di Redazione, martedì 11 agosto 2009, 09:10
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Guerre infinite, Politica internazionale
Alleanze, accordi, negoziati prima del voto e i vari conteggi sulle percentuali elettorali. Mentre anche Usa e Europa ne fanno: quanto tempo ancora dovremo restare nel paese e quanto ci costerà?
Emanuele Giordana
Mentre un nuovo ordigno è esploso ieri mattina al passaggio di un convoglio di militari italiani vicino a Kabul, nella valle di Musai, a circa 15 chilometri a sud della capitale, senza però provocare feriti, la scadenza elettorale del 20 agosto si avvicina a vista d’occhio.
E’ non solo il banco di prova del prossimo presidente afgano e della sua effettiva popolarità, ma anche la misura della capacità di tessere alleanze, patti e cordate prima della consultazione -la seconda – in un paese in guerra da trent’anni. Mentre almeno quaranta, ha detto ieri un alto comandante britannico ne serviranno per stabilizzare il paese.
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di Fabio Sallustro, martedì 2 giugno 2009, 15:41
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Dialoghi
Vigilia di elezioni… Il problema nell’affrontare l’"affaire Noemi" è manifesto.
Gran parte dell’opposizione (che saggiamente eviterò di chiamare sinistra) si scaglia legittimamente contro i comportamenti del premier che risultano, nel migliore dei casi, ambigui.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 27 maggio 2009, 22:02
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Disinformazione
Come diceva il vecchio Teodoro Roosevelt, Silvio Berlusconi “è un figlio di puttana ma è il nostro figlio di puttana”.
Pertanto non permetterò a nessun giornale britannico, un paese che è arrivato al degrado di farsi governare da Margaret Thatcher e Tony Blair, guerrafondai, amici di dittatori, bugiardi professionali, affamatori di popoli, di insultare il primo ministro del mio paese, per quanto io stesso possa disprezzarlo.
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di Annalisa Melandri, domenica 3 febbraio 2008, 21:20
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Dialoghi
Ringrazio Paolo Maccioni per la traduzione di questo articolo del Financial Times
l’articolo dal titolo “Precarious Prodi”, vedi:
http://www.ft.com/cms/s/0/7f9d5746-c925-11dc-9807-000077b07658.html
La maledizione del frammentato sistema politico italiano minaccia di colpire ancora, a causa dell’uscita di uno dei più piccoli partiti dalla coalizione di centro-sinistra di Romano Prodi. Significa che Prodi ha perso la sua maggioranza esilissima al Senato, la camera alta del parlamento, e per l’ennesima volta da quando è in carica nel 2006, è obbligato a cercare il voto di fiducia in un disperato tentativo di restare in carica.
L’ultima cosa di cui ha bisogno ora l’Italia sono nuove elezioni. Al di là della prospettiva di restare senza un governo pienamente funzionante in un momento di turbolenza economica internazionale, il paese è appesantito da un sistema elettorale pasticciato che verosimilmente produrrebbe un ulteriore caleidoscopio di partiti politici litigiosi. Ha urgente bisogno di riforme che costringano la proliferazione di partiti nell’ambito di gruppi più ampi che possano dar vita ad un governo e ad un’opposizione più coerenti.
L’attuale Camera dei Deputati – la camera bassa – consiste in 39 diversi partiti, e la coalizione di Prodi ne conteneva nove fino all’ultima defezione. Nonostante questo incubo aritmetico, il governo ha fatto sorprendentemente bene nei passati 20 mesi.
L’evasione fiscale è stata ridotta drasticamente ed il rapporto deficit/pil è sceso dal 4.4%, lasciato dal precedente governo di centro-destra di Silvio Berlusconi, a circa il 2%. Il trend che vedeva ingrossarsi il debito pubblico è stato invertito. La crescita è stata lenta rispetto all’eurozona (1,9%), tuttavia la disoccupazione per la prima volta in 15 anni è scesa sotto l’8%. Berlusconi portò un benvenuto grado di stabilità alla politica italiana, portando a termine per intero il mandato, ma non ottenne altri risultati. Il suo governo non riuscì a varare alcuna riforma economica significativa e fece sì che le finanze pubbliche peggiorassero gravemente. La sua agenda era dominata dagli interessi personali, ha palesemente sfruttato il controllo sul suo impero mediatico ed il suo mutevole comportamento ha alienato molti dei suoi partner nella Ue.
Ma forse la sua più grande offesa all’interesse nazionale è stata quella di pasticciare la legge elettorale appena prima di lasciare il mandato, che ha permesso la frammentazione dei partiti politici. Se Prodi perde il voto di fiducia, il Presidente Girogio Napolitano dovrebbe nominare un governo di transizione per cambiare quella legge, che non è nell’interesse di nessuno.
