Gli articoli con tag: " giustizia "
Morire a vent’anni nella democratica Italia.
Capita, in una Repubblica democratica fondata sul lavoro e l’uguaglianza, di essere fermati da una pattuglia di carabinieri con pochi grammi di hashish nella tasca, e di essere ritrovati morti ammazzati, dopo due giorni, sul letto di un ospedale penitenziario.
Mattia Nesti su http://www.gennarocarotenuto.it
Maroni è razzista?
Non sono armate le ronde di Maroni. Si portano dietro parole pesanti come pietre, ma non sono armate. Disarmato, disarmante, o forse capace davvero di armare la mano, è del resto anche l’onorevole carroccista Bricolo, cravatta e fazzoletto rigorosamente verdi come la bile, quando s’infiamma per stupri rumeni – quelli del maschio italico non sembrano riguardarlo – e, per difendere le “nostre donne,” se la prende con le immigrate: noi gli stranieri non li vogliamo, via di qui. E non fa differenze: donne, vecchi e bambini.
Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
Per il Senato la clandestinità è reato. Maurizio Gasparri: “Vincono la legge e l’ordine”
Mentre in tema d’immigrazione infuria la polemica sulla tassa per il permesso di soggiorno, un provvedimento ben più pesante sta passando quasi sotto silenzio: il Senato ha approvato ieri l’articolo 19 del ddl sulla sicurezza con cui si istituisce il reato di immigrazione clandestina. … Leggi tutto
Franco Verderi su http://www.gennarocarotenuto.it
Nicola Di Girolamo, imputato di false dichiarazioni, falsita ideologica, abuso d’ufficio, attentato contro i diritti politici del cittadino, salvato da PDL e PD insieme
Una volta li chiamavano “peones” i parlamentari che stanno lì a far numero. Ma per molti arrivare fin lì è una svolta nella vita. Nicola Di Girolamo è un neosenatore della PDL eletto nella circoscrizione Europa.
Per candidarsi ha dichiarato di risiedere in Belgio, ma sembra proprio che non fosse vero. Pur di agganciare lo strapuntino avrà pensato: chissenefrega.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Quando sento che il lavoro di questo sito serve a qualcosa
Quando vedo che quasi duecento persone in poco più di 12 ore hanno letto partendo da qui l’ultimo articolo di Giancarlo Siani e chissà quante altre centinaia si sono soffermate almeno per un attimo sul suo sorriso spezzato, allora sento che il lavoro per questo sito vale davvero la pena.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Viva i compagni piloti dell’Alitalia?
«Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo»
Ernesto Che Guevara
Eccoci qui a fare tutti il tifo per i compagni piloti dell’Alitalia, l’unica vera opposizione, l’aristocrazia del proletariato, la punta di lancia della rivoluzione che verrà. Perfino Gabriele Polo, con ammirevole spirito da crocerossina, oramai scrive sul Manifesto un editoriale in loro difesa un giorno sì e un giorno no.
Ma un comandante Alitalia non guadagna 175.000 Euro l’anno? E’ più o meno quello che guadagnano dieci insegnanti fatti fuori da Mariastella Gelmini e una cinquantina di immigrati fatti fuori dalla Camorra senza né pianto né stridore di denti.
Siamo tutti lì a preoccuparci perché Colaninno gli salvi un giorno di ferie in più e loro da privilegggiati dde destra quali sono continuano a fare la pipì fuori del vasino: “e mica siamo colf”, “e guardate che se ci stressate poi cascano gli aerei”. Poi si scusano, ma la cultura è quella che è…
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
XX settembre: la fu "festa della ragione"
In Uruguay, il paese che ha dato all’Italia la camicia rossa dei garibaldini e molti martiri alla Repubblica Romana, per circa un secolo il XX settembre è stato una sentita Festa nazionale: la “Festa della ragione”.
Con quella giornata gli illuminati, positivisti e laicissimi dirigenti politici di quel lontano paese celebravano la nostra Breccia di Porta Pia che elevavano a simbolo mondiale, un po’ come il 14 luglio francese è simbolo della fine dell’assolutismo.
Per l’Uruguay il XX settembre simboleggiava il trionfo della ragione dato dalla fine dell’oscurantismo papalino.
Nella legge istitutiva della festa della ragione si commetteva anche un curioso ma significativo errore: erano infatti i garibaldini e non i bersaglieri ad entrare in Roma dalla Breccia di Porta Pia. Un peccato veniale visto il ruolo avuto da Giuseppe Garibaldi nella storia della Repubblica Orientale dell’Uruguay.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Afroitaliani: squilli di rivolta per la dignità
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Don’t you know they’re talking about a revolution
It sounds like a whisper
Tracy Chapman
Per due volte in pochi giorni, a Castelvolturno e a Milano, degli afroitaliani sono stati ammazzati da italiani. Non è la prima volta e a due passi da Castelvolturno, a Villa Literno, fu assassinato nel 1989 Jerry Esslan Masslo, il primo omicidio razzista in Italia. Ma la novità è che per due volte in poche ore i negri* d’Italia sono scesi in piazza, hanno protestato e hanno causato incidenti.
