Il testo del disegno di legge delega che riforma profondamente l’Università italiana sarà portato dal Ministro Mariastella Gelmini nell’imminente prossimo consiglio dei ministri per andare quindi in Parlamento. Non se ne parla affatto perché sta bene un po’ a tutti, governo, opposizione e perfino alla conferenza dei Rettori.
Ma è bene che se ne discuta nel paese perché concerne il principale strumento che ha l’Italia per restare nella pattuglia dei paesi più avanzati. Affossato (o affossatosi o era semplicemente un miraggio) il movimento dell’Onda, il dibattito nelle università e nel paese è stato in questi mesi azzerato per trasferirsi in ristrettissime commissioni vicine al ministro.
Ma il progetto Gelmini rappresenta un cambio paradigmatico della nostra università. Questa diviene una sorta di mostro unico al mondo, né privata né pubblica, ovvero resta pubblica ma il controllo viene assegnato ai privati. Inoltre, come già successo per la scuola, minaccia di bruciare un’intera generazione di giovani ricercatori. Giornalismo partecipativo ha letto in anteprima il testo del disegno di legge e lo analizza punto per punto.
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Bocciata pure da Umberto Bossi sul maestro unico alle elementari, Mariastella Gelmini oramai è costretta a dire la verità secondo la sua massima: “la scuola è al collasso quindi dobbiamo tagliare”. Tagliare per la scuola uguale eutanasia, che dirà il santo padre che vive a Roma? Lei risponde -con rara sfrontatezza- che non è detto che a meno fondi corrisponda meno qualità. Certo…
Di sicuro, finché la protegge San Giulio Tremonti, sta in una botte di ferro. Soprattutto se taglia 87.000 posti di lavoro in un colpo solo facendoli passare per fannulloni. Eppure tutti piangono per 3-4.000 tagli in Alitalia…
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di Martino Mai, lunedì 31 marzo 2008, 09:28
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Dialoghi
”Mandiamo più rompic… possibile nel prossimo Parlamento”
di Stefano Corradino – Articolo 21
Due scenari possibili. Vince Berlusconi. E’ un replay della sua ultima legislatura? Altro scenario: vince Veltroni. Cosa cambia? Nella giustizia, nell’informazione. Sul conflitto di interessi, sulle leggi ad personam… Nulla di fatto come in passato? E un po’ di fantapolitica. Si propone il nome di Marco Travaglio a ministro della Giustizia: cosa faresti nei tuoi primi 100 giorni? “Premesso che non lo farebbero e io non lo accetterei mai… Comunque, stando al gioco… la prima cosa da fare è un testo unico di due righe che dica: con decorrenza da oggi sono abrogate: la Legge sul falso in bilancio, la Legge Mastella sull’ordinamento giudiziario, la Cirami, la Gasparri, la Legge Frattini sul conflitto di interessi…” In una lunga intervista Travaglio ci introduce al suo ultimo libro, scritto con Peter Gomez. Un godibile un vademecum per le imminenti elezioni.
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Il Senato ha bloccato la nomina a presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche del fisico Luciano Maiani. La sua colpa? Aver firmato il documento sul papa.
Tempi duri per i laici, ma anche per milioni di cattolici onesti in Italia. Tempi così duri da evocare davvero il processo “onesto e giusto” contro Galileo Galilei. Così duri da evocare le liste di proscrizione dei regimi totalitari. Così duri da paventare che presto tra i requisiti per accedere alla docenza universitaria potrebbe essere necessario un giuramento di fedeltà a Benedetto XVI speculare a quello che Benito Mussolini impose l’8 ottobre del 1931[1] ai docenti universitari. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, sabato 19 gennaio 2008, 12:01
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Infografica, Laicità, Politica italiana

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di Gennaro Carotenuto, venerdì 18 gennaio 2008, 09:26
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Italia, Politica italiana
Due cose mi hanno colpito della giornata di ieri e dei riflessi audio nei GR ancora di stamane: le voci impostate di Fabio Mussi e Walter Veltroni.
Per partecipare al linciaggio contro i 67 docenti di fisica, rei di aver scritto una lettera di dissenso per l’invito al papa, il Ministro fantasma sembra perfino prendere la rincorsa.
La logica con la quale si sono fatte sempre più pesanti, sempre più gravi, perfino triviali oltre che corali le voci contro chi ha osato sfidare il Sant’Uffizio riflette, è, la logica del branco. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 16 ottobre 2007, 17:57
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Cile, Diritti civili
Due signore, Violeta Valenzuela, di 50 anni, cittadina italiana di origine cilena, e Jeannette Paillan di 38, mapuche (nella foto), sono state fermate stamane nel piazzale antistante all’Università di Roma Tre, dove la presidente cilena Michelle Bachelet doveva inaugurare l’anno accademico.
Le due donne, assolutamente sole, circa 75 minuti prima dell’arrivo della Presidente, avevano iniziato a distribuire volantini che denunciavano la … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 16 ottobre 2007, 11:28
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America latina, Cile, Primo piano
Oggi la presidente cilena Michelle Bachelet è a Roma, incontrerà le massime cariche dello stato, sarà elogiata da tutta la stampa nazionale e sarà chiamata ad inaugurare l’anno accademico a Roma Tre. Domani, mercoledì, riceverà a Siena una laurea Honoris Causa in Medicina. Ma merita davvero tanti onori?
Quando lo scorso anno si sollevò l’intero mondo dell’educazione cilena, scesero in piazza perfino i bambini delle elementari, l’Università -caso unico al mondo- restò assolutamente … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 19 settembre 2007, 09:35
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Italia
Caro Ministro Fabio Mussi,
ai miei tempi si intimorivano gli scolari discoli minacciando di farli espellere “da tutte le scuole del Regno”. E quando d’uopo li si espelleva. Oggi nei colloqui i genitori alzano regolarmente la voce, e qualche volta mettono anche le mani addosso agli insegnanti. Quello era un autoritarismo criticabile. Oggi il sistema non funziona più, né per il giusto né per il peccatore.
Scrivo a lei e non al suo collega Fioroni perché mi voglio riferire al caso dei trenta aspiranti ad iscriversi a facoltà a numero chiuso di Ancona, Bari e Chieti, colti con le mani nel sacco a … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 18 maggio 2006, 05:28
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Italia
Lettera, non immaginaria, della mia amica Marina Montacutelli (modernista, ricercatrice al CNR) a Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca
Caro Ministro nuovo,
devi ridarci la speranza e la dignità. Per acciuffare un futuro di cui, certamente, questo Paese è degno … Leggi tutto
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