venerdì 24 maggio 2013, 22:08

Gli articoli con tag: " foibe "

“Il Corriere della Sera”. Immagine della democrazia che muore (da “Fuoriregistro”)

L’11 marzo alla Commissione Cultura della Camera, l’on. Paola Frassinetti, ex “Fronte della Gioventù” oggi PdL, ha proposto una risoluzione che intende “arginare il fatto deplorevole che alcune associazioni si recano nelle scuole per raccontare una visione dei tragici fatti delle foibe in maniera totalmente travisata“. Non contenta, l’onorevole se l’è presa con “il recente libro dello sloveno (sic) Pirjevec, edito da Einaudi, e distribuito nelle scuole di Torino“. Il libro, ha sostenuto Frassinetti, “esprime giudizi gravi sugli avvenimenti storici riferiti alle foibe, non corrispondenti alla verità; esistono, infatti, negazionisti della vicenda“. Scomunica ufficiale, quindi, “come ha anche ricordato il sindaco di Roma“, e, a onor del vero, un errore c’è stato. Pirjevec è italiano come Alemanno e Frassinetti. Sorge allora un dubbio: fingerlo “sloveno” può farlo sembrar di parte e sminuirne la serietà di studioso? Ma non finisce qui: Frassinetti ha proposto anche l’istituzione, presso il Ministero dell’Istruzione, di un albo degli enti e degli studiosi “autorizzati a recarsi nelle scuole per ricordare i fatti accaduti“. La lista degli abilitati a parlare non s’è fatta, ma s’è deciso – all’unanimità! – che siano i presidi a valutare (?) la serietà e la serenità dei conferenzieri. … Leggi tutto

Paola Frassinetti, il governo e le foibe: la verità è di Stato

Ora si fa così: delle foibe nelle scuole parlano solo “testimoni diretti di quei fatti, nonché studiosi che abbiano approfondito il tema con serenità e rigore“. Chi decida quale sia il confine tra serenità e dissenso non si capisce bene, né si sa chi garantisca che rigore non sia sinonimo di consenso o, peggio ancora, di allineamento alla vulgata politica che poco ha a che vedere con la storia. In quanto ai testimoni, chi dissente, cos’è, un “testimone falso“?.
Domande senza risposte.

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Cariche di Alleggerimento: prove di Democrazia

http://www.lastampa.it/multimedia/lettori/811_album/capra.jpg

Partiamo da un’ ultima Carica di Alleggerimento a Vicenza stamattina:

” I manifestanti No Dal Molin di Vicenza stamattina hanno cercato di bloccare l’accesso dei camion al sito in cui si sta lavorando per realizzare la nuova base militare statunitense. L’iniziativa era stata annunciata e la questura non aveva autorizzato alcuna manifestazione; i poliziotti sono cosi’ intervenuti con i manganelli per disperdere gli attivisti No base. I manifestanti si sono però riaggregati ed hanno tenuto un’assemblea per decidere il da farsi. Intanto un folto gruppo ha raggiunto il vicino comune di Montecchio Precalcino, dove ha sede la ditta carta Isnardo, a cui la cooperativa CMC, che ha vinto l’appalto per la realizzazione della base, ha subappaltato una parte dei lavori. Per circa un’ora sono stati bloccati due camion, con un sit-in pacifico davanti all’ingresso della cava. Mentre si attendeva l’incontro con un dirigente della ditta per notificare la “diffida dell’Altro Comune” a continuare i lavori è arrivato un drappello di celerini che hanno alzato i manganelli sugli attivisti per allontanarli dalla strada che conduce alla ditta. Intanto da P.zza Matteotti gli studenti delle scuole superiori, oggi in sciopero, si sono mossi in corteo bloccando il traffico su alcune rotatorie. Verso le 11 un corteo di circa 40 automobili ha iniziato a muoversi continuando ad andare avanti e indietro tra due rotonde, vicino al Dal Molin, per rallentare i viaggi dei camion. Alle ore 18 la giornata di mobilitazione continua con un’assemblea in P.zza dei Signori davanti alla Prefettura. Gli attivisti del Presidio No Dal Molin che sono stati fermati questa mattina dalle forze dell’ordine, si trovano alla Questura di Vicenza. L’accusa di blocco stradale si è trasformata in violenza privata aggravata.
Intanto stasera alle 18 il Presidio ha lanciato una nuova manifestazione in Piazza dei Signori a Vicenza”.

