mercoledì 19 giugno 2013, 11:52

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“Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet”, il libro

copertina-web-Giornalismo-partecipativo

Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Il conformismo, la sciatteria, la sudditanza culturale, il servilismo e il carrierismo sono i primi motori di omologazione dei media tradizionali. Una speranza viene da Internet.

Nella nebulosa informativa, i “media personali di comunicazione di massa”, dove milioni di liberi cittadini possono dire la propria, libertà di stampa vuol dire biodiversità informativa e giornalismo come bene comune.

Secoli prima che la nostra Costituzione garantisse il “diritto di stampa”, nella Venezia di fine Quattrocento era già stato codificato il “privilegio di stampa”. Ancora oggi l’imprinting del giornalismo ufficiale, che si fa scudo con la grande storia del Quarto potere, è la corrività con l’establishment politico ed economico.

La concentrazione editoriale spacciata per libertà d’espressione sta cancellando, senza bisogno di censure, le voci di interi spezzoni della società mentre gli sponsor si pongono come unici interlocutori del giornalismo.

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“Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet”, il libro

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Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Il conformismo, la sciatteria, la sudditanza culturale, il servilismo e il carrierismo sono i primi motori di omologazione dei media tradizionali. Una speranza viene da Internet.

Nella nebulosa informativa, i “media personali di comunicazione di massa”, dove milioni di liberi cittadini possono dire la propria, libertà di stampa vuol dire biodiversità informativa e giornalismo come bene comune.

Secoli prima che la nostra Costituzione garantisse il “diritto di stampa”, nella Venezia di fine Quattrocento era già stato codificato il “privilegio di stampa”. Ancora oggi l’imprinting del giornalismo ufficiale, che si fa scudo con la grande storia del Quarto potere, è la corrività con l’establishment politico ed economico.

La concentrazione editoriale spacciata per libertà d’espressione sta cancellando, senza bisogno di censure, le voci di interi spezzoni della società mentre gli sponsor si pongono come unici interlocutori del giornalismo.

Se il collateralismo tra mass media e potere è un consolidato processo storico e solo ciò che è vendibile è rappresentato, i media disegnano una società unidimensionale dove interi mondi sono oscurati, travisati o criminalizzati. In una società dove, usando le parole di Noam Chomsky, il giornalismo è “la fabbrica del consenso”, tutti i migranti sono delinquenti e tutte le donne aspiranti veline.

La crisi etica ed economica della stampa è accelerata dal medium che incarna l’informazione del futuro: Internet. A 15 anni dall’arrivo dei giornali in Rete è tempo di ripercorrerne la storia: le edizioni digitali rappresentano finora un’occasione mancata, usata per abbassare i costi, precarizzare i giornalisti e omologare verso il basso il messaggio.

Trent’anni di informazione digitale rappresentano però anche un parallelo processo di democratizzazione dell’informazione. La Rete offre sinapsi e tecnologia libera, rompendo la gabbia della concentrazione editoriale. Abbassando l’asticella permette a milioni di soggetti di far circolare notizie non filtrate dal mainstream.

Con luci e ombre, da molto prima della nascita dei blog, del Web 2.0, dei social network, la Rete ha reso possibile un giornalismo diffuso e partecipativo, dal basso, ma non per questo meno verificabile. Se i media tradizionali si basano sulla cooptazione, il “giornalismo partecipativo” fonda la propria autorevolezza sulla revisione tra pari caratteristica della comunità scientifica e sulla comunicazione aperta. Siamo di fronte a un’erosione del latifondo mediatico e a una Riforma agraria dell’informazione?

Gennaro Carotenuto insegna Storia del giornalismo e dei nuovi media e Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Macerata. Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con Radio3Rai e scrive per il trimestrale Latinoamerica dal 1992.
Ha collaborato con quotidiani come El País, La Stampa, La Jornada. Dal 1997 è analista di politica internazionale del settimanale uruguayano Brecha. Dal 1995 sperimenta il giornalismo partecipativo con un proprio sito personale: http://www.gennarocarotenuto.it. Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo (Sperling&Kupfer). Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione (EUM).

