Thursday 09 February 2012, 04:50

Gli articoli con tag: " Family day "

Povia e Mogol: musica militante, made in Vaticano

Avreste mai pensato che un testo che parla di piccioni o dei dubbi sessuali di un tale di nome Luca possa essere più “commovente” di chi è capace di dipingere con le parole quei “certi sguardi” in cui “si intravede l’infinito”? … Leggi tutto

Le carte di Silvio Berlusconi per uscire dalla casa del “Grande fratello”

economist Giuliano Ferrara, sulle pagine de “Il Foglio”, ha invitato in settimana Silvio Berlusconi a riprendere in mano il proprio destino: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni”.

Il quotidiano della CEI “Avvenire” intanto ha messo sul tappeto un punto ineludibile: Berlusconi deve “sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.

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Migranti al Gay Pride di Torino (e Giorgia Meloni & CO a quello di Genova)

Tra le iniziative in occasione del Genova Pride 2009 (che si terrà il 27 giugno), lo scorso 6 maggio Giorgia Meloni ha partecipato, insieme con Aurelio Mancuso ed altri/e, ad un convegno curato da Arcigay su I giovani e il disagio della diversità. Vabbè, probabilmente mi sono persa qualcosa (confesso che dopo la vicenda Italo ho seguito con poca passione l’evolversi dei vari Gay Pride) eppure di Giorgia Meloni, Ministro alla Gioventù e già presidente di Azione Giovani, ricordo un po’ di cosette terrificanti. Ma non è Giorgia Meloni che si è schierata, in più occasioni, per il Family Day contro il Gay Pride? Non è lei che ha rivendicato la "famiglia tradizionale" e il fare figli come contributo alla Patria?

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Maurizio Chierici: La Chiesa che dà fastidio

Famiglia Cristiana non è il solo giornale ad inquietare le gerarchie della Chiesa. E’ già successo; risuccederà. Con l’assenso silenzioso del Vaticano il fascismo aveva scremato ogni testata considerata inopportune. Fogli diocesani < non patriottici > nel mettere in dubbio le opere del regime. Anche la democrazia non è stata di meno. Lontano dai veleni del dopoguerra, negli anni ottanta Padre Alex Zanotelli è stato rimosso dalla direzione di Nigrizia per aver pubblicato l’elenco delle industrie italiane che fabbricavano armi proibite: mine antiuomo, per esempio.

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La tratta per la famiglia

Womenews

Al mercato degli umani vendono i neonati, venderebbero anche i feti se solo fosse possibile, in nome della vita e della famiglia. Con l’operazione “Ladri di bambini” è emerso un florido commercio, nel salernitano, di cuccioli di donna e d’uomo, in collaborazione multietnica: partecipavano italiani, rumeni e slavi.

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Marco Revelli – L’inferno dei nuovi Ulisse. Prima che «’l mar fu sovra noi richiuso» La ricerca disperata dell’«Altra Italia»

«Tra burocrazia, superficialità e stereotipi l’arcobaleno è ancora drammaticamente arretrato. Ma questa sinistra è l’unico modo per tenere aperto un piccolo varco» «Il Pd è il trionfo della non politica. E’ tragico che abbia reciso gli ultimi legami con un’identità di sinistra. Candidare un operaio e Colaninno jr. è un atto di cinismo spaventoso»

Matteo Bartocci

Il «cratere» scavato dai due anni di governo. La «liquidazione della sinistra» decisa dal Pd. La natura «non negoziabile» delle politiche di mercato. Lo «spavento e la disperazione» di milioni di donne e di uomini. Marco Revelli non risparmia toni apocalittici sullo stato delle cose e le prospettive della sinistra. Nell’«inverno del nostro scontento», il colloquio con il sociologo torinese non può non partire però da un bilancio del governo Prodi.

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La rosa (bianca) rubata – Maurizio Chierici

Rubare un fiore ormai non è reato. La morale si adegua al marketing della modernità. Nell’Italia politica dei Dini e dei Mastella, viados alla ricerca del marciapiede d’alto bordo; o dei Cuffaro, Previti, Dell’ Utri, insomma, gente così, il peccato sembra veniale e nessuno se ne meraviglia. Purtroppo c’è chi insiste nel brontolare con la malinconia del sopravvissuto a una morale trascurata: non si rassegna alle mani lunghe dei nostri tempi. È successo a Milano, qualche sera fa, fondazione Lazzati, Corsia dei Servi. Nel presentare il saggio di Paola Rosà, Willy Graf – Con la Rosa Bianca contro Hitler, prefazione commossa di Moni Ovadia, la piccola casa editrice Il Margine distribuisce due foglietti. E li distribuisce in ogni città dove si parla del libro: Novara, Brescia, Rovereto. Continuerà; non si rassegna. La gente deve sapere.

