di Gennaro Carotenuto, giovedì 8 ottobre 2009, 10:47
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Italia, Politica italiana, Primo piano
La coalizione di maggioranza, imperniata su due alleati principali, il Popolo delle Libertà e la Lega Nord (quest’ultimo apertamente eversivo), ma dominata da un uomo solo, ha il diritto di continuare a governare. L’Italia è ancora una Repubblica parlamentare e, come ha dimostrato la pronuncia di incostituzionalità della Consulta sul Lodo Alfano, la Costituzione nata dall’antifascismo rappresenta la diga insuperabile contro ogni deriva autoritaria e ogni piano di rinascita democratica.
Silvio Berlusconi pertanto, nonostante appaia un abominio politico intollerabile in ogni altra democrazia, può fare orecchie da mercante, accusare i giudici e perfino il presidente comunista e tirare innanzi. Ma per quanto spregiudicata sia la sua strategia, per la quale perfino un Lodo Alfano palesemente incostituzionale è servito a guadagnare tempo umiliando una volta di più la democrazia di un paese di 60 milioni di abitanti ai suoi fini, su almeno due sentenze (Mills e Lodo Mondadori) è già scritto il giudizio definitivo di colpevolezza: corruttore, corrotto.
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di Doriana Goracci, domenica 13 settembre 2009, 10:07
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Dialoghi

Davvero Peppino Impastato era un giornalista incazzato e senza tesserino? Forse era un po’ troppo locale e poco globale come invece lo è un sacerdote? Ma lasciamo le domande ai posteri e andiamo ai fatti che hanno sempre un ante davanti. Speravo un po’ molto pochino che Paolo Barnard desse un segnale su Report di chi? , l’ho citato abbondantemente, ritenendolo un atto dovuto da non poter non menzionare se ci si occupa nel “tempo libero” – che libero a quanto pare lo è molto parzialmente – di comunicAzione . Ma ecco che toh, riprende la sua InformAzione, senza sconti per alcuno. E la sfida l’ha raccolta anche Megachip.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 18 luglio 2009, 09:26
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Italia, Politica italiana, Primo piano
Dante Alighieri impiegò circa 16 anni per scrivere la “Divina Commedia”, Alessandro Manzoni quasi 20 per passare dal “Fermo e Lucia” ai “Promessi sposi”.
La notizia che Walter Veltroni stia personalmente redigendo la “legge sul conflitto d’interessi”, che il centrosinistra doveva fare 15 anni fa (e che a meno che non sia ispirata direttamente da Patrizia, Noemi e altri autorevoli esponenti del PDL non passerà mai), ci restituisce il polso di un momento storico nel quale uno non sa se dire “finalmente, meglio tardi che mai” o contrirsi all’evanescenza di un progetto presentato solo a futura memoria e che non giungerà mai neanche in aula.
Attendiamo quindi senza nessuna trepidazione (tanto, a questo punto) la titanicità di un’Opera pensata per sfidare i millenni neanche fosse il “Corpus iuris civilis” di Giustiniano (per il quale, detto tra noi, bastarono cinque anni).
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 13 luglio 2009, 16:49
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Italia, Politica italiana
Chi segue da tempo questo sito sa che non sono mai stato tenero con Beppe Grillo (qui e qui per esempio) ma mi sta un po’ infastidendo l’ipocrisia con la quale la cupola del Partito Democratico vuole impedire la candidatura di Beppe Grillo alla segreteria.
Butto lì un po’ di punti sapendo che molti amici, essendo ben più grillini o più piddini di me, sapranno completare.
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di foscalontana, venerdì 11 luglio 2008, 01:00
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Dialoghi
da mareaonline.it
di Monica Lanfranco
Niente di nuovo, nel miserrimo paniere della meschinità della politica italiana.
Froci, puttanieri, ora anche le succhiatrici di uccello.
Chi avrebbe mai detto che questo fosse il repertorio sul quale dover riflettere, e scrivere, subendo quotidianamente un attacco di violenza e sozzura che resta appiccicato addosso, nonostante si cerchi di schivarlo, assieme all’inesorabile declino delle relazioni sociali e civili in Italia, dal nord al sud, dalle città ai piccoli centri. … Leggi tutto
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di luca mastellaro milano, martedì 24 giugno 2008, 10:42
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Dialoghi
Eravamo certamente molti di più delle decine di cui parla Repubblica on line a manifestare davanti al Tribunale di Milano contro la giustizia su misura dello statista di Arcore, ma tant’è. I tempi delle monetine di Mani pulite o anche solo dei girotondi morettiani sono lontani anni luce, ma un migliaio di cittadini pronti a sfidare il sole andaluso offerto dal tardo pomeriggio milanese non sono comunque pochi, mentre l’antiberlusconismo è sempre meno di moda e la difesa della magistratura inizia a diventare un tabù abbastanza bipartisan. Molti volti noti e qualche bandiera di partito. Sul palchetto si sono succeduti, tra gli altri, l’ideatore dell’iniziativa Nando Dalla Chiesa, il consigliere regionale verde Carlo Monguzzi, Gianni Barbacetto e il deputato europeo di Rifondazione Vittorio Agnoletto, oltre ad un Piero Ricca osannato dalla folla.
Si può dire, senza voler fare sterili polemiche, che il grande assente sia stato il Partito democratico. Un veloce intervento da parte di un non meglio identificato (dal sottoscritto) esponente; senz’altro molti militanti evidentemente sordi all’invito del loro leader di attendere il prossimo autunno per scendere in piazza. L’estabilishment cittadino – consiglieri comunali e prime donne varie – invece si è visto bene dal partecipare. Troppo impegnati ad assistere il vicesindaco De Corato nell’eterna lotta contro i campi nomadi forse…
Resta il fatto che nonostante l’afa l’aria sia stata decisamente respirabile, a testimonianza del fatto che esiste ancora un pezzo di cittadinanza non affatto rassegnata. Questa è la sola lezione che si può trarre.
