Friday 25 May 2012, 05:22

Gli articoli con tag: " Francesco Rutelli "

Esco di rado… XXX – Francesco Rutelli cade sul cavalletto

img_9314_rutelli_in_bici

 

 

La foto l’ha pubblicata il quotidiano Libero (mi si perdonerà l’intelligenza col nemico), ma è geniale.

Il prode ex e futuro sindaco di Roma, Francesco Rutelli, con il volto contratto dalla fatica, si sta profondendo nello sforzo decisivo ed ha finalmente staccato tutti gli inseguitori.

Un uomo solo è al comando della corsa, e vola verso la gloria.

Oppure no.

Come si fa a staccare tutti col cavalletto abbassato?

Povero il marito di Barbara Palombelli, la coppia più falsa d’Italia, beccato a far finta di andare in bicicletta…

Chiude Italia.it, Francesco Rutelli non è all’altezza di capire il medium Internet

La notizia è facile da riassumere. Nonostante i 45 milioni di Euro stanziati (90 miliardi del vecchio conio), il portalone turistico italia.it voluto da Francesco Rutelli, ammaina bandiera e chiude per manifesta incapacità di metterlo online.

E’ un fallimento che al di là di ogni altra considerazione sullo spreco di denaro pubblico, è simbolico della specificità e rivoluzionarietà di Internet come medium. Non sono i soldi che fanno il successo di un sito Internet, come accade per il cinema o la tv, è la qualità, lo stare sull’onda, all’avanguardia, quello che conta.

… Leggi tutto

Rutelli condanna a morte i gay cubani, Cuba no!

La reazione di Mariela Castro, direttrice del Centro cubano di educazione sessuale, alle esternazioni del vicepremier che ha accumunato Teheran all’Avana sulla pena capitale contro gli omosessuali. “Se fosse per me – dice la Castro – la abolirei dal pianeta”. E comunque a Cuba essere omosessuali non è un reato. Tantomeno punito con la pena di morte