Leggi online:

il sommario

l’introduzione

dal Capitolo 1 – La “fine del giornalismo”?

dal Capitolo 2 – “Gli uomini preferirono le tenebre alla luce”: l’incubo del Quinto potere

dal Capitolo 3 – “Zapatistas in Cyberspace”. Un’email dal Chiapas

Grazie a voi!

Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Franco e Mussolini: le recensioni della stampa nazionale

G. Carotenuto, Franco e Mussolini. La guerra mondiale vista dal Mediterraneo: i diversi destini dei due dittatori, Sperling & Kupfer, pagg. 243, Euro 17

Qui una breve sintesi di alcune delle recensioni dedicate dalla stampa nazionale:

Lidia Menapace, Liberazione: Il bel libro di Gennaro Carotenuto Franco e Mussolini, che esce proprio nel trentesimo anniversario della morte del dittatore spagnolo, “colma una lacuna”. L’autore mostra di avere acquisito un dominio sulla materia per certi versi incredibile, seguiamo passo passo personaggi luoghi tempi circostanze, quasi come in un peraltro documentatissimo romanzo: alle persone come me le rievocazioni consentono che una serie di ricordi e sentimenti prendano il loro posto, e vecchie e radicate sensazioni abbiano il loro giusto spessore.

Mario Cervi, il Giornale: Carotenuto con grande ricchezza di documentazione esplora in ogni loro aspetto le vicende ora parallele ora intersecantesi di due personaggi che non avrebbero potuto essere più dissimili.

Enrico Mannucci, Il Corriere della Sera: Carotenuto contesta la lettura della non partecipazione spagnola al conflitto come frutto di preveggenza. Per lui Franco non entra in guerra «perché non vi sono le condizioni e neanche Hitler è in grado di aiutarlo». E aggiunge: «Franco, che non può permettersi la belligeranza e che subisce i ricatti angloamericani, fino all’ultimo collabora con Hitler e Mussolini».

Pasquale Iaccio, Il Mattino: A trent’anni dalla scomparsa di Francisco Franco giunge opportuno il libro dello storico napoletano Gennaro Carotenuto sul mai chiarito rapporto tra il dittatore spagnolo e Benito Mussolini: Franco e Mussolini.

ANSA: Una certa storiografia, o meglio una vulgata, che Carotenuto smentisce con documenti ritrovati tra Roma, Londra e Madrid, vuole Franco saggio nella non partecipazione alla guerra, ma il caudillo non pote’ scegliere il conflitto avendo un paese e un esercito allo stremo dopo anni di cruenta guerra civile. Fino ad un minuto prima di abbracciare Washington, Franco era a fianco di Hitler, ma non pote’ scegliere.

Mario Cervi, il Giornale: La Spagna scampò alla seconda guerra mondiale non perché a Franco mancasse la voglia d’entrarci, ma perché le condizioni del Paese non lo consentivano. Per questo l’autore definisce leggenda l’«abile prudenza» del generale-anzi «Generalísimo» – e sostiene che «quella della saggezza del franchismo, alla prova dei fatti, si rivela un’insostenibile vulgata».

Lidia Menapace, Liberazione: L’autore è molto attento a sfrondare da qualsiasi orpello le vicende, fa un vero lavoro di scavo storico e vengono fuori le sordide vicende, gli interessi soprattutto del grande capitale italiano, e i debiti e la miseria scaricata sul popolo.