PADOVA: 10 febbraio 2009 In occasione della Giornata del ricordo delle vittime delle foibe, a Padova sono scoppiati scontri tra la polizia e una quarantina di studenti universitari e Disobbedienti vicini al centro sociale Pedro e al Collettivo di Scienze politiche. Gli incidenti sono avvenuti quando i manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine per impedire la manifestazione autorizzata che alcune organizzazioni di estrema destra avevano organizzato davanti all’Università in ricordo delle vittime delle foibe. La polizia è intervenuta con le cariche: la telefonata di una studentessa che manifestava al telefono con la radio dell’Onda, racconta in presa diretta quei momenti concitati.

Andiamo poi alle conclusioni :

GENOVA – L’esplodere della violenza all’interno della scuola non puo’ ”trovare giustificazione se non nella consapevolezza di poter agire senza alcuna conseguenza e quindi nella certezza dell’impunita”’. E’ quanto si legge nella motivazione della sentenza del processo per i fatti avvenuti all’interno della scuola Diaz durante il G8 di Genova, nel luglio del 2001. ”Se dunque non puo’ escludersi che le violenze abbiano avuto un inizio spontaneo da parte di alcuni – e’ scritto nel documento – e’ invece certo che la loro propagazione cosi’ diffusa e pressoche’ contemporanea presupponga la consapevolezza da parte degli operatori di agire in accordo con i loro superiori che comunque non li avrebbero denunciati”. (Agr)

Nella Storia che parte da Genova 2001 a quella di Vicenza 2009, ci stanno dentro tutte le prove che mutando gli Ordini dei Soggetti Istituzionali, non cambia il risultato.

Per gli amanti dello scioglilingua, rimando ad un detto, tra gli altri citato su wikipedia :

“Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa”, vale anche per chi ha la erre moscia.

Quanto alle prove dell’ Urna, tutti in attesa di quelle in Israele: saranno risultati straordinari di Democrazia e Alleggerimento. Per ora il titolo: Testa a testa tra Likud e Kadima. Ovviamente prevista anche la chiusura dei valichi con i territori palestinesi (Cisgiordania e Striscia di Gaza) fino a mercoledì mattina.

“gli italiani per lunga tradizione son troppo appassionati di ogni discussione”…: “L’Ordine dei medici di Udine ha avviato la procedura istruttoria del procedimento disciplinare nei riguardi dei medici che hanno assistito Eluana Englaro…L’eventuale procedimento disciplinare, infatti, è preceduto da un’audizione che è nella responsabilitè del Presidente dell’Ordine che ascolta tutti i possibili incolpati”.

Ne abbiamo di materia del contendere sulle prove di Democrazia…

Doriana Goracci

Contro il tentativo di infoibare la verità. Presentazione di Fobie. Revisionismo di stato e amnesie della Repubblica