Luca Mastellaro, Il buon caffè
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 10 settembre 2007, 11:41
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Italia
Sabato pomeriggio chi scrive stava percorrendo l’A22 e poi l’A1 da Bolzano verso Firenze. Il caso ha voluto che passassi da Modena pochi minuti dopo la conclusione dei funerali di Luciano Pavarotti. In quel tratto d’autostrada, per alcuni minuti sono stato sorpassato da stormi di auto blu, auto di scorta, con sirene al vento. Sembravano incrociarsi tra loro, sorpassandosi in maniera acrobatica come fossero delle frecce tricolori di terra.
Andavo esattamente a 130 km all’ora e quelle auto blu volavano a 180 se non a … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 11 aprile 2006, 16:00
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Elezioni 2006, Italia, Politica italiana
Animo, che s’è vinto. E bisogna pure provare a governare. Non è un diritto; è un dovere. Il chiacchiericcio su qualunque soluzione alternativa è solo fuffa pericolosa: sia un governo di larghe intese, sia un rapido ritorno alle urne, rimetterebbero in gioco il fantasma di Berlusconi. Prodi dunque non ha alternativa al governare.
Animo che s’è vinto anche grazie alla vituperata legge, alla porcata di Calderoli che adesso, a frittata fatta, ha ben poco da ridere. Con un millimetrico pareggio alla Camera, ci ha dato una robusta maggioranza. Perfino la reale sconfitta al Senato -la CdL ha quasi … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, domenica 26 febbraio 2006, 13:51
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Elezioni 2006
Uscirà, dovrebbe uscire, il 24 marzo, 16 giorni esatti prima delle elezioni. Si chiamerà “Il Caimano” ed è il misterioso film di Nanni Moretti su Berlusconi, atteso da tempo proprio per la parte finale della campagna elettorale. E Nanni Moretti mantiene le promesse.
Dovrebbe uscire, perché un’irrazionale intimazione del segretario radicale Capezzone ne vuole fermare l’uscita. Capezzone lancia la sua proposta da Radio Città Futura: «A due settimane dalle elezioni, un film antiberlusconiano potrebbe rivelarsi un boomerang. Nanni Moretti ci pensi, potrebbe rinviarne l’uscita». Perché altrimenti, «tra film e i possibili avvisi di garanzia dell’ultimo minuto, si rischia di consegnare al premier argomenti utili per la sua campagna elettorale». Strana idea della magistratura da parte di un lider (sic!) del centro sinistra. Se ci fosse un avviso di garanzia significherebbe che ce ne sono gli estremi, no?
Qual’è il problema allora? Un regista fine e stimato come Moretti lavora da anni alla sua stoccata contro Berlusconi e proprio dal centro-sinistra che dovrebbe ringraziarlo si nota la fibrillazione e quasi il fastidio? Strano ma vero anche se non tutti sono preoccupati da Moretti. Per esempio Giovanna Melandri, … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 17 ottobre 2005, 11:42
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Elezioni 2006, Italia, Politica italiana

Le elezioni interne sono state un trionfo per l’Unione, forse il primo esperimento di democrazia partecipativa in Italia e davvero i beceri latrati del Polo sono sintomo di una crisi di nervi. Non se lo aspettavano, non ce lo aspettavamo. Milioni, forse decine di milioni di italiani neanche sapevano che esistessero le interne. Eppure almeno il 10% del corpo elettorale e quasi un quarto degli elettori di sinistra sono andati a votare. Nessuno ci ha mandato SMS -come fece Berlusconi per le regionali- eppure 4.300.000 votanti di noi hanno vanificato anche le possibili intrusioni di qualche decina di migliaia di elettori del Polo che pure ci saranno state ma sono ininfluenti sul risultato finale. Dietro la disperazione, dietro i messaggi martellanti che inducono alla non partecipazione, questo popolo ogni tanto, tangentopoli, girotondi, no alla guerra, adesso con le interne batte un colpo e dice di essere un vulcano, al di sopra del quale le cupole di partito non possono considerarsi onnipotenti. Le elezioni interne hanno cambiato tutto ed anche se i partiti continueranno a ballare sopra il vulcano, qualcosa sta cambiando. Proviamo a vedere chi vince e chi perde davvero con queste interne: … Leggi tutto
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Il 15 di febbraio a Roma c’erano tre milioni di persone. A Londra un paio. A Barcellona uno e mezzo. In totale, nel mondo, avrebbero marciato contro la guerra, da 100 a 110 milioni di persone nella più grande mobilitazione della storia.
Ma, secondo il bollettino del Foro Sociale Mondiale, è un risultato epocale il fatto che si siano mobilitati, forse, 30 milioni di persone. Il Foro Sociale Mondiale non è una fonte tendenziosa e sicuramente non è favorevole alla trimurti delle 3B, Bush, Blair, Berlusconi, che sta spingendo il pianeta verso l’aggressione contro l’Iraq, ma, come una questura qualsiasi, valuta i manifestanti in un quarto di quelli indicati trionfalmente da altre fonti.
Anche lo stesso Foro non scherza con i numeri: Porto Alegre 1, 15.000, Porto Alegre 2, 60.000, Porto Alegre 3, 100.000. Ma cosa succederebbe se … Leggi tutto
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