Mario Cervi, il Giornale: I due regimi, l’italiano e lo spagnolo, ebbero molte apparenti similitudini – finché i fascismi furono in auge – nei rituali, nei saluti a braccio alzato, nelle coreografie. Ma nel profondo divergevano (e Carotenuto lo sottolinea). Militare, clericale, reazionario il franchismo, generato da un classico golpe gallonato. Movimenti di massa, popolari e populisti, il fascismo e il nazismo. La dittatura di massa è per sua natura dinamica, come il pescecane deve sempre muoversi, fare qualcosa, divorare qualche preda. La dittatura golpista è conservatrice, statica, propensa a un’immobilità vegliata dalle baionette.

Enrico Mannucci, Il Corriere della Sera: Sulla primogenitura fascista riguardo al franchismo Carotenuto è scettico sulle teorie che descrivono una genealogia del genere: troppo più repressivo e conservatore il secondo.

Lidia Menapace, Liberazione: Devo prima di tutto dire che l’opinione che Franco avesse evitato al suo popolo la sciagura dell’entrata in guerra con la scelta della neutralità per abile capacità manovriera era molto diffusa: ricordo mia madre che lo aveva in grande odio perchè lo giudicava uno proprio cattivo di natura, uno crudele, feroce, diceva però sempre che era un cattivo furbo capace di non fare le scemenze di Mussolini a proposito di guerra. Il racconto di Carotenuto fa giustizia di questo diffuso giudizio e ci mostra un uomo certo cattivo ed egoista, ma non capace di governare gli eventi, anzi furbescamente e piattamente succube di essi.

Pasquale Iaccio, Il Mattino: «Più che manifestazioni di massa – nota Carotenuto – il franchismo fu carcere, chiesa e caserma». Fu più interessato allo sterminio (degli oppositori) che non alla costruzione di un consenso popolare. La ventilata partecipazione alla guerra viene sempre rimandata accampando pretesti, subordinandola ad aiuti e finanziamenti da ottenere dagli alleati e che, naturalmente, non erano mai sufficienti.

Lidia Menapace, Liberazione: Ma ciò che più giova alla comprensione degli eventi è l’attenta analisi del peso e intreccio e degli scontri fra le varie forze che si disputano le spoglie, il dittatore teso a garantirsi un futuro, facendo stingere la sua adesione all’Asse, con una sgusciante e serpentesca “neutralità”, la monarchia, l’esercito, la falange, ciascuno che cerca una via di fuga. Davvero così fu vissuta la vicenda anche da chi era molto ai margini della storia allora, anche noi dall’Italia settentrionale vedevamo i fascisti nascondersi , “lavarsi la camicia” come si diceva, calpestare la “cimice” (era il nome popolarmente dato al distintivo del PNF), rintanarsi, fare qualche favore a qualche antifascista per garantirsi un futuro ecc.ecc.

Enrico Mannucci, Il Corriere della Sera: Con il massiccio impegno nella guerra civile spagnola, secondo Carotenuto, l’Italia inizia a perdere il conflitto mondiale, dissipando enormi risorse.

Lidia Menapace, Liberazione: Di tutte queste minori vicende Carotenuto offre la spiegazione “grande”, storica e ne chiarisce il senso. Un bel modo di “revisionare” su Franco anche le ingannevoli opinioni “favorevoli”: di simile revisione abbiamo bisogno. Anche Mussolini che qui appare nella sua fine miserevole e confusa, fuori dalla realtà e non però degno di qualche grandezza appare in posture meno accomodate di quelle di cui la storiografia anche critica ci ha tramandato l’immagine. Un illuminante modo di rileggere eventi tragici che ancora non hanno finito di pesare sulla storia presente.

 

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Quien es Gennaro Carotenuto

In breve:

Gennaro CarotenutoGennaro Carotenuto, es profesor de Historia del Periodismo e Historia Contemporánea en la Facultad de Ciencias de la Comunicación de la Universidad de Macerata, en Italia. Estudioso de política internacional, regímenes dictatoriales e Historia Contemporánea de América Latina es también docente de Geopolítica e Historia Oral además de haber sido, desde el año 2000, Profesor invitado en la Facultad de Humanidades de la Universidad de la República en Montevideo. Se licenció en la Universidad de Pisa y es doctor en Historia en Valencia, España.
Periodista, desde 1997 es corresponsal desde Europa y Oriente Medio para el semanario uruguayo Brecha y escribe como analista internacional en varios periódicos entre los cuales La Jornada de Ciudad de México y La Stampade Turín y desde 1998 con programas periodisticos y culturales de la Radio nacional, RAI. En el año 2005 pubblicó Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano y en el 2007 Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione, EUM.


