Friday 25 May 2012, 05:42

Gli articoli con tag: " inflazione "

Argentina: povertà in calo per il sesto anno consecutivo

cartonero Secondo i dati ufficiali la povertà in Argentina è scesa al 17.8% e l’indigenza al 5.1%. Appena un anno fa erano rispettivamente 23.4% e 8.2%. Nonostante siano avanzati dubbi sull’ attendibilità di tali risultati rispetto all’ inflazione reale nel paese, povertà e indigenza continuano a diminuire ininterrottamente dal 2003 quando il FMI ha dovuto smettere di depredare il paese.

Il bicchiere in Argentina a sette anni dal crollo del neoliberismo, comunque lo si guardi è mezzo pieno. La povertà ha continuato a scendere costantemente dimezzandosi dal 2003 quando è cominciato il grande recupero del paese dopo dittatura e fondomonetarismo.

Ma il bicchiere è indubbiamente anche mezzo vuoto. In Argentina, uno dei paesi più ricchi della terra, continuano ad esserci quattro milioni e mezzo di cittadini che non riescono a soddisfare le necessità più elementari e addirittura un milione e duecentomila che non riescono neanche ad acquistare gli alimenti necessari.

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Il Sessantotto e altre valanghe

Le piaccia o meno, Ministro Gelmini, a sentirla parlare è facile capirlo: lei s’è formata nella nostra scuola, ha respirato l’aria che abbiamo respirato, ha pregi e limiti dei nostri studenti e può capitare: lei sbaglia bersaglio. Dietro le sue ragioni, dietro la novità del maestro unico, la riscoperta delle miracolose virtù terapeutiche del grembiulino, dietro la favola della meritocrazia, non ci sono, come forse lei crede davvero, i quarant’anni che ci separano dal Sessantotto, ma i vent’anni che dalla sua adolescenza scivolano in malo modo sino a noi e ci precipitano addosso come una valanga. … Leggi tutto

Jaime Avilés, con il neoliberismo oggi è tornato il Messico coloniale

A Felipe Calderón è sfuggito il paese di mano. Ci sono 16 milioni di disoccupati, l’inflazione è la più alta degli ultimi 12 anni e le bande dei narcos oggi controllano importanti città e intere regioni, da Chihuahua allo Yucatán, lasciando una scia di cadaveri, stragi alla luce del giorno, attacchi a installazioni militari, corpi decapitati, sequestri e vendita di protezione a innumerevoli negozi, da innocenti taquerías a rumorosi antri di table dance. … Leggi tutto

La riforma che uccide l’Università

Secondo Il Giornale i docenti universitari lavorano un’ora al giorno e guadagnano 10.000 Euro al mese. Balle. Calunnie. Certe volte mi ritrovo in Skype con un’amica ben dopo la mezzanotte e stiamo entrambi ancora lavorando, scrivendo, correggendo tesi, preparando didattiche vicine e lontane. Lo facciamo con impegno, passione e perfino orgoglio per un’istituzione che pure siamo coscienti che cada a pezzi. Lo facciamo per uno stipendio di circa un settimo (1/7) di quello che ci attribuisce Il Giornale e non ci lamentiamo. Non sono un “figlio di” né un raccomandato, né un fannullone (al contrario) e sono stufo di essere calunniato da questo governo e i suoi sicari informativi.

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Stiglitz: Così è fallito l’integralismo neoliberista

Questo articolo potrebbe averlo scritto Vittorio Agnoletto o Alex Zanotelli.

JOSEPH E. STIGLITZ – Affari e Finanza

Il mondo non è stato benevolo nei confronti del neoliberalismo, quella miriade di idee basate sul concetto integralista che i mercati si autocorreggono, allocano efficientemente le risorse e servono bene l’interesse pubblico. È stato questo integralismo di mercato il presupposto stesso del thatcherismo, della reagonomics, e del cosiddetto “Washington Consensus” a favore della privatizzazione, della liberalizzazione e della risoluta concentrazione sull’inflazione da parte delle banche centrali indipendenti.

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Bifo: una nuova strategia (anzi due)

Nove anni dopo Seattle Una nuova strategia anzi due Per le donne e per gli uomini che non accettano la schiavitù e la guerra

di Bifo

Nel 1999 a Seattle cominciò una rivolta morale. Dopo l’attacco contro il summit del WTO milioni di persone in tutto il mondo dichiararono che il globalismo capitalista è un fattore di devastazione psichica e ambientale. Per due anni il movimento globale attivò un efficae processo di critica delle politiche neo-liberiste, aprendo la strada alla speranza di un cambiamento radicale.

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Tgcoma

Corriere dalla Sera - Home page

Per fare una cosa del genere, devi essere o un completo idiota o un grande genio. Devo ancora decidere. Perché in fondo il tentativo è di assoluto rispetto: cercare di vincere il pulitzer per la cronaca nera commettendo una serie di omicidi da raccontare su un quotidiano con dovizia di particolari, mentre la legge trova e condanna due innocenti al posto tuo, in un processo che hai seguito e riportato sempre sullo stesso giornale. Da Nobel per la Criminalità. Purtroppo non sei uno sbirro e la realtà non è Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Calchi la mano e il buon DNA si presenta come un dolore rettale che lento t’invade l’orgoglio, costringendo i posteri a ricordarti come un grande genio dell’idiozia.

