Thursday 09 February 2012, 13:14

Gli articoli con tag: " Francesco Storace "

Verona, città dell’amore

Ho scritto questo testo nel gennaio scorso, ma la situazione oggi non è molto mutata. Mi pare importante non far calare l’attenzione sul problema della violenza, comune a molte realtà cittadine, non solo nel Nordest. Un problema su cui le istituzioni, locali e nazionali, sembrano non avere né le capacità né la volontà di dare una risposta.

Botte da orbi, di nuovo, in pieno centro storico di Verona, a 300 metri da dove è stato colpito a morte Nicola Tommasoli.
In piazza Viviani, vicino a piazza Erbe, tre giovani vengono aggrediti selvaggiamente (una ragazza viene colpita ripetutamente in faccia con un portacenere di vetro) da una quindicina di giovani il 3 gennaio; ed il 5 è la volta di una ragazzina, salvata in extremis da un gruppo di persone accorse in suo aiuto.

Ma che aria tira oggi, in questa città che punta la sua immagine pubblicitaria in gran parte sul mito romantico dello struggente amore di Giulietta e Romeo?

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Tonino Angelucci, l’amico di tutti

È uno dei patrioti che hanno salvato Alitalia, entrando in CAI con il 7% del capitale.
Tra i più attivi sostenitori della stampa italiana, di qualunque colore essa sia: è l’editore di Libero (con il 100% delle quote), Il Riformista (51%) ed era a un passo dal salvare l’Unità, prima che saltasse fuori quel fallito di Soru a soffiargliela.
Sempre pronto a soccorrere gli amici in difficoltà. Si chiamino essi Gianfranco Fini, al cui fratello Massimo ha offerto il posto da direttore sanitario del San Raffaele di Roma, o Massimo D’Alema, con cui s’accordò nel 2003 per rilevare la Beta immobiliare, contenitore degli ingenti debiti dei Ds con le banche ma anche del vastissimo patrimonio immobiliare ereditato dal Pci, inclusi la storica sede di via Botteghe Oscure e la scuola quadri delle Frattocchie.

Su Antonio Angelucci, detto Tonino, dovrebbero farci un film. … Leggi tutto

Pagine bianche, gialle, nere

Ripubblico su invito di Reyna l’articolo del regista di “Chi l’ha visto” sull’azione squadristica del 3 novembre sulla quale è calato un ignobile silenzio. Clv_home

INTRODUZIONE
Non posso tenere a freno il bisogno, l’urgenza, il dovere morale, di diffondere alcune informazioni di cui sono in possesso.
Tacerle sarebbe colpevole. Far passare nel dimenticatoio alcuni dei fatti che sto per raccontare potrebbe indurre alcune delle persone e/o delle organizzazioni coinvolte a ritenere giustificati i loro comportamenti recenti e, magari, anche futuri e più pericolosi.
Lavoro a "Chi l’ha visto?". Ho subito con i miei colleghi delle pesanti minacce che da una settimana mi fanno dormire un pò meno tranquillo. Se fossi stato presente a Via Teulada, dopo la trasmissione del 3 novembre, durante il raid squadrista, sarei ancora meno tranquillo. Non mi rende più tranquillo il fatto che le forze dell’ordine e la magistratura abbiano promesso di indagare, che abbiano "controllato" una dozzina di persone.

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Tre seggi, e può cambiare il Senato Nel Lazio in bilico arriva anche Totti

Quindici senatori a chi vince, 12 a chi perde e a chi strappa l’8 per cento Il ruolo cruciale di Sinistra, Udc e la Destra. Decisivo il duello Storace-Ciarrapico
di CLAUDIA FUSANI

<B>Tre seggi, e può cambiare il Senato<br>Nel Lazio in bilico arriva anche Totti</B>

