Thursday 09 February 2012, 10:19

Gli articoli con tag: " Gianfranco Fini "

I paradisi fiscali bisogna bombardarli

money-launderingDa San Marino a Santa Lucia, passando per la Svizzera, sono la fogna dove si nascondono tutti i soldi sporchi.

Vi ricorrono tutti, grandi evasori, narcotrafficanti, riciclatori, banchieri, bancarottieri e politici corrotti.

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LA CARICA DELLE POLTRONE…

DIVIETI DI DOPPI MANDATI ED EMOLUMENTI: QUANDO L’ECCEZIONE SI FA REGOLA!

LA REGOLA: COSA PREVEDE LA LEGGE?

L’art. 62 del d.lg. n. 267 del 2000 (“Testo Unico degli Enti Locali”) prevede la “incompatibilità” tra la carica di sindaco o presidente di provincia e quella di deputato o senatore.

Più precisamente, si prescrive l’“automatica decadenza” dalla carica di Presidente della Provincia o di Sindaco (di un Comune con una popolazione superiore a 20 mila abitanti) nel caso di accettazione della candidatura a deputato o senatore.

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La “Decima” di La Russa sfonda una porta aperta

Fischi per fiaschi e non fa meraviglia: non è un’aquila e la sua poltrona di ministro è nata a Fiuggi e si chiama Fini Gianfranco. Certo, per carità di patria, qualcuno dovrebbe spiegare a La Russa che la vicenda storica del fascismo s’è chiusa senza onore a Salò e, se di antenati ha scelto d’occuparsi, ha preso un granchio: Comsubin risale a “Mariassalto”, la struttura della Marina che seguì la sorte del “Regno del Sud” ed ebbe per nemica la “Decima Mas”. Poco o nulla a che vedere, quindi, con la turpe vicenda di Borghese, disertore e boia nell’Italia repubblichina e poi golpista in quella repubblicana.
Se questa è la premessa d’obbligo, dopo la figuraccia del “ministro della nostalgia”, due parole occorrerà pur dirle sul valore politico della malaccorta incursione per dare a Cesare ciò che a Cesare spetta. Come da rituale, una sedicente sinistra strepita e si strappa i capelli, ma in fondo lo sa bene: La Russa è il terminale destro d’una tenaglia che a sinistra ha in Violante l’alter ego e giunge tardi a sfondare una porta già aperta. Onore al merito: se torniamo a parlare di fascismo, è perché a sinistra qualcuno s’è impegnato veramente a fondo nella strenua difesa dei “ragazzi di Salò”. Certo, la polemica è demodé ma, per capire come sia possibile che dopo settant’anni e tre generazioni, un fascismo di terza mano e un antifascismo sterilizzato tengano ancora banco, occorre tornare per un momento all’alba della Repubblica, a un’aurora che fu molto più buia di quanto in genere siamo soliti pensare. Nel buio fitto e angosciante, basterà un lumicino per veder emergere un antifascismo che non fu semplicemente piegato alla ragion di Stato, com’era probabilmente fatale, ma ridisegnato a tavolino dagli “intellettuali organici” di formazione stalino-comunista del Pci, e ci lasciò in eredità la visione distorta d’una lotta di liberazione “a senso unico”, condotta da un blocco tutto rosso e tutto “garibaldino”. Dietro la trama del disegno c’è la radice delle future e fatali degenerazioni: l’“antifascismo militante” soffocato dal rituale retorico che fa “tabula rasa” dei valori della Resistenza e finisce col salvare i gerarchi riciclati. Ci sono – e se ne sa assai poco – i segreti accordi e i compromessi inconfessati da cui nasce la legge sull’epurazione, che Togliatti, il Guardasigilli, affida alla consulenza decisiva di Gaetano Azzariti, giurista fascista e presidente del tribunale per la razza dal 1938 al 1943; ci sono la continuità dello Stato e uno statalismo sbilanciato in misura marcata verso il capitale, c’è il Concordato inserito nella Costituzione e ci sono – l’esito è fatale – Scelba, Valletta e il sindacato rosso confuso con quello giallo in una spuria commistione interclassista.
Se si torna a quei giorni solo apparentemente lontani, è facile capire come siamo giunti a La Russa e alla sua sfrontata interpretazione del ruolo di ministro della Repubblica. E, d’altra parte, senza La Russa, non sarebbe possibile cogliere il significato più profondo del percorso dei mangiafuoco e degli sparafucile della sinistra estrema, che – ancora una volta in nome della “democrazia” – aprono al dialogo e, dopo avergli tirato addosso sparando a mitraglia, ora tessono la lode sperticata di un parlamentarismo di cui sono protagonisti guitti e figuranti, contenti di trovar posto nella risorta Camera dei Fasci e delle Corporazioni.