La storia – si legge nella quarta di copertina di Fobie. Revisionismo di stato e amnesie della Repubblica -, “viene usata per l’oggi, per le esigenze politiche attuali. Si tratta di una campagna di intossicazione delle coscienze con riscritture, reinterpretazioni e falsità belle e buone, funzionali, da una parte, alla mobilitazione nazionalista, alla diffusione di stereotipi sciovinisti e razzisti, assunti ormai anche da buona parte del ceto politico di sinistra; dall’altra, alla criminalizzazione di chi oggi non si piega alle compatibilità del sistema capitalista. Tale campagna si concretizza anche nella legittimazione dei fascisti odierni, che diventano portatori di una ideologia come altre. Una ideologia dell’ordine, della sicurezza, autoritaria, fatta propria da buona parte del ceto politico autodefinitosi democratico. In questi anni molti si sono resi conto del significato della Giornata del Ricordo e molte sono state le iniziative per combattere questa campagna di intossicazione. E’, però, necessario combattere con maggiore efficacia, unendo le forze e le conoscenze. Questo convegno vuole essere un contributo in tal senso, non solo per rintuzzare e sbugiardare le menzogne che vengono propagandate, ma anche per fare un passo avanti per riappropriarci, nella sua interezza, della nostra storia”.
Ma la battaglia per contrastare questa “campagna di intossicazione” è violentemente osteggiata. In un articolo pubblicato lo scorso anno nel numero di Zapruder Confini senza fine, Claudia Cernigoi, testimoniava di questa difficoltà: “si è giunti al grottesco nell’individuare come ‘negazionisti’ (parificati a coloro che negano l’esistenza della shoah e dei crimini nazisti) gli studiosi (fra questi la sottoscritta) che hanno scoperchiato la scatola delle falsità finora dette, e, solo perchè le loro conclusioni (suffragate da documentazione accessibile a tutti, va precisato) contrastano con quella che potremmo definire la “mitologia delle foibe” finora divulgata, vengono attaccati pesantemente e condannati all’ostracismo, al punto che si sono attivate petizioni e campagne stampa per impedire loro di parlare in convegni pubblici”.
Lo stesso destino non ha risparmiato il volume Fobie. Revisionismo di stato e amnesie della Repubblica (che raccoglie gli atti del convegno Foibe: la verità. Contro il revisionismo storico al quale hanno partecipato alcun* tra i/le maggiori studios* del tema, e tra quest* la stessa Cernigoi): recentemente, ad esempio, l’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa, a nome dell’Amministrazione comunale, ha negato l’uso di una sala per la presentazione del libro.
A questo tentativo di infoibare la verità si oppone la presentazione degli atti del convegno proposta dall’Assemblea Antifascista Permanente per il 10 febbraio (sala del Barraccano, v. S. Stefano 119 – Bologna, h. 20.30). Intervengono Rudy Leonelli (Università di Bologna), Giorgio Riboldi (Comitato promotore del convegno), Sandi Volk (Università di Trieste) e Mauro Raspanti (Centro Furio Jesi).

Facciamoci un@ ri-Costituente

  • “La costituzione italiana è stata fatta sotto influssi filosovietici.” – Berlusconi parla della costituzione – “ideologizzata e filosovietica” – in nome della quale ha giurato per diventare presidente del consiglio.
  • “Al presidente della repubblica vengono attribuiti poteri che non ha!” – Berlusconi che commenta i pareri di costituzionalisti che giudicano corretto l’operato del Presidente della Repubblica Napolitano. … Leggi tutto

Olocausto, Foibe a quando i massacri italiani?

I Radicali,in particolare il leader storico vorrebbe la paternita ‘ del giorno del ricordo per LE FOIBE.

