di Gennaro Carotenuto, giovedì 19 febbraio 2009, 00:26
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Disinformazione, Media, Politica italiana
Non ci potevo credere: i due fresconi più fresconi del giornalismo italiano, Antonio Polito e Piero Sansonetti, si sono sposati. Mangiapane a tradimento rispettivamente direttore ed ex direttore di finti giornali pagati coi soldi pubblici, si ritrovano adesso sotto lo stesso tetto, tettuccio, ma sempre col sederino al caldo, de “Il Riformista”. Sì proprio “il Riformista”, l’imprescindibile foglio “né di destra né di sinistra” che ci costa 4 Euro di tasse per ognuna delle 2.000 copiuzze vendute.
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di Franco Verderi, martedì 17 febbraio 2009, 17:50
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Dialoghi
È uno dei patrioti che hanno salvato Alitalia, entrando in CAI con il 7% del capitale.
Tra i più attivi sostenitori della stampa italiana, di qualunque colore essa sia: è l’editore di Libero (con il 100% delle quote), Il Riformista (51%) ed era a un passo dal salvare l’Unità, prima che saltasse fuori quel fallito di Soru a soffiargliela.
Sempre pronto a soccorrere gli amici in difficoltà. Si chiamino essi Gianfranco Fini, al cui fratello Massimo ha offerto il posto da direttore sanitario del San Raffaele di Roma, o Massimo D’Alema, con cui s’accordò nel 2003 per rilevare la Beta immobiliare, contenitore degli ingenti debiti dei Ds con le banche ma anche del vastissimo patrimonio immobiliare ereditato dal Pci, inclusi la storica sede di via Botteghe Oscure e la scuola quadri delle Frattocchie.
Su Antonio Angelucci, detto Tonino, dovrebbero farci un film. … Leggi tutto
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di Martino Mai, giovedì 18 dicembre 2008, 13:17
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Dialoghi

L’imprenditore padrone della città con il pieno controllo su assunzioni, appalti e delibere
Non è più la politica a imporre il prezzo della corruzione all’impresa ma il contrario
di GIUSEPPE D’AVANZO
NON C’È alcun "interesse pubblico" in questa storia nera. Come se fosse morto. Come se, nell’esercizio di "pubbliche funzioni" e di "pubblici poteri", fosse deperita la più elementare nozione – e distrutta anche soltanto l’ombra – di "servizio al bene collettivo". Nella rete di assessori, consiglieri comunali, provinciali, regionali, parlamentari, magistrati penali e amministravi, tecnici comunali, professionisti, burocrati ministeriali – in questo "sistema" apparecchiato da Alfredo Romeo esistono soltanto le cose nostre. "Dobbiamo parlare delle cose nostre…". "Quella cosa nostra come sta andando…". "C’interessano soltanto le cose nostre…". "Dacci uno sguardo a quella cosa nostra…".
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C’è stata una piccola polemica prescindibile. Il quotidiano il Riformista, diretto da quell’Antonio Polito che doveva farsi monaco buddista se Nichi Vendola vinceva le elezioni, ha attaccato pesantemente (e legittimamente) Veltroni. Veltroni ha replicato mettendo sul piatto i dodici milioni di voti con le DUEMILA copie vendute da Il Riformista tutti i giorni. Come replica il Riformista si è offeso (forse giustamente) e qualcuno ha perfino detto che Veltroni non rispettasse la libertà di stampa del Riformista.
Giusto, forse. Epperò… non per difendere Veltroni, ma il Riformista è un caso particolarmente repellente proprio per quelle 2.000 copie che vende.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 29 aprile 2008, 10:40
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Libri
A cura di Emanuele Giordana, esce il 7 maggio allegato al quotidiano il Riformista, Tibet, lotta e compassione sul tetto del mondo. Ecco un frammento dell’introduzione.
Nell’autunno del 1977 avevamo preso, com’era abitudine in anni in cui si disdegnavano gli aeroporti ed era molto più semplice viaggiare via terra, il Direct Orient Parigi-Istanbul che faceva tappa alla stazione Centrale di Milano. La meta – lontana – era il paesino himalayano di McLeod Ganj, una cittadella dell’Himachal Pradesh indiano dove, ed era tutto quel che sapevano, risiedeva il Dalai Lama. Che cosa ci avesse esattamente spinto ad andare là anziché, come altre a volte, a Kathmandu o a Bombay, non sapremmo dire. Durante il viaggio incontrammo molte persone che andavano in quel remoto villaggetto indiano tra cui un giovane amico milanese, incontrato a Lahore, che già vestiva i panni amaranto dei monaci tibetani e che fece un pezzo di strada con noi.