Giuseppe Ciarrapico, n.11 per il Pdl al Senato nel Lazio

ROMA – Se Bossi si fosse morso la lingua prima di dire “imbracciamo i fucili e andiamo a prendere la canaglia centralista romana”, il Cavaliere sarebbe stato assai più contento. Perché è dura spiegare all’elettorato moderato del Lazio e di Roma l’ennesima intemperanza verbale dell’alleato senatùr. Prima del voto, nella regione che più di tutte – tra quelle in bilico – deciderà l’assetto del Senato. E soprattutto poche ore prima dall’ “entrata in campo” di Francesco Totti con le sue dichiarazioni pro-Rutelli sindaco che certo non lasciano indifferenti i cuori dei cittadini della capitale.
Dal punto di vista del Pdl non semplifica le cose neppure quel comizio gemello e nostalgico che Giuseppe Ciarrapico, candidato n.11 alla Camera nel partito di Berlusconi, ha tenuto a Littoria-Latina, basso Lazio, pochi giorni prima di quello tenuto dal leader della Destra Francesco Storace. Erano amici, fino a un mese fa, il re delle acque minerali e l’ex Epurator, stessa fede fascista, stesso disprezzo per il revisionismo di Fini. Invece poi le logiche contabili delle elezioni e le ambizioni personali li hanno divisi e messi addirittura contro. E loro che fanno? Organizzano il comizio nello stesso posto. Per sbranarsi.

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Sommosse

Tra sabato 23 Febbraio e domenica 24 Febbraio 2008, si è tenuta a Roma un’Assemblea nazionale di centinaia di donne, provenienti da sud a nord, meglio denominata come FLAT – Femministe e Lesbiche Ai Tavoli che era stata preparata anche da un’incontrarsi localmente e in rete come som-movimento femminista e lesbico.
Ho potuto conoscere donne con cui ho intrattenuto relazioni solo virtuali, ho incontrato tante venute alla grande manifestazione romana del 24 novembre, a cui è seguita sabato 12 gennaio a Roma un’assemblea nazionale molto viva e partecipata, dove si rilanciava il conflitto e la lotta per l’autodeterminazione. Questo straordinario incontro è stato anticipato anche da una mailing list dal nome Sommosse che significa, partecipazione di più persone in una discussione tramite email servendosi del pc, è stato aggiunto, come un elettrodomestico. Nei primi giorni di marzo saremo nelle città a seguire processi e sostenere le donne che hanno denunciato le violenze subite, a fare non solo resistenza, malgrado l’attacco è tale che già opporsi, è enormemente impegnativo a livello pratico e culturale per noi tutte. … Leggi tutto

Esco di rado… XVI – Tutti insieme un passo più a destra

destra Da ieri, ufficialmente, sia Pierferdinando Casini che Massimo d’Alema, ci hanno spiegato che la PDL si è spostata a destra. Caspita, è un buon argomento che spenderò in tutti i bar della provincia italiana dell’impero da qui al 13 aprile.

Se LN+AN+FI+UDC vanno dall’estrema destra all’estremo centro, LN+AN+FI+Giovanardi vanno dall’estrema destra all’estremo Silvio. Tutto molto giusto ma con dieci possibili obiezioni (di coscienza):

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Lo Squadrone bianco della Vita

Vorrei raccontarvi come nacque in me l’immagine dello Squadrone Bianco.

Da certe donne di Napoli, ho appreso che, nel tentativo di buttare la 194 oltre i rifiuti ancora per strada, è stato fatto un blitz ieri pomeriggio alle ore 18,20 dallo Squadrone Bianco della Vita al nuovo Policlinico dell’Università Federico II dove una donna aveva effettuato un interruzione terapeutica di gravidanza, un aborto terapeutico alla quarta settimana, regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subito l’intervento e che ha espulso, peraltro, un feto morto. 7 uomini in divisa hanno fatto irruzione nella clinica ostetrica per indagare su un interruzione di gravidanza di un feto malformato perchè le indagini sembravano riguardare un’ interruzione fuorilegge, su suggerimento di una segnalazione anonima che denunciava una donna che stava abortendo oltre il secondo trimestre, per sbarazzarsi del feto. La donna è stata spaventata, interrogata, chiedendole dell’aborto e della gravidanza nei minimi particolari quando ancora si trovava sul lettino. ll blitz è avvenuto dopo 20 minuti dall’aborto e anche il personale medico e non, le donne in stanza con lei e tutti quelli che si trovavano in ospedale sono stati sottoposti ad un interrogatorio minuzioso. Insomma un’autentico blitz antimorte. Le donne napoletane invitano in piazza Vanvitelli, alle ore 17, giovedì prossimo. “La nostra mobilitazione – affermano – partirà da Napoli e diventerà vigilanza e presidio permanente in ogni piazza d’Italia. Autodenunciamoci tutte per aver deciso nella nostra vita”. … Leggi tutto

La trappola dei sionisti?