Allora ho scritto al responsabile del sito internet dei Radicali, in precedenza

non mi hanno mai risposto

Leonello Carlo Boggero … Leggi tutto

Un Italo da rottamare

L’Italo che potete ammirare qui, che “odia i froci” ma “ama il suo camerata” è uno dei tanti supereroi della vita quotidiana , ideati da Lorenzo “Q” Griffi e Michele Soma, al centro della campagna comunicativa del Gay Pride bolognese del 28 giugno. Soprannominati puraido [1], “trasudano cultura manga ma ritraggono persone in carne e ossa, sono figure molteplici che abbattono ogni stereotipo, portando in pubblico ciascuna il proprio nome, età, esperienza“.
Sarà, ma il camerata Italo credo proprio che vada rottamato [2], e cercherò di spiegare (dal mio punto di vista), perché. Non è semplice ovviamente, tant’è che questo post è stato in “quarantena” per giorni [3], volevo evitare un “commento a caldo”, ma neanche mi sembrava eticamente corretto cavarmela con un freddo (ma sicuramente più elegante) “no comment”. E purtroppo questi tempi bui ci costringono continuamente a sporcarci le mani.
A scanso di equivoci dico subito che non sono un’anima bella: ho sempre avuto ben chiaro che l’ innocenza degli oppressi è poco più di una favola e che essere soggetti storicamente “dominati” e “inferiorizzati” (donne, gay/lesbiche, “neri/nere”…) non garantisce un “innato” (o “naturale” e “spontaneo”) antifascismo, antirazzismo e antisessismo.
So benissimo che ci sono sempre stati gay di destra (e oggi GayLib ne è solo la faccia più presentabile), come anche gay nazisti, antisemiti, razzisti … Per non parlare di quelli “islamofobi” [4]. Per inciso penso che questo sia vero anche per le lesbiche (e infatti non capisco, se si volevano rompere gli “stereotipi”, perché Italo e non Itala …) [5].
Quindi l’esistenza e la miseria dei gay di destra mi/ci sono note. Non è questo il punto. Le questioni sono altre. E secondo me piuttosto gravi.
In molt* [6] hanno preso le distanze da lettere e inviti di note organizzazioni lgbt ad Alemanno e ad altri esponenti della destra di governo, rifiutando l’ingiunzione “
al pragmatismo, alla ricerca del dialogo, anche con rappresentanti delle istituzioni che si ispirano ad ideologie fasciste“. E’ questo un “problema” che non riguarda solo il movimento lgbt: sappiamo che il “superamento” di destra e sinistra è uno dei leitmotiv della nuova destra, da tempo abbracciato anche da esponenti di sinistra, istituzionali e non.
Ma se è vero che questo paese sta accelerando la corsa verso una compiuta forma di fascismo (e credo che sia vero[7]), abbiamo la responsabilità – tutti e tutte – di vigilare e prestare maggiore attenzione critica (e autocritica).
E in questo scenario che il “camerata Italo” è tutt’altro che “
simpatico, sereno e tranquillizante” e non capisco quale sia, nel caso di questo puraido specifico, la capacità di “veicolare dei messaggi che, in questi giorni, trovo veramente fondamentali“, come scrive qualcun*.
Per quanto mi riguarda – molto pragmaticamente -, i messaggi che veicola sono quelli che possiamo leggere di fianco alla (simpatica, beninteso) immagine:
“Essere maschio significa picchiare, soprattutto i froci, meglio se in tanti contro uno, perché l’onore virile deve essere difeso. Se poi ti accorgi che il sabato sera, a CasaPound, al concerto del tuo gruppo nazirock preferito la vista del tuo camerata a torso nudo ti eccita, ti racconti che non importa, perchè tanto tu e lui siete camerati, e poi non puoi essere frocio, perché non ti senti “sensibile”, non vesti alla moda, non ascolti Madonna”[8].
Effettivamente CasaPound è
sbarcata a Bologna il 18 maggio con l’apertura di un “centro sociale” (CasaPound Italia Bologna) in via Toscana, alla periferia sud-est della città, in uno stabile in affitto dalla Fiamma Tricolore, tra manifesti di Iannone (creatore di CasaPound a Roma) e Radio Bandiera Nera.
Dal Corriere di Bologna: “si definiscono ‘antimperialisti, anticlericali, fascisti e fieri di esserlo’. Revisionisti se – spiegano – per revisionismo si intende raccontare la verità sulle foibe [9]. ‘A Bologna siamo all’inizio, nonostante sia una città a noi ostile, siamo convinti di poter fare molto’, spiega Carlo Marconcini, ideatore del centro sociale e voce della radio insieme ad Alex Vignali, che aggiunge: ‘CasaPound nasce anche per occupare, ma per farlo ci vogliono i numeri e noi, a Bologna, forse non siamo ancora abbastanza. Ci sono i transfughi di Azione Giovani, ragazzi che frequentano Forza Nuova, gli oramai ex Fiamma come noi, ci sono le ragazze di Donne Azione e quelli del Blocco studentesco‘. In tutto, per ora, una trentina di camerati ‘duri e puri’, che rifiutano di avvicinarsi alla Destra di Storace, che definiscono ‘amici con percorsi diversi’ i militanti di Forza Nuova e che di Alleanza Nazionale sentenziano: ‘sono nulli’”.
Non so quant* hanno voglia di ritrovarseli vicini al Gay Pride. Dico così per dire, ovviamente. Perché – per intanto – i segnali di “dialogo” da parte di costoro mi sembrano veramente poco incoraggianti: alcuni manifesti con i puraido in bella mostra sono stati imbrattati con svastiche e scritte affatto dialoganti [10].
[1] Qui e qui trovate la spiegazione del termine puraido, se ho ben capito la translitterazione della parola katakana ovvero orgoglio (pride).
[2] Il concetto di “rottamazione” applicato al camerata Italo mi viene da Paola Guazzo, che ringrazio.

