Thursday 09 February 2012, 13:21

Gli articoli con tag: " Fausto Bertinotti "

Europee, unità dei comunisti e storia del socialismo: incontro con il professor Domenico Losurdo.

Domenico Losurdo è un filosofo italiano, nonché professore di storia della filosofia all’Università degli studi di Urbino e presidente della Hegeliana Internationale Gesellschaft Hegel-Marx für dialektisches Denkenattualmente.

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Altro che rifondare, san solo picconare

La gente li abbandona, ma loro imperterriti continuano a litigarsi l’orticello.
Così la scissione tra le fila di Rifondazione Comunista è ormai a un passo. … Leggi tutto

La casta? Da quando c’è Silvio gli italiani non se ne preoccupano più

clemente-mastella-2 Sorpresa. La Stampa di Torino fa un lavoro meritorio e scopre che il problema della casta politica non preoccupa più gli italiani. Vi ricordate? Solo pochi mesi fa eravamo tutti inferociti. Clemente Mastella era il grande Satana sannita e Romano Prodi il mortadella simbolo degli sprechi e dell’immobilismo. I media indomiti picchiavano giù duro, Gian Antonio Stella ci si è fatto la barca e Beppe Grillo una fortuna. Adesso? Nulla è cambiato, i costi della politica sono sempre quelli ma i media hanno afflosciato e ci raccontano di essere in buone mani. E il bello è che ci crediamo.

Da Fini alla Gelmini, viaggio in un filone che non tira più. E una ricerca rivela: solo il 32% dei cittadini è ancora adirato

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Le minestre delle ministre

Nella minestra del Ministero dell’ Istruzione, si scopre un nuovo sapore: Mariastella Gelmini spiega che “in tre anni taglieremo 87mila posti di lavoro: è un percorso obbligato”. … Leggi tutto

L’incredibile Omero Ciai su La Repubblica tira il sasso e nasconde la mano

Colombia6marzo2 La Repubblica titola oggi in prima pagina: “così Rifondazione aiutò i rapitori della Betancourt”. La firma del super-scoop, perché se fosse vero di quello si tratterebbe, è quella di Omero Ciai. Gli attenti lettori di La Repubblica veramente da Omero si attendevano altro… sapere com’era finita una storia cubana che fino a ieri ad Omero stava molto a cuore ed oggi sembra non servire più. Com’è finita Omero non lo racconta, e allora lo facciamo noi, abbiate la pazienza di leggerci.

Oibò dunque, “Rifondazione aiutò i rapitori” in italiano vuol dire che Rifondazione Comunista è stata complice del sequestro di Ingrid Betancourt. Vuol dire che Gennaro Migliore le portava da mangiare (qualcosa mi dice che la mamma di Migliore cucina bene). Vuol dire che Nichi Vendola e Giovanni Russo Spena facessero i turni come carcerieri e che Fausto Bertinotti fosse il grande vecchio che decideva della vita e della morte di Ingrid.

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Francescato (Pecoraro), Diliberto, Vendola (Bertinotti): irredimibili!

pecorella I Verdi hanno eletto come portavoce (segretario in italiano corrente) la controfigura femminile di Alfonso Pecoraro Scanio, Grazia Francescato, che lo ha difeso a spada tratta.

Se questo fosse riuscito ad uscire di casa negli ultimi mesi senza essere seppellito dai fischi e dalle pernacchie non dei nemici, ma degli amici, degli elettori e dei possibili elettori, si sarebbe ricandidato e sarebbe pure stato rieletto.

Si è dovuto accontentare di una comparsata dell’ultima ora con la quale ha fatto capire al mondo che Grazia Francescato è Cosa nostra e il partito unipersonale degli assessorucci continua a essere suo.

Rifondazione Comunista intanto va verso l’elezione di Nichi Vendola a nuovo segretario. Due cose belle per il governatore della Puglia.

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Alemanno: «Strada ad Almirante?Serve consenso comunità ebraica”

Gianni Alemanno a colloquio con la moglie di Giorgio Almirante, Donna Assunta in occasione della cerimonio a Montecitorio
Così il sindaco della capitale sulla controversa questione sollevata dal deputato del Pd Emanuele Fiano

ROMA
Sala gremita a Montecitorio, per la cerimonia di presentazione dei discorsi parlamentari di Giorgio Almirante. Nelle prime file, accanto alla moglie del leader missino, Donna Assunta, è schierato tutto lo stato maggiore di An, a partire dal reggente Ignazio La Russa, oltre ad Andrea Ronchi, Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni, Italo Bocchino e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Ma in seconda fila, accanto a parlamentari (e non, come Teodoro Buontempo) eredi dell’Msi, siede anche Emanuele Fiano, il deputato del Pd che in mattinata, in Aula, aveva letto le frasi che il leader missino aveva scritto sulla rivista “La Difesa della Razza” in epoca fascista. Parole razziste poi definite «vergognose» da Gianfranco Fini. Fiano è uno dei pochi esponenti delle opposizioni che hanno partecipato alla commemorazione, oltre ad Arturo Parisi e Pier Ferdinando Casini, accompagnato da Angelo Sanza.

