Thursday 09 February 2012, 13:39

Gli articoli con tag: " Giorgio Almirante "

Eroi dimenticati

Ricordiamoci un po’ di tanto in tanto dei nostri eroi: Bruno Caccia, Giuseppe Fava, Antonino Saetta, Antonino Scopelliti, e tanti altri italiani  che  sacrificarono  la vita per un " PAESE NORMALE e LEGALE"  , ma sono stati  dimenticati, soprattutto il primo, da un ammasso di politici inutili e dannosi che vogliono dedicare strade a Craxi,o molto peggio al terrorista e fascista Giorgio Almirante.

Attualissime le parole di Giuseppe Fava, ecco cosa disse ad Enzo Biagi sette giorni  prima di morire ammazzato:

Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento,  i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante…

A fogne aperte: un horror contemporaneo

Nel Dopoguerra si discuteva se il repubblichino Giorgio Almirante avesse legittimità a occupare un seggio in Parlamento.
Per altri quarant’anni è stato fuori discussione che il suo partito potesse approdare al governo; l’unica volta che ci hanno provato i camalli genovesi gli han fatto rapidamente cambiare idea.
Oggi può apparire pubblicamente in un video che lo dipinge come uno dei padri putativi del nuovo “partito degli italiani”.
Acclamato dai suoi eredi, ormai ampia maggioranza nel paese.
Omaggiato, senza alcuna vergogna, sulle prime pagine dei giornali.
Evidentemente il tempo non cancella solo la memoria, ma anche i lividi dei manganelli. E il sangue delle stragi.

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Squadrismo, regime e movimento

almirante este_29183101_43050 Siamo alle spranghe tricolori. “Voi a colpi di decreti legge, noi a colpi di spranga”, potrebbe essere lo slogan dei neofascisti ruota di scorta del governo.

Tutti i distinguo, i non siamo negli anni ‘20, i la nostra è una democrazia matura, i siamo un paese dell’Unione Europea, tutte le riflessioni che ci siamo sbrodolati addosso per 14 anni sull’irripetibilità del ventennio, sulla diversità di condizioni, si sciolgono di fronte ad un camion di neofascisti che scendono con le spranghe tricolori e menano a manca e… a manca mentre la polizia guarda altrove.

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Marina Petrella, ovvero della Giustizia

Poche parole, quante non ne dicono televisioni e giornali di regime in questo luglio di vergogna che difende i diritti dei bambini rom schedandoli come volgari delinquenti, mentre impedisce ai giudici di processare i criminali veri; luglio di vergogna che difende il diritto alla privacy del capo del governo, alla sbarra per corruzione, regalandogli l’immunità. Mai vista tanta ingiustizia in nome della giustizia.
Marina Petrella, ex brigatista, ha alle spalle una condanna all’ergastolo e otto anni di galera scontati per “pena preventiva“. Vive in Francia da oltre diciassette anni alla luce del sole: non è clandestina, lavora, ha una figlia, possiede regolari documenti e non ha mai tenuto nascosto il suo terribile passato. E’ andata così perché nel 1985, al Congresso della Lega dei diritti dell’uomo, Mitterand, non ultimo tra i presidenti della repubblica francese, prese solennemente impegno di concedere asilo politico a tutti gli italiani fuggiti in Francia in seguito alle vicende legate ai cosiddetti anni di piombo. … Leggi tutto

Antonio di Pietro e il Piano di rinascita democratica

dipietro

Aggiornato mercoledì 9, alle 8.20

Già a metà aprile un signore di destra che conosco fece una previsione: alle prossime elezioni il Partito Democratico avrà i voti di Italia dei Valori e Italia dei Valori avrà quelli del Partito Democratico. Temo che c’azzecchi.

