Thursday 09 February 2012, 13:48

Gli articoli con tag: " Francesco Rutelli "

E con il Papi in prima fila e bocca di rosa poco lontano… ecco a voi Magic Italy!

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Stavolta sembra che italia.it sia costato solo cinque milioni di Euro e in giro in rete c’è perfino chi rimpiange Rutelli che lodava il biùtiful cauntri… A me sembra che se per vendere l’Italia dobbiamo per forza metterci la faccia di un politico, Rutelli o Berlusconi pari sono, tanto vale metterci Patrizia d’Addario. In fondo i suoi 71 voti li ha presi anche lei.

Barbara Palombelli alla direzione del TG3? Aiuto, aiuto, aiuto!

Vauro 2009-02-12 - 11 Gola profonda Marco Castoro, caporedattore di “Italia Oggi”, che dispone di una o più fonti interne alle alte sfere della RAI, dalle quali a orologeria pubblica appetibili ed eterodirette rivelazioni, stamane ci fa sobbalzare.

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Le carte di Silvio Berlusconi per uscire dalla casa del “Grande fratello”

economist Giuliano Ferrara, sulle pagine de “Il Foglio”, ha invitato in settimana Silvio Berlusconi a riprendere in mano il proprio destino: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni”.

Il quotidiano della CEI “Avvenire” intanto ha messo sul tappeto un punto ineludibile: Berlusconi deve “sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.

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Francesco Rutelli si concede una botta di vita antiberlusconiana

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Neanche nel 2001, quando era il candidato del centro-sinistra si concesse tanto.

Clamoroso al Cibali!

Sulla Legge sulla Fecondazione artificiale Gianfranco Fini attaccato da destra da Francesco Rutelli. E poi dicono che non esistono più le mezze stagioni!

“Con questi dirigenti non vinceremo mai”

stor_3173737_04200 Ripropongo nel videoblog le parole quanto mai attuali di Nanni Moretti con dietro la sfinge di Francesco Rutelli a Piazza Navona: “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Ero a Porto Alegre quel giorno a lavorare per un altro mondo urgente e necessario. Sono passati quasi sette anni e la profezia di Moretti si è avverata in tutta la sua durezza. Gli apparati hanno vinto contro la spinta dal basso della società civile progressista e hanno portato la sinistra italiana alla rovina.

I Rutelli (quello che consegnata Roma ad Alemanno ha subito preteso una poltrona più comoda) e non solo lui, hanno costruito il Partito Democratico nella peggior maniera e con le peggiori intenzioni. E’ il partito degli assessori dove si parla di potere e di soldi ma mai di politica. Il partito dove Paola Binetti può scavalcare a destra Gianfranco Fini su Chiesa e antisemitismo e su molti temi etici. Il partito dove molti potrebbero offrire la tessera a Mariastella Gelmini perché la pensano alla stessa maniera ma dove non c’è mai una parola chiara su nulla.

E non c’è perché l’unica cosa che conta sono le poltrone, i soldi, la spartizione delle tangenti come delle carriere, E Bocchino di Alleanza Nazionale (quello dei pizzini di Latorre) può dire che lui insieme al deputato del PD Lusetti e al faccendiere Romeo sono “un sodalizio”. E dove il caso Villari, ancor più di Pescara e Napoli ha messo a nudo l’incapacità di scegliere la classe dirigente di centro-sinistra. Hanno fatto un partito con il manuale Cencelli nel quale l’unica cosa che prevale oltre ai giochi di potere è il diritto di veto su tutto.

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John e Sarah, matrimonio per procura

rcaolsbello Apprendo un dettaglio secondo me straordinario: John McCain avrebbe incontrato la bella (?) Sarah Palin, sua candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti, una ed una sola volta lo scorso febbraio.

Quindi il loro è praticamente un matrimonio per procura, come Alberto Sordi e Claudia Cardinale nel mitico “Bello, onesto, emigrato Australia, sposerebbe compaesana illibata”.

E’ un dettaglio rivelatore di questi nostri tempi postpolitici.

Un gruppo di spin doctor ha deciso a tavolino chi fosse mediaticamente più utile al Partito Repubblicano statunitense come un’agenzia matrimoniale confronta i profili dei clienti per accoppiarli. In questa scelta né John McCain né la politica hanno avuto a che vedere. C’è gente pagata (non eletta) per fare queste scelte.