A rappresentare la maggioranza, oltre agli esponenti di An, anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, e l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, oltre a Giuseppe Ciarrapico, senatore azzurro. Presenti anche gli ex presidenti della Camera Fausto Bertinotti, ora presidente della Fondazione Camera dei Deputati, e Luciano Violante, e i senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga.

Alemanno: “Auspico confronto con la comunità ebraica”
Una strada romana sarà intitolata a Giorgio Almirante ma attraverso «il consenso della comunità ebraica» dopo un «approfondimento storico» con la stessa. Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine della presentazione nella sala della Lupa del volume dei discorsi parlamentari dell’ex segretario missino.

Alemanno ricorda che Almirante ripudiò «con chiarezza» quanto scritto su “La difesa della razza” e che l’approfondimento storico con la comunità ebraica potrà dimostrare che «è sempre stato amico di Israele» e che «dentro e fuori dal partito ha sempre combattuto il razzismo e l’antisemitismo».

Brecha – Italia – Sin izquierda, y con Berlusconi hasta 2020

bertinotti Lo notable de las elecciones políticas italianas se puede reducir a dos puntos: el primero es que los ciudadanos no están hartos de Silvio Berlusconi, y el segundo es el inesperado y total fracaso de la izquierda de matriz marxista, que desaparece del mapa político.

Gennaro Carotenuto desde Roma

Los italianos no sólo no están hartos del show de Silvio Berlusconi sino que lo quieren en el poder por bastante tiempo más, ya que ahora tendrá cinco años tranquilos de gobierno y luego se le abrirán las puertas para ascender al cielo santificado como presidente de la República, cargo en el que permanecerá hasta el lejanísimo 2020. No son pocos los analistas políticos italianos que están preocupados por las reelecciones de presidentes en América Latina (y arremeten todos los días contra Hugo Chávez), pero acaso es tiempo de que alguien desde afuera analizara el caso Berlusconi y propusiera sanciones a algún organismo internacional, ya que los italianos resultaron incapaces de liberarse del flautista de Hamelin y sus chistes groseros, su plata sin límites, sus bailarinas, sus corruptos y sus corruptores. En total, Berlusconi habrá dominado por un total de 26 años la escena política del país, cuatro más que Benito Mussolini.

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Ve lo meritate Berlusconi!

TouadiL’edulcorazione postvoto della Lega, la peggior modernità neoliberale di Silvio, il grande bluff della Sinistra Arcobaleno e dell’ambientalismo del NO, mentre si forma il parlamento dei peggiori (ma viva Jean Leonard Touadi).

Si affannano i media per farceli piacere i nuovi trionfatori, e domani i romani si ritroveranno perfino con un sindaco, Gianni Alemanno, con la croce celtica al collo. C’è una corsa a spiegare la Lega con toni soft. La Lega come i catalani moderati di Convergencia i Uniò? Fantasie.

In Catalogna, con tutti i difetti, è catalano chi vive in Catalogna, e chiusa la discussione. In Padania non sarai mai padano neanche dopo una vita, neanche se voti Lega.

E se sei straniero, per loro, non dovresti votare mai, in una concezione tuttora di sangue della comunità.

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A votare, per consegnare Berlusconi alla Storia!

berlusconi_cornachissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni

Giorgio Gaber

Ho votato alle 7.57 di stamane nel Liceo Classico due portoni più in là del mio. Non apprezzo gli endorsement aperti, per il semplice motivo che riducono tutto a “tizio vota per”. Marco Travaglio vota per Antonio Di Pietro, Bernardo Bertolucci (da comunista) vota Walter Veltroni, Claudio Abbado vota per Fausto Bertinotti, Ken Loach voterebbe per Franco Turigliatto. Detto questo non abbiamo detto nulla.