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di Yani Alvaro, giovedì 17 aprile 2008, 08:45
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Dialoghi
Pushpa Kamal Dahal, il "compagno Prachanda" (nella foto) è l’asso pigliatutto in testa nelle proiezioni dei risultati di voto delle elezioni politiche del Nepal
di Emanuele Giordana
Martedi’ 15 Aprile 2008
Chi ha paura del lupo cattivo? E’ una domanda inevitabile se si scorrono i risultati parziali, ma assai indicativi, delle elezioni nepalesi. Altro che larghe intese! Di largo, vasto, ingombrante, scoccante, sul Tetto del Mondo c’è solo un risultato che premia il partito maoista di Prachanda che, fino all’altro ieri, imbracciava il fucile e non disdegnava di tagliare la gola ai sindaci filogovernativi. Non di meno, nel giro di un paio d’anni, i maoisti, dopo oltre dieci di lotta armata, hanno fatto un’inversione a U: si sono accordati coi partiti istituzionali, hanno fatto nascere un’organizzazione politica dal movimento popolare armato e convenuto con le Nazioni Unite le tappe dello smantellamento del loro Esercito popolare di liberazione. Del resto l’esercito reale non fece altrettante efferatezze? E’ la guerra civile, bellezza. Ma ora il capitolo è chiuso.
Sarà proprio così?
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 8 marzo 2007, 23:57
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Media
Oscar Giannino, che attualmente conduce Radio3 Mondo, è un fondamentalista liberale. E’ difficile non accorgersene, visto che utilizza qualunque tribuna, incluso quella del servizio pubblico, per gridare ai quattro venti la sua fede che più dogmatica non si può. Oscar Giannino è uno di quelli che accende ceri alla “mano invisibile del mercato”, e se ne vanta pure.
Se Giannino fosse per esempio… cattolico, sarebbe Torquemada, se fosse musulmano sarebbe il Mullah Omar, se fosse comunista non potrebbe … Leggi tutto
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La “legge abilitante” che, secondo l’opposizione, darebbe al presidente venezuelano Hugo Chávez ?poteri assoluti”, semplifica e accelera la realizzazione del programma socialista per il quale è stato votato dal 63% degli elettori lo scorso 3 dicembre. Due mesi dopo, una moderata nazionalizzazione del petrolio e dell’energia elettrica, si realizza in pace, democrazia e senza strappi né espropri.
Hugo Chávez è spesso definito dalla stampa internazionale in maniera polemica ed oggettivamente non corretta: ?autoritario?, perfino “dittatore”. E’ difficile rompere il corto circuito delle vulgate, delle semplificazioni e della propaganda, ma è vero l’esatto contrario.
In un continente caratterizzato da repubbliche presidenziali, dove il potere del presidente è … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, sabato 9 settembre 2006, 03:33
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Guerre infinite
Questo articolo è la traduzione in italiano di quello da me scritto per il quotidiano “La Jornada” di Città del Messico.
Per celebrare l’11, il presidente statunitense George W. Bush non trova di meglio che minacciare una nuova guerra contro il più ovvio e più difficile dei bersagli: l’Iran. Questo paese, secondo Bush, ?è come Al Qaeda?. È la misura del fallimento di cinque anni di “guerra al terrore”.
Nella fase attuale dei negoziati tra Unione Europea (la troika), le Nazioni Unite (i 5+1) e l’Iran, le parole più sagge le ha avute Felipe González. Atterrando a Madrid, dopo di essersi incontrato a Teheran con il presidente iraniano Mahmoud Ahmedinejad, l’ex presidente socialista spagnolo ha affermato che ci sono importanti margini di trattativa, che l’Iran non vuole l’arma atomica, ma esige il rispetto del suo diritto allo sviluppo tecnologico garantito dallo stesso trattato di non proliferazione nucleare. In una situazione nella quale Bush e Ahmedinejad si scambiano quotidianamente insulti che risultano surreali per … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 6 febbraio 2006, 06:59
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Elezioni 2006
Io e Silvio ce la stiamo mettendo tutta per far vincere il centrosinistra. Silvio in particolare le spara così grosse da oscurare completamente le tante incongruenze dei “nostri”. Poi succede un evento simbolo sul quale proprio senti di non poter glissare. E quest’evento è la candidatura di … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 22 agosto 2005, 07:26
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Italia, Politica italiana
Il quotidiano d’alemiano “Il Riformista”, creato non come controparte alle destre ma come controparte all’Unità, quotidiano dello stesso partito (per carità non più organo) del quale Massimo d’Alema è presidente) diretto da Antonio Polito, una sorta di Ayatollá anglofilo che grida alla guerra santa e condiretto da Oscar Giannino, così ultraliberale che per lui Massimo Teodori e Giuliano Ferrara sono degli sporchi comunisti, oggi scrive:
“i nostri beniamini sono Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli”.
Delle due l’una, o l’editore di riferimento è cambiato, o l’editore di riferimento ha cambiato partito. Avvisateci per favore.
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