Chi è interessato alla conclusione dell’articolo, può cliccare sul seguente link: Il Blog di Giuseppe Aragno

Concorso esterno…

stor_17355426_07380 Secondo Claudio Scajola Gianfranco Fini è fuori linea (offline?).

Aspettando Spatuzza è bello vedere i due manganelli del GSF di Genova l’un contro l’altro armati.

Il brutto è che se continua così il compagno Fini rischia un avviso di garanzia per concorso esterno in governo mafioso.

Infestati dal 4 Novembre con un cielo sempre più blu

http://centrostudiallevi.files.wordpress.com/2008/11/cartolina-grande-guerra.jpg

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Colonialismo italiano in Libia: dal "leone del deserto" al colonnello Gheddafi

Nell’ottobre del 1911 inizia la conquista italiana della Libia. Il 3 ottobre le corazzate italiane bombardano il porto di Tripoli, dove, il 5 ottobre, sbarcano i primi 1.732 marinai italiani, dando inizio a un’occupazione che si protrasse, con alterne vicende, fino al 1943, causando migliaia di morti.

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Ddl sicurezza: il confine fra civiltà e barbarie

Roma, 1 lug. (Adnkronos) – Il governo ha posto la questione di fiducia sul ddl sicurezza all’esame del Senato.
Lo ha annunciato in aula a Palazzo Madama il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito.
”La Camera ha approvato poche e limitate modifiche al testo licenziato dal Senato e pertanto il governo -ha spiegato Vito- ritiene opportuno a questo punto giungere alla definitiva approvazione del testo”.
Il voto di fiducia riguarda ciascuno dei tre articoli del provvedimento nel testo approvato a Montecitorio.
Due articoli saranno approvati oggi nel tardo pomeriggio, mentre domani mattina e’ previsto il terzo voto di fiducia. Dalle 12 di domani le dichiarazioni di voto e alle 13 il voto finale sul provvedimento
SICUREZZA: GOVERNO PONE QUESTIONE FIDUCIA SU DDL – Adnkronos Politica

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Chiamparino e Fini

Quasi ignorato da tutti il presidente della Camera Gianfranco Fini ha affermato che è immorale respingere i clandestini, ovviamente senza uscire dalla maggioranza che i respingimenti ha voluto. Contemporaneamente Sergio Chiamparino, che invece applaude ai respingimenti, senza entrare nel PdL, rinuncia a candidarsi a segretario del PD e, secondo i media, fa un figurone.

Se le due notizie vanno messe insieme non lo so, ma ho associato le idee e mi son cadute le braccia.

Le carte di Silvio Berlusconi per uscire dalla casa del “Grande fratello”

economist Giuliano Ferrara, sulle pagine de “Il Foglio”, ha invitato in settimana Silvio Berlusconi a riprendere in mano il proprio destino: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni”.

Il quotidiano della CEI “Avvenire” intanto ha messo sul tappeto un punto ineludibile: Berlusconi deve “sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.

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Presidi spia, e perché non gli imprenditori spia?

maroni01G Non passano i presidi spia per denunciare i bambini clandestini e i giornali danno il merito al compagno Gianfranco Fini.

La Lega fa pessimo viso a buon gioco ma è divertente il fatto che individui le spie sempre nell’odiato settore pubblico, i medici, gli insegnanti (meridionali), soggetti che sono alla base della convivenza civile e che invece vorrebbe trasformare in delatori.

