Friday 25 May 2012, 05:20

Gli articoli con tag: " foibe "

Ancora sulle Foibe

Lucio Giacomini: mi permetto di mandarle copia di mia lettera al quotidiano l’Unità, sull’argomento da Lei così ben analizzato, ma… che vergogna! questa sarebbe la sinistra per cui i miei hanno combattuto?
Carissimo giornale che fù Bibbia per i miei familiari,
vengo per … Leggi tutto

Commenti su Foibe e centrosinistra

Con Attilio Bongiorni, Lorenzo Aprile, Piero Cannistraci, Alessandro Perrone, Piero De Luca. … Leggi tutto

Foibe e centrosinistra

A Napoli, l’assessore di centrosinistra leva la parola al vecchio partigiano e fiancheggia le destre. Se il “giorno del ricordo” diventa “giorno del silenzio”.

Giuseppe Aragno: L’amministrazione comunale di Napoli, nella persona dell’assessore all’Educazione, Giuseppe Gambale, in occasione del giorno della “memoria” per le foibe, ha organizzato una manifestazione annunciata alla stampa, cui ha invitato studenti, docenti e rappresentanti dei profughi istriani.

Presentando i relatori, l’assessore ha comunicato l’assenza della sindaca Rosa Russo Iervolino, ed ha poi dato la parola a Francesco Soverina, dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, che ha posto l’accento sulle gravissime responsabilità del fascismo nella tragedia istriana. Dopo l’intervento del prof. Soverina, il presidente della locale sezione dell’Anpi, Antonio Amoretti, combattente delle Quattro Giornate, ha chiesto di leggere un documento … Leggi tutto

Foibe

E’ tutto vero. Il PCI occultò per opportunismo politico quei crimini. Ed è bene che se ne parli. Non è bene, è ancora criminale, lo stravolgimento della realtà, il revisionismo bottegaio della destra o da cattiva coscienza della sinistra odierna che appare disposta ad ammettere tutto ed il contrario di tutto.


Non se ne può più di sentire parlare di “italiani brava gente”. Non se ne può più di sentire parlare dell’Istria e della Dalmazia come di “terre italiane” sottratteci ingiustamente. Una volta per tutte: se nei tre centri più importanti, Zara, Pola e Fiume (i tre capoluoghi di provincia) c’era una maggioranza di popolazione italofona e sostanzialmente italiana, nelle campagne non c’era un italiano a cercarlo col lanternino. Meno del 5% della popolazione era italiana. In totale, in tutta la regione gli italiani erano una forte minoranza, ma minoranza. Quindi non erano necessariamente “terre italiane”, ingiustamente sottratte dal trattato di pace, come a sproposito sento blaterare.


Ciò non giustifica le foibe se non in un altro contesto, quello della bestialità della guerra e della crudeltà -anche criminale- del sanguinario giro di vendette scatenatosi tra gli ultimi mesi ed il periodo successivo. Soprattutto, la giusta condanna delle foibe non può occultare la bestialità di decenni di italianizzazione forzata di quelle terre, con violazione di massa dei diritti umani e la selvaggia occupazione nazifascista. Tutto ciò, nella corretta uscita dall’oblio di questo crimine, ricaccia nell’oblio il contesto. E il contesto è quello della seconda guerra mondiale. Nelle foibe morirono 3-5.000 persone. Senza entrare in calcoli illegittimi e differenze tra vittime innocenti, torturatori e collaborazionisti, resta un fenomeno all’interno di una guerra mondiale nella quale morirono 50 milioni di persone.


L’intento delle destre, di crearne un loro olocausto, è strumentale e va rigettato. E’ giusto ricordare e condannare, ma anche ristabilire le proporzioni.


Anche la questione dei profughi istriani e dalmati appare usata oggi in maniera strumentale tanto che viene perfino confusa con le foibe. Il riassetto postseconda guerra mondiale, vide spostamenti di massa di decine di milioni di persone con sofferenze bibliche conseguenti. La Polonia venne fatta slittare di 200 km verso Ovest, tra India e Pakistan vennero scambiati milioni di abitanti. Ognuno di questi spostamenti ha causato lutti e drammi umani.


L’Italia, da paese aggressore e poi sconfitto, non poteva non pagare un prezzo territoriale. L’ha pagato, ma non per colpa della Yugoslavia aggredita e che seppe liberarsi da sola, ma per colpa propria e del regime fascista. Ed è l’Italia e quel regime che furono responsabili del dramma di quei profughi.