Arrivano email, o commenti sul sito, mi consigliano di rivalutare, di leggere qui, là, Comedonchisciotte, Comenonsocchì. Alcuni cortesi, altri rudi, o sfottenti, oppure gridati. Questi ultimi non li pubblico. Dello “sporco ebreo” non me l’hanno ancora dato, anche se ne sarei stato onorato. Quasi tutti sono di ultrasinistra, ma c’è anche qualche fascistello (o qualche compagnuccio fascista dentro) e qualche qualunquista che si arma di buon senso comune e cerca di spiegarmi. Il tono è sempre quello: l’antisemitismo sarebbe il paravento di Israele per coprire i suoi crimini. Poi mi spiegano (in varie tinte, da pacato a violento) che la lista sarebbe una bufala programmata, o fanno complicati distinguo tra ebrei e sionisti in una corsa al retropensiero nella quale la vittima diviene carnefice.

NON CI STO. Essere ebrei non è un crimine e firmare un appello non è un crimine. E’ una libertà garantita dalla nostra Costituzione, nonostante non se ne condivida il contenuto. Non ci sarebbe bisogno di dire queste cose se non ci fosse, anche a sinistra, un degrado culturale che impedisce di comprendere l’ABC della democrazia. E una cosa è esprimere dissenso verso il contenuto dell’appello e ben altra è dare connotazione razziale a chi lo firma e criminalizzarne i firmatari in quanto ebrei. Usare quella lista per identificare come ebrei i sottoscrittori sì è un crimine. Come è un crimine il negazionismo e molto d’altro che faceva da contorno alla lista nera e che questo sito ha elencato punto per punto.

E’ così difficile capire che l’antisemitismo non è un problema degli ebrei, né tantomeno degli israeliani? L’antisemitismo è un problema degli italiani.

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Esco di rado… XII – Michela Vittoria Brambilla e Francesco Storace

A Radio3Mondo tuttora in onda:

Michela Vittoria Brambilla: "anche durante i due anni di opposizione il centrodestra non ha mostrato alcuna divergenza".

Francesco Storace: "il riconoscimento dello Stato d’Israele andatelo a chiedere ad Hamas".

Fascisti e Berlusconi

Ricevo e pubblico da Gaetano Saya: Gentilissimo Carotenuto Le chiedo di cancellare l’articolo che mi riguarda circa la vicenda della cosidetta polizia parallela , visto che la tanta decantata indagine non ha avuto alcun prosieguo…..!!!!

Gentile Saya, prendo atto della sua affermazione. Gli articoli sono frammenti di stampa che restano pubblici e pubblicando la sua le garantisco il diritto di rettifica (gc, 17-2-2009).

La destra francese scelse coscientemente di perdere le elezioni piuttosto che allearsi con Jean Marie Le Pen e rinunciare alla pregiudiziale antifascista. Li conosceva e scelse di andare all’opposizione. Silvio Berlusconi dichiara di non conoscerli (non sa mai niente lui) ma ci si allea. Tutto è meglio che andare all’opposizione.

Ecco i fascisti, neonazi, teorici della superiorità della razza, che Silvio Berlusconi vuole portare in parlamento. Da … Leggi tutto

per Francesco Totti e Ilary Blasy baby-bonus da Tremonti

Giulio Tremonti sarà il padrino del battesimo di Christian Totti, il figlio del numero 10 della nazionale di calcio e di Ilary (o Illary?) Blasi. Il regalo che l’emozionato padrino presenterà sarà un bell’assegno da 1000 Euro.
Lo preleva direttamente dai conti pubblici dove con l’ultima finanziaria creativa di Berlusconi&Tremonti (mi tocco) elargiscono a pioggia "mille euro mille" a tutti i bimbi buoni, sia che siano figli di ricchi, ma anche, pensate che generosi, per i bambini poveri.

Il neo papà avrebbe commentato: … Leggi tutto

Brecha – Italia – El dios Silvio bajó a la tierra

La derecha italiana perdió estrepitosamente las elecciones regionales salvando sólo dos regiones contra once donde ganó la izquierda, que la aventajó en dos millones de votos. Silvio Berlusconi aceptó la derrota y después de diez años participó en un debate televisivo.