Ma la storia di Tanevski è interessante per capire le solite differenze tra Italia e Resto del Mondo Libero di Lasciar Lavorare la Stampa Come Cazzo le Pare. In Grecia un assassino trova lo spazio per raccontare le sue peripezie con rara precisione proprio mentre qui da noi sarà impossibile raccontare crimini commessi da terze persone, perché ehi, è vero, sono un criminale, causa del debito pubblico, dell’inflazione di Eurolandia, del blocco salariale, del crollo del PIL, della cataratta di tua nonna, e agisco in barba a ogni regola di equità e giustizia, ma anch’io ho diritto alla mia privacy. Non più un’intercettazione pubblicata. Addio giornalismo d’indagine.

E dire che era così divertente leggere stralci di dialoghi di deficienti sprezzanti di ogni senso del pudore, che nonostante la consapevolezza di avere tutti e sette i cellulari sotto controllo da cinque anni parlottavano al telefono di nefandezze giuridiche come se fossero una scopata con una escort da 3.000 euro a notte. Uno spettacolo offerto dal Principio di Sana Impunità che Vige nel Paese, da godere in podcast comodamente seduti su una Allak Ikea.

Ora, invece, mentre il voyeurismo giustizialista chiuderà per ferie obbligate blog affogati di banner, la Grande Stampa d’Inchiesta Italiana mostra i frutti di un corso accelerato di Editoria Giornalistica di Mario Giordano. Che vuoi che sia il blocco dei processi Diaz e Bolzaneto quando un Vip si annoia sul bagnasciuga in Costa Smeralda?
La colonna destra dei quotidiani a breve sarà soggetta ai moti centripeti delle gerarchie di notiziabilità. L’italiano medio con aria soddisfatta smetterà di lamentarsi che i giornali hanno solo brutte notizie. Il mondo sarà un culo in diretta da Porto Cervo, dove la carta igienica si sporca solo di abbronzatura.

Ovviamente tutto sul web, ché su carta non si fanno impression.

Omaggio al “Che” Guevara a 80 anni dalla sua nascita

15 giugno 2008

Nella sua città natale è stata eretta una statua realizzata con il bronzo donato da 15 mila persone

Il Che Guevara: un simbolo, un ideale, un modello. Il 14 giugno avrebbe compiuto 80 anni se non fosse stato ucciso nelle montagne della Bolivia dall’esercito boliviano che represse la guerriglia comandata dallo stesso “Che”. Una figura che a 40 anni dalla sua morte risveglia ancora gli animi intorpiditi dal consumismo, fa sorgere aspirazioni e iniziative concrete, riesce a unire formalmente in una grande manifestazione i movimenti di sinistra di tutta l’America latina. … Leggi tutto

I guardoni di Stato

Ancora una volta le mani prudono e le parole sgorgano. Una domanda si ostina ad assillarmi: perché scrivere ciò che è evidente ed invisibile solo per chi si rifiuta di vedere? Chi ha vissuto la propria vita in cerca di giustizia ed eguaglianza non può astenersi dal procedere sulla sua ostinazione e il cammino di sempre. Banchi di scuola di antica fattezza ritornano alla mente; maestri e professori siedono dietro una cattedra e su una pedana, primo scalino di una autorità invadente e oppressiva.

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Argentina: una serrata per destabilizzare Cristina

na01fo01 Da due settimane i grandi rentiers agrari argentini, in armi contro una tassa che li danneggia, stanno giocando a destabilizzare il governo di Cristina Fernández de Kirchner, utilizzando i piccoli produttori e la paura dell’inflazione che solleva la testa.

Sono tornati così i cacerolazos in Argentina, ma manovrati dalla destra, che dopo il Venezuela e la Bolivia adesso prova a destabilizzare il più meridionale dei governi integrazionisti latinoamericani.

Scritto in esclusiva per Latinoamerica.

Cercasi Ingrid disperatamente (viva o morta)

Sembra che il conflitto colombiano sia entrato in una fase cruciale: le ultime operazioni militari hanno inferto un colpo gravissimo alla guerriglia delle FARC che hanno perso nel giro di una settimana il numero due, Raul Reyes, e Ivan Rios, tradito dal suo stesso responsabile di sicurezza. È la prima volta che un membro del Secretariado dell’organizzazione guerrigliera viene ucciso. Allo stesso tempo questi successi militari possono avere altre implicazioni in ambito internazionale: la prima sull’intercambio umanitario che dovrebbe portare alla liberazione degli ostaggi, tra cui Ingrid Betancourt, e la seconda sugli equilibri della regione. Ecuador e Venezuela sono allarmati per lo sconfinamento in territorio ecuadoriano delle forze armate colombiane e si teme una destabilizzazione della regione. … Leggi tutto