Il punto più importante e più dimenticato è quello che concerne i tre milioni di nostri concittadini interdetti dal voto, amministrativo e anche politico, e perciò interdetti dall’unica integrazione possibile, quella della piena cittadinanza. Anche oggi stiamo andando a votare in privazione del suffragio universale, ovvero dell’essenza stessa della democrazia.

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Brecha – El fantasma del empate – Berlusconi furioso

veltroni(23) A la medianoche de hoy viernes termina la campaña electoral en Italia. Silvio Berlusconi se mantiene como el más probable ganador, aunque podría ser una victoria inútil si el Partido Democrático logra forzar un empate técnico. Para la centroizquierda, que hace tres meses estaba 14 puntos atrás, sería un milagro.

Gennaro Carotenuto desde Roma

El presidente de la República de Italia es como el rey de España o la reina de Inglaterra; reina pero no gobierna. Es el garante de las instituciones, por lo cual se despoja de su carrera política anterior y normalmente es muy respetado por todos y hasta querido por la ciudadanía. Ese es el caso de Giorgio Napolitano, ex comunista, elegido hace dos años para un mandato de siete. Por eso causó desconcierto en la opinión pública el hecho de que Silvio Berlusconi dijera que exigirá la renuncia del presidente en caso de triunfar en los comicios parlamentarios del domingo y lunes próximos.

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Brecha – ¿Berlusconi y Veltroni hacia el empate? – Guía para entender las elecciones italianas

Falta menos de un mes para las elecciones italianas y Silvio Berlusconi sigue a la cabeza, aunque la centroizquierda se esperanza con el empate.

Gennaro Carotenuto desde Roma

El tiempo dirá si las elecciones del 13 y 14 de abril marcarán el comienzo de la reforma de un sistema político, el italiano, tan decadente como el soviético de los años de Breznev. Lo que es seguro es que, a pesar de la pésima ley electoral, aquí llamada “porquería” por todo el mundo, se gozará de una drástica disminución de los partidos, que pasarán de los 39 presentes en el parlamento recién disuelto, a menos de diez. Lo que es seguro también es que, a pesar de votar con el mismo sistema electoral de 2006, muchas cosas se han movido desde la caída del gobierno presidido por Romano Prodi, que estaba apoyado por una quincena de agrupaciones, muy diversas entre sí, y desde la decisión del líder del Partido Democrático (PD), Walter Veltroni, de rechazar la lógica de coalición y presentarse (casi) solo a la cita electoral. Hasta ahora, aunque Berlusconi continúa con una ventaja de entre cuatro y nueve puntos según los sondeos, Veltroni ha logrado crear un cierto estado de optimismo en la opinión pública. Un par de meses atrás parecía completamente perdido. El optimismo parece ser el signo de la campaña del PD, más allá de los programas, de los cuales se habla poco y mal y que cada vez más se vuelven más parecidos entre derecha e izquierda.

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Essere di parte

Cosa vuol dire essere di parte? Anche Fausto Bertinotti scrive e lancia il suo messaggio: “Abbiamo scelto di essere di parte”. Forse è tardi per dirlo ad un popolo trascurato e inascoltato da anni, per dirlo oggi, a poco meno di un mese dalle elezioni. Ci sono giorni in cui le notizie che ci arrivano, sembrano chiederci con forza da che parte stiamo: oggi è la repressione delle istanze tibetane compiute dai cinesi, fra poco meno di un mese lo saranno le elezioni, il tifo che si segue con gli occhi. … Leggi tutto

Un mese alle elezioni

Inizio questa lettera dicendo che mi arrivò alla fine di febbraio un appello che prevede un’assemblea nazionale autoconvocata per domenica30 marzo alle ore 10.00 presso il c.s.i.o.a. Villaggio Globale- Roma- Lungotevere Testaccio sulla base di :”«QUESTA VOLTA NO. astieniti il 13e 14 Aprile!» per firmare o chiedere informazioni: mi-astengo@tiscali.it … Leggi tutto

Brecha – La deriva de la izquierda italiana – Legislatura de tiro corto

_41871632_cup4 El miércoles 6 el presidente de la república italiana, Giorgio Napolitano, un ex comunista, disolvió las cámaras y llamó a nuevas elecciones a realizarse en abril. Para la izquierda italiana se perfila un largo miércoles de ceniza sin ni siquiera la resurrección de la Pascua.

Gennaro Carotenuto desde Roma

La que terminó el miércoles fue la más corta, apenas 20 meses, de las 15 legislaturas de los 60 años de república en Italia, todo un símbolo de la crisis que atraviesa la democracia parlamentaria en ese país.

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