Friday 25 May 2012, 05:36

Gli articoli con tag: " Guerre infinite "

Giornata Mondiale Gioventù: Terrorista cattolico contro gli “indignados”, i media italiani glissano

jmj2011José Albano Pérez Bautista, 24 anni, borsista post-laurea in chimica organica all’importante CSIC di Madrid, aveva tutte le competenze per mettere in pratica il suo piano criminale per il quale è ora in  carcere: fare una strage tra quanti osano protestare contro la multimilionaria visita di Benedetto XVI in Spagna per la Giornata mondiale della gioventù (JMJ la sigla in spagnolo).

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Caso Breivik-Borghezio. È tempo di difendere la democrazia

SAN CRISTÓBAL DE LAS CASAS (CHIAPAS, MESSICO) Tutto quello che ci è stato promesso dal "pensiero unico" dal 1989 in avanti è risultato essere sistematicamente falso. E ancora una volta nella Storia è l’ultradestra e non la sinistra a beneficiare del crollo di un modello economico e in prospettiva di un sistema stesso di società, quella democratica, costruita come destino progressivo dell’umanità nell’ultimo quarto di millennio.

Mi torna in mente la brillante definizione di Ignacio Ramonet mentre cavalco tra villaggi tzotziles in quello che non troppi anni fa fu territorio zapatista. Non posso levarmi dalla testa quello che è successo ad Utoya e l’addentellato italiano della solidarietà espressa dall’europarlamentare Mario Borghezio alle idee del terrorista. Scrivo questi appunti a penna su un quadernino in una breve pausa. Il cavallo che pascola placido a pochi metri da me, la natura rigogliosa della selva di questo frammento della Nostra America, non mi permettono di dimenticare i fatti norvegesi e le conseguenze per l’Europa e per l’Italia di un’estrema destra antisistema la pericolosità della quale è stata troppe volte e troppo a lungo sottovalutata.

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Paola Caridi: l’untore, la paura, gli sciacalli… e il cattivo giornalismo

Sui fatti di Oslo propongo questo pezzo magistrale, assolutamente magistrale, di Paola Caridi (gc)

Oslo precipita nel dolore. Utoya anche. E il giornalismo internazionale, non solo quello italiano, scrive una delle pagine più buie della sua storia contemporanea. In barba agli oltre novanta morti, ai ragazzi, agli adolescenti uccisi. Da chi? Forse da un uomo, norvegese, alto biondo e occhi azzurri, di estrema destra, fondamentalista cristiano, individuato già la scorsa notte.

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L’ultima vergogna di Ignazio La Russa

Incredibile a Ciampino: il velivolo che trasportava dall’Afghanistan la salma di Roberto Marchini è stato costretto a volteggiare per mezz’ora nel cielo di Roma perché il ministro non arrivava alla cerimonia. Intanto la famiglia, il picchetto d’onore e le altre autorità cuocevano sotto il sole

Questa mattina, nel cielo sopra Roma, un C130 dell’aeronautica militare ha continuato a volteggiare a lungo, facendo larghi cerchi tra le nuvole. Nel velivolo c’era la salma del caporal maggiore scelto Roberto Marchini, ucciso martedì scorso dall’esplosione di un ordigno in Afghanistan.

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I costi della “giustizia infinita” di George Bush: 250.000 morti in dieci anni

Secondo una ricerca della Brown University, firmata dalle studiose Neta Crawford e Catherine Lutz, le campagne militari condotte dall’esercito degli Stati Uniti dal 2001 ad oggi sono costate la vita ad un numero compreso tra 224 e 258.000 vittime civili, 7.8 milioni di persone si sono dovute rifugiare altrove e, in termini economici, sono già costate finora l’incommensurabile somma di 3700 miliardi di dollari (2650 miliardi di Euro).
Quindi, per ogni morto degli attentati dell’11 settembre, oggi sappiamo che la “giustizia infinita” ha ucciso 75 civili in quelli che George W Bush definiva gli angoli oscuri del pianeta.

La “tregua ad personam” di Franco Frattini

Fa quasi tenerezza Franco Frattini che di punto in bianco chiede una “tregua umanitaria” in Libia. Avrà a che vedere con Pontida? Malpensanti…

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Il Messico batte un colpo: “basta sangue”!

Per Matteo.

Mentre scrivo arriva la notizia della tua morte assurda.
Il tuo sguardo partecipe, critico, sincero su questo paese che entrambi amiamo
è sempre stato per me esempio e guida.
Mi mancherai.