[3] E tra l’altro è stato scritto “a tappe” (cerco di chiuderlo oggi, venerdì 30): il solito poco – anzi pochissimo – tempo e tante altre spiacevolissime urgenze verso le quali ho cercato di convogliare le mie energie in esaurimento. L’ultima notizia è che i testimoni della morte di Hassan Nejl sono stati prontamente “rimpatriati” in Marocco con un volo dall’aeroporto di Malpensa.
[4] Ho sempre avuto delle grosse perplessità circa il termine islamofobia. Lo uso per semplicità, perché oramai è entrato nel dibattito corrente e tutt* ne capiscono il senso.
[5] Tutt’al più posso immaginare che le lesbiche, pur di destra, rifiutino il ruolo di madre, moglie, angelo del focolare con scopa e ramazza rivendicato, anche pubblicamente, da altre appartenenti al genere femminile. Se è una mia pia illusione non esitate a comunicarmelo.

[6] Ad esempio qui.

[7] Basti pensare all’omicidio di un ragazzo a calci e pugni ad opera di un gruppo di fascisti vicini a Forza Nuova fatto passare per atto di bullismo, al quasi linciaggio di alcune trans romane ad opera di una folla inferocita sotto lo sguardo compiacente della polizia, ad Almirante (antisemita, fucilatore di partigiani/e e terrorista) che diventa un “esempio da seguire”, agli attacchi con bombe molotov ai cosiddetti “campi nomadi” in diverse parti d’Italia in seguito alla falsa notizia (strombazzata dalla maggioranza dei media) dell’ennesimo rapimento di un bambino da parte di una zingara, e infine alla morte di Hassan nel Cpt di Torino (che è solo l’ultima di una lunga serie) e al “rimpatrio” degli unici testimoni …
[8] Probabilmente chi ha schizzato questo ritratto del “camerata Italo” non ha letto George L. Mosse, Sessualità e nazionalismo (1982).
[9] Peccato che la verità sulle fobie sia già stata raccontata. E bene. Vi invito a leggere l’articolo di Claudia Cernigoi, Il pozzo artificiale, pubblicato sull’ultimo numero di Zapruder (che ho segnalato
qui) e il sito La Nuova Alabarda, che trovate qui di fianco in Segnaletica.

[10] Qualcun* ovviamente potrebbe obiettarmi che non si tratta del manifesto con il camerata Italo. Content* voi …

Dibattito?

manif_foibe1 

Il preside della Facoltà di Lettere della Sapienza aveva negato l’autorizzazione a un dibattito sulle foibe intitolato «Foibe: unica verità».

Se c’è un’unica verità, non c’è dibattito (magari un comizio), tantomeno in un’Università, ma vallo a spiegare a un tipo con le spranghe e la svastica tatuata.

Contro il 25 aprile identitario

Il 25 aprile è la ricorrenza civile più importante dell’anno per la nostra Repubblica. Ma chi ne fa una ricorrenza identitaria sta sostenendo che il 25 aprile, come giorno della nascita della democrazia di tutti, ha già perso.

Il 25 aprile è la festa della sconfitta del nazifascismo, è la fine di un regime ultraventennale già esploso con la guerra e con l’8 settembre, eppure in grado con l’aiuto di Hitler di assestare dolorosissimi colpi di coda. Il 25 aprile partigiano è la festa di un popolo che ha il coraggio di riprendere in mano il proprio destino. Il 25 aprile rappresenta le fondamenta della nostra democrazia, poi confermata il 2 giugno 1946 con la scelta repubblicana, l’unica possibile, e riconfermata dal popolo italiano ogni volta che questa è stata a rischio. Il 25 aprile è la festa della democrazia.