Ma gli spin doctor si sa, a volte sbagliano. Domandate a quelli che in Italia nel 2001 furono pagati per scegliere Francesco Rutelli non perché avesse qualcosa da dire ma solo perché era (?) belloccio e piaceva alle casalinghe.

Tutti al Pepsi Center

obama_clinton_inf--200x150 Lo stato maggiore del Partito Democratico è tutto a Denver al Pepsi Center per la Convescion democratica. Da Walter Veltroni a Francesco Rutelli, da Piero Fassino a Guglielmo Epifani, con una folta schiera di amici, parenti e collaboratori, son tutti lì a spellarsi le mani (ma è da escludere che almeno Rutelli capisca quello che dicono). In Italia nel loft non è rimasto nessuno; altri tempi rispetto a quando qualcuno al Bottegone restava pure a ferragosto.

Ovviamente Veltroni si è affrettato a spiegare che va bene il Pepsi Center, ma anche la Coca-Cola gli piace e va bene Barak Obama, ma anche su John McCain non ha nulla da dire. Appunto.

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Francescato (Pecoraro), Diliberto, Vendola (Bertinotti): irredimibili!

pecorella I Verdi hanno eletto come portavoce (segretario in italiano corrente) la controfigura femminile di Alfonso Pecoraro Scanio, Grazia Francescato, che lo ha difeso a spada tratta.

Se questo fosse riuscito ad uscire di casa negli ultimi mesi senza essere seppellito dai fischi e dalle pernacchie non dei nemici, ma degli amici, degli elettori e dei possibili elettori, si sarebbe ricandidato e sarebbe pure stato rieletto.

Si è dovuto accontentare di una comparsata dell’ultima ora con la quale ha fatto capire al mondo che Grazia Francescato è Cosa nostra e il partito unipersonale degli assessorucci continua a essere suo.

Rifondazione Comunista intanto va verso l’elezione di Nichi Vendola a nuovo segretario. Due cose belle per il governatore della Puglia.

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Decreto Sanjust

di P.Gomez e M.Lillo, L’Espresso

L’incontro con la giovane annunciatrice. Il feeling immediato. Poi gioielli, inviti, regali in denaro. E una nomina a Palazzo Chigi. Ancora una volta il premier mescola pubblico e privato

Questa volta non è solo una questione di stelline e raccomandazioni. Per l’ex annunciatrice Rai Virginia Sanjust di Teulada, Silvio Berlusconi ha fatto di più. Niente a che vedere con le intercettazioni in cui il Cavaliere chiedeva ad Agostino Saccà di far lavorare un manipolo di attricette “per tenere su il morale del capo” o conquistare al centrodestra, tramite i favori alle ragazze, alcuni senatori del centrosinistra. No. Stavolta, per far felice Virginia, Berlusconi ha messo in moto la presidenza del Consiglio. Ha promosso atti concreti, con tanto di numeri di protocollo e stanziamenti a valere sul bilancio dello Stato. O almeno così sostiene l’ex marito di Virginia, l’agente segreto Federico Armati.
In una singolare causa contro il premier lo 007 ha depositato al tribunale dei ministri un decreto con cui la ragazza, il 20 ottobre 2003, veniva nominata da Berlusconi “esperta della presidenza del Consiglio”. E ha chiesto ai giudici di acquisirne un secondo: quello con cui Palazzo Chigi, alla vigilia delle elezioni del 2006, dopo aver licenziato dal Sisde lo stesso Armati, lo riassume per trasferirlo al Cesis, l’organismo di coordinamento tra i servizi segreti civili e militari.

