di Yani Alvaro, sabato 23 febbraio 2008, 22:09
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Dialoghi
Lo sfratto di massa attuato nella società dei proprietari ha portato a profonde implicazioni politiche. Secondo un sondaggio di settembre il 48% degli americani ritiene di vivere in una società divisa in persone che hanno e persone che non hanno. Praticamente il doppio del 1988. Solo il 45% di loro si vede come coloro che hanno.
Naomi Klein, Znet
Ricordate la “società dei proprietari”? Era uno dei punti importanti di George W. Bush e venne spesso citato durante i primi quattro anni di presidenza.
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di Martino Mai, sabato 23 febbraio 2008, 09:36
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Dialoghi
A Roma i “camerati” sfondano nelle elezioni nei licei e nelle università
Al Nord si alleano con gli ultras da stadio e i reduci dell’estremismo anni ’70
Il cuore nero dei giovani d’Italia Viaggio alla scoperta dell’ultradestra
Tra nuovi slogan e vecchi ideali, identikit del “balilla” del 2008
di CONCITA DE GREGORIO
ROMA - I balilla che governano la “Cosa nera”, parlamento delle scuole romane, non si riconoscono dalla divisa: non ce l’hanno. Nemmeno quella diffusa sui giornali da foto d’archivio: ray-ban a goccia specchiati e bomber di pelle, capelli cortissimi. Non si usa più: sono i più grandi semmai a bardarsi ancora così, gli ultra ventenni e Cesare Previti quando si veste da giovane, la domenica mattina. I ragazzini di 15-17 anni eletti in liste di destra che gestiscono gli 80mila euro della Consulta provinciale studentesca insieme alla gloria di aver defenestrato la sinistra da sempre al potere sono indistinguibili da migliaia di loro simili.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 13 febbraio 2008, 00:15
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America latina, Media
Scrivo questo post malvolentieri. Beccare Rocco Cotroneo, il nostro corrispondente a Copacabana, fare due volte male il proprio lavoro nello stesso giorno è troppa grazia, o troppa pena, per il Corriere della Sera che lo mantiene a Río e gli paga la caipirinha.
Stamane ci eravamo accorti che Cotroneo era cascato nella propaganda di Miami spacciando la maglietta con la @ sfoggiata dal ragazzo cubano Eliécer Ávila per lo squillo della rivolta a Cuba, e non per quel che era, ovvero la maglietta fatta in serie della facoltà di Informatica che Eliécer frequenta. Poi una volta capito che i ragazzi cubani, che poche ore prima aveva esaltato, non stavano buttando giù la mummia di Lenin, ha fatto una delusissima e nervosa macchina indietro: sono figli della classe dirigente, non ci potevamo aspettare di meglio da loro, traditori!
Il bello però Cotroneo lo scrive in un pezzo intitolato “Cuba discute”. Andiamo a vedere che merita. Parla di Silvio!
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di Gennaro Carotenuto, martedì 12 febbraio 2008, 11:55
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America latina, Media
Quello che potete vedere nel video, intervistato da Rosa Miriam Elizalde, è Eliécer Ávila, lo studente cubano reso famoso per aver dibattuto con il Presidente del parlamento cubano, Ricardo Alarcón, in un’assemblea della sua università, la UCI (informatica), e presentato nel mondo come l’esplodere della rivolta contro la dittatura castrista a Cuba.
Attiva Javascript e Flash per poter vedere questo Flash video.
Eliécer è vivo ed evidentemente in buona salute e, almeno apparentemente, non solo non vive ostracismo alcuno ma parla in TV, e ribadisce i suoi argomenti, nel paese che dovrebbe essere il più censurato del mondo.
Questo a Cuba, ma invece per i media anticubani Eliécer sarebbe addirittura in galera.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 31 luglio 2007, 00:33
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America latina
Il governo di Michelle Bachelet mette nelle mani di Microsoft il monopolio totale del presente e del futuro informatico cileno. Con un grande concordato tra stato e… chiesa, da oggi Microsoft controllerà tutti i dati sensibili dei cittadini cileni e lo stato stesso li spingerà ad usare solo prodotti della multinazionale.
