di Annalisa Melandri, lunedì 30 marzo 2009, 17:08
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Dialoghi
La notizia che il presidente venezuelano Hugo Chávez avrebbe offerto l’isola di La Orchila come base d’appoggio a bombardieri russi è rimbalzata nei giorni scorsi sulla cronaca internazionale di tutti i nostri maggiori quotidiani accompagnata da titoli inquietanti.
Per un momento il pensiero è riandato alla Crisi dei Missili del1962, quando in seguito all’invasione della Baia dei Porci, Fidel Castro chiese e ottenne dall’ Unione Sovietica l’installazione di missili nucleari a Cuba. Il 22 ottobre di quell’anno, Kennedy informò gli Stati Uniti e il mondo intero della presenza dei missili sovietici sull’isola, allora tutti pensarono per un momento che si stesse arrivando a un terzo conflitto mondiale. Kennedy definì l’installazione dei missili ”un cambiamento nello status quo, deliberatamente provocatorio e ingiustificato” (facendo finta di dimenticare la Baia dei Porci di qualche mese prima).
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di Gennaro Carotenuto, sabato 7 marzo 2009, 12:05
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“El País” di Madrid pubblica una galleria di undici foto di Fidel Castro con altrettanti capi di stato o grandi personaggi (qui sopra con Gabriel García Márquez) scattate dall’agosto 2006 a quella di oggi con Leonel Fernández. La domanda sorge spontanea. Ma quante volte avevate giurato e spergiurato che fosse già morto?
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 19 febbraio 2009, 19:56
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Pianeta Terra
Anche se è una buona notizia mi hanno fatto un po’ impressione le parole di Franco Frattini a Cecilia Rinaldini del Giornale Radio Rai: "L’Iran è un attore nella regione. Può ovviamente piacere a qualcuno e non piacere a qualcun altro, ma politicamente, se l’Iran vorrà giocare un ruolo positivo per stabilizzare l’Afghanistan, la comunità internazionale avrà solo da guadagnarci. Ecco perché dobbiamo tentare questa strada".
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 23 gennaio 2009, 12:48
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America latina
Socialismo reale, uguale inefficienza assoluta! Eccone la prova provata. A Cuba perfino il dittatore è un fannullone!
Si spaccia per stare in coma, addirittura per essere già morto e i giornali, dal Miami Herald a El País di Madrid, fino a La Repubblica di Roma, gente così dabbene da crederci lo hanno raccontato ancora una volta ai loro lettori, così babbei da dare ancora loro fiducia.
E invece eccolo qui che se ne va sotto braccio con un bella signora, Cristina Fernández, sposata Kirchner, che di mestiere dovrebbe fare il presidente argentino e invece se ne va ai Caraibi a spese dello stato.
Se vede questa foto… a Renato Brunetta viene un travaso di bile!
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Che il presidente della Repubblica argentina, Cristina Fernández de Kirchner, scelga di andarsene a Cuba il giorno dell’insediamento del Presidente degli Stati Uniti e incontri l’influente pensionato Fidel Castro, che da settimane la solita grande stampa dava in coma o già morto, e lo trovi in ottime condizioni, è di per sé una notizia.
Ma il rilievo politico non sta tutto nell’incontro, nel peso politico della visita ufficiale del primo presidente argentino dopo Raúl Alfonsín 23 anni fa, sta nel segnale lanciato da Argentina e Cuba all’uomo appena insediatosi alla Casa Bianca. Per Fidel è “un uomo sincero” e “con buone idee”.
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di adalberto belfiore, mercoledì 21 gennaio 2009, 08:04
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Intervista a Sixto Silgado Paido: l’ultimo gaitero che vive sull’Isola del Rosario (Colombia)
di Davide Matrone
Isola del Rosario (Colombia) “Quando iniziai a suonare la gaita negra avevo appena 12 anni….” cosi ha inizio l’incontro con Sixto in un caldissimo pomeriggio di fine dicembre. … Leggi tutto
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di Redazione, giovedì 1 gennaio 2009, 00:01
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America latina
Quella notte del 1° gennaio 1959 in cui Fulgencio Batista, il dittatore che governava Cuba con la complicità della mafia italo-americana, fuggì a Santo Domingo con un aereo carico di dollari nessun politologo o editorialista Usa si azzardò a presagire che il movimento di liberazione di Fidel Castro, Che Guevara, Camilo Cienfuegos che era riuscito a cacciare quell’ex sergente sadico e torturatore, avrebbe guidato per decenni l’isola dei Caraibi, da sempre la più ambita dagli Stati uniti.