Con más tiempo:Me llamo Gennaro Carotenuto y nací en Nápoles, Italia, el 5 de febrero de 1966. Me licencié en Historia de las Relaciones Internacionales en Pisa, 1992, y obtuve el título de doctor -cum laude- en Historia Contemporánea (Valencia, España, 1997). Desde cuando cayó el muro de Berlín -quizás es una casualidad- me he dividido entre Italia y varios lugares del mundo donde la vida, mis sueños y mis intereses de trabajo me han conducido. Entre estos la Gran Bretaña, Malta y especialmente España en Europa y casi toda la América Latina, donde he vivido muchos años y dónde, para bien y para mal, he terminado siendo lo que soy ahora. Amo mil lugares y rostros que son míos, y de los cuales soy hijo en el alma, en Santiago de Chile, en Buenos Aires, pero también en Caracas y en La Habana pero si te tuviera que invitar a almorzar en un solo lugar para que te diga mucho de mi y de lo que amo, te invitaría a la Pasiva de Plaza del Entrevero en Montevideo. Montevideo es mi ciudad, no menos que Nápoles. Pino Daniele pero también Alfredo Zitarrosa.Hago investigación historiográfica y periodismo. En la historiografía mis intereses conciernen la política internacional, fascismos y dictaduras de derechas, historia de América Latina Contemporánea y Historia Oral. Soy un topo de archivo, amo los papeles tecleados con las viejas máquinas de escribir, el papel de seda de los informes de embajada. Sin embargo amo, amo con locura, la entrevista, el relato de vida, la historia oral. Desde 1998 trabajo en la Facultad de Ciencias de la Comunicación de la Universidad de Macerata, donde soy Profesor de Historia Contemporánea, e Historia del Periodismo. Desde el año 2000 soy Profesor invitado en la Facultad de Humanidades de la Universidad de la República en Montevideo, Uruguay.

Mi libro titulado Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, estará a la venta el próximo 16 de octubre para el editor Sperling&Kupfer de Milán. Para leer más puedes hacer clic aquí. Estoy trabajando a otro ensayo, una monografía sobre la memoria de las víctimas de la represión de las dictaduras en Argentina, Chile y Uruguay, basado en el análisis de más de 160 entrevistas y más de 400 horas de grabación realizadas personalmente, a través de la metodología de la Historia oral. Es el compromiso intelectual y político más importante de mi vida y el desafío más difícil. He conocido algunas de las personas más maravillosas del mundo, los que pelearon con Don Salvador Allende el 11 de septiembre en La Moneda, militantes, luchadores sociales y de los derechos humanos, gente que ha desafiado uno de los monstruos más oprobiosos de la historia, el terrorismo de estado. Ellos me dieron tanto a mi y ahora yo tengo que estar a la altura.

Como periodista he escrito a partir de 1983 para innumerables periódicos, tanto en Italia como en otros países. Desde 1992 escribo para el trimestral italiano Latinoamerica, hoy dirigido por Gianni Minà. En 1996 he trabajado en la redacción central del diario El País de Madrid. Desde 1997 tengo una intensa corresponsalía para el semanario uruguayo Brecha donde escribo entre otros temas de Unión Europea, conflicto israelo-palestino, Iraq. Mis artículos son publicados tanto en la prensa escrita latinoamericana (entre la cual Questión de Caracas, dirigido por Aram Aharonian, y la Jornada de Ciudad de México) como en las mayores páginas Internet en castellano y en italiano: Rebelion, Rodelú, Alia2, Redvoltaire, Peacelink,. Desde 1990 he trabajado en radiofonía y he realizado más de 600 horas de crónicas de béisbol. A partir de 1998 con la Radio3 de la RAI, Radio televisión italiana, he colaborado en programas culturales y de política internacional y geopolítica.