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Family day in Spagna? La pigrizia mentale italiana, dalla Conferenza episcopale ai media

Ieri in Spagna si è tenuto la “Giornata per la famiglia e per la vita”, manifestazione revanscista (del tutto legittima per carità, ma anche del tutto legittimo definirla revanscista) contro lo stato laico che ha aperto, con l’impegno diretto di Joseph Ratzinger, la campagna elettorale del partito di destra del Partito Popolare per le elezioni politiche di marzo.

I giornali italiani parlano però all’unisono di “femili dei”, “femili dei spagnolo”, “anche la Spagna ha il femili dei” e via cazzeggiando. Ma “femili dei è un termine sconosciuto in Spagna, fatevi un giro in Google News, a meno di non riferirsi all’Italia. In Spagna sanno infatti che “Family day” è un toscanismo tipico della lingua di Dante e allora anche se fanno una manifestazione analoga la chiamano in spagnolo. Orrore, no?

Mi faccio e vi faccio alcune domande: la manifestazione spagnola ha avuto meno successo per il fatto di avere un nome in spagnolo? In Italia la Conferenza episcopale (la CEI, mica un venditore di merendine!) ha utilizzato il nome in inglese in ossequio all’Ambasciata statunitense o alla regina Elisabetta? E se sì, perché se non sono manco cattolici? Cosa ha autorizzato la stampa italiana a convertire il nome “jornada por la familia” con un termine in inglese? Non era più facile tradurlo in italiano? Perché ciò succede in Italia ma non succede né in Spagna né in Francia? Sbaglia chi lo fa notare o sbaglia chi pensa sempre e solo slogan in inglese?

So solo che, come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti…

Uxoricidio di Perugia, DNA e altro

Con Rudi Menin, Leandro Rufini e Bruno Loffredo

Rudi Menin: Spett.le dott. Carotenuto, ho letto il suo commento sul gravissimo episodio del doppio omicidio in provincia di Perugia che condivido in pieno e,pur con le dovute cautele, ci risiamo, dopo … Leggi tutto

Roberto Spaccino, bastardo di casa

Facendo salva la presunzione d’innocenza, l’incriminazione di Roberto Spaccino (nella foto AP), presunto assassino della moglie incinta di otto mesi, ammazzata di botte dal padre dei suoi figli, rimette le cose a posto. I panni sporchi si lavano in famiglia.

In una donna incinta di otto mesi, ammazzata di botte dal marito nella più tranquilla delle province italiane, non c’è nulla di esotico. Non c’è nulla che possa far disquisire più di un paio di giorni psicologhe, criminologi e veline. Del resto non c’è neanche speciale allarme sociale, la curva di tali “femminicidi” è piuttosto una linea … Leggi tutto

Piazze e chiese. Dal Family day, al papa in Brasile, al non coraggio laico dei Don Abbondio diessini

La comunicazione religiosa sta superando per invadenza pacchi e tette. Comunque lo si guardi, è un passo avanti. Della rappresentazione televisiva del cosiddetto “Family Day”, notevole è stata l’intenzionalità di come è stata mostrata Piazza San Giovanni. Nelle immagini televisive era soprattutto rassicurante, pacifica, piena di bambini. Perfino la comparsata di Berlusconi indignato con la copia de Il Manifesto in mano, a lanciare i soliti anatemi contro i comunisti, appariva fuori luogo.

A cercarli dovevano essercene di inquisitori disposti a tuonare che i conviventi e le coppie gay sono attesi dalle fiamme e dallo stridore di denti de … Leggi tutto

Dal Primo maggio al Family day: cosa vuole ottenere la Chiesa di Joseph Ratzinger?

Che il paludato e ponderatissimo quotidiano della Santa Sede, l’ Osservatore Romano, che esce al pomeriggio, abbia lasciato passare quasi 24 ore prima di scegliere parole stridenti come accusare di terrorismo il giullare Andrea Rivera, che dal palco del Primo maggio aveva osato dire in parole fin troppo semplici che il Vaticano ratzingeriano non sarebbe in sintonia con la modernità e i diritti umani, ha lasciato in molti sorpresi. Meno male!

E’ possibile che l’Osservatore Romano abbia informazioni tali da temere seriamente per la vita del presidente della CEI Angelo Bagnasco, o per altri suoi esponenti. E’ possibile che, ritenendo il momento molto grave, abbia percepito come intollerabile ricevere in pubblico parole dure e irridenti laddove riteneva dovuta solidarietà. Ma l’Osservatore Romano non può essere così ingenuo da non sapere che … Leggi tutto