrupoli nella televisione, nel calcio, nelle carte di credito, nella compagnia aerea LanChile e in chissà quant’altro. Charmant o volgarissimo a seconda del punto di vista, secondo molti sarebbe l’epigono australe più riuscito di Silvio Berlusconi.

Questo propugna il cambio anche rispetto alla pallida socialdemocrazia della Concertazione (l’alleanza tra Democrazia Cristiana e Partito Socialista), che governa da 20 anni e che ripresenta il bolso Eduardo Frei, il democristiano già presidente negli anni ’90. Senza speranze, se non di far bella figura, il candidato della sinistra Jorge Arrate. Da mesi la sorpresa si chiama Marco Enríquez-Ominami, figlio del leader del MIR Miguel, uscito dalla Concertazione per candidarsi. Si presenta come il nuovo che avanza, e il suo sogno è scalzare Frei dal ballottaggio e sfidare Piñera.

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Il Monsignor Leonidas Proano: Il vescovo degli indigeni

monsenorleonidas Con la presa di posizione dei vescovi latinoamericani nel 1968 a Medellin, durante il Consiglio Episcopale Latinoamericano, si dava inizio ad una nuova forma d’evangelizzazione. I vescovi condannavano la situazione d’ingiustizia istituzionalizzata che si realizzava in Sudamerica che violava i diritti fondamentali dell’uomo. Si delegittimava, dopo quasi cinque secoli di storia, l’evangelizzazione conquistatrice perpetuata dalla Chiesa Cattolica durante la conquista dell’America.

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Nonostante tutto arriva Natale

http://www.sciechimiche.org/immagini/foto_scie_chimiche/babbo_natale_scie_chimiche.bmp

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Case Chiese Croci Crociate Comandamenti Cultura

http://rasputin.altervista.org/_altervista_ht/lion.jpg

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Come qualcuno di voi sa

http://www.neokifilm.it/Magazine/N2/antipsichiatria2.jpg

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E’ questa l’acqua, bellezza

«Due giovani pesci nuotano insieme. Incontrano un pesce più vecchio che nuota in direzione opposta. "Buongiorno ragazzi, com’è oggi l’acqua?", fa il vecchio. I due continuano a nuotare per un po’, perplessi. Poi uno dei due dice: "E che diavolo è l’acqua?"». Questo condensato di filosofia spicciola è la storiella che David Foster Wallace imbastisce per il suo discorso del 2005 ai giovani diplomandi del Kenyon College (Ohio) e che, a distanza di poco più di un anno dal suo suicidio, viene pubblicata postuma in This is water (tradotto in Italia da Einaudi) .

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Costituzione, diritti inalienabili dell’uomo ed il disoccupato povero

Gli unici veri diritti gratuiti e garantiti in ogni tempo dalla Costituzione, Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla società.

Non sono un avvocato ne’ un filosofo o un giornalista; sono solo un “nessuno buonuomo” e quel che segue è ridicolo basso sarcasmo.

“Aver diritto significa poter sempre avere gratis senza dover chiedere permesso a nessuno”.

Caro disoccupato povero “di lungo corso” o futuro disoccupato, questi sono i tuoi veri diritti sempre garantiti per i quali non si spende nulla:

COSTITUZIONE ITALIANA. http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html

Con riferimento agli articoli:

Art. 1, 4, 35, 36 e 37)
Hai diritto gratuito di lavorare gratis (ma se fai danni paghi lo stesso).
Lavorando gratis puoi riposarti quanto e quando vuoi.
Se insisti a fare il disoccupato sappi che le disoccupate povere hanno gli stessi diritti gratuiti dei disoccupati poveri. I disoccupati poveri hanno il diritto gratuito di non essere retribuiti, alla pari con le donne.
Ma non stare allegro, moralmente sei quantomeno colpevole e sei in una condizione socialmente riprovevole: il lavoro in Italia è soprattutto un dovere.
Hai il diritto gratuito di essere il sovrano di te stesso (forse).
Art.13 e 16)
Hai diritto gratuito di andare dove vuoi nei boschi isolati completamente nudo per non poter spendere,. È comunque consigliabile pagare per avere la carta d’identità senza la quale, se segnalato, puoi essere fermato per accertamenti e forse internato.
Per tornare o andare in città la foglia di fico non è più consentita.
Le mutande non sono un diritto gratuito garantito ma sono un obbligo per legge in luogo frequentato.
Se ti vesti con abiti donati dalla Caritas (che non sono un diritto) hai diritto a passeggiare gratis sul suolo pubblico (non aree militari) quanto le tue gambe ti consentono e anche con i tuoi amici ma meglio se pochi per volta.
Art. 14)
Hai diritto di abitare gratuitamente in una grotta del Demanio. È roba anche tua.
Non puoi però abbattere alberi per scaldarti: il verde è protetto.
Non si sa nemmeno se puoi mettere all’ingresso una chiusura in legno: il paesaggio è protetto.
Art. 15)
Hai diritto di parlare gratuitamente nell’orecchio degli amici (segretezza). Però non si sa se gli estranei ti permetteranno di avvicinarti tanto per mantenere questa riservatezza gratuita.
Qualcuno potrebbe anche allontanarti ritenendoti non educato.
Art. 17)
Hai diritto gratuito di riunirti a casa tua con tutti gli amici che vuoi e far chiasso entro gli orari del regolamento condominiale e comunque non dopo le ore 23.
Comunque meglio non far troppo chiasso se non si vuole essere evitati perché ritenuti maleducati.
Se vivi in una grotta demaniale, non si sa se si ha diritto gratuito di riunione senza permessi delle autorità: è luogo pubblico. Essendo grotta naturale potrebbero esserci motivi di sicurezza.
Art. 18)
Hai diritto gratuito di fare amicizia con chi te lo consente. Per essere certi che sia un diritto fai amicizia con un cane, loro non ti diranno mai di no.
Se abiti in una grotta demaniale la riunione con i tuoi amici potrebbe essere interpretata come segreta (luogo nascosto).
Attenti ai temperini degli scout, non portateli addosso o non lasciateli nella grotta.
Art. 21)
Hai diritto gratuito di pensare tutte le poesie che vuoi e declamartele a voce moderata davanti ad uno specchio a casa tua. Puoi anche provare a declamarle ai tuoi amici ma non è un diritto in quanto ci vuole il loro consenso. Potrebbero annoiarsi e non dirtelo per gentilezza.
Attento a cosa scrivi gratuitamente in Internet con un computer prestato a casa d’altri. Non ci mettere il tuo nome. Non è riconosciuto come diritto.
Ho letto la preghiera di una ragazza che chiedeva di cancellare la sua opinione con il suo nome perché l’intervento le era costato dei fastidi sul lavoro.
Le autorità potrebbero chiederti come ottieni il pane quotidiano che ti dà la forza di recitarti le tue poesie periodicamente.
Non dire mai parolacce.
Art. 22)
Hai diritto alla tua cittadinanza ma non gratuitamente, nessuno te la può togliere finchè non dai veramente fastidio. Stai tranquillo, siccome devi pagare anche la tua carta d’identità, senza che tu possa fare una lira, nessuno te la vorrà mai rubare.
Hai diritto al tuo nome. Stai tranquillo, siccome sei un povero nulla, nessuno vorrà essere scambiato per te.
Art. 24)
Hai diritto gratuito di evitare a tutti i costi di finire in giudizio con chicchessia.
La consulenza dell’avvocato non la passa lo Stato e non si sa mai come va a finire.
Art. 27)
Forse hai diritto a vivere gratuitamente in una grotta demaniale. Lo faresti volontariamente e non sarebbe ritenuto una pena comminata contraria al senso di umanità (?). Potrebbe essere considerata una rieducazione ai valori fondamentali della vita.
