Thursday 09 February 2012, 05:38

Gli articoli con tag: " geopolitica "

Il fallimento di Copenaghen: riflessioni e prospettive

L’esito del tutto fallimentare del summit C0P15, da pochi giorni conclusosi nella capitale danese stimola diverse riflessioni sia sullo stato dei rapporti di forza internazionali, sia sull’oggetto dei colloqui multilaterali, la lotta contro i cambiamenti climatici ed il riscaldamento globale. In primo luogo, il vertice ha sancito in maniera chiara, laddove ve ne fosse ancora bisogno, l’affermazione del G2 Cina- U.S.A. ed il sostanziale declassamento ad attore politico di secondo rango dell’Europa o, se si preferisce, delle principali potenze europee. Ciò è emerso in maniera evidente sin dalle settimane precedenti il vertice ed ha trovato, poi, puntuale conferma durante il summit. … Leggi tutto

Nucleare: minaccia iraniana o pericolo pakistano?

Nel momento in cui l’Iran è nell’occhio del ciclone per la sua presunta, ma piuttosto probabile, volontà di diventare l’ennesima potenza nucleare del pianeta, un’altra minaccia ben più concreta si profila all’orizzonte geo-strategico contemporaneo.

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La destra pseudo sociale: un carnevale

Un tempo carnevale era il cosmopolitismo e la partecipazione collettiva del mondo greco ai riti per Dioniso, o il gioco orgiastico dei Saturnali latini che simulava la sovversione dell’ordine sociale. Il punto politico, però, era chiaro: il carattere rituale della festa cancellava la connotazione di "classe" e – lo sapevano tutti – piuttosto che aprire, carnevale chiudeva lo scontro sociale. Di bello ci rimane il gioco delle parti, l’illusione dell’emancipazione dalle regole e del ribaltamento di ruoli e gerarchie. Una “finzione felice” che dissolve il potere nella caricatura, come voleva l’antica, feroce saggezza d’una società piramidale e classista, fondata sul sangue e sul censo, che concedeva divertita agli emarginati l’effimero e innocuo piacere del cambiamento.

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Iran e Usa. Where is democracy?

"Where is my vote?". In questi giorni centinaia di migliaia di cittadini iraniani sono scesi in piazza, in Iran come nel resto del mondo, per chiedere "dove sono finiti" i loro voti che, secondo il Governo di Teheran, non sono riusciti ad impedire una vittoria a valanga del Presidente in carica Ahmadinejad alle presidenziali di venerdì scorso.
A voler essere cinici, senza lasciarsi influenzare dall’onda emotiva che sta scuotendo il paese mediorientale, si potrebbe ricercare la risposta in un’intervista rilasciata pochissimi giorni fa da Ken Ballen e Patrick Doherty, sondaggisti di un’organizzazione americana finanziata dal Rockfeller Brothers Found che aveva previsto una larga vittoria di Ahmadinejad, dato, sempre secondo questo sondaggio, molto avanti in tutte le provincie del Paese.

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Costruire una società dalla base si può

A Boston, in un ricco auditorium di studenti, accademici e attivisti, il famoso intellettuale americano, Noam Chomsky, il professore Ph.D. in economia  Michael Albert, e l’ex sindaco Julio Chávez del Venezuela, hanno discusso Giovedi 19 marzo su come costruire una società dalla base.

Il dibattito si è tenuto presso il Massachusetts Institute of Technology ed è stato organizzato dal Consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Boston e New York.

Con la moderazione dello scrittore e regista venezuelanalysis.com, Gregorio Wilpert, gli ospiti hanno analizzato, tra l’altro, i risultati e le sfide del processo rivoluzionario venezuelano per quanto riguarda la costruzione del Popolo.

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Ida Dominijanni – L’onda di Obama travolgerà Berlusconi

Per quanto si affanni a seminare ottimismo e a ingiungere consumismo, a promettere sfracelli sulla giustizia e a costruirsi pioli per il Quirinale, a tenersi incollati Fini e Bossi e a emettere decreti legge, Silvio Berlusconi appare ormai un uomo di governo e un capo politico fuori dal tempo e dalla storia. E per quanto possa sembrare una fantasticheria dirlo a fronte della nuda realtà dei numeri del parlamento e dei sondaggi, il suo astro appare destinato a tramontare nella svolta politica, geopolitica e culturale provocata dall’elezione di Barack Obama.

