Thursday 09 February 2012, 13:57

Gli articoli con tag: " Giovanna Melandri "

Beppe Grillo, il PD non è un velocipede

Sembra che sulla candidatura respinta di Beppe Grillo alla segreteria del Partito democratico si sia aperto finalmente un dibattito serio nella cupola del partito. Peccato che è il dibattito sbagliato. Infatti Piero Fassino avrebbe dichiarato “il PD non è un taxi”, Giovanna Melandri “Il PD non è un tram” e Bersani invece “il PD non è un autobus”. Noto che la più ecologica è la Melandri e immagino che quando dibatteranno dei trasporti urbani parleranno finalmente di Grillo…

Non da sole, per le Giornate a venire…

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Non da sole: oh, come ci sta a cuore! Cosa starà a cuore, al Pd: la solitudine di noi donne? Ma certo! Camminando ieri 22 novembre 2008, per le strade del centro di Roma alla Manifestazione delle donne contro la violenza, mi sono fermata a guardare, colpita, una serie di  manifesti attaccati lungo il percorso, correttamente, negli spazi consentiti:”NON DA SOLA” e a fianco : Più prevenzione. Più solidarietà. Più libertà. Il 24 novembre giornata mondiale contro la violenza sulle donne con Vittoria Franco e Walter Veltroni Lunedì 24 novembre ore 16,30 – 19,30 Roma, Teatro Centrale – via Celsa, 6 (Piazza del Gesù).

Partiamo dal luogo dell’incontro, Piazza del Gesù. Prende il nome dall’omonima chiesa dell’Ordine dei Gesuiti e la notorietà dal Palazzo Cenci-Bolognetti  che, dal 1942  al 1994,  fu la sede nazionale del partito della Democrazia Cristiana: davvero una piazza straordinaria. C’era pure dappresso in quella piazza, un cestino della carta straccia, nella controllatissima Roma, dove le Br lasciarono un volantino durante il sequestro Moro e dove poche centinaia di metri più in là, fu ritrovato anche il corpo, a via Caetani, vicinissima non solo a quella del Gesù ma anche a via delle Botteghe Oscure, dove c’era il Pci… Esamino meglio gli attori protagonisti della storica Giornata Mondiale: la senatrice Franco è una garanzia come vuole il programma. A luglio del 2007, presso la festa dell’Unità, sosteneva in un’intervista rilasciata a Edoardo Semmola per Resistenza Laica: “Sto nel Partito Democratico per renderlo più laico. Spogliamoci della non negoziabilità dei valori e delle convinzioni”. E la memoria corre, non alla Rosy Bindi, con la quale dialogò in quella Festa ma alla sua “compagna”  di partito, la signora Binetti, che con molta coerenza non si è mai spogliata: lei si, previene qualunque “fantasia” di interruzione della gravidanza e della vita.
Mentre aspettavo di riprendere lo spezzone del corteo delle donne di Action, (presenti alla pari con donne  migranti come l’ultimo giorno di propaganda elettorale dello scorso aprile-le sole a contestare a Roma  l’Ultracorpo Ferrara) ho ripensato a questo altermondialismo, pan-africanismo, internazionalismo della nostra opposizione che cura, fa “ponti” nella realtà quotidiana in Italia.  E allora mi sono detta come saranno  messe oggi, queste donne migranti e viaggiatrici, rispetto alla “solitudine”? Mi è apparsa la Turco: quella signora che era in Piazza Navona, lo scorso 24 novembre 2007, che fornì ben altri numeri da grattare e vincere, stizzita e fotografatissima star della giornata, allora ministro della Salute, con le altre deluse senza palco: Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna di Forza Italia , Giovanna Melandri allora  ministro dei Giovani e lo Sport, passato a certa Meloni e Barbara Pollastrini, che per Pari Opportunità, dovette cedere il testimone a una del rigo-piano di sopra.

Torniamo alla Livia che creò tanti luoghi di prima accoglienza, gratuiti e ospitali,  per la prima volta nella storia della Repubblica, insieme a nonno Napolitano con una legge che prende il loro nome nel 6 marzo del 1998, la n.40, detti Centro di permanenza temporanea   (all’articolo 12 della legge), per tutti gli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera non immediatamente eseguibile”.
Che ne è stato di quell’intento tutto femminile  di regolamentare l’immigrazione, favorendo da un lato l’immigrazione regolare e scoraggiando l’immigrazione clandestina? L’immigrata regolare può affrontare il percorso di acquisizione della cittadinanza, configurato dalla legge, facilmente? Tale percorso è caratterizzato da una serie di tappe verso l’acquisto dei diritti propri del cittadino pleno iure, inclusivo del diritto al ricongiungimento familiare, del diritto al trattamento sanitario e alla salute e del diritto all’ istruzione? Quante e quali clandestine, diventano  destinatarie di un provvedimento di espulsione dallo Stato?