A partir del año 2000 he dado más de cien charlas tanto en Europa como en América Latina sobre temas como la globalización neoliberal, la política latinoamericana contemporánea, los fenómenos migratorios, las guerras, la historia oral. He participado a congresos y eventos mundiales entre los cuales recuerdo las ponencias en el Génoa Social Forum durante el G8 2001, al Foro Social Mundial de Porto Alegre 2002, Encuentro mundial contra el Terrorismo, Habana, 2005 y las participaciones al Encuentro mundial de Intelectuales y Artistas en defensa de la Humanidad, Caracas 2004 y Roma 2006, y Cochabamba 2007.

Franco e Mussolini

Gennaro Carotenuto, Franco e Mussolini. La guerra mondiale vista dal Mediterraneo: i diversi destini di due dittatori, Milano, Sperling & Kupfer 2005, Pp 242, Euro 17

Leggi le recensioni della stampa nazionale

«Il bigliettino manoscritto portato da Franco a Bordighera da Mussolini, Espana no puede entrar por gusto. Canarie Sahara Guinea aviazione benzina trasporti grano e carbone, viene a volte considerato come un pretesto, un’astuzia di Franco per sottrarsi a una guerra che non desidera. Perché mai? E’ una lettura infondata. Sul foglietto Franco non millanta nulla, anzi elenca concretissimi nodi della situazione spagnola. Franco vuole ma non può. O meglio: Franco vuole ma ha bisogno di un aiuto così ingente che l’Asse non può assicurargli. Franco, che non può permettersi la belligeranza e che subisce i ricatti angloamericani, fino all’ultimo collabora con Hitler e Mussolini, fino a poter parlare di non belligeranza attiva.»

A trent’anni dalla morte di Francisco Franco, avvenuta il 20 novembre 1975, e a sessanta da quella di Mussolini, Gennaro Carotenuto, con un saggio che tocca temi nuovi ed originali almeno per la storiografia italiana, ricorre i sei anni che vanno dal trionfo nazifascista nella guerra civile spagnola alla sconfitta del 1945, alla ricerca di risposte a vari enigmi che non avevano ancora trovato soluzione. Mentre Mussolini corre verso Piazzale Loreto, in che contesto Francisco Franco arriva a celebrare il Te Deum della pace mondiale ritrovata e naviga da amico dell’Occidente democratico e cristiano per altri trent’anni di dittatura? Fu saggio Franco? Prevalsero i meriti personali o fu il quadro geopolitico a salvarlo? Fu suo il merito o furono altre componenti del regime a salvarlo?

Dell’amicizia non più che formale tra due dittatori che si incontrarono faccia a faccia solo una volta a Bordighera, fatta di frasi roboanti e lodi esagerate da parte di Franco e paternalismo da parte di Mussolini, molto resta da dire. Il franchismo sopravvissuto poteva essere il fascismo sopravvissuto se Mussolini non avesse seguito Hitler nell’avventura della seconda guerra mondiale? E, al contrario, una propria Piazzale Loreto sarebbe stato il destino di Franco se si fosse lasciato convincere a Bordighera? Studiando con attenzione i documenti franchisti si scopre che fino all’8 settembre viene esaltata l’identità tra i due modelli, dopo Cassibile, automaticamente da Madrid se ne nega ogni analogia.

Carotenuto, attraverso le carte ritrovate tra Londra, Roma, Madrid, mostra come Franco volesse ma non avesse i mezzi per partecipare alla guerra. È Hitler a non avere la forza di armare di tutto punto un esercito, quello spagnolo, allo stremo in un paese alla fame.