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di Annalisa Melandri, domenica 21 dicembre 2008, 21:46
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Dialoghi
di Annalisa Melandri
“Ieri eravamo una colonia ma domani possiamo essere una grande comunitá di paesi strettamente uniti. La natura ci ha dato ricchezze incalcolabili e la storia ci ha dato radici, lingua, cultura e vincoli comuni, come in nessun’altra regione della Terra”
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di valeria galanti, giovedì 9 ottobre 2008, 16:44
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Dialoghi
I giorni 3, 4 e 5 ottobre si è tenuto a Ferrara il festival del Settimanale “Internazionale” ed io, lettrice assidua fino a qualche tempo fa, ci sono andata. … Leggi tutto
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di Annalisa Melandri, domenica 7 settembre 2008, 07:55
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Dialoghi
Narciso Isa Conde può essere considerato come uno dei rivoluzionari che hanno fatto la storia del suo paese, la Repubblica Dominicana e quella di tutta l’America Latina per il contributo del suo pensiero e per il suo impegno attivo per una terra libera da legami con l’imperialismo dei “falchi” del Nord. Nato nel 1942, appena adolescente partecipa alla lotta contro il regime di Trujillo.
Diventa poi Secretario Generale del Partito Comunista Dominicano.
Ha partecipato inoltre alla rivoluzione di Aprile del 1965 e alla Guerra Patria contro l’invasione degli Stati Uniti.
Durante il regime di Joaquín Balaguer ha sofferto il carcere, la persecuzione e l’esilio. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 26 agosto 2008, 13:20
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Italia, Primo piano
Forse non è il caso di scomodare Adolph Hitler ed il nazionalismo estremo del XX secolo che, nell’individuare in una minoranza interna (in quel caso con l’antisemitismo) il nemico, il problema della modernità, il piombo nelle ali di una società in crisi, giunse a teorizzare e realizzare il genocidio.
Forse non è il caso di rammentare il fascismo, come fa perfino Famiglia Cristiana, per commentare le uscite della carneade Mariastella Gelmini contro gli insegnanti meridionali che una volta di più nascondono quanto di grave si sta per abbattere sul paese, quel federalismo contro il quale è necessario opporsi.
Una volta di più, l’infantile idiosincrasia non solo italiana dell’individuare un diverso, inferiore, al quale dar la colpa di colpe proprie, emerge come l’essenza di quel concentrato di grettezza, opportunismo, luoghi comuni, egoismo, vigliaccheria, rapacità, arretratezza mascherata da modernità, che è alla base dell’ideologia che per comodità chiamiamo berlusconismo.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 2 agosto 2008, 10:25
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America latina, Media
Il caso delle interviste impossibili pubblicate dal supplemento Il Venerdì, di La Repubblica, a personalità come Gabriel García Márquez, Álvaro Uribe, Alfonso Cano, Fidel Castro e Hugo Chávez, e denunciate come inventate dal quotidiano il Manifesto, con la firma di Maurizio Matteuzzi, non solo non si chiarisce, ma anzi getta una luce ancora più vergognosa su La Repubblica, che a questo punto sarebbe pienamente complice dell’autore dei presunti scoop a firma Jordi Valle.
In questi giorni si era scomodato addirittura il Caporedattore de Il Venerdì, Attilio Giordano, per preannunciare un documento inoppugnabile sul supplemento Il Venerdì di ieri. Ieri era il gran giorno e la delusione è stata cocente.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 26 luglio 2008, 00:35
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America latina, Storia

Cinquantaseiesimo anniversario dell’assalto al Moncada.
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di Giorgio Sabaudo, mercoledì 9 luglio 2008, 12:54
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Dialoghi
Il mondo oggi visto dall’alto..
L’Europa si sta chiudendo al mondo, l’Europa sta facendo gara con gli Stati Uniti d’America per il grado di insensibilità e disumanità maggiore.
Secoli di espansione, secoli di ricchezze accumulate espropriando risorse a chi fuori dai loro confini ed ora che queste risorse non bastano più si passa ad una chiusura ermetica al diverso, all’immigrato, al mendicante. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, sabato 5 luglio 2008, 12:12
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America latina, Italia
Fidel Castro, in un articolo di ieri, ha ribadito una volta di più che niente giustifica i sequestri estorsivi operati dalle FARC in questi anni: “sono comportamenti crudeli che nessun proposito rivoluzionario può giustificare”.
Tra la lucidità e l’etica del comandante e le posizioni ideologiche (senili o imberbi, come corrisponde) uguali e solo apparentemente contrarie a quelle di Bush e Uribe, che nel difendere a oltranza le FARC difendono solo la guerra per la guerra (quella stessa guerra per la terra dove i paracos stanno espellendo milioni di contadini colombiani dalle loro terre e contro la quale le FARC nulla possono), vi è un abisso. Innanzitutto morale e culturale.
Saranno capaci, poveracci, di scrivere che anche Fidel, dopo Chávez ha tradito i veri rivoluzionari che sono solo le FARC?
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it