Emanuele Giordana da Lettera22

“Francesco Rutelli ha condannato a morte i gay cubani. Cuba no”. La risolve con una battuta in un largo sorriso Mariela Castro. Ma l’arrabbiatura è forte davvero. Qualche giorno fa il vicepresidente del consiglio si è lasciato andare a un’esternazione dove ha abbinato Cuba e Iran in merito alle condanne a morte contro i gay. “Ho letto di questo afflato missionario per liberare dal rischio della pena capitale i gay iraniani e cubani. Mi sono sorpresa perché un uomo che ha una tale responsabilità pubblica dovrebbe informarsi prima di parlare pubblicamente. Informarsi bene. Forse non sa, non solo che a Cuba l’omosessualità non viene punita dalla legge, ma che in parlamento giace una proposta di “unione legale” che darà agli omosessuali gli stessi identici diritti che hanno gli eterosessuali quando vi è un’unione consensuale fuori dal matrimonio. A sentire le vostre associazioni gay, mi pare di capire che in Italia c’è molto dibattito e proteste proprio su questo argomento. Insomma mi pare che da voi ci sia molta insoddisfazione tra gay, lesbiche e transessuali. Forse il signor Rutelli dovrebbe occuparsi degli italiani. Dei cubani già ci stiamo occupando noi”.
Mariela Castro è la direttrice del Cenesex, il Centro cubano di educazione sessuale che, da diversi anni (era diretto da sua madre) si batte per far avanzare la battaglia sui diritti. L’occasione per parlarne è un incontro, ospitato dalla provincia di Firenze e organizzato dal Programma per lo sviluppo dell’Onu (Undp) che ha per oggetto il “rispetto delle differenze”
Una battaglia che non incontra difficoltà?
Certo che ne incontra, come ovunque e soprattutto in società contrassegnate da “machismo” e da scarso rispetto delle diversità. Così a Cuba e così mi pare in Italia. Ma i successi ci sono. Ereditammo il codice spagnolo che puniva gli omosessuali che “davano scandalo” pubblico, ma che comunque non prevedeva per loro la pena capitale: ma con la Rivoluzione, il movimento femminile negli anni Ottanta cominciò una vera e propria lotta che ha cambiato la cultura cubana. Già dal ’79, ad esempio, i transessuali sono in carico al sistema sanitario nazionale C’è ancora molto da fare certo ma stiamo lavorando: adesso è in corso una campagna di educazione sessuale attraverso la stampa e facciamo pressione sui parlamentari con la nostra rivista e le nostre raccomandazioni (a marzo la Giunti pubblicherà una guida per adolescenti del Cenesex dove si parla apertamente di omosessualità ndr)
Ad esempio?
Miriamo a una cultura sempre più aperta verso omosessuali, bisessuali, transessuali. E’ già stato approvato che le operazioni chirurgiche richiesta da trans saranno a carico dello stato
Le reazioni?
Positive secondo i sondaggi anche tra leader religiosi, intellettuali, la gente in generale. Prima della rivoluzione, Cuba era una società razzista e maschilista ma le leggi sono andate nella direzione di una vera pari opportunità rispettosa della diversità
La nuova legge sui diritti delle coppie omosessuali?
Alcuni pensano che potrebbe passare per decreto ed essere poi approvata dal Consiglio di stato. Altri che se ne debba occupare il parlamento. Preferirei questa seconda opzione. E’ importante che cambiamenti importanti siano oggetto di dibattito e larga condivisione
Torno alla pena capitale. A Cuba è in vigore
L’ultimo caso è di diverso tempo fa e riguardava un attentato alla sicurezza dello stato. Ma se mi chiede la mia opinione personale, ritengo che dovrebbe sparire dalla legislazione dell’intero pianeta. Ma tante altre cose devono cambiare. Deve essere condannato anche il terrorismo di stato e i paesi che ne invadono altri.