Nell’avventura spagnola non c’è solo la pretesa di Mussolini di procurarsi un paese satellite e fascistizzato nel Mediterraneo occidentale. Mentre il governo fascista dilapida mezzi, uomini e soprattutto una montagna di soldi per permettere a Franco di sconfiggere il governo legittimo repubblicano, in maniera apparentemente indipendente, le maggiori industrie italiane fanno affari d’oro in Spagna. E’ proprio nel 1939-1949 che la FIAT sbaraglierà la concorrenza ed acquisirà il quasi monopolio sulle strade spagnole con il grande affare della SEAT. Grandi vantaggi toccheranno anche a Pirelli, Olivetti, Snia, le assicurazioni. Che legame c’è tra questa crescita di posizioni e la partecipazione italiana alla guerra civile spagnola? Il saggio analizza le conseguenze economiche degli ingenti aiuti concessi dal regime fascista alla Spagna nazionale, ed il coincidente fiorire in Spagna delle principali industrie italiane; ripercorre il lungo capitolo delle manovre politiche e militari per il controllo del Mediterraneo; spiega le ragioni profonde delle mosse di Franco nei confronti delle potenze dell’Asse e quali forze promuovano e come maturi la non partecipazione spagnola alla guerra; affronta la controversia sul tradimento del dittatore spagnolo ai danni di Mussolini.
Mussolini voleva davvero che la Spagna entrasse in guerra? Perché fu così generoso con Franco durante e dopo la guerra civile? In che misura il fascismo fu un modello per il franchismo? Fu davvero la saggezza di Franco ad evitare alla Spagna la guerra o questi voleva ma non poté? La Spagna rappresentava una via di fuga per il duce negli ultimi giorni di Salò? Come riuscì Franco a sopravvivere alla disfatta del nazifascismo?

La storiografia si è finora accontentata di presentare quella spagnola come una carta mal giocata da Mussolini sullo scacchiere mediterraneo della guerra mondiale. In questo libro Gennaro Carotenuto va oltre le limitazioni della storia diplomatica e militare e utilizzando fonti diverse interpreta in maniera critica e sotto una nuova luce alcune tesi consolidate sul corso della seconda guerra mondiale. Basato su ricerche originali condotte in archivi italiani, spagnoli e britannici, questo saggio offre un quadro delle posizioni dei due regimi finora non disponibile nella bibliografia italiana e presenta una originale lettura del secondo conflitto mondiale visto dal Mediterraneo.

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En español

Treinta años después de la muerte de Francisco Franco (20/11/1975) y a sesenta de la fin de la guerra mundial, muchas dudas quedan sobre la relación entre los dos dictadores. ¿Mussolini quería de verdad que España participara a la guerra? ¿Por qué fue tan generoso con Franco durante y después de la guerra civil? La Italia fascista fue de verdad el modelo sobre el cual el caudillo modeló su régimen? ¿Cómo el franquismo pudo sobrevivir al nazifascismo? Fiat, Olivetti, Pirelli, Snia obtuvieron casi unos monopolios en el mercado español; ¿cómo y por qué? ¿Mussolini, en los últimos días de Salò quería escaparse a España? ¿Si es así, fue Franco a traicionarlo?

El ensayo recorre toda la segunda guerra mundial, desde el punto de vista de las relaciones bilaterales italo-españolas y está basado en investigaciones originales conducidas en archivos italianos, españoles y británicos. En este contexto toca problemas historiográficos de primaria importancia, como la capacidad del fascismo de ser modelo para el franquismo, la presunta prudencia de Franco para quedarse afuera del conflicto mundial, las incertidumbres de Mussolini en jugar la llamada “carta española” o todo lo inherente al recorrido que lleva Italia desde el 25 de julio –la caída de Mussolini- al 8 de septiembre, la constitución de la RSI y las posibles vías de fuga hacia España para el duce mismo.