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Ce l’ha mandato Rai Tre

Sgrano ogni giorno di più gli occhi.  Da ogni angolo  sbucano  esperti di geopolitica, finanza globale, teologia comparata, islamistica, storia dell’oriente, opinionisti eccellenti, indefessi etnologi missionari, conoscitori raffinati del commercio delle armi, studiosi di cartografia e rimango in compagnia di qualche imbecille paesano, a chiedermi perchè muoiano sotto e sopra le Feste, donne, uomini e bambini, per gelo, per ignavia, per fame, sotto e sopra l’Italia, dentro al Grande Regno del Leviatano e nessuno che mi dica dove sono finiti i soldi della ricerca e l’ informazione che Protesta, il Rifiuta,  Diserta  quanto ci distribuisce il Regno di cui sopra. Inizio così una piccola, personale, laziale  ricerca. … Leggi tutto

Laggiù nel vicino-lontano Caucaso

Quello che sta accadendo ai confini tra la Russia e la Georgia rivela in maniera macroscopica lo scellerato cinismo che governa la condotta dei gruppi dirigenti delle grandi potenze.
Da parte USA la continua provocazione antirussa, dallo scudo antimissile da attivare con istallazioni in Polonia, Cekia e magari Ungheria, alle navi della NATO (inglesi, quelle che ho visto l’anno passato) ancorate nella parte ucraina del porto di Sebastopoli. Per arrivare alle proposte di allargamento della NATO alla stessa Ucraina. … Leggi tutto

Diffondiamo la parola?

Il Santo Padre, il 12 maggio del 2002 nella Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, chiese di “prendere il largo” anche nella Rete, benedicendo tutti coloro che avessero operato a questo fine. Nacque su questa novella, un sito che diffonde la parola, uno dei tanti che dà buone notizie…che dice di fare di internet uno “spazio umano autentico” con tanti Si alla vita.
Allora navigando in rete ( a breve si potrà fare solo questo) mi sono imbattuta in una intercettazione vecchiotta di 83 anni al Parlamento, 16 maggio del 1925, un discorso di Gramsci con Mussolini come interlocutore-interruttore: si parla di Massoneria,  Eserciti,  Stampa, Classi sociali,  Mezzogiorno,Geopolitica…tutte cosucce a noi non note a quanto pare,  al punto che su Gente, un settimanale sempre attuale nelle corsie degli ospedali, degli studi professionali e commerciali,  nelle sale e salette dove si attende la Chiamata, il giorno 12 giugno del 2008, porta in copertina un’ “eccezionale documento inedito” del 1937 con tanto di foto e copia originale di Claretta Petacci , in esclusiva per i Lettori, :”Il tuo amore mi ridà la vita, ti prego non trattarmi male”.
Dallo stesso, si apprende che Claudia Koll ha lasciato lo spettacolo per l’apostolato, un po’ come la Carfagna e l’Afef , nonchè la Gelmini e la Marcegaglia tanto per citarne alcune: si stanno prendendo le loro responsabilità.
Tornando ai meeting del Parlamento Italico ed Europeo, che mi sembra stiano lavorando sodo- un po’ come le donne che facevano la pasta con il mattarello e lasciano ad Altri gli incontri operativi con il Bilderberg ad esempio fin dal 1954  e ad Istanbul  lo scorso anno  – prima di andare in “Ferie Esotiche senza rischi”, vi invito a leggere quanto la Rete offre, sperando di fare informAzione e non stendere…silenzio.
Il testo era stato pubblicato dalla rivista “Il Futuro” nel maggio del 2005: quanto mai presente.
http://www.inventati.org/reati_associativi/testi%20raccolti/011.html

 

Il loro cortile: chi lo ha detto che se ne erano dimenticati?