Hai diritto gratuito di non essere ucciso dallo Stato.
Però può capitare che la società ti faccia morire.
Art. 29, 30 e 31)
Hai diritto gratuito di masturbarti in privato (è una grande conquista dello Stato laico ma non lo far sapere perché fa brutta impressione. Ricorda: il povero ha solo la sua precaria dignità).
Il matrimonio non è un diritto in quanto bisogna chiedere il permesso del futuro coniuge.
Se proprio ti vuoi cacciare in un vicolo cieco puoi sposarti gratis ma non potrai fare figli perché sono un dovere e costosissimo.
Finchè sei bambino fai tenerezza e ti aiutano (se stai buono e obbedisci).
Art. 32)
Hai diritto gratuito di farti avvelenare dall’inquinamento dalla società che ci guadagna su (ma tu hai sempre pagato).
Se per le difficoltà, causate dalla società, impazzirai, avrai il diritto gratuito di essere internato e curato con le tasse indirette che pagasti.
Art. 33)
L’arte è libera. Hai diritto gratuito di fare tutti i disegni che vuoi sulla sabbia di qualunque spiaggia. È Demanio e non costa niente.
Se proprio vuoi spendere (ma non lo fare) hai diritto di fare tutti i disegni che vuoi con carta e matita ed hai diritto gratuito a regalarli a chi vuoi (non cercare di venderli perché è tempo perso e tutti i galleristi ti chiederanno soldi senza garantirti una sola vendita che puntualmente non avviene).
Hai diritto gratuito di cantare a bassa voce o fischiettare quel che vuoi ma non negli ospedali ed in chiesa.
La scienza è libera ma costa ed è per pochi. Non è per te.
Art. 34)
L’istruzione di base è un diritto gratuito ma bisogna spendere per andarci vestiti. Non puoi non andarci perché è un obbligo però i vestiti non sono un diritto.
Art. 38)
Hai il diritto gratuito di stare molto attento a non farti male.
Art. 39)
Hai il diritto gratuito di essere libero dai sindacati.
Art. 40)
Hai il diritto gratuito di scioperare quando e quanto ti pare senza nessun preavviso e senza nessun permesso.
Art. 41)
Hai il diritto gratuito di far da mangiare gratis per chiunque tu voglia invitare. È un utile fine sociale.
Art. 42)
Hai il diritto gratuito di abitare in una grotta del Demanio. Ti conviene.
Ho conosciuto un impiegato dello Stato, che abitava al confine elvetico, che in Italia non aveva quasi nulla. Tutto in Svizzera.
Art. 45)
Hai il diritto gratuito di farti da mangiare artigianalmente ed essere tutelato dallo Stato nella tua attività di cuoco in proprio. Lo Stato ti incoraggerà a chiacchiere a cucinare di più in modo da svilupparti il giro vita.
Art. 47)
Hai il diritto di pagare tutte le tasse indirette e le spese per gli adempimenti di legge che, non avendo nulla in cambio, aumenteranno molto il tutelatissimo “risparmio” dello Stato. Complimenti! Sei un eroe! Ti daranno la medaglia di stronzo (il bronzo è di troppo valore).
Art. 48)
Hai il diritto gratuito di andare a votare. Sei disoccupato e non hai niente da fare. È vicino e tanto per te non cambia niente. Perché non ci vai?
Art. 49)
Hai il diritto (non so se gratuito) di rivolgere petizioni alle Camere per rivendicare i tuoi diritti e necessità che sono quelle di tanti altri. Sei disoccupato e non hai niente da fare. Perché non lo fai? Tanto lo sanno già e fan finta di niente? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire?
Art. 52)
Hai il diritto gratuito di perdere un anno di vita per, solitamente, imparare poco o nulla su come si difende la patria. Ancora non sai che la madre patria ti fregherà e ti cannibalizzerà per sostanziale diritto di legge che tu, sovrano imbecille, gli hai concesso. D’altronde è un dovere sacro come sacro è quell’osso dove ti darà un bel calcione lo Stato e la società.
Art. 53)
Hai il diritto gratuito di donare anche il sangue senza chiedere nulla in cambio. Sarai un doppio eroe! Ti daranno due medaglie di stronzo.
Art. 54)
Hai il diritto gratuito di essere come un cane anche se ti hanno già abbandonato sulla autostrada.
I cani hanno una legge che li protegge dall’abbandono, tu no.