Annalisa Melandri su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, giovedì 26 luglio 2007, 09:52
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Dialoghi
Con Sara Bonfili, Giulia Blasi, Raffaele Bernardini, Marcello Bernacchia, Gardena Loober
Giulia Blasi: Lavorare per i femminili porta anche a questi piccoli fenomeni di prostituzione dell’anima. Che sono piccoli se presi singolarmente, ma enormi se collocati in un contesto.
Sara Bonfili: Che siano contente di essere precarie e di dover descrivere il proprio sedere per avere simpatie, o attirar l’attenzione … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 20 ottobre 2006, 20:49
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America latina
Un gigantesco accordo commerciale è stato firmato ieri a Santa Cruz de la Sierra dal presidente boliviano Evo Morales e dal suo omologo argentino Nestor Kirchner. Nei prossimi venti anni l’Argentina acquisterà 17 miliardi di dollari di gas boliviano, il quintuplo di quanto ne acquistava finora e pagandolo a un prezzo equo e solidale del 43% in più. E’ un altro esempio di integrazione regionale latinoamericana e di come il commercio Sud-Sud cambia il mondo e sconfigge il colonialismo.
Per Evo Morales è un accordo strategico che lo leva dall’angolo nel quale si era trovato dopo gli scontri tra minatori statali e cooperativisti, ne rilancia immagine, azione politica e credibilità e allontana il golpismo strisciante dell’opposizione e delle multinazionali. Per Nestor Kirchner è un’alternativa di lungo periodo nella politica energetica del paese ed una scelta di campo nello schierarsi chiaramente a fianco di un governo amico in difficoltà e riconfermare la centralità delle imprese pubbliche latinoamericane in campo energetico.
Nei prossimi vent’anni la Bolivia arriverà a fornire 27,7 milioni di metri cubi di gas al giorno all’Argentina. Lo farà attraverso un accordo tra le imprese pubbliche dei due paesi, la YPFB boliviana e l’Enarsa argentina. Sono esattamente 20 milioni di metri cubi in più -oltre il quintuplo- rispetto a quanto l’Argentina acquistava … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 20 settembre 2006, 10:48
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Disinformazione, Media

Diceva non ricordo più chi: “non sono io che sono razzista, sono loro che sono meridionali”. Parafrasandolo potremmo dire: “non sono io che ce l’ho con loro, sono loro che sono la Repubblica”. Il box che trovate a pagina 12 del quotidiano romano (cliccate sull’immagine per ingrandirla), sulle reazioni della cosiddetta “stampa internazionale” sulle polemiche su Ratzinger e Islam, è una sorta di proclama politico-culturale del quotidiano romano.
Sotto il sibillino titolo “stampa internazionale” sono elencate infatti le reazioni di quattro quotidiani … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 5 maggio 2006, 07:27
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America latina, Problemi globali
I presidenti di Argentina, Bolivia, Brasile e Venezuela si sono riuniti giovedì a Puerto Iguazú mostrando totale concordia sulla decisione boliviana di nazionalizzare gli idrocarburi e facendo importanti passi avanti nella costruzione dell’integrazione energetica del continente.
Dunque si sono stracciati le vesti inutilmente, il Financial Times, il New York Times, la BBC, l’Economist, la Repubblica e… Oscar Giannino.
Dunque non c’è nessuna America Latina spaccata in due, tra … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 21 aprile 2006, 07:25
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Castellano
Romano Prodi, con una mayoría casi inexistente en el Senado, intentará formar un gobierno que nace débil pero que es la única alternativa al retorno de Silvio Berlusconi. Éste, con el respaldo de George W Bush, se atrincheró en no reconocer el ajustado triunfo de la centroizquierda en Italia. Es una asonada inquietante que no tiene precedentes en Europa occidental.
Gennaro Carotenuto desde Roma
La Cassazione, la Suprema Corte italiana, después de una semana de recuentos exigidos por el primer ministro Silvio Berlusconi, que pretendió que ?los resultados deben cambiar?, confirmó el miércoles que … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 18 aprile 2006, 07:52
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Elezioni 2006
Se Romano Prodi non sarà incaricato da Ciampi prima dell’elezione del Capo dello Stato, probabilmente avrà già perso la partita e dovrà passare la mano. Con lui avrà perso chi ha sperato in una svolta, anche minima. Da Berlusconi a Bush al Financial Times, in troppi lavorano contro il centrosinistra (e l’Europa) tessendo una tela a metà tra la bassa cucina e il piano eversivo.
La settimana iniziata oggi deciderà delle sorti di Romano Prodi e del suo governo. Domani … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 5 gennaio 2006, 06:09
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Castellano
Rusia y Ucrania llegaron a un acuerdo en la guerra del gas que arriesgó con apagar las cocinas de media Europa. A pesar del apoyo de todo el Occidente, Kiev tuvo que aceptar pagar el precio de mercado y no el precio político heredado de la Urss. Es otra señal de la inestabilidad energética del planeta y de nuevas alianzas en las cuales Occidente pierde centralidad. Gennaro Carotenuto Desde Roma … Leggi tutto
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