Friday 25 May 2012, 05:40

Gli articoli con tag: " immigrazione "

Un reato non sgradito

A proposito del reato di clandestinità, voglio condividere con voi un articolo dalla rivista Confronti e qualche riflessione personale.

Dallo «ius migrandi» al reato di immigrazione

Agli inizi del XVI secolo i giuristi europei si cimentarono nella ricerca di titoli di legittimazione giuridica della conquista del Nuovo Mondo: risale a quell’epoca l’elaborazione dello ius migrandi, uno dei diritti che, come ha scritto Luigi Ferrajoli, erano proclamati astrattamente uguali e universali allorché erano concretamente disuguali e asimmetrici, essendo impensabile la migrazione degli indios in Occidente.

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La sicurezza di aver fatto un casino

Lo dico sempre: basta leggere. Non c’è bisogno di lambiccarsi il cervello, immaginare oscuri scenari, chiedersi se sia vero, se ci sono secondi fini, se c’è qualcosa di nascosto. Si recupera la fonte originale e si legge. E molto spesso si scoprono cose ben più grosse di quelle che si sarebbero potute immaginare facendosi le seghe mentali. Si legge e si scopre la verità. Che bisogno c’è di credere a Tizio o a Caio, quando la verità è lì a disposizione di tutti?
Così sono andato a cercare la lettera che Napolitano ha scritto al governo a proposito della nuova normativa sulla sicurezza approvata dal Senato in via definitiva il 2 luglio scorso. E dove li trovo i documenti originali? Semplice: la legge sul sito del Parlamento, la lettera sul sito del Quirinale. E leggo.

di Peppe Dantini

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Angelo Panebianco: promosso!

sedicente_liberale Angelo Panebianco deve aver tirato un grosso sospiro di sollievo. E lo ha fatto scritto, senza risparmiare aggettivi, nell’editoriale del Corriere di sabato 11 luglio. Silvio Berlusconi, da sempre il suo eroe, se l’è cavata, nonostante gli scandali che (giustamente) lo rincorrono. Ha vinto l’Italia, perché in questi casi “il governo non rappresenta una parte ma l’intero”.

Vi immaginate se uno studente universitario (di scienze politiche, economia o giurisprudenza) desse questa risposta ad un esame? Gli direbbero di ripresentarsi tra 6 mesi. Panebianco applaude al palcoscenico montato sui luoghi del terremoto. Lui parla di concretezza, di contatto con la realtà.

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Badanti: Il grande esercito al posto dello Stato

Più di un milione, metà irregolari, assistono gli anziani. Se non ci fossero, alla Sanità costerebbe ogni anno 45 miliardi di euro

RAFFAELLO MASCI

ROMA
Quella di badante sta diventando una delle professioni più diffuse in Italia, dato che riguarda un milione e centomila persone, donne per l’87 per cento e straniere per il 79. Un fenomeno gigantesco e capillarmente diffuso sia pur con una concentrazione maggiore al centro-nord (solo in Lombardia ce ne sono 100 mila). Sono, evidentemente, le carenze del welfare a indurre l’esponenziale crescita di questa figura (in Danimarca, per dire, le badanti praticamente non esistono), ma comunque così stanno le cose e quindi minacciare la regolare presenza di queste signore nelle nostre famiglie, come rischia di fare la nuova legge sulla sicurezza e l’immigrazione, può suscitare un’ondata di panico.

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I detenuti di Guantanamo in Italia

Confesso che sono perplesso e non so proprio come gireranno la frittata. Berlusconi ha accettato di farsi carico di tre detenuti delle carceri di Guantanamo Si tratterebbe di Riadh Nasri, Moez Fezzani e Abdul bin Mohammed bin Ourgy, due di loro sono già stati indagati dalla procura di Milano con l’accusa di  associazione a delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e altri reati legati al terrorismo. In base al Patriot Act, negli USA, sono sospesi i diritti civili in presenza di presunti terroristi. In Italia ancora no. Il sistema giuridico italiano, nonostante tutti i colpi inferti dai nostri politici e governanti contiene ancora alcune garanzie. … Leggi tutto

Quell’esempio di stampa di sinistra che dialoga "oltre i vecchi steccati"

http://degeneri.noblogs.org/gallery/258/che_rylin.jpg

Su Liberazione è stata pubblicata una lettera di Maldestra e Madri per Roma Città Aperta. Si riferisce ad una questione che riguarda la stampa cosiddetta di sinistra e la pubblicazione di pagine nelle quali si sdoganano culture fasciste. Una discussione del genere tempo fa vi fu anche per un articolo pubblicato su Il Manifesto nel quale la cronaca descrittiva del fenomeno neofascista veniva stilata con pericolosi scivoloni acritici. Poi ci fu la giornalista Alessandra Di Pietro che sul settimanale Gioia proponeva una intervista alle donne di Casapound come si trattasse di una chiacchierata tra vecchie amiche i cui mariti usano chiamarsi tra loro "camerati". Belle signore, per carità, neppure un filo di cellulite. La Di Pietro ha scordato di chiedere qual è il segreto della loro bellezza. Deve essere dura liposungere anni e anni di culto della perfetta giovane fascista del terzo millennio. (Se interessa, nei "nostri" spazi c’è ampia licenza di naturale e rilassato sbracamento corporeo. Sai mai voleste farvi un morso di meravigliosa cioccolata fondente…)

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Clandestini si nasce (e razzisti si diventa)

razzismo_politico Nell’Italia postcoloniale la maternità resta una virtù e i figli un valido e auspicabile contributo alla Patria, a patto che siano (ovviamente) italiani doc.