Le “cazzate” di Rutelli, di Gianni Minà

Se dovessimo fare una rubrica giornaliera sulle “cazzate” che i politici italiani dicono ogni giorno a beneficio del teatrino mediatico della politica, dovremmo stare al computer 24 ore su 24. Ma ci sono alcune di queste esternazioni che proprio ti obbligano a rispondere per un elementare senso di giustizia.
Oggetto di questi interventi solitamente di ex comunisti o radicali pentiti, sono sempre più spesso nazioni come Cuba, il Venezuela e ora anche la Bolivia e l’Ecuador, colpevoli solo di aver scelto, ultimamente, un destino e un futuro diverso da quello loro concesso dagli Stati Uniti o dalle multinazionali occidentali. Una linea uguale a quella adottata anche dal Brasile, dall’Argentina, dall’Uruguay, ma messa in atto in modo più drastico e definitivo.
L’ultima di queste “cazzate” l’ha sparata il ministro dei Beni culturali del nostro paese, Francesco Rutelli che, in maturità, dopo una scapigliata gioventù con il radicale Pannella, si è scoperto in linea con la parte più intransigente della Chiesa, accanto alla radicale cattolica Binetti.
Lunedì 10 dicembre, in una intervista a “Repubblica”, Rutelli, difendendo la decisione della Binetti stessa di sfiduciare il governo della coalizione di cui fa parte, non approvando un articolo del pacchetto sicurezza che stigmatizzava l’omofobia, ha dichiarato con supponenza: “Mobilitiamoci invece contro le condanne a morte di omosessuali nel mondo, da Cuba all’Iran”.
Ora, per quanto riguarda l’Iran, la notizia è drammaticamente vera, ma per quanto riguarda Cuba, assolutamente falsa. E l’aver associato Cuba all’Iran fa solo capire quanto il desiderio di essere proni verso le politiche degli Stati Uniti, sconfini nel ridicolo per molti dei nostri disinvolti politici. Come nell’Italia degli anni ’70 dove il professor Braibanti veniva condannato per plagio (un reato che non esiste) da un tribunale italiano perché aveva un rapporto omosessuale con un suo allievo, anche Cuba ha vissuto in quella stagione contraddittoria della sua storia un periodo di pregiudizio verso il problema. Ma se Rutelli avesse l’abitudine di informarsi quando pontifica, saprebbe che non solo quell’epoca è superata da tempo (come dieci anni fa dimostrò il film “Fragola e cioccolato” vincitore anche del festival dell’Avana) ma che addirittura, rispetto all’omosessualità e alla libertà di praticarla, a Cuba c’è un approccio molto più liberale rispetto alla società italiana.
Il Parlamento cubano ha recentemente varato una legge che consentirà ai transessuali di cambiare sesso. E come tutta la sanità, anche l’operazione chirurgica e l’assistenza psicologica sono gratuite. Si sta inoltre cominciando a discutere sull’opportunità di legalizzare i matrimoni gay, ma soprattutto le unioni consensuali che, anche fra le coppie eterosessuali, considerate le tradizioni e le abitudini della gente, sono molto più frequenti. Il cambio d’identità sui documenti, inoltre, è da tempo possibile.
Infine, sempre perchè il nostro ministro della Cultura non ne “spari” un’altra a breve, gli ricordiamo che Cuba, per anni, ha rispettato la moratoria sulla pena di morte, mentre il boia, negli Stati Uniti, non si fermava. Purtroppo la Rivoluzione ha interrotto questa meritoria scelta una volta, quando nel 2003, tre dirottamenti aerei e l’assalto ai turisti di un ferry boat della baia dell’Avana da parte di un gruppo che voleva sequestrare l’imbarcazione per andare a Miami, fece intendere al governo che era in atto l’ennesimo tentativo degli Stati Uniti di farla finita con la Rivoluzione. Tre del gruppo dei sequestratori furono fucilati. Da allora, però, la moratoria sulla pena di morte è stata nuovamente rispettata fino ai giorni nostri.
E’ sufficiente che Rutelli, prima di parlare su questi argomenti, chieda informazioni a Amnesty International che nell’ultimo rapporto sui diritti umani, dedica nove pagine agli Stati Uniti e tre a Cuba.

dal sito di Latinoamerica

Brecha – Partido Democrático en Italia – El partido de masas después de las masas

Con dos congresos simultáneos, pos- democristianos y pos- comunistas italianos empezaron a recorrer el sábado pasado la recta final hacia un partido unificado. Lo llamarán Partido Democrático. Un experimento que antes de nacer ya pierde fragmentos por su izquierda.

Gennaro Carotenuto desde Roma

Los democráticos de izquierda (DS), que son la parte mayoritaria de los ex comunistas, celebraron el 21 de abril su congreso en Florencia. Simultáneamente la Margarita, originada en la antigua Democracia Cristiana, se encontró en … Leggi tutto

Su Daniel Ortega, Sergio Ramírez e gli interessi dei media europei contro l’America Latina progressista

Come avevo preannunciato, l’aggiornamento del sito girando per cyber messicani, mi risulta molto difficile. Anche se con gli accenti acuti voglio però puntualizzare alcune cose. A presto articoli da e sul Messico, López Obrador, zapatismo, Oaxaca…

Su tutta la stampa di centrosinistra mondiale ha imperversato in questi giorni Sergio Ramírez, ex-dirigente sandinista, con una dichiarazione facilmente riassumibile in “il trionfo di Daniel Ortega è la cosa peggiore che potesse succedere al Nicaragua”. Non importa quanto apodittica sia questa dichiarazione, e non importa preoccuparsi se gli altri candidati fossero effettivamente migliori di Daniel Ortega. Non importa neanche capire perché dopo 16 anni di neoliberalismo spietato (il migliore dei mondi possibili), che ha costretto all’emigrazione il 10% della popolazione, distrutto quel poco di servizi lasciati dalla rivoluzione, e lasciato nell’inedia il 70% della popolazione nicaraguense, finalmente la popolazione nicaraguense abbia detto BASTA a 16 anni di neoliberismo. L’importante è che a far dire che Daniel è il peggio del peggio si trovi disponibile qualcuno che si considera “di sinistra”.