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The Observer: “Berlusconi è tornato, più sfacciato che mai”

Traduzione dell’articolo “Berlusconi is back and more brash than ever ” apparso domenica 29 giugno su The Observer (edizione domenicale di The Guardian). Leggi qui l’originale

Berlusconi è tornato, più sfacciato che mai

L’abbronzato leader italiano è accusato di perseguitare i nomadi e di sottrarsi alle accuse di corruzione assegnandosi l’immunità dalle inchieste. Tuttavia trova il tempo di sollecitare parti per le sue attrici favorite. Ed Vulliamy da Roma. … Leggi tutto

Involución en Italia. Y nos morimos democristianos…

silviopapa Tres noticias nos dan la medida del desplazamiento simbólico del cuadro político/cultural entero del país, al que corresponde un triste proceso de involución de la sociedad italiana. La primera ha dado la vuelta al mundo y es la postración literal ante el Papa de Silvio Berlusconi. El jefe de gobierno exhibió un gesto que ni Alcide de Gasperi, Amintore Fanfani, Aldo Moro o Giulio Andreotti, los mayores líderes de la historia de la Democracia Cristiana, que gobernó Italia entre 1943 y 1992, habían hecho antes que él, demostrando un vasallaje incluso plástico hacia la otra orilla del Tíber.

Gennaro Carotenuto (traducido por Gorka Larrabeiti)

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Siamo morti democristiani

silviopapa Tre notizie ci danno la misura dello slittamento anche simbolico dell’intero quadro politico/culturale del paese, al quale corrisponde un triste processo involutivo della società italiana. La prima notizia ha fatto il giro del mondo ed è il letterale prostrarsi davanti al papa di Silvio Berlusconi. Il capo del governo ha compiuto un gesto che né Alcide De Gasperi, né Amintore Fanfani, Aldo Moro o Giulio Andreotti avevano compiuto prima di lui in una dimostrazione di sudditanza anche plastica all’altra riva del Tevere.

Al laico, plurinquisito, puttaniere e divorziato Berlusconi, non è bastato garantire a Joseph Ratzinger soldi, molti soldi, in un ribaltamento concettuale dell’evangelico “date a Cesare quel ch’è di Cesare”. Ha avuto bisogno di marcare l’accettazione di una verticalità di rapporti che né con le guarentigie savoiarde, né con il patto Gentiloni, né con la conciliazione mussoliniana, l’articolo 7 togliattiano o il concordato craxiano, nessun dirigente politico dello Stato italiano, quasi tutti cattolici di ben più specchiata fede e moralità rispetto al padrone di Canale5, aveva mai ritenuto né opportuno né utile accettare. Al papa tedesco non si può dar colpa, è passato all’incasso di un successo facile facile che porterà frutti per tutta la legislatura e ben oltre.

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Brecha – Italia – Porca miseria

matrix Se implanta el Parlamento más derechista de la historia de la república y el nuevo alcalde de Roma lleva con orgullo una cruz céltica en el cuello. Para la izquierda italiana empieza la travesía en el desierto. El precio lo pagarán los extranjeros, los jóvenes precarios y los que luchan contra la criminalidad organizada.

Gennaro Carotenuto desde Roma

Silvio Berlusconi y los suyos están copando todo. Ahora acaban de conquistar la última joya de un abril memorable para la derecha italiana: la alcaldía de Roma. Desde el martes la capital está en manos de Gianni Alemanno, de 50 años (de pelo negro en la foto con su oponente Francesco Rutelli). Durante su juventud fue uno de los máximos líderes de la derecha neofascista, con varios hechos violentos y arrestos en su prontuario. En 1994 se reconvirtió en seguidor de Alianza Nacional, sector que a su vez se había reconvertido (o intentaba hacerlo) en una derecha que se proclama liberal-conservadora. Arribó así al Parlamento y a ser ministro entre 2001 y 2006. Pero su llegada al Colle Capitolino, desde donde el alcalde de Roma se puede asomar a un paisaje que abarca los foros imperiales y el Coliseo, es enteramente responsabilidad de la centroizquierda, que suma otro desastre al desastre de las elecciones parlamentarias de hace dos semanas.

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Gianni Alemanno, Francesco Rutelli, il 25 aprile e Don Pietro Pappagallo

rutale Ho il massimo rispetto -ci mancherebbe altro- per la memoria di Don Pietro Pappagallo, straordinaria figura di sacerdote e resistente, medaglia d’oro e uno dei martiri delle Ardeatine.

Ma qualcuno mi spiega perchè su 335 martiri delle Ardeatine per commemorare il 25 aprile, il candidato sindaco Francesco Rutelli sceglie di rendere omaggio selettivamente solo ad un sacerdote?

Gianni Alemanno, l’uomo con la croce celtica al collo, da parte sua, ne dice una giusta e una sbagliata.

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