Ora vengono i diritti gratuiti inalienabili dell’uomo garantiti che non stanno nella Costituzione.

1)
Diritti per sfamarti:
Hai diritto gratuito di cacciare le lepri nel periodo stabilito dalla legge correndogli dietro ed acchiappandole con le mani nel numero giornaliero massimo stabilito dalla legge. È Demanio, sono anche tue.
Puoi anche abbatterle tirandogli dei sassi. Attenzione però ad eventuali denunce per porto di armi improprie.
I gatti sono attualmente protetti dalla legge.
I topi si possono cacciare tutto l’anno. Suggerirono l’uso di grandi quantità di pepe per poterli mangiare. Il topo è caccia libera, non è neanche Demanio. È un tuo diritto gratuito (attento a non farti scoprire o avranno tutti schifo e ti eviteranno come la peste).
2)
Hai diritto gratuito di bere alle poche fontanelle pubbliche rimaste. Se sei in aperta campagna anche nei fossi.
3)
Hai diritto gratuito a respirare liberamente (in città a tuo rischio e pericolo).
4)
Hai il diritto gratuito di fare i tuoi bisogni nel bosco (in casa paghi la depurazione, in città hanno tolto tutti i vespasiani e nei bar se non consumi ti dicono che è rotto e comunque non è un diritto)
5)
Hai il diritto gratuito di guardarti intorno quanto e quando vuoi ma fuori delle aree militari.
6)
Hai il diritto gratuito di farti il bagno in un torrente. È Demanio.
7)
Hai il diritto gratuito di dormire quando e quanto vuoi. Non hai niente da fare (ma che non si sappia perché fa una bruttissima impressione e poi c’è il dovere al lavoro, vagabondo!).
8)
Hai il diritto gratuito di soffrire quando e quanto ti pare. Nessuno te lo impedirà.
9)
Hai diritto ma non gratuito di alcolizzarti per dimenticare. La droga è un crimine, l’ alcool no.
Da disoccupato schedato forse hai il diritto di avere gratuitamente (ma non è vero) la droga di Stato (psicofarmaci) per alleviarti le sofferenze che ti impone la società che lucra sulla tua esclusione, estorsione delle tasse indirette ed estinzione.
10)
Hai il diritto gratuito di morire di vecchiaia o malattia. È gratis perché nessuno potrà più farti pagare una lira per bruciarti. Ma di te non rimarrà nemmeno la cenere.

Poi ci sono quelli che sembrano diritti ma non lo sono.

