Friday 25 May 2012, 05:39

Gli articoli con tag: " Hugo Chávez "

L’ultima vergogna di Hugo Chávez: l’Università di massa!

MISION_SUCRE I trinariciuti d’ogni risma in genere sventolano la lotta all’analfabetismo come fosse un risultato. Sai che ci vuole… ma ai trinariciuti venezuelani non è bastato insegnare a scrivere quattro parole a due nonnette. Ma è il merito, l’alta formazione, l’eccellenza quella che conta. E lì, i trinariciuti non sanno che dire salvo che un insulso bla bla bla sull’investire in ricerca, educazione… Ma lì ci vuol altro Contessa!

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Che vergogna! Lula incontra oggi Ahmadinejad a Brasilia!

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PUNTO E A CAPO. Dal 18 novembre l’intervista al Sub Marcos nelle librerie italiane

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PUNTO E A CAPO. Presente, passato e

futuro del movimento zapatista.

Laura Castellanos dialoga col Subcomandante

Marcos.

Fotografie di Ricardo Trabulsi

Traduzione all’italiano di Fabrizio Lorusso

Edizioni Alegre – Collana Tempi Moderni

Recensione di Matteo Dean

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Il giorno dell’insurrezione pacifica in Honduras?

090921224816_sp_apoyo_zelaya_afp_226x283 In questo momento in Honduras è notte ma i nostri contatti in Honduras sostengono che oggi sarebbe il gran giorno del ritorno al governo di Mel Zelaya riportato al palazzo presidenziale da centinaia di migliaia di persone che stanno confluendo verso la capitale da ogni angolo del paese.

Finora non ci sarebbero stati colloqui né dialogo con i golpisti ma un solo messaggio: “resa incondizionata entro 24 ore”.

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L’UNESCO dichiara l’Ecuador libero dall’analfabetismo

L’UNESCO dichiara l’Ecuador paese libero dall’alfabetismo.
Grazie al sistema educativo cubano "Yo si puedo".

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Pierluigi Battista torna a diffamare a mezzo stampa Hugo Chávez dal Corriere della Sera

stone460_1476782c Non poteva passare inosservata la passerella veneziana del presidente venezuelano Hugo Chávez (nella foto con Oliver Stone).

Quando si rompe, anche solo per un’ora, il monoscopio dell’informazione mainstream e viene messa in dubbio la realtà virtuale così come i grandi media hanno deciso che deve essere mostrata, per la quale tutti i processi politici latinoamericani sono da condannare, demonizzare, ridicolizzare e a qualcuno possa sorgere il dubbio che nel Sud del mondo succeda qualcosa di ammirevole (con difetti, limiti, ma ammirevole), ecco immediatamente che interviene un commissario politico che in puro stile stalinista (ma liberale) rimette tutti in riga.

Al Corriere della Sera, quando si tratta di America latina, tale ruolo spetta a Pierluigi Battista, al quale il successo d’immagine del presidente venezuelano alla mostra del cinema di Venezia ha fatto immediatamente venire il sangue alla testa.

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Dal Venezuela a Venezia

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Rielezione di Álvaro Uribe: come mai nessun giornale se ne preoccupa?

SantosUribePadilla Il Parlamento colombiano ha approvato martedì la legge che porterà ad un referendum col quale i colombiani decideranno se il Presidente Álvaro Uribe potrà ricandidarsi a Palazzo Nariño.

Chi scrive non è particolarmente turbato dall’idea che Uribe possa ricandidarsi (mi preoccupa di più che venga rieletto) se non che si potrebbe scrivere un intero tomo su irregolarità, brogli, violazioni del codice penale anche nella prima rielezione e sui voti comprati per permetterla che hanno portato in galera il corrotto ma non il corruttore.

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Barack Obama, le basi in Colombia e quei matti di latinoamericani

Obama “Né ho autorizzato né mi è stato chiesto. E non manderemo molte più truppe oltre l’assistenza che già forniamo alla Colombia [con Egitto e Israele la più grande al mondo, ndr]. Alcuni paesi, a partire dall’Ecuador e dal Venezuela, ma anche amici come Brasile e Cile, stanno tentando di trarre profitto usando la solita retorica antiyankee”.

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Caro Giuseppe Giulietti, sul Venezuela sbagli

hugo-chavez-02 Caro Giuseppe Giulietti,

leggo un tuo duro attacco contro il governo venezuelano dalle pagine di “Articolo 21”, associazione nelle finalità della quale mi riconosco pienamente. La stima che ho per te mi fa scorgere il fumo del “sentito dire” e il condizionamento del continuo inquinamento delle fonti operato dal mainstream.

giulietti-giuseppe Il Venezuela è un laboratorio mediatico senza pari al mondo. Come tutti i governi integrazionisti latinoamericani ha dovuto fronteggiare, inizialmente senza strumenti legislativi, un irriducibile “latifondo informativo commerciale”, contrario spesso in maniera eversiva ai governi di centro-sinistra. Tale latifondo considera (strumentalmente) ogni possibile democratizzazione del sistema mediatico come un attacco all’unica libertà d’espressione che ha a cuore, la propria.