Abbiamo scritto più volte che l’approvazione del "pacchetto sicurezza" (legge sulla sicurezza n. 733) ha istituito (in virtù del reato di ingresso e soggiorno illegale) per tutt* i/le migranti la fine dei diritti umani: cancellato il diritto alla salute per i/le cosiddett* "immigrati irregolari" , introdotta una tassa per il permesso di soggiorno, residenza subordinata all’idoneità dell’alloggio in cui si vive, matrimoni ostacolati, delazione (di medici e anche presidi) incoraggiata.

Nessun migrante, mentre in nome della sicurezza degli/delle "autoctoni/e, si istituiscono le ronde, è più "sicuro/a": adulti o bambini, con permesso di soggiorno o no.

A poco più di un mese dalla morte di Mabruka Mamouni, un’altra donna migrante, Vira Orlova, badante ucraina senza permesso di soggiorno, è morta dissanguata in seguito ad un aborto, sola nella sua stanza, troppo spaventata delle conseguenze che poteva avere rivolgersi ad una struttura ospedaliera senza documenti.

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Ticket to ride per Gheddafi

http://data.kataweb.it/kpm2cinx/field/image/tcimage/282241

Il presidente Obama è  stato a Buchenwald e ha detto: “Coloro che negano il genocidio dovrebbero venire qui. Non ho pazienza con loro”.
Ne abbiamo invece molta noi  con i nostri capi di stato, ne ha il popolo americano ed europeo, asiatico e arabo, africano e tutto il terzomondista che non è affatto poco. Dal 1960 ne ha il popolo nigeriano, da quando è diventato indipendente e si è visto sottrarre oltre al petrolio da chi “non c’entra niente” , 380 miliardi di dollari.

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La democrazia funziona. Davvero?

Ho fatto dei rapidi calcoli.
Quasi 26 milioni di elettori hanno avuto modo di vedere il proprio voto conquistarsi spazio in Europa attraverso i propri rappresentanti.
Poco più di 4 milioni di elettori italiani invece si sono ritrovati orfani di una tale speranza, almeno dal punto di vista formale: i voti espressi sono stati "persi" perchè incanalati in partiti che non hanno raggiunto il quorum.

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Migranti al Gay Pride di Torino (e Giorgia Meloni & CO a quello di Genova)

Tra le iniziative in occasione del Genova Pride 2009 (che si terrà il 27 giugno), lo scorso 6 maggio Giorgia Meloni ha partecipato, insieme con Aurelio Mancuso ed altri/e, ad un convegno curato da Arcigay su I giovani e il disagio della diversità. Vabbè, probabilmente mi sono persa qualcosa (confesso che dopo la vicenda Italo ho seguito con poca passione l’evolversi dei vari Gay Pride) eppure di Giorgia Meloni, Ministro alla Gioventù e già presidente di Azione Giovani, ricordo un po’ di cosette terrificanti. Ma non è Giorgia Meloni che si è schierata, in più occasioni, per il Family Day contro il Gay Pride? Non è lei che ha rivendicato la "famiglia tradizionale" e il fare figli come contributo alla Patria?

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Non amano l’acqua, rubano e stuprano

"Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali."

Testo tratto da una relazione del 1912 dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano. Si parla di immigrati italiani.

Erri De Luca racconta l’immigrazione dal cimitero di Lampedusa

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Pacchetto sicurezza, punto per punto di cosa si parla

La Camera, con 316 voti a favore e 258 contrari ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione del suo emendamento 1.1000 presentato al disegno di legge (C2180-A), già approvato dal Senato, recante Disposizioni in materia di sicurezza pubblica.
Ora il testo dovrà tornare al Senato per l’approvazione definitiva, dopo le modifiche apportate in aula.
In sede di Commissione era stata stralciata dal pacchetto la contestata norma sui medici-spia e reintrodotte le ronde ed il prolungamento fino a 180 giorni della permanenza nei Cie.

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"Disobbedisco"

"DISOBBEDISCO"
Appello alla disobbedienza civile

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Italia: guerra alla civiltà

229365 Siamo noi a sbagliare. Noi, che ancora non abbiamo capito o, forse peggio, fingiamo di non sapere. Siamo noi che sbagliamo. Noi, che ancora cerchiamo un filo di logica, la luce d’una ragione smarrita, un impossibile dialogo. Siamo noi che sbagliamo. L’illusione che si possano opporre parole alla crudezza dei fatti per difendere la civiltà smarrita è il nostro errore più grave.
Ciechi. Siamo davvero diventati ciechi e non vediamo quello che ormai si mostra nella sua drammatica e sconvolgente chiarezza. Noi ce ne stiamo inerti, forse timorosi del significato dei fatti, forse convinti che una guerra non riconosciuta come tale possa ancora evitarci l’onere dello scontro. Ma sbagliamo.

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