Per le elezioni venezuelane del prossimo 3 dicembre sta già scaldando i motori Teodoro … Leggi tutto

Brecha – Romano Prodi se fortalece

En Italia la centroizquierda ganó la pulseada para elegir al presidente de la República e impuso un hombre del antiguo Partido Comunista. La oposición no lo votó, pero parte de ella lo aplaudió. Ahora Romano Prodi recibirá de sus manos el encargo de formar un nuevo gobierno en una situación más relajada, a pesar de la guerrilla política berlusconiana.

Gennaro Carotenuto desde Roma
Giorgio Napolitano, de 81 años, es el undécimo presidente de … Leggi tutto

La giustizia non è e non sarà più uguale per tutti

In merito alla tragedia del piccolo Tommaso Onofri, i politici in campagna si sono scatenati nelle solite chiacchiere da bar. Si va dall’esplicita richiesta della pena di morte -il leghista Pirovano, Mussolini e sodali neofascisti- a Casini che fa una dichiarazione molto ambigua su pena di morte e cattolicità, alla richiesta di lavori forzati a vita da parte di Baccini dell’UDC.

Fa eccezione Francesco Rutelli. A Fabriano ha dichiarato … Leggi tutto

Senatore Antonio Polito, “né di destra né di sinistra”

Io e Silvio ce la stiamo mettendo tutta per far vincere il centrosinistra. Silvio in particolare le spara così grosse da oscurare completamente le tante incongruenze dei “nostri”. Poi succede un evento simbolo sul quale proprio senti di non poter glissare. E quest’evento è la candidatura di … Leggi tutto

(Piccolo) Mal di Pancia I: Romano Prodi

Dal Corriere della Sera di oggi. Caro Romano Prodi, queste uscite simil-leghiste danno fastidio a decine di milioni di italiani. Passino i salotti…

UNIONE / Se un politico vuole durare deve tenersi lontano dalla Capitale
Prodi: «Io vivere a Roma? Manco morto»
Il leader dell’Unione e la capitale. «Estraneo a certi giri, così si mantiene la rotta» … Leggi tutto

La concubina di Nassiriya

Che penserà il cardinale Camillo Ruini che si riempie la bocca di patria, di eroi e di famiglia ma non parla mai di esseri umani in carne ed ossa, di fronte a quanto capitato ad Adelina Parrillo, la non signora Rolla, che dopo 12 anni di vita, d’amore, di convivenza, dell’aver fatto da madre per la figlia di Stefano Rolla, civile morto a Nassiriya, è stata sbattuta via da tre energumeni mandati dal protocollo della cerimonia del Vittoriale.

Si vergognerà di se stesso il cardinalone Camillo Ruini tutto “Dio-Patria-Famiglia” e dei suoi o si compiacerà per il pubblico ludibrio al quale è stata esposta la peccatrice, la concubina di Nassiriya … Leggi tutto

Il Riformista: i nostri beniamini sono Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli

Il quotidiano d’alemiano “Il Riformista”, creato non come controparte alle destre ma come controparte all’Unità, quotidiano dello stesso partito (per carità non più organo) del quale Massimo d’Alema è presidente) diretto da Antonio Polito, una sorta di Ayatollá anglofilo che grida alla guerra santa e condiretto da Oscar Giannino, così ultraliberale che per lui Massimo Teodori e Giuliano Ferrara sono degli sporchi comunisti, oggi scrive:

“i nostri beniamini sono Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli”.

