Thursday 09 February 2012, 09:16

Gli articoli con tag: " Fabio di Celmo "

Francisco Chávez Abarca arrestato in Venezuela, verrà estradato presto a Cuba. Fu l’autore dell’attentato in cui perse la vita Fabio di Celmo.

Francisco Chávez Abarca arrestato in Venezuela, verrà estradato presto a Cuba. Fu l’autore dell’attentato in cui perse la vita Fabio di Celmo.

di Annalisa Melandri

E’ stato arrestato giovedì scorso in Venezuela mentre cercava di entrare nel paese con documenti falsi,  il terrorista salvadoregno Francisco Chávez Abarca,  braccio destro di  Luis Posada Carriles ai cui ordini  negli anni ‘90 ha organizzato  a Cuba numerosi attentati, tra i quali quello in cui perse la vita il nostro Fabio di Celmo nel 1997. “El Panzòn”, come era conosciuto Chàvez Abarca, era ricercato dall’Interpol a seguito di una denuncia presentata  dal governo cubano che ne ha richiesto prontamente l’estradizione al Venezuela. … Leggi tutto

Piano Condor, verso la Norimberga latinoamericana

Pinochet_y_Videla La giustizia federale argentina ha deciso. Si farà il processo per il Piano Condor, l’internazionale del terrore che negli anni ’70 coordinò il sequestro, l’interscambio e la sparizione di migliaia di oppositori politici nella regione. Si apre così un nuovo capitolo nella ricerca della verità in America latina.

“Il Piano Condor è stato una vasta associazione a delinquere attiva nel Cono Sud, diretta al … Leggi tutto

Nicola Calipari come Fabio di Celmo, i morti del Cermis e il sequestro di Abu Omar

Cermis La vedova di Nicola Calipari vorrebbe restituire la medaglia al valore data al marito, ammazzato in Iraq dal fuoco amico. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le telefona per esprimerle solidarietà. Se non ci fosse da piangere si potrebbe citare Fabrizio de André: “Si costerna, si indigna, si impegna e poi getta la spugna con gran dignità”.

Il problema è che la decisione della Corte d’Assise è corretta, realista, soprattutto realista e si appoggia su eccellenti precedenti che la politica fornisce alla magistratura.

Andiamo a memoria. E’ facile. Ricordiamo che né Castelli né Mastella (gli ultimi due guardasigilli) hanno dato corso alla richiesta della magistratura per processare i sequestratori di … Leggi tutto

Fabio di Celmo, il parlamento italiano batte un colpo e chiede l’estradizione di Luís Posada Carriles

Se non fosse solamente il primo passo, e che l’Italia non ha una gran tradizione nell’esigere giustizia (dagli armadi della vergogna, al Cermis a Nicola Calipari), sarebbe una notizia da celebrare. La Camera dei deputati ha approvato un ordine del giorno, del quale era primo firmatario il parlamentare del Pdci Jacopo Venier, con il quale impegna il governo a chiedere l’estradizione del terrorista Luís Posada Carrilles, reo confesso -nello specifico- dell’assassinio del cittadino italiano Fabio di Celmo.

Fabio era un ragazzo di 32 anni, assassinato all’Avana nel settembre del 1997, in una campagna terroristica pensata per … Leggi tutto

Angela Nocioni e l’America Latina su Liberazione, lettera a Piero Sansonetti

Gentile Piero Sansonetti, direttore di Liberazione,
da due giorni il mio sito, che si occupa prevalentemente di informazione e America Latina, è inondato di messaggi di lettori del suo quotidiano, indignati per la pagina intera (pp. 1 e 9) pubblicata a firma Angela Nocioni, presunta inviata a L’Avana per il suo giornale, il giorno 30 maggio.

Molti lettori, suoi e miei, mi chiedono di fare qualcosa, attribuendomi un potere che evidentemente non ho. Non sono un lettore di Liberazione, non ho alcun rapporto di lavoro con il suo giornale, non sono mai stato militante né del PRC né di alcun partito di sinistra. Sono solo un docente di Storia del Giornalismo e un attento osservatore delle cose latinoamericane e del giornalismo italiano.