L’autunno di re dollaro

di FEDERICO RAMPINI

“Il dollaro è la nostra moneta ma è il vostro problema”. La battuta fu pronunciata nel 1971 da John Connally, segretario al Tesoro Usa, quando l’Amministrazione Nixon decise di sganciare il dollaro dalla parità con l’oro, precipitando il mondo in un decennio di iperinflazione, tassi alle stelle e tempeste finanziarie. Quella cinica osservazione è valida anche oggi. Malgrado abbia perso negli ultimi sei anni oltre il 40% del suo valore rispetto all’euro, il dollaro resta il centro del “sistema solare” del commercio e della finanza globale. Questa sfasatura tra il crollo del suo valore e la persistenza del suo ruolo egemonico, è alla radice di molti mali della nostra economia. E’ una contraddizione che paghiamo in tanti modi: il petrolio oltre i 100 dollari, l’inflazione dei generi alimentari, l’impasse della Bce che non riesce a tagliare il costo del denaro per colpa di un carovita importato; tutto ciò si può ricondurre agli squilibri propagati da “sua maestà decaduta” il biglietto verde. Perfino la Cina e i paesi dell’Opec subiscono pesanti ripercussioni interne per la débacle del dollaro, nessuno riesce a difendersi. Siamo tutti in attesa di una rivoluzione copernicana nelle regole monetarie. Se non arriva, è anche colpa nostra.

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Allarme inflazione in America Latina

Il prezzo delle materie prime alle stelle ha accelerato negli ultimi mesi la pressione inflazionaria in America Latina. Il processo non sembra rallentare ed avrà forti ripercussioni sul 2008.

di Antonio Pagliula www.verosudamerica.com

La domanda mondiale di alimenti, il boom dei biocombustibili, l’incredibile accelerazione del consumo interno e l’aumento del prezzo del petrolio, del grano e del mais, sono gli ingredienti principali di questo esplosivo cocktel inflazionario. Ad inizio 2007 questo problema sembrava essere limitato a pochi paesi (su tutti Venezuela e Argentina) pero ad inizio 2008 l’inflazione non controllata sembra già essere un male comune che sta coinvolgendo tutte le principali economie della regione. … Leggi tutto

Il benaltrismo dell’Avvenire sul Venezuela

Ecco, l’editoriale pubblicato ieri – mercoledì 13 febbraio 2008 – su AVVENIRE, quotidiano dei vescovi italiani. Non deve stupire il tono usato contro il presidente (plurieletto, ma questo è un dettaglio) Hugo Chavez (variamente etichettato nell’analisi – si fa per dire – del signor Ferrari). Come si permette questo satrapo (definizione dell’articolista) di alzare la voce contro la benemerita Exxon, contro la Nestlé e la Parmalat? Non sa forse che ciò che importa sono gli interessi delle multinazionali, comunque perseguiti?

D’altra parte, anche noi dobbiamo avere un po’ di comprensione: parlare male di Chavez è normale su un organo di stampa come Avvenire, considerato che il presidente non è in buoni rapporti con la gerarchia ecclesiastica cattolica del Venezuela. Quella stessa gerarchia che partecipò al golpe contro di lui nell’aprile 2002. Satrapo, dicevamo, no?

Paolo Moiola

SOTTO TIRO ORA EXXON, NESTLÉ E PARMALAT
Chavez alza la voce Ma il problema è altrove

GIORGIO FERRARI / AVVENIRE, 13 febbraio 2008

In altri tempi davanti alla rada di Maracaibo sarebbero già comparse le cannoniere. Ma fortunatamente la guerra che si combatte oggi è ‘solo’ a colpi di barili di petrolio, di nazionalizzazioni, di espropri e dispetti commerciali. Si può dire tuttavia che nel turbolento regno del venezuelano Hugo Chavez sono pochi i contenziosi non ancora accesi. È di ieri la notizia che Caracas minaccia di sospendere le forniture di petrolio agli Stati Uniti se perdurerà il congelamento di crediti per 12 miliardi di dollari della società petrolifera di Stato Pdvsa su istanza del gigante petrolifero Exxon, che nel maggio dello scorso anno si è visto nazionalizzare da Chavez alcuni campi nella Faja del Orinoco destinati all’estrazione del greggio. Non bastasse, il rude presidente venezuelano sta ingaggiando battaglia anche con due giganti del settore alimentare, la svizzera Nestlé e l’italiana Parmalat: l’accusa, sottrarrebbero latte prodotto in loco ai venezuelani per rivenderlo ai Paesi vicini.

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E le famiglie si impoveriscono

Alfredo Recanatesi, l’Unità

Ancora un picco di inflazione: quasi il 3% in un anno e lo 0,4% nel solo gennaio. Nel resto d’Europa le cose vanno peggio con una inflazione superiore al 3%. Un tempo un’inflazione più bassa di quella che si registra nei Paesi con i quali ha più senso confrontarci era segno di stabilità o, addirittura, di maggiore virtù.
Oggi non è più così. Siccome le determinanti dei prezzi sono ovunque assai simili, una inflazione più contenuta è dovuta, come direbbero gli economisti, ad una maggiore elasticità della domanda.

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