Si è conclusa a El Paso negli Stati Uniti la marcia della “Carovana per la pace con giustizia e dignità”. Nei più di 3000 km percorsi lungo la “ferita del paese” la Carovana ha toccato le principali città del centro e del nord del Messico insanguinate dalla guerra contra il narcotraffico dichiarata da Felipe Calderón all’inizio del suo mandato nel 2006, che ha già fatto 40.000 vittime e 10.000 desaparecidos, per culminare a Ciudad Juárez, l’“epicentro del dolore”, come l’ha definita il poeta Javier Sicilia, figura catalizzatrice di un movimento ancora in costruzione. … Leggi tutto

Basta sangue in Messico – La carovana della pace arriva a Ciudad Juárez

Caravana

La carovana della pace è arrivata a Ciudad Juárez, città di frontiera con gli Stati Uniti, epicentro della violenza in Messico, già nota per le maquiladoras e i femminicidi, accolta da migliaia di persone che hanno vinto la paura per testimoniare esperienze di violenza e necessità di voltare pagina. FOTO IN ESCLUSIVA DI CHIARA CALZOLAIO

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Alcune cose che ho capito della morte di Osama Bin Laden

1) L’omicidio mirato e, ça va sans dire, senza processo, di un essere umano disarmato non può essere accettato neanche per il paese della “giustizia infinita” e del “destino manifesto” quale gli Stati Uniti e neanche per il presunto ideologo degli attentati dell’11 settembre 2001 Osama Bin Laden. Della sistematica violazione dei suoi basilari principi di civiltà, habeas corpus, diritti umani, l’Occidente non può non morire.

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Lapsus calami su Gaza e Vittorio Arrigoni?

Un amico mi ha fatto notare che nelle righe che ho scritto di getto stamattina nello sconforto della notizia dell’assassinio di Vittorio Arrigoni, abbia scritto “paghi che tu sia scomodo a Sparta come a Troia…” e che invece sarebbe stato adeguato scrivere “Sparta come Atene”. Ho immediatamente pensato che avesse ragione e che fosse stato, appunto, un lapsus calami.

Poi invece mi sono trovato a riflettere. Dov’è Atene in questa storia? Non c’è Atene. Atene è morta. C’è Sparta, il popolo israeliano militarizzato. E c’è Troia, Gaza assediata. E proprio come una “novella Troia” Gaza veniva descritta da Vittorio. Una “nouvelle Troie” come fu definita da Alessandro Dumas la Montevideo assediata difesa da Giuseppe Garibaldi.

No, non è stato un lapsus calami. E’ la tragedia, che per una volta si ripete non in farsa, ma di nuovo in tragedia.

A Vittorio Arrigoni

C’è un momento nel quale vieni lasciato solo. Nel quale ti ritrovi isolato da un momento all’altro perché quelli che applaudivano, che ti dicevano bravo, quelli che erano d’accordo con te dalla prima all’ultima parola, quelli per i quali eri un punto di riferimento, sono semplicemente tornati alle loro vite.

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Vittorio Arrigoni era già stato minacciato di morte

Vittorio Arrigoni, il cooperante sequestrato a Gaza e che ci invita in ogni post del suo blog a “restare umani”, era già stato minacciato di morte. Ma non da chi si suppone lo abbia sequestrato oggi.

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Robert Ménard e Reporter senza Frontiere, la triste parabola dalla libertà di stampa al fascismo di Le Pen

Colpo definitivo alla credibilità di Reporter senza Frontiere: Robert Ménard, fondatore e padre padrone dell’organizzazione fino al 2008, quando ha scelto di passare ad una ricchissima quanto fantomatica fondazione con sede a Doha, che al momento non ha neanche un sito Internet funzionante, si è schierato con la destra fascista appoggiando la campagna elettorale del Front National francese di Jean-Marie Le Pen e quella presidenziale di sua figlia Marine.

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Messico: da quando Calderón è presidente 5.397 desaparecidos

Dan Jeremeel Fernández era un ragioniere di 35 anni, senza alcun precedente penale né problemi particolari. Il 19 dicembre 2008 partì in macchina per raggiungere la madre per le feste di Natale a Torreón, nello stato di Coahuila, nel Nord del paese. Non arrivò mai. Da allora sua madre, Yolanda Morán, lo sta cercando. Nella ricerca ha dovuto passare una trafila nota a tutte le madri di desaparecidos del Continente: alzate di spalle, spiegazioni insultanti, estorsioni.

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Cento pacifisti arrestati a Washington

Più di cento pacifisti arrestati a Washington davanti alla Casa Bianca mentre manifestavano contro la guerra in Libia e ricordando l’ottavo anniversario dell’invasione dell’Iraq. I pacifisti europei e italiani o non sono pervenuti o blaterano di “male minore”.