La portaerei USS BOXER. Non è un po' troppo per un'operazione umanitaria?
Ha scelto un sinistro personaggio già tristemente noto in America centrale, l’amministrazione Bush, per promuovere l’allargamento in alcuni stati di quella regione del Plan Mérida, il programma messo a punto dagli Stati Uniti per combattere il traffico di stupefacenti e la criminalità organizzata ad esso legata che transita attraverso la frontiera con il Messico, ma che coinvolge anche altri paesi di quella sottile striscia di terra che unisce l’America del Nord all’America del Sud. John Negroponte, sotto segretario di Stato americano ha appena concluso infatti un viaggio che alla fine di maggio lo ha visto nel Salvador, Guatemala e Honduras, con il fine di mettere in pratica ciò che aveva preannunciato in una sua recente visita in Messico: “dividere gli sforzi e ampliare la nostra strategia di combattimento al crimine organizzato anche ai paesi amici del Centroamerica”. … Leggi tutto

Tibet, lotta e compassione sul tetto del mondo

CopertinaTibetridottinaA cura di Emanuele Giordana, esce il 7 maggio allegato al quotidiano il Riformista, Tibet, lotta e compassione sul tetto del mondo. Ecco un frammento dell’introduzione.

Nell’autunno del 1977 avevamo preso, com’era abitudine in anni in cui si disdegnavano gli aeroporti ed era molto più semplice viaggiare via terra, il Direct Orient Parigi-Istanbul che faceva tappa alla stazione Centrale di Milano. La meta – lontana – era il paesino himalayano di McLeod Ganj, una cittadella dell’Himachal Pradesh indiano dove, ed era tutto quel che sapevano, risiedeva il Dalai Lama. Che cosa ci avesse esattamente spinto ad andare là anziché, come altre a volte, a Kathmandu o a Bombay, non sapremmo dire. Durante il viaggio incontrammo molte persone che andavano in quel remoto villaggetto indiano tra cui un giovane amico milanese, incontrato a Lahore, che già vestiva i panni amaranto dei monaci tibetani e che fece un pezzo di strada con noi.

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Essere di parte

Cosa vuol dire essere di parte? Anche Fausto Bertinotti scrive e lancia il suo messaggio: “Abbiamo scelto di essere di parte”. Forse è tardi per dirlo ad un popolo trascurato e inascoltato da anni, per dirlo oggi, a poco meno di un mese dalle elezioni. Ci sono giorni in cui le notizie che ci arrivano, sembrano chiederci con forza da che parte stiamo: oggi è la repressione delle istanze tibetane compiute dai cinesi, fra poco meno di un mese lo saranno le elezioni, il tifo che si segue con gli occhi. … Leggi tutto

Cala la febbre in America latina, ma i nodi del conflitto restano tutti

leoneluribechavezarafatGli abbracci di Santo Domingo distendono ma non risolvono la crisi latinoamericana. Uribe cerca di uscire dall’isolamento nel quale lo ha cacciato la “guerra al terrorismo” senza modificare la propria linea politica. Il soft power brasiliano ha un volta di più impedito l’internazionalizzazione del conflitto colombiano, voluta da George Bush, ma i giochi restano aperti.

I media mondiali celebrano la fine della crisi delle Ande. Le foto e i video mostrano la lunga passeggiata di Álvaro Uribe per abbracciare prima Rafael Correa, poi Hugo Chávez, infine Daniel Ortega. I media meno corretti -ma con insolita prudenza- preferiscono puntare su questi abbracci teatrali dopo gli scambi di accuse che, di persona, sono stati altrettanto duri di quelli rivolti dalle rispettive cancellerie in questi giorni.

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Nel Kosovo indipendente vincono solo gli Stati Uniti

Silvio Fagiolo, Sole24Ore

Dall’Onu alla Nato alla Ue, dalla Russia alla Serbia: con l’eccezione degli Usa, sono molti i perdenti nell’indipendenza del Kosovo. Metafora, anche per questo, di una crisi le cui radici risalgono lontano nel tempo, dalla storica disfatta dei serbi contro i turchi alla quale seguì la dominazione ottomana. Sconfitta, in primo luogo, delle Nazioni Unite con le sue sovranità invalicabili. Il potere di interdizione di un Paese, la Russia, ha impedito che la transizione dall’autonomia all’indipendenza sorvegliata avvenisse nel contesto di un consenso universale.