Mentre buona parte dell’America Latina, dal Perù al Brasile al Venezuela, dove oramai la stragrande maggioranza dei computer in uffici pubblici funziona con il sistema Linux, sceglie il software libero, il Cile va in direzione opposta. Al contrario il governo “di sinistra” di Michelle Bachelet, non ci crede e ha consegnato il monopolio del futuro informatico e tecnologico del paese ad una sola impresa multinazionale straniera, la Microsoft. Con un’elemosina di pochi milioni … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 24 ottobre 2006, 08:11
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Dialoghi
Tito Pulsinelli: Le elezioni per la Presidenza che si sono svolte il 15 di ottobre in Ecuador, erano state accompagnate da ripetute denunce di frode elettorale, già alla vigilia del voto. Si sono concluse con l’anomalia della estromissione della società brasiliana incaricata dello scrutinio informatico. E’ una conferma che in America latina si è imposta la linea che sbarra alla sinistra, e ai movimenti sociali, l’accesso al potere politico con i voti.
Dopo il caso messicano che ha dato luogo all’ingovernabilità e all’insorgere di una dualità di poteri -uno nei Palazzi, l’altro nella vita sociale- in Ecuador c’è stata una variante "creativa" di broglio e … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 9 ottobre 2006, 11:31
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Media
Sto scrivendo queste righe con writely, un programma di videoscrittura online che appartiene alla famiglia degli applicativi di Google. E’ un programma di scrittura testi gratuito, che senza avere la sofisticazione di Word di Microsoft, o anche solo di Openoffice -la principale alternativa gratuita- permette di scrivere testi buoni per il 90% delle esigenze. La caratteristica principale di Writely è che esiste solo online e che permette di lasciare online i propri testi come se fossero archiviati in una cartella del proprio computer.
L’idea di Google -e non solo- è nota ai più esperti, ma merita di essere divulgata per gli altri perché potrà nei prossimi anni rivelarsi dirompente: spostare piano piano tutto online, ovvero non solo … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, domenica 8 ottobre 2006, 07:17
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Dialoghi
Michele Fronterre’: Stavo cercando di reperire del materiale per approfondire la conoscenza del villaggio operaio di Crespi sull’Adda. Un esempio di comunità sorta attorno ad uno dei più grandi complessi industriali per la produzione del cotone. L’esperienza dei cotonifici della famiglia Crespi si articola tra … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 27 settembre 2006, 16:58
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Dialoghi
Michele Fronterre’: Il grigio, da quando abito a Torino, ho imparato a conoscerlo bene, tuttavia solo adesso la mia curiosità mi ha indotto a … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 8 marzo 2004, 02:54
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Italia
Alla faccia delle famose 3I, la I dell’Inglese nei programmi delle scuole medie inferiori passa da 3 a 1.5 ore a settimana. A parte che… spiegate com’è ‘sta storia delle 1,5 ore di lezione… è chiaro che con 1,5 ore al massimo si impara a dire “ai lav iu”.
Sapendo quanti computer ci sono nelle scuole per realizzare la I di Informatica si capisce che la I di impresa, la terza, voglia solo dire che chi può mandi i figli nelle scuole imprese private (pubblicità regresso).
In compenso dai programmi scompare ogni riferimento a quell’eccentrico viaggiatore inglese chiamato Charles Darwin. Non c’è evoluzione, l’uomo non discende più dalla scimmia ma fu creato da dio padre sputando su un pupazzetto di fango più o meno come Geppetto con Pinocchio, ma senza il contributo della Fata Turchina.
Pensavamo che il fondamentalismo biblico fosse relegato alla “bible belt” dei fanatici protestanti nel sud degli Stati Uniti, quelli dei fucili, della pena di morte per i bambini e i minorati e della “giustizia infinita”. Noi siamo molto più evoluti e non corriamo questi pericoli, ma “mi consenta”, fatemi lavorare una o due generazioni e ci adegueremo.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it