Thursday 09 February 2012, 17:18

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Oltre la siepe

(Se puoi vedere guarda, se stai guardando osserva)

La mappa non è il territorio, il sublime non è né arte né bellezza, la verità ultima è limite.

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Franco e Mussolini: le recensioni della stampa nazionale

G. Carotenuto, Franco e Mussolini. La guerra mondiale vista dal Mediterraneo: i diversi destini dei due dittatori, Sperling & Kupfer, pagg. 243, Euro 17

Qui una breve sintesi di alcune delle recensioni dedicate dalla stampa nazionale:

Lidia Menapace, Liberazione: Il bel libro di Gennaro Carotenuto Franco e Mussolini, che esce proprio nel trentesimo anniversario della morte del dittatore spagnolo, “colma una lacuna”. L’autore mostra di avere acquisito un dominio sulla materia per certi versi incredibile, seguiamo passo passo personaggi luoghi tempi circostanze, quasi come in un peraltro documentatissimo romanzo: alle persone come me le rievocazioni consentono che una serie di ricordi e sentimenti prendano il loro posto, e vecchie e radicate sensazioni abbiano il loro giusto spessore.

Mario Cervi, il Giornale: Carotenuto con grande ricchezza di documentazione esplora in ogni loro aspetto le vicende ora parallele ora intersecantesi di due personaggi che non avrebbero potuto essere più dissimili.

Enrico Mannucci, Il Corriere della Sera: Carotenuto contesta la lettura della non partecipazione spagnola al conflitto come frutto di preveggenza. Per lui Franco non entra in guerra «perché non vi sono le condizioni e neanche Hitler è in grado di aiutarlo». E aggiunge: «Franco, che non può permettersi la belligeranza e che subisce i ricatti angloamericani, fino all’ultimo collabora con Hitler e Mussolini».

Pasquale Iaccio, Il Mattino: A trent’anni dalla scomparsa di Francisco Franco giunge opportuno il libro dello storico napoletano Gennaro Carotenuto sul mai chiarito rapporto tra il dittatore spagnolo e Benito Mussolini: Franco e Mussolini.

ANSA: Una certa storiografia, o meglio una vulgata, che Carotenuto smentisce con documenti ritrovati tra Roma, Londra e Madrid, vuole Franco saggio nella non partecipazione alla guerra, ma il caudillo non pote’ scegliere il conflitto avendo un paese e un esercito allo stremo dopo anni di cruenta guerra civile. Fino ad un minuto prima di abbracciare Washington, Franco era a fianco di Hitler, ma non pote’ scegliere.

Mario Cervi, il Giornale: La Spagna scampò alla seconda guerra mondiale non perché a Franco mancasse la voglia d’entrarci, ma perché le condizioni del Paese non lo consentivano. Per questo l’autore definisce leggenda l’«abile prudenza» del generale-anzi «Generalísimo» – e sostiene che «quella della saggezza del franchismo, alla prova dei fatti, si rivela un’insostenibile vulgata».

Lidia Menapace, Liberazione: L’autore è molto attento a sfrondare da qualsiasi orpello le vicende, fa un vero lavoro di scavo storico e vengono fuori le sordide vicende, gli interessi soprattutto del grande capitale italiano, e i debiti e la miseria scaricata sul popolo.

Mario Cervi, il Giornale: I due regimi, l’italiano e lo spagnolo, ebbero molte apparenti similitudini – finché i fascismi furono in auge – nei rituali, nei saluti a braccio alzato, nelle coreografie. Ma nel profondo divergevano (e Carotenuto lo sottolinea). Militare, clericale, reazionario il franchismo, generato da un classico golpe gallonato. Movimenti di massa, popolari e populisti, il fascismo e il nazismo. La dittatura di massa è per sua natura dinamica, come il pescecane deve sempre muoversi, fare qualcosa, divorare qualche preda. La dittatura golpista è conservatrice, statica, propensa a un’immobilità vegliata dalle baionette.

Enrico Mannucci, Il Corriere della Sera: Sulla primogenitura fascista riguardo al franchismo Carotenuto è scettico sulle teorie che descrivono una genealogia del genere: troppo più repressivo e conservatore il secondo.