Gennaro Carotenuto,
Desde Roma


EN ITALIA SE esperaba que las elecciones regionales fueran un voto de castigo contra el gobierno neoliberal de Silvio Berlusconi. Sin embargo el resultado de las urnas estuvo más allá de todas las previsiones. Sólo en el reducto lombardo-veneto, en el noreste del país, los candidatos de derecha lograron un éxito que no es un triunfo. En Lombardia el católico Roberto Formigoni, un posible sucesor de Berlusconi, obtuvo apenas el 52 por ciento contra el 66 por ciento de hace cinco años. Perdió 750.000 votos. En el Veneto la derecha cosechó el 50,5 por ciento de los votos contra el 60 del año 2000. Son las dos regiones donde la Liga Norte es decisiva mientras en el resto del país casi no existe. Es un dato político que hace de Silvio Berlusconi un rehén del partido xenófobo del norte del cual no puede prescindir.


UN MAPA REVOLUCIONADO. De las once restantes regiones donde se votaba, seis eran administradas por el ?Polo de las libertades? y cinco por la izquierda. Esta confirmó todos sus presidentes con resultados clamorosos. En Campania, Toscana, Emilia-Romagna y Umbria la coalición del Olivo superó el 60 por ciento. De las otras seis que perdió la derecha, tres son regiones claves. En Piamonte, la otra región clave del Norte, ganó la economista Mercedes Bresso. En el Lazio, la región de Roma, el postfascista Francesco Storace, con una agresiva gestión clientelar, había ganado el apoyo pleno de la iglesia y sin embargo perdió mientras en el profundo sur, en Apulia, ganó el comunista Niki Vendola. Es la primera vez desde 1989 que un comunista es presidente de una región y es una victoria que descongela millones de votos de la izquierda radical italiana que, en un sistema bipolar, se habían deslizado lentamente hacia la abstención. El mapa se tiñe así de rojo. Considerando las regiones que no votaron, son apenas tres de veinte las que siguen con gobiernos de derecha. Los flujos electorales registraron un movimiento derecha-izquierda de dos millones de votos, alrededor del siete por ciento, algo increíble para las tradiciones políticas italianas. El centro izquierda suma hoy el 52 por ciento de los votos. Era el 46 por ciento en las europeas de hace un año y el 43 por ciento en las políticas de 2001. Especular es el resultado de la derecha que pasa del 51 del 2001 al 45 actual. Mientras todos los aliados mantienen sus votos, el partido de Berlusconi en cuatro años ha pasado del 29,4 al 18,6 por ciento.


ENTRE LA ESPADA Y LA PARED. Silvio Berlusconi se encuentra así como rehén de la Liga Norte sabiendo que esta alianza provoca su derrota en el resto del país, que percibe su gobierno como una dictadura del norte contra los intereses del centro y del sur. Aunque es improbable que se adelanten las elecciones políticas previstas en 12 meses, sus aliados podrían exigir que sea sacrificada la reforma constitucional impuesta por la Liga Norte. Esta, por supuesto, jamás aceptará dar marcha atrás. Berlusconi, en evidente dificultad, ya inició con una sorpresa una larga campaña electoral en la cual se juega todo. Los italianos se habían acostumbrado a su rechazo a debatir públicamente con cualquier adversario. En la construcción de su imagen, el colocarse por encima de los partidos y de los políticos era fundamental para presentarse como el hombre de la providencia. Pero ahora, con siete puntos de desventaja, cualquier manual de politología le hubiese aconsejado el gran paso. Y el martes de noche, sorpresivamente, los italianos han visto por primera vez en diez años al jefe de gobierno participar, como un común mortal, en una transmisión televisiva debatiendo con políticos de la oposición. Hasta ahora sólo lo habían visto vender su mercadería sin ningún oponente. Berlusconi ha construido su imperio utilizando la tevé y probablemente nadie como él sabe sacarle provecho. Sin embargo, las leyes de la política dicen que su tiempo se está acabando y dentro de la misma derecha ya ha empezado la batalla para su sucesión.