Delle due l’una, o l’editore di riferimento è cambiato, o l’editore di riferimento ha cambiato partito. Avvisateci per favore.

BRECHA Ética, ciencia y religión – En Italia votar es pecado

Apenas el 25,9 por ciento de los italianos votó en el referéndum sobre la ley de reproducción asistida el domingo 12 y el lunes 13. Ésta obtuvo así la legitimidad de las urnas, ya que se necesitaba la mitad más uno de los votos para derogarla. Gennaro Carotenuto


La adhesión al boicot contra la consulta impulsado por la Iglesia Católica (que defendía la ley) sobrepasó cualquier previsión, pero de todas formas no se abrió en Italia un debate necesario sobre la laicidad del Estado.
Casi 50 millones de italianos debían decidir sobre la derogación de cuatro artículos de la ley sobre reproducción asistida aprobada por la mayoría parlamentaria de centroderecha: se resolvía si se iba a permitir estudiar las células madres, dar los mismos derechos al embrión que a un recién nacido, y si se iba a habilitar la fecundación heteróloga y otras normas que facilitan las prácticas reproductivas artificiales.
Pese a las críticas de la comunidad científica (ya que se limitan las posibilidades de estudiar enfermedades genéticas), de la sociedad civil y el éxodo de miles de parejas con problemas de fertilidad a Barcelona y Lubiana (donde sí son posibles estas prácticas) la prohibición se mantuvo. La oposición de centroizquierda y fragmentos del mundo liberal de centroderecha (que convocaron al referéndum popular) no fueron tan convincentes como las jerarquías eclesiásticas (defensoras de los derechos del embrión). Ha sido el tercer intento de imponer la visión católica del mundo en un referéndum sobre temas éticos después de dos fracasos históricos sobre divorcio y aborto en los años setenta.
ABSTENCIÓN ACTIVA. Antes de que empezara oficialmente la campaña, Camillo Ruini, presidente de la Conferencia Episcopal italiana, en lugar de llamar a los católicos a votar en defensa de la ley, los convocó a la ?abstención activa?. El objetivo (que contó con el apoyo de Joseph Ratzinger) era provocar la nulidad del referéndum apropiándose del 30 por ciento del electorado que estructuralmente se abstiene de votar en Italia.
La clase política (incluida la de centroizquierda) retrocedió ante el embate eclesiástico: casi no hicieron campaña. Y el pronunciamiento de decenas de premios Nobel y los grandes diarios a favor del referéndum no vencieron el aislamiento y la discreción reinante. Francesco Rutelli (centroizquierda) proclamó su abstención mientras Romano Prodi y los otros líderes votaron sin hacer casi campaña. Silvio Berlusconi (centroderecha) no votó pero no se pronunció nunca públicamente sobre el asunto, al igual que los presidentes de ambas cámaras. Mientras que Gianfranco Fini, ex fascista y hoy ministro de Exteriores declaró: ?Para mí llamar a no votar nunca es educativo?.
La votación paupérrima puede llevar a múltiples interpretaciones. La más clara es la crisis del referéndum como instrumento, luego de que el minúsculo y ultraliberal Partido Radical ?en pos de imponer reformas neoliberales sin tener la fuerza parlamentaria necesaria? los impulsara en forma abusiva en temas muy técnicos o marginales. Semejante exceso explica por qué en la última década ningún referéndum logró el ?quórum? del 50 por ciento. Pero también incidió un empobrecimiento cultural de Italia, en donde la línea católica de ?defensa de la vida desde la concepción? ofreció una interpretación de la vida simple y comprensible. El Siglo de las Luces ?también Estados Unidos y otros países occidentales lo atestiguan? ya es prehistoria, y conceptos como positivismo, materialismo, laicidad son nociones abstractas para la mayoría. El camino del progreso, que jamás fue rectilíneo, ahora se hace especialmente tortuoso.