Lidia Menapace, Liberazione: Devo prima di tutto dire che l’opinione che Franco avesse evitato al suo popolo la sciagura dell’entrata in guerra con la scelta della neutralità per abile capacità manovriera era molto diffusa: ricordo mia madre che lo aveva in grande odio perchè lo giudicava uno proprio cattivo di natura, uno crudele, feroce, diceva però sempre che era un cattivo furbo capace di non fare le scemenze di Mussolini a proposito di guerra. Il racconto di Carotenuto fa giustizia di questo diffuso giudizio e ci mostra un uomo certo cattivo ed egoista, ma non capace di governare gli eventi, anzi furbescamente e piattamente succube di essi.

Pasquale Iaccio, Il Mattino: «Più che manifestazioni di massa – nota Carotenuto – il franchismo fu carcere, chiesa e caserma». Fu più interessato allo sterminio (degli oppositori) che non alla costruzione di un consenso popolare. La ventilata partecipazione alla guerra viene sempre rimandata accampando pretesti, subordinandola ad aiuti e finanziamenti da ottenere dagli alleati e che, naturalmente, non erano mai sufficienti.

Lidia Menapace, Liberazione: Ma ciò che più giova alla comprensione degli eventi è l’attenta analisi del peso e intreccio e degli scontri fra le varie forze che si disputano le spoglie, il dittatore teso a garantirsi un futuro, facendo stingere la sua adesione all’Asse, con una sgusciante e serpentesca “neutralità”, la monarchia, l’esercito, la falange, ciascuno che cerca una via di fuga. Davvero così fu vissuta la vicenda anche da chi era molto ai margini della storia allora, anche noi dall’Italia settentrionale vedevamo i fascisti nascondersi , “lavarsi la camicia” come si diceva, calpestare la “cimice” (era il nome popolarmente dato al distintivo del PNF), rintanarsi, fare qualche favore a qualche antifascista per garantirsi un futuro ecc.ecc.

Enrico Mannucci, Il Corriere della Sera: Con il massiccio impegno nella guerra civile spagnola, secondo Carotenuto, l’Italia inizia a perdere il conflitto mondiale, dissipando enormi risorse.

Lidia Menapace, Liberazione: Di tutte queste minori vicende Carotenuto offre la spiegazione “grande”, storica e ne chiarisce il senso. Un bel modo di “revisionare” su Franco anche le ingannevoli opinioni “favorevoli”: di simile revisione abbiamo bisogno. Anche Mussolini che qui appare nella sua fine miserevole e confusa, fuori dalla realtà e non però degno di qualche grandezza appare in posture meno accomodate di quelle di cui la storiografia anche critica ci ha tramandato l’immagine. Un illuminante modo di rileggere eventi tragici che ancora non hanno finito di pesare sulla storia presente.

 

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Franco e Mussolini

Gennaro Carotenuto, Franco e Mussolini. La guerra mondiale vista dal Mediterraneo: i diversi destini di due dittatori, Milano, Sperling & Kupfer 2005, Pp 242, Euro 17

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«Il bigliettino manoscritto portato da Franco a Bordighera da Mussolini, Espana no puede entrar por gusto. Canarie Sahara Guinea aviazione benzina trasporti grano e carbone, viene a volte considerato come un pretesto, un’astuzia di Franco per sottrarsi a una guerra che non desidera. Perché mai? E’ una lettura infondata. Sul foglietto Franco non millanta nulla, anzi elenca concretissimi nodi della situazione spagnola. Franco vuole ma non può. O meglio: Franco vuole ma ha bisogno di un aiuto così ingente che l’Asse non può assicurargli. Franco, che non può permettersi la belligeranza e che subisce i ricatti angloamericani, fino all’ultimo collabora con Hitler e Mussolini, fino a poter parlare di non belligeranza attiva.»

