Gli articoli con tag: " Guerre "
Messico violento o Messico lindo y querido? Alcune verità su violenza e narcotraffico
La violenza in Messico è uno dei temi più controversi e discussi da sempre e la dichiarazione di guerra al narcotraffico da parte del presidente della Repubblica Felipe Calderón, in carica dal dicembre 2006, ha diffuso internamente e all’estero l’immagine di un paese dove si muore molto facilmente e sulla stampa s’è affermata l’idea di una progressiva “colombianizzazione” di molte regioni del paese. Inoltre la familiarità con la morte, con le sue raffigurazioni e il suo culto in miriadi di forme ed espressioni diverse rappresentano elementi culturali molto vivi nell’identità messicana e nell’immaginario trasmesso all’estero. … Leggi tutto
Fabrizio Lorusso Mex su http://www.gennarocarotenuto.it
Barbara Spinelli: America terra desolata
C’è allarme, da qualche tempo, su Obama e il suo cambiamento. Aumentano gli scontenti, specie nella sua base. Crescono campagne d’odio, in un partito repubblicano divenuto semi-fascista.
Si moltiplicano le accuse di scarsa fermezza, sveltezza. Il cambiamento promesso il giorno dell’elezione, il 4 novembre 2008, ancora non si vede del tutto. Spesso pare smentito: su sicurezza e libertà, il Presidente è sospettato di proseguire, intimidito, alcuni costumi di Bush.
Ciascuna di queste accuse ha una sua ragion d’essere. Ma tutte sembrano come cieche, incapaci di vedere la profondità della crisi americana e la tenace volontà con cui il Presidente l’affronta, non schivando pericoli e ostacoli ma andando ogni volta lì dove le loro radici sono più potenti, per studiarle e smontarle.
Quel che i critici non vedono è al tempo stesso la forza delle resistenze al cambiamento, i mali troppo antichi per esser sveltamente sanati, e il mutamento già avvenuto del clima mondiale.
È come fossero impermeabili alla pedagogia della verità inaugurata da Obama sin dal primo giorno: «La strada è lunga e ripida, disseminata di sconfitte e inciampi. Non arriveremo alla meta in un anno, e forse neppure in quattro».
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Quando a minare il futuro dei giovani è la legge
Zedan è di origine eritrea, viveva con la madre e una sorella in Sudan, terra di conflitti e di pulizie etniche, ed è sbarcato in Italia alla fine di agosto scorso. Ha 16 anni e mezzo ma a vederlo gliene daresti almeno due di meno.
Oggi vive in una comunità d’accoglienza per minori nel centro Italia, alle cui cure è stato affidato dai Servizi Sociali. Mi chiede se dopo l’intervista diventerà famoso. Mi fa sorridere. Ha un bel visino, non esattamente nero, appena più scuro di quello di un mulatto; e una cornice di riccioli perfetti. E’ visibilmente soddisfatto di ogni parola italiana che esce integra dalla sua bocca. Un miracolo, se solo pensa alle difficoltà di comunicazione di un mese fa.
Giampaolo Paticchio su http://www.gennarocarotenuto.it
No F35 – Novara, 1° ottobre
Quando muore un italiano a Kabul bisogna piangere e osservare il consueto minuto di silenzio. Io rispetto la vita dei “nostri” soldati in Afghanistan, come anche il dolore delle famiglie, e ho davanti agli occhi quel bambino con il basco rosso in testa che aspetta il padre all’aeroporto. Ma queste tragedie “casalinghe” non possono cancellare dagli schermi e dai cuori le altre vittime, quelle che mietono, tutti i giorni, le bombe della coalizione di cui l’Italia fa parte. Bombe che cadono dal cielo attraverso azioni ufficialmente mirate, chirurgiche, che si rivelano, nei fatti, inevitabilmente mortali per le tante «vittime collaterali».
Mario Badino su http://www.gennarocarotenuto.it
Una minaccia bolscevica
Cos’è la scuola se non lo specchio d’una Waterloo? Cosa, mi chiedo, se non il luogo privilegiato delle contraddizioni, dei limiti, delle mille zone d’ombra che oscurano il futuro d’una società che rischia di implodere e trascinare nella rovina quanto abbiamo costruito di onesto e civile in centocinquant’anni di storia?
Ce l’avevano lasciata i nostri nonni ch’era ancora più o meno fascista, nonostante “Bella ciao” e i fuochi vittoriosi della guerra partigiana, e di là siamo nati alle nostre prime lotte, di là, da un antifascismo che s’è perso per strada, suscitato da privilegi da cancellare e da privilegiati da mettere a tacere, da una discriminazione tra classi sociali che aveva la ferocia d’un razzismo tra pari e annichiliva la sovranità popolare sulla linea del censo. Non l’antifascismo sclerotizzato nelle corone d’alloro e della retorica sciropposa delle “feste civili“ e dello stanco rituale repubblicano.
Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
Disoccupati e tasse indirette
Tra che si parla di democrazia, libertà, diritti, civiltà ed i partiti si contrappongono pubblicando programmi, le tasse indirette, che sono il doppio di quelle dirette, continuano a cannibalizzare la percentuale di popolazione rimasta senza reddito, o con un reddito insufficiente (tutti si può diventare poveri). Questo succede da molto tempo ma nessuno di quelli che potevano farsi sentire ha mai protestato; in fondo è tutto legale.
Marco Calvanella su http://www.gennarocarotenuto.it
Il peso della morte in Afghanistan
Ho aspettato il giusto, il tempo che si placassero gli animi.
Troppo facile qualche giorno addietro parlare di Afghanistan e chiedere il ritiro delle truppe.
Troppo facile invocare l’amor patrio quando chi ci esorta in tal senso spesso ha le mani sporche di sangue.
Adesso sono trascorsi alcuni giorni e scopro che la rabbia non è mutata di una virgola.
Fabio Sallustro su http://www.gennarocarotenuto.it
La politica il mondo il clima ai Bambini, come era Severn Suzuki

Era il 26 luglio di quest’anno quando scoprii l’esistenza di Severn Suzuki e scrissi “Una poco più che bambina, aveva 12 anni, Severn Suzuki parlò con chiarezza di fronte ad una platea spettacolare, rinfrescatevi con questo video: Severn Suzuki la ragazzina che zitti il mondo per 6 minuti “. Come non ribellarmi a dichiarazioni- notizie di questo tipo?
“Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha aperto il vertice sul clima rimproverando la comunità internazionale per la “lentezza glaciale” dei negoziati in un nuovo trattato internazionale che sostituisca il protocollo di Kyoto. Il presidente Usa Obama: “Rischiamo una catastrofe”. Cina: impegno a una forte riduzione di Co2 entro il 2020“. Sono passati già 25 anni da quando prese la parola una bambina nel 1992 a Rio de Janeiro, dove si svolse il primo Summit della Terra!
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
La sparizione forzata di Rosendo Radilla: il Messico davanti alla Corte Interamericana dei Diritti Umani

Lo scorso 7 luglio si è tenuta a San José di Costa Rica presso la Corte Interamericana di Difesa dei Dirtti Umani un’udienza che per il Messico può essere considerata storica.
Per la prima volta nella storia dell’Esercito e del paese, lo Stato messicano si trova al banco degli imputati per la politica repressiva applicata dal governo e dalle Forze Armate durante la così detta guerra sucia. Il caso preso in esame, della sparizione forzata di Rosendo Radilla Pacheco, avvenuta il 25 agosto del 1974 ad Atoyac de Álvarez, stato del Guerrero, e del quale quella del 7 luglio è stata soltanto l’udienza preliminare, è considerato infatti emblematico di centinaia di altri avvenuti in quegli stessi anni, nel decennio compreso tra la fine degli anni ’60 e la fine degli anni ’70, quando la sparizione forzata era una modalità repressiva applicata sistematicamente in Messico con lo scopo di rompere l’unità del tessuto sociale organizzato e di annientare fisicamente qualsiasi forma di protesta e di dissidenza.
Annalisa Melandri su http://www.gennarocarotenuto.it
Sebastián Piñera
Eccolo Sebastían Piñera, padrone di Lan Chile, il candidato della destra cilena alla presidenza della Repubblica si presenta all’americana, trombe, pompon, coriandoli, folla in delirio e musica di guerre stellari. Mezzo Berlusconi e mezzo Pinochet è il peggio che passa il convento cileno (e pertanto può farcela).
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Nel Messico ridotto alla carestia esploderà nel 2010 una nuova Rivoluzione?
Nel 1810 in Messico si dichiarò l’indipendenza dalla Spagna (nella foto il celeberrimo murales di José Clemente Orozco). Nel 1910 scoppiò la Rivoluzione zapatista. Alla vigilia del 2010, secondo la Conferenza Nazionale Contadina (CNC), il paese è al bordo della fame di massa.
Per i fagioli, i frijoles, si teme un meno 80% nel prossimo raccolto, una tragedia che potrebbe tradursi in migliaia di morti di fame nel prossimo anno. Solo un po’ meno peggio va per l’altro architrave dell’alimentazione di cento milioni di messicani, il mais, meno 50%.
E proprio la fame potrebbe essere il punto più triste d’inflessione di un modello fallito di paese che a 200 anni dalla nascita ha bisogno di un nuovo inizio.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Rocco Capano
Il paese, a poco più di trecento metri sul mare, su uno spuntone di roccia tra Salerno e Policastro, si raccoglie indolente, e non rincorre certo la globalizzazione. Sul depliant della pro loco tracce di cavalieri e di Angioini, con un Guido d’Albert che vi giunse al seguito di Carlo I, e di passaggi da un padrone all’altro: i Sanseverino, la badia di Cava, i d’Alemagna che l’acquistarono – non è chiaro se per fatto d’armi – ma lo vendettero in breve ai principi Capano, che lo tennero a lungo, sino a quando si estinsero alla fine del secolo dei lumi, del quale la pro loco non dice, perché non pare sia passato mai per questi monti.
Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it