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La rosa bianca

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

Se il grande Fabrizio De Andrè ha ragione, noi dovremmo diventare un giardino meraviglioso. Purtroppo l’Eden deve attendere il peso delle nostre responsabilità tradotto in realtà. Napoli e la sua monnezza, potrebbe essere il terreno dove coltivare il fiore più raro dei nostri tempi bui. Ricordate il nazifascismo? Eravate piccoli? Non eravate ancora nati? Una cosa è certa: non siete mai cresciuti. A chi mi rivolgo? Ho detto “nazifascismo”, quindi il popolo italiano può sentirsi in ottima compagnia anche con i paesi più “civili” del mondo. Quasi dimenticavo! E il Vaticano? Volete vedere che ho sbagliato il luogo dove far nascere il mio fiore preferito? Cambiamo odore? Non so voi, ma per me è giunto il momento di respirare il profumo di una rosa bianca. Il popolo tedesco, sempre colpevolizzato per la sua storia e il suo dittatore più famoso: Adolf Hitler, durante l’ultima fase della guerra, impegnato militarmente su tutti i fronti, partorisce al suo interno un movimento d’opposizione pacifista, che si chiamò appunto La Rosa bianca. A 74 anni di distanza dalla sua decapitazione, Marinus Van der Loppe, muratore disoccupato olandese, viene riabilitato dall’accusa di aver incendiato il Reichstag. L’accusa era formulata sulla base della legge nazista, fatta il giorno dopo l’evento, quindi con valore retroattivo. Questa storia, ricorda i metodi oggi usati per creare l’allarme terrorismo e l’oppressione quindi giustificata, per reagire alla situazione prodotta artificialmente. Vi ricorda nulla? All’università di Monaco, un gruppo di studenti guidato da un professore iniziò la sua lotta contro il potere, denunciandole vere intenzioni del Nazismo. Ovviamente i capi del movimento vennero uccisi e denigrati come traditori. Se qualcuno vuole sperimentare la stessa logica, non ha che da svergognare i nostri beniamini politici, per aver inviato militari su terreni di guerra, ultima forma colonialista e repressiva dei nostri anni d’ispirazione democratica. La Storia, si sa, la scrivono i vincitori, ma la verità non la scriverà mai nessuno. Cresciuti nell’odio contro i tedeschi, ci siamo poco interrogati sulle motivazioni di un popolo che abbraccia il Nazismo come un salvatore della Patria. Se noi abbiamo avuto il fascismo e se oggi lo riviviamo nell’assoluta o quasi, incoscienza di esserne guidati, è proprio l’aver accettato una deformazione interessata della nostra storia. Gli eventi non compresi sono destinati ad essere rivissuti sotto altra forma, quindi rieccoci nel passato tradotto in forma fenomenica diversa, ma sostanzialmente eguale. Se cerco le motivazioni dei tedeschi nel sostenere Hitler, scopro che non sono molto diverse da quelle degli americani nel sostenere Roosevelt . La depressione del 29 in america, collima con la depressione economica tedesca che il trattato di Versaille rese più dura. Se la rivoluzione d’Ottobre in Russia creò lo spauracchio comunista in America, lo creò molto più forte in Germania. Se oggi l’11 Settembre segna una data storica a giustificazione delle guerre medio orientali, l’incendio del parlamento tedesco creò la paura del terrorismo e l’inizio della fine di ogni libertà per opporsi a tale minaccia. Se gli Stati Uniti, hanno avuto le stesse preoccupazioni tedesche, ciò è avvenuto in tempi diversi e separati, mentre il Popolo tedesco ha dovuto metabolizzarle in rapida successione. L’Uomo forte, la politica di guerra, il razzismo, le barbarie e l’Olocausto provocate dal Nazismo, non sono molto diverse da ciò che oggi accade provocato dall’America e il suo presidente Bush. L’Italia imboccò la strada che gli alleati non avrebbero disdegnato, se l’Urss, non avesse fermato le truppe tedesche. Questo non significa giustificare il nazismo, nè assolvere le sue barbarie, ma spiega come sia facile manovrare le menti in determinate condizioni. Qualcuno penserà all’Olocausto e al trattamento nei confronti degli ebrei. Il cittadino o il militare tedesco durante la guerra non aveva quasi nessuna possibilità di saper certe cose, ma soprattutto non voleva saperle. Provate ad immaginare qualcuno giunto ai cancelli di un lager nazista, chiedere con disinvoltura: “Scusate mi hanno detto che qui si compiono torture e cose gravissime. Posso controllare?”. Ora mettetevi nei panni di un cittadino americano dei nostri giorni: potrebbe fare la stessa cosa in un luogo come Guantanamo? Se gli Stati Uniti, si trovassero impegnati su tutti i fronti, pensare che l’americano medio possa sapere o voler sapere cosa sta accadendo nei luoghi di reclusione o tortura, sarebbe una cosa scontata? Noi italiani, “Brava gente”, ci siamo forse domandati perché aderire alle invasioni dell’Iraq, del Libano, dell’Afghanistan? Non abbiamo votato tutti in massa per il finanziamento alle missioni militari? Non abbiamo appoggiato per filo e per segno ogni posizione Anglo americana? Una cosa certamente non coincide con il periodo nazista: La visione economica nazional-socialista non era certo fondata su una visione capitalistica basata sulla privatizzazione e il darwinismo sociale, anzi era esattamente il contrario. Lo Stato infatti, sia in America sia in Germania, creò la previdenza sociale e la scuola pubblica, mentre le aziende vennero finanziate dallo stato per creare le grandi opere, tipo il sistema autostradale tedesco e quello americano. Per capirci meglio, è importante sapere che nel 