Brecha – Berlusconi en la cuerda floja

El 3 de abril se realizarán las elecciones regionales en Italia y será un día amargo para el primer ministro. Sus aliados se pelean, Europa lo aísla, George W Bush y Tony Blair lo retan por el falso retiro de Irak. Pero si Berlusconi no goza de buena salud, todo parece indicar que el berlusconismo lo sobrevivirá.
Gennaro Carotenuto. Desde Roma.   


Al cierre de esta edición el parlamento italiano está votando el cambio de media Constitución de la República. A paso forzado, con únicas pausas para los sagrados partidos del Milan y del Inter, decenas de artículos de la Constitución republicana de 1948 están siendo modificados casi sin debate. La oposición tiene un espacio de 90 segundos por cada artículo que se modifica. Ya Italia no será una república parlamentaria sino federal, donde federal significa un federalismo fiscal feroz y el fin de la cohesión nacional entre las distintas partes del país. La figura del presidente será humillada y la del jefe de gobierno exaltada. El neoliberalismo será la nueva religión del país sancionado por la Constitución. Y todo esto se debe hacer antes de Pascua o nos vamos y se cae el gobierno, le dijo a Berlusconi &endash;apuntándole con el rifle&endash; el ministro para las Reformas, Roberto Calderoli, de la parafascista, secesionista y xenófoba Liga Norte, que hace apenas una semana pidió la reimplantación de la pena de muerte.


La Liga Norte es el aliado más confiable de Silvio Berlusconi porque coincide con el bloque social que llevó al poder al berlusconismo. Sin embargo, las regiones del noreste del país podrían transformarse en un reducto en el cual la alianza de derechas que gobierna Italia desde 2001 organice su última resistencia hacia las elecciones de 2006. De las 14 regiones donde se realizarán elecciones el primer domingo de abril &endash;hasta ahora en ocho casos con administración de derechas&endash; Lombardía y Veneto son las únicas donde es segura la confirmación de los actuales gobernadores, mientras en Piamonte la región de Turín y de la fiat, donde la estructura económica es más favorable al trabajo dependiente, la izquierda, que presenta la única mujer candidata, la economista Mercedes Bresso, puede cambiar el color de la administración. En Lombardía, con ocho millones de habitantes, uno de los mayores motores de Europa, la izquierda incluso renunció a la pelea presentando un candidato de muy bajo perfil. Así Roberto Formigoni, un católico privatizador, integrante de Comunión y Liberación, un movimiento ultraconservador que en Italia ocupa el espacio político económico que en España es el Opus Dei, será fácilmente confirmado y seguirá cultivando sus ambiciones de suceder a Berlusconi.


No es la única señal de una convergencia moderada que supera al folclórico Silvio pero no al bloque social y económico que representa, y del cual la izquierda reformista forma parte. En plena campaña electoral el secretario del principal partido de izquierda, Piero Fassino, decidió posicionarse revaluando el papel de George W Bush: ?Su postura es completamente distinta de la generación de Nixon y Kissinger. Él está realmente luchando para que en Oriente Medio se llegue a la libertad y la democracia?. Como Fassino, también el ministro de Exteriores, Gianfranco Fini, de la ex fascista Alianza Nacional y uno de los posibles herederos de Berlusconi, lanza señales a Washington. Con el asesinato del agente secreto Nicola Calipari en Bagdad, Berlusconi se sintió obligado a asumir una postura formalmente digna frente al gobierno de Bush, y Fini se ha precipitado a mostrarse subordinado frente al gran hermano. La semana pasada, cuando Berlusconi por motivos electorales inventó la posibilidad de un retiro italiano de Irak, Fini, que se encontraba en Londres, tuvo el juego fácil al mostrarse sorprendido y en desacuerdo. Fini, Formigoni y el presidente de la Cámara, Pierferdinando Casini, son los más sólidos candidatos al liderazgo de la derecha italiana pos Berlusconi. El declive de éste, que podría durar hasta 2011, si lograra ganar las elecciones del próximo año, se percibe aun más en Europa, donde nadie lo invita. Las cumbres económicas son entre Gerhard Schröder, Jacques Chirac y Tony Blair, y las políticas, como la de la pasada semana, son entre Schröder, Chirac y José Luis Rodríguez Zapatero. Este declive político de Italia era impensable con los gobiernos de centroizquierda.