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Incontri pubblici con Gennaro Carotenuto

Accetto volentieri inviti presso istituzioni e associazioni per incontri pubblici, conferenze, seminari o partecipazioni a tavole rotonde sui temi che mi sono cari e dei quali mi occupo.

Negli ultimi anni ho realizzato oltre un centinaio di incontri pubblici di diversa natura in Italia, Brasile, Cile, Uruguay, Venezuela, Cuba e tenuto relazioni in molteplici incontri internazionali.

I temi e le condizioni possono essere concordati direttamente. Vanno dalla globalizzazione neoliberale, all’America Latina in generale a realtà specifiche di questa (es. il Venezuela, l’Argentina…). Altri temi sono quelli del mondo della comunicazione, delle guerre, la Spagna e il franchismo.

Due ambiti specifici sono:

a) quello concernente l’America Latina, per il quale gli incontri possono essere realizzati contattandomi direttamente oppure contattandomi tramite la rivista Latinoamerica, diretta da Gianni Minà ed Alessandra Riccio, che ho spesso l’onore di rappresentare in iniziative pubbliche.

b) le presentazioni del mio saggio Franco e Mussolini, pubblicato da Sperling&Kupfer nel novembre 2005 ed incontri, seminari, lezioni, sul tema del fascismo e/o del franchismo e dell’antifascismo.

Gennaro Carotenuto

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Bio

Gennaro Carotenuto

Gennaro Carotenuto insegna Storia dell’Europa contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata. Laureato in Storia presso l’Università di Pisa e dottore di ricerca in Storia contemporanea all’Università di Valencia, Spagna, è stato prof. invitato in università di Uruguay, Cile, Venezuela, Tunisia. Da luglio 2012 è in fellowship presso l’Institut des Hautes Etudes de l’Amérique latine dell’Università Parigi III (Sorbonne Nouvelle).

Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con programmi di Radio3Rai e il trimestrale Latinoamerica dove scrive dal 1992. Ha lavorato o collaborato con quotidiani come El País di Madrid, La Stampa di Torino, La Jornada di Città del Messico. Dal ‘97 è analista di politica internazionale ed è socio della cooperativa editoriale del settimanale uruguayano Brecha.

Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano. Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione, EUM. Nel 2009 Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet.

Chávez fa esplodere le vendite di Carotenuto

Il presidente venezuelano Hugo Chávez mette le ali a uno storico di Unimc e le vendite esplodono.

September 21 2006: 5:40 PM EDT

New York, (CNNMoney.com) Le vendite di un poco conosciuto critico della politica estera degli Stati Uniti sono schizzate al cielo su Amazon.com dopo il discorso di di fuoco del presidente Hugo Chávez che ha brandito il libro durante il suo discorso alle Nazioni Unite mercoledì.

Gennaro Carotenuto’s “Franco e Mussolini“, Sperling&Kupfer 2005, è passato dal posto n. 20.664 nella classifica di vendite mercoledì al posto n. 4 di giovedì, secondo i portavoce di Amazon.com. [...] Il fenomeno non è nuovo, sebbene sia nuovo nel caso di Carotenuto. [...]

CNN contributed to this report

Il mio sogno azzurro di bambino

Io, Gennaro Carotenuto, da bambino napoletano, pensavo che tutto il male del pianeta si concentrasse nel… "imperialismo juventino"!

Mia madre cercava di riportarmi alla ragione, ma io non volevo sentire ragioni. Ero convinto che ogni singolo calcio di punizione, ogni rigore, ogni cartellino a favore della Juventus fosse frutto di un malevolo complotto. Oggi mitigo (lievemente) quel giudizio, ma da qualche parte di me continuo a pensare che la squadra di Gianni Agnelli, di Giampiero Boniperti e di Roberto Bettega (come pensare qualcuno di più antipatico al mondo?), non abbia mai vinto neanche un’amichevole in maniera pulita. Prima di Moggi, con Moggi e dopo Moggi.