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Il cuore nero dei giovani d’Italia Viaggio alla scoperta dell’ultradestra

A Roma i “camerati” sfondano nelle elezioni nei licei e nelle università
Al Nord si alleano con gli ultras da stadio e i reduci dell’estremismo anni ’70

Il cuore nero dei giovani d’Italia Viaggio alla scoperta dell’ultradestra

Tra nuovi slogan e vecchi ideali, identikit del “balilla” del 2008
di CONCITA DE GREGORIO

<B>Il cuore nero dei giovani d'Italia<br>Viaggio alla scoperta dell'ultradestra</B>

ROMA - I balilla che governano la “Cosa nera”, parlamento delle scuole romane, non si riconoscono dalla divisa: non ce l’hanno. Nemmeno quella diffusa sui giornali da foto d’archivio: ray-ban a goccia specchiati e bomber di pelle, capelli cortissimi. Non si usa più: sono i più grandi semmai a bardarsi ancora così, gli ultra ventenni e Cesare Previti quando si veste da giovane, la domenica mattina. I ragazzini di 15-17 anni eletti in liste di destra che gestiscono gli 80mila euro della Consulta provinciale studentesca insieme alla gloria di aver defenestrato la sinistra da sempre al potere sono indistinguibili da migliaia di loro simili.

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Criminidiguerra.it contro la manipolazione della memoria

Michel Seifert, il ‘boia di Bolzano’, accusato di crimini di guerra nei campi di Fossoli e di Bolzano, è stato rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria C.V.(CE) il 2008-02-16. Era giunto in Italia,proveniente da Toronto perchè condannato nel 2000 all’ergastolo dalla giustizia italiana, per i crimini compiuti nel campo di concentramento di Fossoli e di Bolzano. … Leggi tutto

Italiani brava gente

SALUZZO (CN), Sono reduce dal processo ad Angelo del Boca ed al suo “Italiani brava gente?” (Neri Pozza, 2005), tenutosi stamane a Savigliano, nell’ambito del Festivalstoria, organizzato da Angelo d’Orsi, del quale sono ospite.

I processi sono un felice espediente per fare interessare gli studenti medi alla lettura e a tematiche come quelle storiografiche. E così è stato anche in questo caso, in un cinema gremito. Con un corollario interessantissimo. Noi tutti, addetti ai lavori presenti, ci aspettavamo che … Leggi tutto

Wikipedia come un blog

Con Davide Gazzotti, Mirko Frosini, Sergio Scotton. Vorrei che questo fosse l’ultimo post su Wikipedia, ma visto l’interesse delle lettere che mi arrivano, non credo sia il caso di affermarlo con certezza. In breve vorrei sottolineare un paio di punti. L’autoreferenzialità di Wikipedia, o per essere più precisi, dei membri di Wikipedia che si sono interessati al sottoscritto, è ulteriormente testimoniata da un dettaglio. Come sanno i … Leggi tutto

Wikipedia contro Carotenuto, la saga continua

Con Mirko Frosini, Francesco Nocella, Stefano Severi, Igino Totaro

La saga di Wikipedia, l’enciclopedia permalosa, continua. Dopo essere stata cancellata la parte della voce a mio nome che mi attaccava per le mie ipotesi di studio su Wikipedia e tutto era ben spiegato nella pagina di discussione, quella pagina dopo un paio di giorni è ricomparsa, ripristinata questa volta senza apparente dibattito, almeno pubblico. Vi campeggia inoltre una nuova formula (o che non avevo notato prima, ma la sedimentazione delle conoscenze non è evidentemente nello specifico di Wikipedia) che recita: … Leggi tutto

Razzismo in Italia, l’ONU lo ricorda e denuncia, i media lo nascondono

Alzi la mano chi sa che oggi, 21 marzo, è la giornata mondiale contro il razzismo. Alzi la mano chi ne è stato informato dai media, che sarebbero lì per quello, ma oramai sono campioni solo della "memoria selettiva".

Nel paese dove la par condicio porta a far sì che ci sia la giornata per le foibe (meno di 3.000 morti) ma non c’è la giornata per … Leggi tutto