1)
Non hai diritto di non fare nulla. La Repubblica è fondata sul lavoro ed è un dovere contribuire con il proprio lavoro anche se non ti vuole nessuno e non servi a nulla (cornuti e mazziati). Art. 23) Se non farai lavori socialmente utili anche se sei laureato, in un Italia dove il lavoro serve sempre meno, ti negheranno il sussidio e ti deruberanno estorcendoti le tasse indirette.
È loro diritto per legge e queste leggi esistono perché tu, sovrano imbecille, glielo hai permesso e sei stato troppo vigliacco per revocargli la concessione. Ormai hanno preso il sopravvento e ti hanno detronizzato. Anche per questo sei disoccupato.
Ricorda! Oggigiorno neanche la schiavitù è più economicamente conveniente ma nessuno te lo dirà mai chiaramente. Ormai ci sono le “macchine” ed i paesi poveri.
Il loro scopo è temporeggiare, tenendoti buono, fino alla tua morte possibilmente senza figli (ci sono le “macchine”, siamo in troppi).
Se poi hai ancora l’illusione che il lavoro sia un diritto leggiti , “flexicurity”che cita il Prof. Sandro Trento (http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/un_punto_delleconomia/una_flexicurity_anche_in_itali.php?notifica ). Si evince che senza la flexicurity sarebbe stato normale e niente di male che decine di migliaia di giovani restassero parcheggiati in disoccupazione per lunghi anni divorati dalle tasse indirette (ma è normale, legale e quindi lecitamente morale alla faccia della solidarietà o come diceva Trilussa: “solitarietà”).
Alla fine si capisce con tristezza che succede perché non c’è più la paura di Stalin con i suoi carri armati e missili ad un passo dal confine.
2)
La comunicazione (bisogno essenziale per l’essere umano) non è un diritto. Basta provare a rivolgere la parola a qualcuno scortato da guardie del corpo.
Comunque chi può dare una risposta, che ti salverebbe la vita, non te la darà. Non si svelano gli affarucci degli amichetti.
3)
L’uguaglianza non è un diritto e non è gratuita “non contendere con il giudice: il verdetto sarà sempre a suo favore”. Notizia di cronaca di un cittadino che per aver infastidito Sgarbi in pubblico è stato allontanato e verbalizzato dalla pubblica sicurezza che gli ha detto: “Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro”. Se è vero, all’uguaglianza non credono neanche quelli che sono stipendiati per farla osservare.
4)
La sicurezza non è un diritto gratuito. Lo sanno bene i senza tetto che ogni tanto vengono aggrediti.
5)
La legittima difesa in pratica non è un diritto e non è gratuita. Chi dorme all’aperto non può detenere armi.
6)
La supplica in ginocchio a mani giunte non è un diritto. A molte persone dà molto fastidio perché, la richiesta indebita di rinunciare a parte dei loro privilegi, li costringe a dire di no (che è una parola proibita dalle convenzioni). Non lo fare, rovinerai il loro diritto ad un agio perfetto e dopo ti eviteranno come la peste.
7)
Non hai diritto di separarti dalla società e dallo Stato che ti hanno fregato per tutta la vita.
Anche in questo siamo come ai tempi del Re assoluto in cui il popolo era roba sua. A quei tempi solo l’anima non era del Re (che però non era neanche del popolano ma era di Dio che in compenso era affidabile, buono e generoso nell’aldilà).
L’azionista di una S.p.A. può uscire dalla società che lo deruba dei suoi dividendi portandosi via il capitale con cui era entrato a farne parte. Tu no.
Se, imbrogliato, offeso, derubato e ormai senza figli, cercherai di separarti, non ti riconosceranno mai il tuo capitale societario: la tua parte di Demanio. Tu ed i tuoi avi la pagaste e la paghi e loro ci lucrano su.
Anche se affermano che è tua, non solo non te la restituiranno mai, caro ex sovrano imbecille, ma se insisterai, con tutta probabilità i subdoli usurpatori ti faranno internare.
E non basta. Se ti rifiuterai di pagare le tasse indirette (come! Tu sei il sovrano e devi pagare le tasse?)
adducendo il diniego al fatto che ne’ la società ne’ lo Stato usurpatore, che ti dovrebbe rappresentare, ti hanno mai dato nulla in cambio, ti manderanno l’incaricato dello Stato a pignorarti quello che ti rimane.
Se cercherai di difenderti per vie gerarchiche o legali non potrai perché ti accorgerai che non esistono leggi per te (comunque, come mi è già capitato, hanno sempre ragione loro e quando l’ingiustizia è palese cominciano a farti girare in tondo giocando allo scaricabarile: l’irresponsabilità dello statale).
Se poi farai giusta resistenza (giusta ma non legale, si sa come sono gli usurpatori), ti manderanno a prendere dai loro uomini armati (che ancora paghi tu, ex sovrano imbecille e vile) che utilizzano per difendere le loro ricchezze ed introiti dicendo a tutti di servirti.
Se poi farai giusta, ma non legale, resistenza fisica, oseranno violare la tua sovrana dignità mettendoti le loro manacce addosso dicendo oltretutto a tutti che tu, il loro sovrano, hai commesso un crimine resistendogli.
Se alla fine, come tutti i sovrani, cercherai di difenderti dall’aggressione della milizia dell’usurpatore con le armi, ti uccideranno senza rimorso (la maggioranza si attacca a qualunque alibi gli venga fornito pur di non sentirsi cattiva): il mensile del loro soldo viene dalle tue tasche (e solo dalle tasche di quelli come te, pensaci!) ma glielo danno i tuoi usurpatori e loro glielo possono revocare e tu no, caro ex sovrano imbecille. Oltretutto non ti sei mai accorto che gli usurpatori li facevano giurare indirettamente a loro e non a te.
Caro ex sovrano, la storia è antica e sempre uguale sia nel piccolo che nel grande: quando deleghi il potere a qualcuno e te ne vai via per troppo tempo, quello, piano piano zitto zitto, prenderà il tuo posto, come succedeva con gli antichi feudatari, e poi, se vorrai recuperare le tue prerogative, dovrai fargli la guerra. E la dovrai vincere perché chi perde la guerra ha sempre torto e paga i danni.
Per finire non ti sei accorto che gradatamente, prima con la scusa di un sequestro nel lontano 1956 poi con l’alibi degli anni di piombo, ti hanno ormai disarmato completamente. Per toglierti anche l’idea della difesa vogliono anche dichiarare certi giocattoli (softair) “armi depotenziate”.
Poi, fare la guerra per ristabilire i propri diritti, ma a chi?
La grande invenzione dell’epoca contemporanea: la sostanziale irresponsabilità, per un gioco di leggi, dei governi a tasche piene dei soldi dei loro sovrani traditi. E se, vittima di palesi ingiustizie, ti ribelli, per il solito gioco di leggi, il traditore risulti tu (che non hai mai giurato a nessuno) (nota bene: mentre la maggioranza della P.A. deve giurare a “qualcosa”, i tuoi usurpatori non hanno mai voluto giurare a niente e nessuno e tu non te ne sei mai accorto).
Alla fine per separarsi bisognerebbe fare come il nostro vecchio Re: andare a morire in esilio chissà dove.
Al nostro vecchio Re uscente hanno riconosciuto, dicono, dei rimborsi, a te, sovrano travicello, no di sicuro.
Un altro sputo in faccia.
Caro sovrano popolano disoccupato imbrogliato e derubato, sono sessant’anni che ti prendono in giro e ti hanno appeso alle spalle la coda dell’asino che sei ma di questo, ormai, ce ne siamo accorti tutti.