In questo contesto la demonizzazione sempre più marcata dei processi politici latinoamericani, e in particolare quello venezuelano vede inoltre sempre più spesso accostare il presidente Hugo Chávez a Silvio Berlusconi, dipinti come due autocrati accomunati dalla smania di controllare i media. Tale accostamento è diffamatorio per il governante bolivariano. Semmai è vero il contrario: Chávez è massacrato da anni da un sistema mediatico di stile berlusconiano per squallore morale, potere economico e pervicacia della disinformazione.

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Honduras, liberato dopo sei ore di sequestro il dirigente di Via Campesina Rafael Alegría

Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sulla Resistenza al golpe in Centroamerica!

Rafael Alegria e altri 50 militanti democratici honduregni, sequestrati dall’esercito golpista durante la giornata di ieri per violazione dello stato d’assedio proclamato illegalmente dalla giunta golpista è stato liberato. Tra gli altri sequestrati si trovavano donne e bambini.

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Moratinos e le più grandi imprese spagnole a Caracas a fare affari

NAC_NAC_web_14 Miguel Ángel Moratinos, Ministro degli Esteri spagnolo, parte domani per una visita di Stato a Caracas che poi proseguirà a Brasilia. Si incontrerà con il presidente Hugo Chávez (nella foto un incontro precedente) e sarà accompagnato da uno stuolo di imprenditori e alti dirigenti delle maggiori imprese spagnole, tra le quali Repsol, Banco Santander, BBVA, Telefónica, Navantia, Casa, Mapfre, CAF, Alstom, Iberdrola, Técnicas Reunidas, Telvent, Mapfre, Iberia e Rodman Polyships.

Un viaggio del genere smentisce il mantra neoliberale (cantilenato da anni dai media mainstream) che nei paesi integrazionisti non esista la “sicurezza giuridica per fare affari” dovuta alla politica di nazionalizzazioni di imprese strategiche (sempre dietro compensazioni economiche). La realtà è esattamente opposta: anche laddove il neoliberismo non è più il signore assoluto, l’America latina continua ad essere una fantastica opportunità per l’economia mondo.

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Honduras e se fossimo al 13 aprile?

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Mentre all’estero il fronte internazionale arriva all’ignominia del governo colombiano che riceve una delegazione golpista in Honduras la tensione è alle stelle. Un grande sciopero generale sta testimoniando in queste ore la forza della resistenza al quale si somma uno sciopero della polizia e Mel Zelaya, il presidente legittimo, sta avviandosi da Managua verso Tegucigalpa in una lunga marcia in sedicesimo tra due ali di folla.

L’Honduras potrebbe star vivendo il proprio 13 d’aprile, come quando nel 2002 milioni di venezuelani sconfissero il golpe voluto dal Fondo monetario, da George Bush, José María Aznar e dagli oligarchi latifondisti ed ecclesiastici e restituirono il governo legittimo di Hugo Chávez.

Sono ore chiave…

“El País” è carente di contenuti

Castro Algeria Non mi direte che non sia perlomeno insolita la pagina latinoamericana di El País di oggi. Su 18 titoli infatti ben 7, poco meno della metà riguardano Cuba, un paese dove non sta accadendo nulla di particolare. Va bene che il popolo cubano non deve essere abbandonato e non va spenta la luce sui crimini della dittatura castrista, ma almeno trovate qualcosa da dire!

Appena un articolo è dedicato all’Honduras, dove al contrario la luce va spenta perché vi è in corso un golpe buono che si fa via via più sanguinoso, uno il Messico dove hanno appena trovato quindici cadaveri ammucchiati dai narcos e uno sul Perù (a breve online qui il pezzo sul nuovo governo scritto in esclusiva per Latinoamerica) dove sta per ripartire la crisi amazzonica.

Fa eccezione l’Argentina con 4 articoli (Cuba+Argentina sommano così 11 titoli su 18. Sarà un caso?). I pezzi ribadiscono per l’ennesima volta che gli odiatissimi Kirchner sono al crepuscolo e presentano uno (strano?) accordo editoriale tra “La Nación”, il giornale della destra tradizionale argentina che appoggiò tutte le dittature militari e “El País” che formalmente è un giornale di centro-sinistra.

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Honduras, dialogare con i golpisti è stata una pessima idea

foto_mat_23739 Dopo due giorni di conversazioni in Costa Rica tra la delegazione dei golpisti e quella del governo legittimo dell’Honduras, nella quale ognuno accusa l’altro di essere un criminale e di meritare di andare in carcere o peggio, le cose non si sono spostate di un centimetro. E non spostarsi di un centimetro vuol dire che i golpisti guadagnano terreno, si stabilizzano, guadagnano legittimità, vedono il fronte internazionale perdere unità d’intenti.

Tanto è vero ciò che i golpisti propongono un nuovo incontro tra otto giorni, un’eternità per chi in ogni angolo del paese da due settimane è mobilitato contro il golpe e, nonostante cresca e si radicalizzi la resistenza popolare, sta subendo i colpi sempre più duri della repressione. L’ultima su questo fronte è l’arresto da parte di un commando golpista di José David Murillo, pastore protestante, dirigente ambientalista ma soprattutto padre di Isis Obed Murillo, il ragazzo di 19 anni assassinato domenica scorsa.

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