Se ho ricevuto una ventina di messaggi io, lei ne avrà ricevuti mille e mi auguro li abbia letti. Non … Leggi tutto

Luís Posada Carriles prosciolto da cosa? – la doppia morale di Peacereporter

Leggo una breve su Peaceroperter e sobbalzo. Il terrorista Luís Posada Carriles è stato prosciolto da ogni accusa. Ma è un altro caso di manipolazione informativa sfacciata, al quale si presta una volta di più Peacereporter. Leggiamola e commentiamola perché è una perla: … Leggi tutto

La doppia morale dei media verso il terrorismo di stato statunitense

Luís Posada Carriles è stato messo in libertà dietro cauzione da un tribunale degli Stati Uniti. Sembra una burla eppure è vero. Organizzatore spietato di squadroni della morte, torturatore e assassino, abbattitore di aerei civili, bombarolo impenitente, assassino reo confesso del cittadino italiano Fabio Di Celmo (ma … Leggi tutto

Taglia e (ri)cuci a La Repubblica

Il quotidiano la Repubblica, nel numero di oggi, ha pubblicato uno stralcio della mia lettera, leggibile nel sito, sul rilevantissimo caso dei giornalisti prezzolati dal governo degli Stati Uniti per scrivere notizie false su Cuba, e licenziati da diversi media della Florida.

Ho ricevuto una gran quantità di email e di telefonate di amici in merito. Molti avevano già letto la lettera in versione integrale, e qualcuno mi invitava perfino a denunciare il quotidiano romano. Non solo non ci sono gli estremi di una denuncia ma è molto interessante analizzare le scelte di chi ha operato i tagli sulla mia lettera originale. Entrando nell’articolo (cliccare su “Leggi l’Articolo“)  si possono vedere esattamente i tagli operati.

Mi rallegra -e molto- il fatto che finalmente -per la prima volta nella vita- i lettori di Repubblica abbiano potuto leggere che … Leggi tutto

Come mai la Repubblica, pur avendo un corrispondente a Miami, buca le notizie da Miami?

Gentile direttore de La Repubblica, Ezio Mauro,
i giornali di tutto il mondo riportano una notizia che la Repubblica, il quotidiano che lei dirige, mi risulta bucare completamente. Almeno nove giornalisti di tutti i più importanti media della Florida, sono stati licenziati in tronco perché è stato dimostrato che prendevano migliaia e a volte centinaia di migliaia di dollari dal governo degli Stati Uniti per confezionare notizie false e tendenziose su Cuba.

I coinvolti sono tutti nomi molto noti, e la cosa è gravissima non tanto rispetto a Cuba ma per quello che rappresenta un fatto così grave per la libertà di stampa del mondo. Se ad un paese -Cuba- dove da decenni vige una stretta censura informativa si replica con la sistematica manipolazione e falsificazione dell’informazione su … Leggi tutto

Tutta invidia!

What’s America? Mbeh? Ha ragione Fedele Confalonieri ad affermare che Mediaset, trasmettendo l’intervento di Silvio Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti, abbia risposto al “dovere” e non semplicemente al diritto di cronaca. Ha ragione, e se il centrosinistra si è attaccato alla diretta di Canale5 è perché non poteva (voleva) scegliere altri argomenti per criticare lo spottone berlusconiano. Da che mondo è mondo gli sherpa lavorano anni per ottenere una ?photo opportunity? col presidente degli Stati Uniti o per un intervento al Congresso. In un sistema imperiale c’è qualcosa di strano? E attenzione che Benedetto XVI, ancor più sotto elezioni, farà un altro grande favore all’amico Silvio. Senza far politica per carità. Sarà curioso vedere se e come il centrosinistra giudicherà quell’evento e se oserà criticare il pastore tedesco.