39, quando Hitler decise di far emigrare gli ebrei., l’America chiuse i cancelli e addirittura non lasciò sbarcare una nave carica di semiti (la sstLouis) nel porto di Miami e la rinviò in Germania verso il destino che tutti conosciamo. Per amore della storia, devo ricordare che un secondo olocausto, mai raccontato né ricordato, avvenne a fine guerra, ovvero circa dai 9 ai 13 milioni di tedeschi, furono lasciati morire praticamente di fame, freddo, malattie. Questo sino al 1948, quando iniziò il piano Marshall. Fu a questo punto che l’olocausto ebraico trovò la sua collocazione come genocidio più grande e disastroso della storia. Quale fu il ruolo della Chiesa Cattolica e delle Chiese protestanti? Come sempre le religioni sfuggono ad analisi semplici e unilaterali, quindi si può dire che vi furono collusioni sia con il fascismo, sia con il nazismo, ma vi fu all’interno di esse chi si schierò a favore della resistenza e della dignità umana. Le alte gerarchie certamente approfittarono dell’oppressione, per garantirsi privilegi e finanziamenti, di cui ancor oggi godono. Questo aspetto del problema, deve essere rivisitato alla luce della nuova strategia della Chiesa, ovvero il ritorno ad una fase pre-conciliare, con tutte le conseguenze che ne derivano. Ha un senso e una validità politico sociale questo mio rapido sguardo alla nostra Storia? Cosa voglio raggiungere come obiettivo? Quando vi accuso di non essere cresciuti, sto riferendomi appunto alla cultura dominante, ovvero la non cultura e l’egoismo che ha reso l’uomo e la donna privi di una identità storica e nazionale, quindi senza più senso critico ed emotività controllabile. La globalizzazione ha di fatto tranciato ogni legame culturale e politico, ma ha anche inserito nuovi soggetti religiosi e nuove culture: naufraghi del post capitalismo giungono nei nostri paesi come forza lavoro a basso costo, perciò i nostri lavoratori si trovano a competere con questi immigrati provenienti da nazioni ancora in fase di pre-sviluppo industriale. La guerra della Germania contro la Polonia, venne vista dai cittadini tedeschi come una difesa del proprio territorio. La motivazione ancora una volta sembra ricordare i nostri tempi. L’esercito tedesco venne attaccato da truppe Polacche, che oggi sappiamo essere state formate da tedeschi che indossavano la divisa di quel paese. Questo processo di difesa si ampliò per tutta la guerra e quindi la giustificazione del popolo tedesco, è come la giustificazione degli americani e nostra, se accettiamo per buono l’attacco dell’11 settembre e le armi di distruzione di massa. L’Italia fascista ebbe infine un sussulto di dignità, quindi apparvero sulla scena le prime formazioni partigiane, che combatterono un nemico sia interno, il fascismo, sia esterno, ovvero i tedeschi e il nazismo. Questo creò le condizioni per dare all’Italia una possibilità di trattativa con gli alleati anglo americani e sovietici. Nacque così la divisione in due blocchi, quello occidentale, con America e Inghilterra e Francia, e quello orientale costituito dall’URSS con i suoi paesi satelliti. Un agente americano di allora è stato recentemente intervistato dal TG3, ha affermato che le elezioni italiane del 48 sono state truccate e la vittoria della Democrazia Cristiana è stato un broglio. Candidamente ci ha chiesto se avremmo forse preferito la vittoria dei comunisti. Quindi, da subito, la nostra Democrazia è stata un bluff e un accordo trasversale tra i vari partiti e la mafia, che aveva avuto un grande ruolo nell’agevolare l’invasione americana. La crescita economico industriale del nostro paese divampò e la vita raggiunse un grado di benessere e tecnologia mai raggiunta prima, nè prevista. La guerra fredda tra Stati Uniti e URSS si tradusse presto in strategia della tensione e gli estremismi sia di destra che di sinistra, trovarono ad un certo punto un accordo mai siglato, ma di fatto vigente e pericoloso. Iniziarono anche i primi passi verso una Europa unita e senza confini, che dette il via ad una nuova realtà politica ancora oggi acerba, ma influenzata ampiamente dalla Nato e una volontà comune di emarginare il comunismo e l’URSS. Il crollo dell’impero sovietico, con la caduta del muro di Berlino, ha lasciato come unico impero attivo e voglioso di espansione, quello anglo americano, appoggiato dal Giappone e da Israele. Quella che era definita la geopolitica, molto in voga nel periodo nazifascista, ritrova il suo ruolo e divide ancora il mondo in due possibili fronti opposti, ma ancora incerti e combattuti con le formule militari ed economiche dominate dalle leggi del mercato bancario e finanziario, unico vero governo mondiale a cui tutti cedono il passo e vendono l’anima. La decrescita controllata, potrebbe riequilibrare la politica mondiale, frenare i consumi, salvaguardare le ricchezze energetiche, ridare fiato alla natura ormai al collasso e salvare milioni di persone da una morte sicura e tragica. Ecco che l’esperienza dovrebbe dirci che il momento è giunto per iniziare una analisi politica vera della nostra società, ormai al limite della frantumazione e lotta porta a porta, da cui i poteri forti non possono che trarre le motivazioni già citate. Sto parlando di operazioni militari contro un nemico creato all’abbisogna, una crisi economica di grandi proporzioni, una paura verso il diverso e il terrorista, sempre in agguato, l’instaurazione di barriere protettive in cui confinarci e limitare le nostre più semplici e fondamentali libertà.

