Viaggio nella Cecenia di Vladimir Putin
GIOVEDÌ 31 MAGGIO 2007 – ORE 17.00 PRESSO LA BIBLIOTECA STATALE DI MACERATA (G.C.)
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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Il quotidiano la Stampa di Torino, uno dei tre grandi giornali nazionali, oggi, in un servizio su Oaxaca e l’assassinio di Brad Will, cita questo sito definendolo uno degli osservatori più attenti sull’America Latina e riportando ampi stralci del pezzo su Oaxaca (clicca sulle immagini per l’intero stralcio). Mi emoziona molto vedere citato il nome di Leonardo Henrichsen a 33 anni dalla sua morte. Ancora di più mi sembra positivo che l’articolista, Francesca Sforza, inauguri una sinergia positiva tra giornalismo online e giornalismo cartaceo. Considero La Stampa un quotidiano spesso lontano dalle mie posizioni, ma sicuramente impegnato a fare informazione e non ad imporre, come fa La Repubblica, una linea disinformativa antilatinoamericana che giunge a flirtare con i sicari, che hanno assassinato Brad Will e almeno altre 18 persone, al soldo di Ulises Rúiz, il governatore di Oaxaca contro il quale lottano i maestri dell’APPO, definiti dal quotidiano di centrosinistra romano “facinorosi”.
Come mi ha scritto l’amico Gregorio Andrejowicz, segnalandomi l’articolo di Francesca Sforza, qualcosa sta cambiando?
Parole chiave: Media, La Stampa, Francesca Sforza, GennaroCarotenuto.it, Gennaro Carotenuto, Messico, Oaxaca, Informazione, Disinformazione
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Francesco Perrone: Sono Francesco Perrone, militante del circolo prc "Peppino Impastato" di Rose (Cs). Ti scrivo perchè mi trovo, insieme a mia moglie e a diverse centinaia di famiglie italiane, in una situazione alquanto triste se consideriamo la delicatezza dell’argomento.Il tanto "pubblicizzato" caso Maria, bimba bielorussa trattenuta illecitamente dalla famiglia Giusto di Cogoleto, ha creato una situazione di blocco … Leggi tutto
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Sulla vicenda della bimba bielorussa, l’amico Pietro Ancona ha pubblicato sul Corriere della Sera di ieri questa bella lettera, con relativa risposta, alla quale dà il titolo inequivocabile di … Leggi tutto
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Il salace Massimo Gramellini nel suo Buongiorno su La Stampa di oggi, prova a riportare l’attenzione un po’ scemata sul caso della bambina bielorussa della quale non si sa nulla di certo da più di due settimane. In genere per le scomparse di bambini, almeno a medio termine (come in questo caso), l’attenzione aumenta. In questo caso invece l’attenzione scema perché l’opinione pubblica è stata artatamente indotta a pensare che la bambina sia in buone mani. E invece più passano le ore più appare chiaro che la bambina non è in buone mani.
Sembra che La Stampa di Torino sia l’unico quotidiano (come abbiamo fatto rilevare qui e con la straordinaria lettera di Francesca Sforza qui) ad avere a cuore le sorti di questa creatura. Bisogna pensare che ci sia un patto tacito tra la polizia che sa dov’è la bambina ma … Leggi tutto
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Francesca Sforza, la corrispondente da Mosca de La Stampa di Torino, che ha visitato l’orfanotrofio di Veleika, dove la bambina bielorussa ospite a Cogoleto sarebbe stata oggetto di violenze, ci scrive. Unica in tutti i media nazionali Sforza aveva sollevato il dubbio che l’orfanotrofio non fosse esattamente quello che i coniugi liguri descrivevano come un lager. Ne avevo riferito qui. Sottolineo che, nonostante Sforza scriva in un importante quotidiano, nessun media abbia ripreso, neanche in maniera dubitativa, quanto da lei scritto. Il suo articolo è caduto completamente nel vuoto. La verità ufficiale era evidentemente già scritta.
In quell’ “in quanto bielorussi” e in quell’ “in quanto italiani” la giornalista de La Stampa ci fa riconoscere pienamente la campana di vetro di pregiudizi nella quale, assecondati dai media, vivono troppi italiani e in Francesca Sforza trovo una sensibilità che condivido e sento vicina. In quella “voglia di capire, prima che di giudicare”, sento un imperativo etico dal quale i media e l’opinione pubblica stessa stanno abdicando. Ringrazio Francesca per questo ulteriore importantissimo contributo che invia a GennaroCarotenuto.it:
Ho ricevuto molte attestazioni di stima, tanti complimenti e come è giusto che sia, anche qualche critica. Approfitto del vostro spazio per dirvi la mia personale opinione, … Leggi tutto
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La Stampa di Torino ha fatto quello che i giornali dovrebbero fare sempre: andare a verificare. Lo ha fatto rispetto al caso della bambina bielorussa attualmente nascosta (se il termine sequestrata vi risulta forte) dalla coppia della provincia di Genova che la ospitava. Ed a sorpresa ha trovato una situazione diversissima da quella prevista. Il caso è noto: la coppia, Alessandro Giusto e Maria Grazia Bornacin, di Cogoleto, ha giustificato la mancata restituzione della bambina denunciando che la bambina sarebbe stata sottoposta a sevizie, stuprata, che minaccerebbe il suicidio e che l’orfanotrofio dove Maria risiede legalmente a Veleika, cento km a nord ovest dalla capitale Minsk, viene descritto dalla coppia come un lager fatiscente, in preda al degrado, alla sporcizia e alla violenza. I media italiani s’erano tuffati sulla storia con la superficialità di sempre. Nessuno, proprio nessuno si è sognato di mettere in dubbio che l’orfanotrofio fosse un lager e
nessuno proprio nessuno ha messo in dubbio, senza neanche aver visto la bambina, che ivi fosse seviziata. Del resto è possibile che un orfanotrofio in Europa orientale non sia un lager? Ed è mai possibile che una bambina in Bielorussia non sia seviziata? E soprattutto, a quale giornalista può convenire mettere in dubbio la parola di una brava coppia del norditalia?
E’ venuto in mente a La Stampa, che è andata a vedere. Sorpresa! L’inviata, Francesca Sforza, descrive una situazione radicalmente diversa, di fatto inconciliabile con le denunce della coppia italiana. Francesca Sforza non trova porte sbarrate né … Leggi tutto
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