A trent’anni dalla morte di Francisco Franco, avvenuta il 20 novembre 1975, e a sessanta da quella di Mussolini, Gennaro Carotenuto, con un saggio che tocca temi nuovi ed originali almeno per la storiografia italiana, ricorre i sei anni che vanno dal trionfo nazifascista nella guerra civile spagnola alla sconfitta del 1945, alla ricerca di risposte a vari enigmi che non avevano ancora trovato soluzione. Mentre Mussolini corre verso Piazzale Loreto, in che contesto Francisco Franco arriva a celebrare il Te Deum della pace mondiale ritrovata e naviga da amico dell’Occidente democratico e cristiano per altri trent’anni di dittatura? Fu saggio Franco? Prevalsero i meriti personali o fu il quadro geopolitico a salvarlo? Fu suo il merito o furono altre componenti del regime a salvarlo?

Dell’amicizia non più che formale tra due dittatori che si incontrarono faccia a faccia solo una volta a Bordighera, fatta di frasi roboanti e lodi esagerate da parte di Franco e paternalismo da parte di Mussolini, molto resta da dire. Il franchismo sopravvissuto poteva essere il fascismo sopravvissuto se Mussolini non avesse seguito Hitler nell’avventura della seconda guerra mondiale? E, al contrario, una propria Piazzale Loreto sarebbe stato il destino di Franco se si fosse lasciato convincere a Bordighera? Studiando con attenzione i documenti franchisti si scopre che fino all’8 settembre viene esaltata l’identità tra i due modelli, dopo Cassibile, automaticamente da Madrid se ne nega ogni analogia.

Carotenuto, attraverso le carte ritrovate tra Londra, Roma, Madrid, mostra come Franco volesse ma non avesse i mezzi per partecipare alla guerra. È Hitler a non avere la forza di armare di tutto punto un esercito, quello spagnolo, allo stremo in un paese alla fame.

Nell’avventura spagnola non c’è solo la pretesa di Mussolini di procurarsi un paese satellite e fascistizzato nel Mediterraneo occidentale. Mentre il governo fascista dilapida mezzi, uomini e soprattutto una montagna di soldi per permettere a Franco di sconfiggere il governo legittimo repubblicano, in maniera apparentemente indipendente, le maggiori industrie italiane fanno affari d’oro in Spagna. E’ proprio nel 1939-1949 che la FIAT sbaraglierà la concorrenza ed acquisirà il quasi monopolio sulle strade spagnole con il grande affare della SEAT. Grandi vantaggi toccheranno anche a Pirelli, Olivetti, Snia, le assicurazioni. Che legame c’è tra questa crescita di posizioni e la partecipazione italiana alla guerra civile spagnola? Il saggio analizza le conseguenze economiche degli ingenti aiuti concessi dal regime fascista alla Spagna nazionale, ed il coincidente fiorire in Spagna delle principali industrie italiane; ripercorre il lungo capitolo delle manovre politiche e militari per il controllo del Mediterraneo; spiega le ragioni profonde delle mosse di Franco nei confronti delle potenze dell’Asse e quali forze promuovano e come maturi la non partecipazione spagnola alla guerra; affronta la controversia sul tradimento del dittatore spagnolo ai danni di Mussolini.
Mussolini voleva davvero che la Spagna entrasse in guerra? Perché fu così generoso con Franco durante e dopo la guerra civile? In che misura il fascismo fu un modello per il franchismo? Fu davvero la saggezza di Franco ad evitare alla Spagna la guerra o questi voleva ma non poté? La Spagna rappresentava una via di fuga per il duce negli ultimi giorni di Salò? Come riuscì Franco a sopravvivere alla disfatta del nazifascismo?

La storiografia si è finora accontentata di presentare quella spagnola come una carta mal giocata da Mussolini sullo scacchiere mediterraneo della guerra mondiale. In questo libro Gennaro Carotenuto va oltre le limitazioni della storia diplomatica e militare e utilizzando fonti diverse interpreta in maniera critica e sotto una nuova luce alcune tesi consolidate sul corso della seconda guerra mondiale. Basato su ricerche originali condotte in archivi italiani, spagnoli e britannici, questo saggio offre un quadro delle posizioni dei due regimi finora non disponibile nella bibliografia italiana e presenta una originale lettura del secondo conflitto mondiale visto dal Mediterraneo.