Se il centrosinistra avesse argomenti, anche senza usare la retorica sanguinolenta di Diliberto, li userebbe. Invece, quella che traspare, è solo l’invidia per il successo di Berlusconi. Infatti, cosa ha detto ieri Berlusconi di diverso da quello che avrebbero detto … Leggi tutto

Siamo tutti cubani – siamo tutti Fabio di Celmo

Questo volto non si conosce in Europa, o si conosce troppo poco. Sarebbe bene farlo conoscere. E’ Luís Posada Carriles, di professione fa il terrorista e come Osama Bin Laden è stato addestrato, armato, finanziato e protetto dalla CIA. Posada Carriles ha ammazzato migliaia di persone in centinaia di atti terroristici, tra i quali almeno un cittadino italiano, Fabio di Celmo: “dormo tranquillo -dichiara l’assassino reoconfesso- era nel posto sbagliato al momento sbagliato” e … Leggi tutto

Lucia Pinochet, la perseguitata politica

La notizia (si veda la BBC di oggi) che la signora Lucía Pinochet Hiriart, pur essendo accusata solo di reati finanziari, abbia chiesto asilo politico negli Stati Uniti, ha del paradossale e testimonia la doppia o forse unica fedeltà che le oligarchie latinoamericane riconoscono, quella agli Stati Uniti d’America.

Accusata in sostanza di cleptomania, la signora era nota alle cronache per un paio di giochi che ne testimoniano la gran classe. Innanzitutto per essere tornata più volte magicamente vergine come la Teresa Batista di Jorge Amado. Per tre volte, infatti, ottenne l’annullamento dei suoi matrimoni dalla Sacra Rota cilena. Questa è notoriamente un’industria che lavora 24 ore per 7 giorni su 7 per permettere ai ben nati di quel fortunato paese -che aborriscono e giammai ricorrerebbero al divorzio- di convolare cristianamente ad ancor più giuste nozze ogni volta che lo desiderano. Lucía precede le sue due sorelle … Leggi tutto

La Repubblica e l’America Latina

42 giorni fa ho inviato questa lettera al quotidiano la Repubblica, senza avere risposta. 20 giorni fa ho inviato un’altra lettera allo stesso quotidiano evidenziando una serie di informazioni evidentemente erronee pubblicate in un altro articolo articolo sempre a firma Alessandro Oppes sul Venezuela e non ho avuto risposta. In compenso 15 giorni fa, sono stato invece fatto oggetto di sorprendenti insulti e minacce … Leggi tutto

La Repubblica su Posada Carriles

Mi annoio molto e mi sento pedante, ma mi sono sentito in dovere di scrivere a La Repubblica per le affermazioni false e tendenziose contenute nell’articolo di Alessandro Oppes su Posada Carriles.

All’attenzione della redazione del quotidiano la Repubblica,
Vi segnalo che l’articolo a pagina 22 di Repubblica di oggi, a firma Alessandro Oppes, contiene almeno due affermazioni incomprensibilmente sbagliate e che sono chiaramente frutto della superficiale conoscenza di fatti per altro molto noti, del vostro inviato a Salamanc
a. … Leggi tutto

All’Avana convegno sul terrorismo di stato statunitense

Com’è possibile che un grande congresso internazionale sul terrorismo, che riunisce 680 studiosi, giornalisti, ricercatori, giuristi di 67 paesi, venga completamente censurato dalla stampa italiana ed europea?

Gennaro Carotenuto dall’Avana
E’ una forma di omertà possibile se il convegno si svolge a Cuba e migliaia di documenti prodotti sono così scomodi da incolpare gli Stati Uniti di quello che la saggista argentino-messicana Stella Calloni -colei che per prima mise le mani sugli archivi del terrore del Piano Condor- definisce oramai “terrorismo di stato mondiale”.
Sono dunque verità così scomode da fare ritenere preferibile ignorarle, facendosi scudo dietro lo sfondo cubano del congresso. Sono verità difficili da accettare come quella palesata in un documento del governo statunitense del 1962. In piena epoca dorata dell’alleanza per il progresso kennediana, tale documento, firmato dal Generale L. Lemnitzer, capo di stato maggiore dell’esercito degli Stati Uniti, suggerisce al ministro della difesa l’idea di fare saltare in aria un aereo civile con a bordo un’intera scolaresca statunitense per poterne incolpare Cuba e creare un incidente di tale gravità da creare consenso intorno all’invasione dell’isola.