 

Era il Napoli di Vinicio ‘o lione, ovviamente, l’unica squadra di pallone che mi sia stata e mi stia veramente a cuore. Una squadra (Carmignani, Bruscolotti, La Palma…), che sfiorò lo scudetto con un attacco con Sergio Clerici, el gringo, Giorgio Braglia e Peppe Massa (il mio eroe) all’ala. Passavo ore a rovinare i riposi pomeridiani di mamma calciando il Supertele contro la porta di casa e gridando MAAASSSSAAAAA! Poi arrivava papà e gli strappavo il giornale sudato e correvo a leggere del Napoli ma anche del resto.

Lo perdemmo a Torino quello scudetto, alla penultima partita o giù di lì, all’89esimo minuto con un gol di Altafini. Arrivammo secondi a due punti, un … Leggi tutto

Mancano 72 ore

Mancano 72 ore esatte alla realizzazione del più grande sogno della mia infanzia…

Una copia di “Franco e Mussolini” in regalo al primo che indovina!


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Grazie Lidia

Grazie Lidia* per le tue dichiarazioni “fortemente lesive della dignità e del prestigio delle nostre forze armate e della loro insostituibile funzione di pace”, come l’UDC ha definito il tuo affermare che le “gloriose” frecce tricolori sarebbero uno spreco. Apriti cielo. Abbiamo bisogno di mille dichiarazioni come le tue. Il blitz con il quale le destre e IDV hanno impedito la tua elezione a presidente della commissione difesa testimonia una volta di più la loro cultura militarista e la necessità di una rivoluzione di Pace.

 

 

 

* Prima che qualcuno me lo faccia notare come “conflitto d’interessi”, Lidia Menapace è autrice -e ne sono onorato- della più bella recensione al mio Franco e Mussolini.

Lunedì 3, a Napoli “Franco e Mussolini”

Invito alla lettura con “Franco e Mussolini”

Secondo appuntamento con “Invito alla lettura”, il ciclo di presentazione di libri organizzato dalla Facoltà di Scienze della comunicazione, questa volta in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea. Mercoledì 22 febbraio nella Biblioteca Statale (via Garibaldi 20) alle 17 Alfonso Botti, dell’Università di Urbino presenta il volume di Gennaro Carotenuto “Franco e Mussolini. La guerra mondiale vista dal mediterraneo: i diversi destini di due dittatori” (ed. Sperling & Kupfer).
La storiografia si è finora accontentata di presentare quella spagnola come una carta mal giocata da Mussolini sullo scacchiere mediterraneo della guerra mondiale. In questo libro Gennaro Carotenuto interpreta in maniera critica e sotto una nuova luce alcune tesi consolidate … Leggi tutto

Macerata, Presentazione di Franco e Mussolini

Università degli studi di Macerata – Facoltà di scienze della comunicazione
(in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea),

mercoledì 22 febbraio 2006, ore 17, Biblioteca nazionale di Macerata, Via Garibaldi, il Prof. Alfonso Botti, Università di Urbino, presenta il volume di Gennaro Carotenuto, Franco e Mussolini. La Seconda Guerra Mondiale vista dal Mediterraneo: i diversi destini di due dittatori, ed. Sperling & Kupfer, 2005.

Firenze, presentazione Franco e Mussolini

Lunedì 13 febbraio, ore 21.30, presso la libreria Majakovskij-CPA Firenze Sud, Via Villamagna 27/a
(bus 8, 23, 31, 32, 80: fermata P.zza Gualfredotto)
serata di informazione, riflessione e discussione su Il fascismo e la Seconda Guerra Mondiale,

Interviene: Gennaro Carotenuto, docente di Geopolitica all’Università di Macerata, autore di Franco e Mussolini. La Seconda Guerra Mondiale vista dal Mediterraneo: i diversi destini di due dittatori, ed. Sperling & Kupfer, 2005.