Come in Germania era impossibile denigrare il potere, soprattutto in tempo di guerra, (alto tradimento) chi si assumerà il peso di creare una vera informazione e inizierà una lotta, sia pur pacifica, sarà additato come il traditore che non sostiene i nostri militari, colui che forse ha contatti con l’al Qaeda di turno, oppure il pazzo che non ha né Dio né tolleranza e Amore per la Democrazia che lo governa senza possibili alternative migliori. In queste condizioni, anzi peggiori, la Rosa Bianca, diventò il movimento che a rischio della propria vita, cercò di dare una dignità al popolo tedesco e fermare la strage inevitabile delle truppe in guerra. Se siete davvero cresciuti e avete compreso la storia del secolo scorso, allora non resta che unirci in un unico corpo e creare una Rosa Bianca, come allora fecero alcuni tedeschi, e in Italia fecero i partigiani, per ridare una dignità al nostro Popolo, anzi al mondo, la proposta non solo può, ma deve ampliarsi in ogni dove e sconfiggere la belva umana che ci guida alla catastrofe.

Traete voi le conclusioni e cercate una risposta. Io continuo a coltivare nel mio terreno personale, molte rose bianche per donarle a chi ha compreso il loro valore simbolico.

“…Né cardi ne ortiche coltivo… coltivo una Rosa Bianca.”

Renzo Coletti.