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En español

Treinta años después de la muerte de Francisco Franco (20/11/1975) y a sesenta de la fin de la guerra mundial, muchas dudas quedan sobre la relación entre los dos dictadores. ¿Mussolini quería de verdad que España participara a la guerra? ¿Por qué fue tan generoso con Franco durante y después de la guerra civil? La Italia fascista fue de verdad el modelo sobre el cual el caudillo modeló su régimen? ¿Cómo el franquismo pudo sobrevivir al nazifascismo? Fiat, Olivetti, Pirelli, Snia obtuvieron casi unos monopolios en el mercado español; ¿cómo y por qué? ¿Mussolini, en los últimos días de Salò quería escaparse a España? ¿Si es así, fue Franco a traicionarlo?

El ensayo recorre toda la segunda guerra mundial, desde el punto de vista de las relaciones bilaterales italo-españolas y está basado en investigaciones originales conducidas en archivos italianos, españoles y británicos. En este contexto toca problemas historiográficos de primaria importancia, como la capacidad del fascismo de ser modelo para el franquismo, la presunta prudencia de Franco para quedarse afuera del conflicto mundial, las incertidumbres de Mussolini en jugar la llamada “carta española” o todo lo inherente al recorrido que lleva Italia desde el 25 de julio –la caída de Mussolini- al 8 de septiembre, la constitución de la RSI y las posibles vías de fuga hacia España para el duce mismo.

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È morto Giovanni Pesce, “un comunista che ha fatto l’Italia”

Qualcuno ultimamente lo voleva Senatore a vita. Sarebbe stato uno scandalo. Nel parlamento dei corrotti e dove perfino i fascisti hanno diritto di parola, sarebbe stato, lui, Giovanni Pesce, “un comunista che ha fatto l’Italia” come si intitola una sua biografia, ad alzare enormemente il tasso etico di quell’istituzione. Aveva appena 18 anni quando andò in Spagna a combattere tra i garibaldini, le brigate internazionali nella guerra civile. Ne scrisse in un libro, “un garibaldino in Spagna” del quale a questo link trovate la prefazione ad un’edizione recente. Poi Giovanni Pesce fu un grande dirigente partigiano, uno di quelli che agiva in prima persona, e fu Medaglia d’Oro alla Resistenza. La sua è la storia degli italiani come avrebbero potuto essere e non sono stati. Ci sono uomini che lottano un giorno -diceva Bertold Brecht- e sono buoni, ci sono uomini che lottano molti giorni, e sono migliori, ma solo quelli che lottano tutta la vita sono gli imprescindibili. A lui … Leggi tutto

Un regalo di Natale? Perché non un libro di storia? Perché non “Franco e Mussolini”?

Cari amici, con timidezza ma anche con estremo piacere mi permetto di consigliarvi il mio libro appena uscito, (G. Carotenuto, Franco e Mussolini. La guerra mondiale vista dal Mediterraneo: i diversi destini dei due dittatori, Sperling & Kupfer, pagg. 243, euro 17) come una bella lettura per le prossime feste. Potete leggerne la sinossi qui mentre qui vi allego una breve sintesi di alcune delle recensioni dedicate dalla stampa nazionale:

Lidia Menapace, Liberazione: Il bel libro di Gennaro Carotenuto Franco e Mussolini, che esce proprio nel trentesimo anniversario della morte del dittatore spagnolo, “colma una lacuna”. L’autore mostra di avere acquisito un dominio sulla materia per certi versi incredibile, seguiamo passo passo personaggi luoghi tempi circostanze, quasi come in un peraltro documentatissimo romanzo: alle persone come me le rievocazioni consentono che una serie di ricordi e sentimenti prendano il loro posto, e vecchie e radicate sensazioni abbiano il loro giusto spessore.

Mario Cervi, il Giornale: Carotenuto con grande ricchezza di documentazione esplora in ogni loro aspetto le vicende ora parallele ora intersecantesi di due personaggi che non avrebbero potuto essere più dissimili.

Enrico Mannucci, Il Corriere della Sera: Carotenuto contesta la lettura della non partecipazione spagnola al conflitto come frutto di preveggenza. Per lui Franco non entra in guerra «perché … Leggi tutto