Poca roba in realtà, qualche cassonetto bruciato e qualche auto sfasciata nel casertano, ancora meno a Milano. Ma per due volte in poche ore hanno gridato che in questa Italia oppressiva prima ancora di essere repressiva, che pretende di farli sentire diversi, inferiori, ospiti indesiderati in ogni secondo della loro vita, che pretende di sfruttarli sul lavoro e quando pagano l’affitto, ma poi li pretende invisibili, e che non smette di discriminarli e criminalizzarli neanche quando vengono ammazzati dagli italiani, loro vogliono solo essere cittadini e non vogliono più abbassare la testa.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
ULTIMORA – Bolivia: presa la prefettura di Pando, arrestato il Prefetto, mandante della strage. Le prime testimonianze del massacro
ARTICOLO AGGIORNATO ALLE 19.00
Secondo Radio Erbol, appena ripresa dall’ANSA, a quattro giorni dalla proclamazione dello Stato d’assedio nel dipartimento di Pando, nel Nord della Bolivia, un contingente pesantemente armato dell’esercito boliviano ha preso il controllo del centro della città di Cobija, capoluogo del dipartimento. Il prefetto Leopoldo Fernández (nella foto) è stato arrestato.
Ecco le prime testimonianze del massacro (FONTE PULSAR). Una contadina racconta: “Noi eravamo disarmati. Ci hanno lanciato, bombe, lanciarazzi, dinamite, ci hanno sparato con armi automatiche, mitragliatrici”.
Uno dei sopravvissuti ha raccontato una scena che ricorda i massacri nazisti o quelli del Guatemala: “A una signora con un bambino di cinque anni in braccio l’hanno trascinata per i capelli e quando lei chiedeva di non ucciderla le hanno sparato un colpo in testa. Il bambino ha cominciato a piangere e allora hanno sparato anche a lui”.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Milano assediata dagli immigrati. Ladruncolo negro ruba, commercianti esasperati gli danno una lezione, i comunisti danno la colpa alla Lega
Secondo il GR3 delle 10.45 (decurtate le motivazioni razziali) gli assassini a sprangate rei confessi di un ragazzo sono “i presunti aggressori” perché lui (modo indicativo) “aveva rubato una scatola di biscotti”.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Piena solidarietà a De Feo e Fittipaldi
Articolo21 – l’articolo del quale si parla è qui mentre Annalisa Melandri ci ricorda chi è Nicola Cosentino, Forza Italia e la Camorra, patto per un disastro ambientale
La Guardia di finanza di Napoli ha perquisito oggi le abitazioni e il luogo di lavoro dei giornalisti dell’Espresso Gianluca De Feo ed Emiliano Fittipaldi. I redattori del settimanale si sono occupati dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Articolo 21 esprime perplessità rispetto alle perquisizioni avvenute nella sede de L’Espresso e nelle abitazioni dei colleghi che hanno effettuato le inchieste sui rifiuti a Napoli. – ad affermarlo è l’Associazione Articolo 21 attraverso il suo portavoce Giuseppe Giulietti – Noi siamo vicini e solidali con i giornalisti che esercitano nel migliore dei modi la loro professione che è quella di informare i cittadini su quel che accade.
Yani Alvaro su http://www.gennarocarotenuto.it
Così ho avvelenato Napoli
di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi – il servizio di copertina dell’Espresso in edicola
Le confessioni di Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari
Temo per la mia vita e per questo ho deciso di collaborare con la giustizia e dire tutto quello che mi riguarda, anche reati da me commessi. In particolare, intendo riferire sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi, a partire dal 1987-88 fino all’anno 2005. Smaltimenti realizzati in cave, in terreni vergini, in discariche non autorizzate e in siti che posso materialmente indicare, avendo anche io contribuito…Comincia così il più sconvolgente racconto della devastazione di una regione: venti anni di veleni nascosti ovunque, che hanno contaminato il suolo, l’acqua e l’aria della Campania.
Martino Mai su http://www.gennarocarotenuto.it
Oltre la siepe
(Se puoi vedere guarda, se stai guardando osserva)
La mappa non è il territorio, il sublime non è né arte né bellezza, la verità ultima è limite.
Renzo Coletti su http://www.gennarocarotenuto.it