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Rom a Roma

C’ero. Buttava male, il tempo intendo, tant’è che il concerto alle 20 non s’è fatto più. Stamattina rientrando al paesello viterbese, ho raccattato tutto quello che potevo, giornaletti gratis e quotidiani, ora anche una navigatina in rete, a vedere cosa è stato “pescato”. … Leggi tutto

Copia e incolla ad Aprileonline su Almirante

furto Stamane su Aprileonline compare un articolo di tal Leonardo Cruciani su Giorgio Almirante e la strage di Peteano. Il tema mi interessa, ne ho scritto, come sanno gli amici di Giornalismo partecipativo. E’ un tema complicato, che ha richiesto lavoro (disinteressato).

Entro nel sito in questione e scopro che quello di Cruciani non è un nuovo articolo sul tema. Cruciani e Aprileonline hanno rubato per intero il mio articolo, espunto il nome del legittimo autore (il sottoscritto) e lo hanno pubblicato come loro. E’ una pratica illegale (nonché squallida) e perseguibile come tale, sempre più diffusa, ma non per questo tollerabile.

Diffido il signor Leonardo Cruciani e la direttrice di Aprileonline Carla Ronga, esigo l’immediato ritiro dell’articolo in questione e la sostituzione di questo con una pubblica rettifica. Altrimenti denuncerò Cruciani e Ronga alle autorità competenti.

Storia e scuola

Abbiamo un governo stabile, che gode di un largo consenso nel Paese e riscuote apprezzamenti significativi tra le file d’una opposizione che ha fatto della collaborazione e del dialogo il tema caratterizzante della sua presenza in Parlamento. Una presenza ornamentale.
La grande stampa, impegnata a navigare a vista, sottocosta, in attesa di veline, disegna quotidianamente un paradiso terrestre guastato per diabolica protervia dai napoletani e dalla loro spazzatura e tutto, persino le manganellate, tutto si va facendo soffice e ovattato. Buona parte del mondo è sparito per incanto dall’informazione televisiva: il vergognoso processo al cattolico Tereq Aziz, condotto in Iraq in assoluto dispregio dei diritti umani, ha ceduto il campo alla domanda di grazia per la Franzoni, l’Afghanistan è un sogno cinematografico fatto di aquiloni e persino l’impazzimento minaccioso del clima si piega alla malizia adescatrice dei “fine settimana all’insegna del bel tempo“. … Leggi tutto

Alemanno: «Strada ad Almirante?Serve consenso comunità ebraica”

Gianni Alemanno a colloquio con la moglie di Giorgio Almirante, Donna Assunta in occasione della cerimonio a Montecitorio
Così il sindaco della capitale sulla controversa questione sollevata dal deputato del Pd Emanuele Fiano

ROMA
Sala gremita a Montecitorio, per la cerimonia di presentazione dei discorsi parlamentari di Giorgio Almirante. Nelle prime file, accanto alla moglie del leader missino, Donna Assunta, è schierato tutto lo stato maggiore di An, a partire dal reggente Ignazio La Russa, oltre ad Andrea Ronchi, Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni, Italo Bocchino e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Ma in seconda fila, accanto a parlamentari (e non, come Teodoro Buontempo) eredi dell’Msi, siede anche Emanuele Fiano, il deputato del Pd che in mattinata, in Aula, aveva letto le frasi che il leader missino aveva scritto sulla rivista “La Difesa della Razza” in epoca fascista. Parole razziste poi definite «vergognose» da Gianfranco Fini. Fiano è uno dei pochi esponenti delle opposizioni che hanno partecipato alla commemorazione, oltre ad Arturo Parisi e Pier Ferdinando Casini, accompagnato da Angelo Sanza.

A rappresentare la maggioranza, oltre agli esponenti di An, anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, e l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, oltre a Giuseppe Ciarrapico, senatore azzurro. Presenti anche gli ex presidenti della Camera Fausto Bertinotti, ora presidente della Fondazione Camera dei Deputati, e Luciano Violante, e i senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga.