LA NEGRA HISTORIA DE ALESSANDRA MUSSOLINI. Nunca una campaña electoral ha sido más antipolítica o pospolítica. La política fue completamente sustituida por la imagen. Y ante sondeos indudablemente negativos, Berlusconi eligió no exponer su imagen, modificada en los últimos meses con varias cirujías estéticas y un trasplante de pelo. Hace cinco años el gobierno presidido entonces por Massimo D’Alema dimitió a raíz de la derrota en las regionales y se avino a entregar el país a la derecha el año siguiente. Este año la centroizquierda se apresta a cobrar, sin mover un dedo, la crisis económica de un país donde la precarización del mercado del trabajo y la incapacidad de enfrentarse al cambio sistémico impuesto por la globalización a la industria manufacturera, no es enteramente culpa de la idiosincrasia liberal de Berlusconi y de su afán de recortar servicios públicos a fin de reducir impuestos a los sectores acomodados.


En el centro de Italia las derechas no tienen esperanza, salvo en la región de Roma, el Lazio, donde ya gobierna el siniestro Francesco Storace, un posfascista renovado lo mínimo indispensable para poder cobrar su parte. Contra Storace la centroizquierda no encontró nada mejor que presentar a un periodista televisivo, Piero Marrazzo, popular defensor de los consumidores. Los sondeos ponían a Storace cuatro o cinco puntos por delante cuando apareció Alessandra Mussolini. La nieta del Duce, ex pornodiva de cuarta, con un lenguaje populista y de corral, salió del partido cuando Fini declaró en Jerusalén que el fascismo fue un mal absoluto. Juntó tres o cuatro partidos de la derecha radical, neofascista y neonazi. Entre ellos Forza Nuova, dirigida por Roberto Fiore, un personaje que desde el terrorismo negro de los setenta y sus años de prófugo en Londres, transitó al franquismo y al catolicismo preconciliar, y que dispone de abundantes recursos económicos.


La lista, que lleva en grandes caracteres el nombre Mussolini, en los sondeos tendría que quitar a Storace unos cuatro o cinco puntos, suficientes para otorgar la victoria a Marrazzo. Los pormenores de esta historia están por aclararse, pero la lista ha sido excluida porque una gran parte de las firmas que deben respaldarla resultaron falsas. Había firmado gente nacida el 30 de febrero o el 32 de agosto, algo fácil de descubrir en los controles. Si parece que algunos sectores de la izquierda ayudaron a la Mussolini a recoger las firmas, seguramente Storace hizo violar los sistemas informáticos de la ciudad de Roma para llegar a la exclusión de su ex compañera de partido. Después de dos juicios favorables a Storace, el tercero y definitivo readmitió a Mussolini en una historia oscura que durante días impidió que los candidatos hablaran de política.


EL SUR RESISTE. En un cuadro tan gris y triste las novedades positivas vienen del sur. No tan compacto como el centro rojo del país, también el sur es más rojo que azul. En Apulia, la segunda región del sur en importancia, el gris acuerdo entre las dos principales fuerzas de centroizquierda, con siete candidatos a presidente por los democráticos de izquierda y siete por los democristianos, se ha roto. El Partido de la Refundación Comunista, cuyo único papel previsto es recuperar votos de izquierda desde la abstención, exigió jugar el partido y hacer política. Y ha impuesto que en una de las 14 regiones se disputaran &endash;por primera vez en Italia&endash; elecciones primarias. Éstas han visto el sorpresivo triunfo de Nichi Vendola, candidato del prc que desafiará a Raffaele Fitto, presidente saliente y representante de las oligarquías más tradicionales de la región. Vendola es una rara avis de la política, 46 años, diputado, es comunista, católico y homosexual declarado, con una vida de batallas civiles fuera del sistema. Vendola sorprendió ganando las primarias en las cuales se le atribuía no más del 20 por ciento de los votos, viniendo de un partido que oscila entre el 6 y el 8 por ciento. Los primeros sondeos le daban el 30 por ciento contra Fitto, los últimos el 49. Faltan diez días. Una victoria de Nichi sería una victoria del mundo crítico al neoliberalismo y una lección durísima a quien entiende la política sólo como homologación hacia el centro y absuelve y revalúa a los masacrados de Faluya.