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E’ arrivata la Bufera?

http://images-3.redbubble.net/img/art/size:large/view:main/456426-4-lucy-in-the-sky-with-diamonds-war-is-over.jpgE’ arrivata la bufera… ? Ma no, solo un falco ultranazionalista, Avigdor Lieberman neo ministro degli Esteri israeliano a Roma, dove sono ad  ad attenderlo per il Convegno Volatili, tante Colombelle ad Ali aperte: Israele nostra casa, no?
Lo stesso leader del partito di estrema destra nazionalista, recentemente    ha dichiarato: ” Le intese di Annapolis nel 2007  non impegnano Israele in quanto non sono state ratificate dal governo…C’è un documento che ci obbliga e non è quello della Conferenza di Annapolis, che non ha validità – ha detto il leader del partito di estrema destra nazionalista, (Israele nostra casa) – Il governo israeliano non ha mai ratificato Annapolis, nè lo ha fatto la Knesset“.

Avigdor Lieberman
Avigdor Lieberman

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L’apparente retromarcia di Sacconi

La Fiom, lo ricordo, denunciava la “novità contenuta nell’articolo 10 bis”, un paio di giorni fà,in base alla quale “i livelli alti dell’azienda non saranno più responsabili di gravi infortuni”. E L’Articolo 21 il 23 marzo scorso lanciava l’appello per impedire che il governo mettesse mano al testo unico sulla sicurezza sul lavoro ( rif. http://zincao.blogspot.com/2009/03/firmate-lappello-di-articolo-21lavoro.html) ben sapendo come sarebbe andata a finire.

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Clamoroso al Cibali!

Sulla Legge sulla Fecondazione artificiale Gianfranco Fini attaccato da destra da Francesco Rutelli. E poi dicono che non esistono più le mezze stagioni!

The Guardian: "Italia: l’ombra del fascismo"

L’obiettivo centrale di Silvio Berlusconi come primo ministro italiano ormai non sembra più sorprendere e lasciare dubbi. Dal suo ingresso nel vacuum politico creatosi nel 1993 a causa del contemporaneo scandalo sulla corruzione governativa e del collasso del comunismo italiano, Mr. Berlusconi ha usato la sua carriera politica e il suo potere per proteggere se stesso e il suo impero mediatico dalla legge. Durante il più lungo dei suoi tre periodi in carica come primo ministro, Mr. Berlusconi non solo ha consolidato la sua già forte influenza sull’industria dei media italiana – oggi ne possiede circa la metà – ma ha speso un intera legislatura per garantirsi l’immunità. La legge è stata ritenuta incostituzionale ma la nuova elezione di Mr. Berlusconi, che lo riportato in sella lo scorso anno, gli ha permesso di portare a termine con successo il progetto di legge.

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PdL: un paio di domande a Gianfranco Fini

fini_2 Egregio presidente Gianfranco Fini,

ho ascoltato con attenzione il suo discorso di ieri al congresso con il quale Alleanza Nazionale confluisce nel Popolo delle Libertà. Ho apprezzato i suoi toni consoni all’importante incarico istituzionale che ricopre, e ho condiviso o riconosciuto l’importanza di molti dei passaggi del suo intervento.

In particolare ho apprezzato, nelle sue parole, il netto e inequivocabile approdo di AN a un sistema di valori che lei sintetizza in quelli costituenti il Partito Popolare Europeo. Ho condiviso passaggi come quelli sulla centralità della legalità come percorso di approdo dal tradizionale “legge e ordine” delle destre reazionarie. Inoltre mi ha fatto piacere, nonostante abbia delle obiezioni, il suo desiderio che in futuro, in una manifestazione come quella promossa da Don Luigi Ciotti a Napoli sabato, possano sfilare anche le bandiere del PdL. Soprattutto ho condiviso il passaggio sulla piena integrazione degli immigrati nell’Italia del futuro e sulla convivenza ineludibile tra culture e religioni diverse.

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