Alemanno: “Auspico confronto con la comunità ebraica”
Una strada romana sarà intitolata a Giorgio Almirante ma attraverso «il consenso della comunità ebraica» dopo un «approfondimento storico» con la stessa. Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine della presentazione nella sala della Lupa del volume dei discorsi parlamentari dell’ex segretario missino.

Alemanno ricorda che Almirante ripudiò «con chiarezza» quanto scritto su “La difesa della razza” e che l’approfondimento storico con la comunità ebraica potrà dimostrare che «è sempre stato amico di Israele» e che «dentro e fuori dal partito ha sempre combattuto il razzismo e l’antisemitismo».

Esodo volontario

Mi sono rivolta ad Alex Zanotelli, come uomo,  qualcuno mi ha scritto che sono sprezzante e faccio un uso indegno della sua persona. Io scrivo ad Alex,   perchè lo stimo e lo apprezzo, l’ho seguito costantemente nelle marce nelle parole nei fatti e sono certa della sua onestà intellettuale, lo uso nel senso più pieno del termine. E’ una proprietà commutativa, anche lui usa la Chiesa, così come tanti e  oscuri e straordinari preti, ce ne sono anche di morti ammazzati,  per avere  partecipazione  attiva e attenta, che si commuova e muova. Muoversi significa  lottare protestare urlare ragionare  gridare parlare confrontarsi agire opporsi,  e in ultimo si fanno le scelte, anche quelle dolorose. Se hai un amante un marito che  violenta l’iniziale  patto  di lealtà, magari abbozzi hai paura ma poi lo denunci e lo abbandoni… Fai lo stesso con il partito, con  le amicizie trascinate nei ricordi dei tempi  passati,  con  il  lavoro sporco,  non lotti  all’interno  avvalendoti dell’interno, ti scopri, ti disarmi insieme a chi come te è indifeso. … Leggi tutto

Allarmi, siamo fascisti…

Postfascisti???

Questo che ho pubblicato in Marginalia è il manifesto affisso a Milano da Alleanza Nazionale in questi giorni: Giorgio Almirante un esempio da seguire? E intanto il neo-sindaco di destra Alemanno (che fu instancabile organizzatore dei funerali di Almirante alla fine dei quali Gianfranco Fini pronunciò un accorato elogio funebre) propone di dedicare a Giorgio Almirante una via della capitale. Un’analoga proposta del nostalgico di turno di qualche anno fa in quel di Grosseto ebbe esito negativo. Ma sembra che i tempi siano cambiati. E la memoria è (sempre più) corta. … Leggi tutto

Via Giorgio Almirante, terrorista

giorgio_almirante In molti hanno scritto dell’Almirante antisemita e dell’Almirante massacratore repubblichino e ci vuole un tir di Maalox (o lo stomaco di Veltroni, “nulla fermerà il dialogo con il PDL”) per mandarlo giù.

Ben pochi invece si sono soffermati sul fatto che Giorgio Almirante fu amnistiato solo perché ultrasettantenne dal reato di favoreggiamento aggravato agli autori della strage di Peteano, nella quale tre carabinieri furono fatti saltare in aria.

Giorgio Almirante, il grande statista al quale Gianfranco Fini rende omaggio e Gianni Alemanno vuol dedicare una strada romana, per la legge italiana è dunque un terrorista complice dell’assassinio di tre carabinieri. Ecco tutta la storia.

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L’Italia riparte?

Si racconta che negli anni tra il 2001 e il 2006, l’Italia sia stata in assoluto il paese con le più numerose manifestazioni, i partiti sembravano liquefatti nel movimento e il movimento liquefatto nei partiti: a centinaia di migliaia, si arrivò anche oltre il milione, per la pace, contro la guerra, un affollo di sigle grandi e piccole, associazionismo, tutti in girotondo, in marcia, in forum nazionali e mondiali ma anche in piccoli incessanti presidi, sit in, appelli, lettere… … Leggi tutto