Le donne che arrivano sulle nostre coste, con imbarcazioni certo non da diporto, sono dimuinite o aumentate?
Ma queste sono polemiche da basso cortile, a noi rinfranca sapere che c’è, sempre e comunque, magari in Ombra piuttosto che in Onda, questa attività febbrile: un bel servizietto domani al Tg del Lazio, per ricordare che le donne del mondo non camminano da sole, se accompagnate da tutte queste donne, portatrici di istanze e progetti, pari opportunità e formazioni e con la perenne protezione dei  loro compagni di partito, laddove le amministrazioni democratiche e condivise, concedono loro, di governare e proporre.
Sarebbe interessante per noi donne, apprendere l’arte e la pratica dismessa  del fai da te, nel trovare casa, sanità, istruzione, lavoro: forse”basterebbe” ascoltare le storie di quelle sconosciute indispensabili migranti che spesso vivono nelle nostre case, siedono sui mezzi pubblici se trovano un posto, vanno al mercato,  al discount, fanno fare la  pipì al cane, puliscono deretani e bagni pubblici , a volte subendo i bisogni ingovernabili maschili?

Faremmo bene a far  accomodare a certe poltrone, solo per le Giornate con Dedica, quelle e quelli che  ricorderanno le morte, le vittime e diranno: mai più sole!Ferme restando, per carità, le Misericordine che si affannano a curare la Vita e il Movimento che la finanzia …
Si accederà dunque al Teatro, centrale per eccellenza e a questa ennesima “rappresentazione”, gratuitamente, senza Colloquio Motivazionale di Orientamento. Affrettatevi donne migranti e sorellanze tutte, il Teatro sarà gremito di badanti, tate e serve di ogni colore e di ogni parte del mondo: non più sole, non da sole, quì in Italia ma  accompagnate dal Pd. Per chi dovesse rimanere fuori, può chiedere “protezione e sicurezza”- “prevenzione e solidarietà” alla Rinnovata Casa delle Libertà.
Doriana Goracci

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Chiara Saraceno e il populismo a Ballarò

Sciavèz in Messico è sicuramente populista”, detto testuale a Ballarò dalla sociologa Chiara Saraceno. La Saraceno, giudica Chávez pensando sia messicano e, nonostante insegni Sociologia della famiglia, è stata chiamata da Giovanni Floris a parlare di Silvio Berlusconi e populismo.

A tali chiarissimi esperti e prestigiosi intellettuali l’organo ufficiale del PD in TV paga ricchi cachet per dettare la linea al popolo bue. Ops, Giovanna Melandri ci ha tenuto a spiegare che a lei la parola “popolo” non piace, lei che è una signora elegante preferisce “cittadini”. Lo ha detto e si è guardata intorno con aria soddisfatta per aver fatto così definitivamente i conti sia con Chávez (o Sciavèz) che con Berlusconi.

Senatrice Maria Burani Procaccini (Forza Italia): si vergogni!

Il Napoli -parlo di calcio- ieri ha pagato un po’ di dazio alla fortuna perdendo a Mantova 1-0 per un autogol. Ha avuto tre infortunati, due nei primi venti minuti, e ha giocato tutto il secondo tempo in dieci per la giusta espulsione del difensore Ruben Maldonado. Espulsione definita giusta anche dal direttore generale Pierpaolo Marino e in nessun momento ci sono stati episodi che hanno sollevato proteste da parte del Napoli. Pace.

Stamane però arriva sulla mia scrivania un’ANSA che mi fa sobbalzare. La senatrice Maria Burani Procaccini (nella foto), insegnante di Terracina eletta nelle liste di Forza Italia, membro della commissione parlamentare per l’Infanzia, ha rivolto un’interrogazione urgente al ministro Giovanna Melandri per chiedere “se risultano fondate le voci di possibili ritorsioni contro il Napoli, forse per … Leggi tutto

Chi ha paura del Caimano?

Uscirà, dovrebbe uscire, il 24 marzo, 16 giorni esatti prima delle elezioni. Si chiamerà “Il Caimano” ed è il misterioso film di Nanni Moretti su Berlusconi, atteso da tempo proprio per la parte finale della campagna elettorale. E Nanni Moretti mantiene le promesse.

Dovrebbe uscire, perché un’irrazionale intimazione del segretario radicale Capezzone ne vuole fermare l’uscita. Capezzone lancia la sua proposta da Radio Città Futura: «A due settimane dalle elezioni, un film antiberlusconiano potrebbe rivelarsi un boomerang. Nanni Moretti ci pensi, potrebbe rinviarne l’uscita». Perché altrimenti, «tra film e i possibili avvisi di garanzia dell’ultimo minuto, si rischia di consegnare al premier argomenti utili per la sua campagna elettorale». Strana idea della magistratura da parte di un lider (sic!) del centro sinistra. Se ci fosse un avviso di garanzia significherebbe che ce ne sono gli estremi, no?

Qual’è il problema allora? Un regista fine e stimato come Moretti lavora da anni alla sua stoccata contro Berlusconi e proprio dal centro-sinistra che dovrebbe ringraziarlo si nota la fibrillazione e quasi il fastidio? Strano ma vero anche se non tutti sono preoccupati da Moretti. Per esempio Giovanna Melandri, … Leggi tutto