Fine!

Che fatica! Troppo lungo. Alla fine tutto viene a noia. Non valeva la pena, tanto si annoieranno anche quei due gatti che lo leggeranno a metà. Oggigiorno non c’è tempo da perdere. Le notizie vanno valutate e consumate a colpo d’occhio.
Ma tanto sono disoccupato senza moglie o fidanzata, senza figli, senza un futuro perché è troppo tardi e non ho niente da fare.

Concludendo:
Perché sono inalienabili i veri diritti gratuiti garantiti? Perché nessuno li vorrebbe per sé.
Ti concedono gratis solo quello che buttano via e non mostrarti troppo ansioso di raccoglierlo perché potrebbero anche pensare di vendertelo.

Adesso capisco il perché di una frase di un americano (con tutti i loro limiti) che sosteneva che la democrazia era un meraviglioso albero che però aveva bisogno di periodiche alimentazioni di sangue.

Víctor Polay Campos: una vita spesa nella guerra all’ingiustizia

di Marinella Correggia, Annalisa Melandri

“Il Manifesto”, 10 settembre 2009

«Ora soluzione politica»

Intervista dal carcere del Callao, dove è sepolto vivo da quasi 20 anni, a Víctor Polay, leader dell’Mrta, il Movimento rivoluzionario Túpac Amaru. «La nostra lotta era giusta e non è stata vana. Ma il tempo delle armi è finito: in Perú e in una America latina che va vista con speranza e ottimismo»

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L’ingiustizia dell’occupazione non costa nulla agli Israeliani

http://www.wayfaring.info/wp-content/uploads/2008/07/tel_aviv1.JPG

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Luigia, aquilana in trappola per il G8

http://digilander.libero.it/dammitutto2/522969139_78e0ddff72.jpg

Torna Luigia a scrivere: dove dovrebbe andare, lei in una tenda in Abruzzo, aspettando l’Evento G8 ?

Cosa non dovrebbe fare?

Mi chiedo se serve scrivere, inoltrare, arrivare a poche centinaia di persone, che quando aprono il pc, sempre che ce l’abbiano,  ne hanno piene le tasche di lamentele, appelli e lettere. Che senso ha continuare a farlo, quasi fosse un lavoro e neanche pagato per giunta?

Che senso ha comunicare, a chi e che cosa se tutto è già sotto ai nostri occhi, a portata di mano e di fiato?

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