Quella volta il progetto non si concretizzò, anche se in molti casi, dal Maine al Golfo del Tonchino alle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, gli Stati Uniti hanno costruito ad arte incidenti o prove false tese a legittimare ?facendo da casus belli- conflitti da loro desiderati. Quattordici anni dopo quel documento, però, un aereo civile fu effettivamente abbattuto da un attentato terroristico dello stesso stampo.
Autore del crimine fu il gruppo facente capo ai terroristi cubano-statunitensi Orlando Bosch e Luís Posada Carriles, inoppugnabilmente protetto e controllato -centinaia di documenti lo dimostrano- dalla CIA diretta all’epoca da George Bush padre. Nell’attentato, contro un volo della Cubana de Aviación, diretto alle isole Barbados furono assassinate 73 persone, in massima parte giovanissimi atleti cubani. Orlando Bosch, al sicuro a Miami, oggi continua a rivendicare in diretta televisiva quei fatti sminuendone la portata criminale. In fondo, afferma Bosch, la maggior parte delle vittime erano ?dei negretti?.

Il suo sodale di quella e altre mille ?covered actions?, Luís Posada Carriles, era già all’epoca non solo un terrorista affermato ma anche il capo dei servizi segreti venezuelani “denazionalizzati” dall’allora presidente filostatunitense Carlos Andrés Pérez. E in quel paese, da capo dei servizi segreti, aveva compiuto decine di attentati fino ad essere arrestato e condannato e poi riuscire a fuggire con complicità ai massimi livelli dello stato. Dopo essere stato tra i gestori per conto di Washington della guerra sporca in Centramerica, che ha causato decine di migliaia di vittime, tra le quali il Vescovo di San Salvador, Oscar Romero, Posada Carriles fu riarrestato e ricondannato a Panama. Qui, nell’autunno 2004 fu indultato come ultimo atto pubblico della presidente uscente Mireya Moscoso. Oggi Posada Carriles, dopo un arresto farsa per immigrazione illegale negli Stati Uniti è una patata bollente per la famiglia Bush verso la quale vanterebbe una grande capacità di ricatto. La magistratura venezuelana ne chiede, con la piena forza e legittimità del diritto, l’estradizione incontrando silenzi, imbarazzi e tergiversazioni da parte dell’amministrazione statunitense.
Il convegno dell’Avana, in tre giorni di intensi lavori ha ripercorso il filo rosso che lega al governo degli Stati Uniti la quasi totalità delle violazioni dei diritti umani e dei colpi di stato che hanno insanguinato la storia dell’America Latina contemporanea. Studiosi di tutti i continenti hanno presentato dati e documentazioni che in molti casi provengono dagli stessi archivi statunitensi. Tanto il giurista paraguaiano Martín Almada come il giornalista uruguayano Samuel Blixen hanno ricostruito i nessi tra l’Operazione Condor ?il piano di cattura e sterminio degli oppositori delle dittature filostatunitensi del cono sud- e i governi degli Stati Uniti e tra questi e la guerra sporca in centro-america. Oggi si hanno informazioni tali da individuare un unico disegno, che unisce tutti i progetti di destabilizzazione, quello di Cuba, quello del cono sud con il Piano Condor e quello centroamericano. In questo disegno, proprio i cubano-statunitensi di Miami svolgono da una parte un ruolo di manovalanza criminale come autori materiali di attentati e dall’altro fungono da istruttori e organizzatori dell’internazionale del terrore che nell’ultimo mezzo secolo ha causato la morte di almeno mezzo milione di latinoamericani, 200.000 dei quali nel solo Guatemala dopo il rovesciamento del governo socialdemocratico di Jacobo Arbenz.

La giurista statunitense Eva Golinger, che si occupa dei piani di destabilizzazione del governo Chávez in Venezuela, ha presentato circa 5000 documenti, l’80% dei quali di provenienza ufficiale statunitense. Rivelano il finanziamento da parte del governo degli Stati Uniti con almeno 27 milioni di dollari dei gruppi golpisti venezuelani che agirono l’11 di aprile 2002. Non solo: emerge che gli Stati Uniti -è nelle carte di Washington presentate da Golinger nel saggio “Il codice Chávez”- sapevano perfettamente che i gruppi golpisti da loro appoggiati fossero gli autori materiali degli assassini delle decine di vittime dell’11 e 12 aprile a Caracas. Pur conoscendo la verità, continuarono a fornire false prove per attribuire quelle morti ad elementi fedeli al governo legittimo che intanto stava riprendendo il controllo della situazione.
Lo storico italiano Piero Gleijeses, della John Hopkins University negli Stati Uniti, è forse il massimo studioso mondiale del colpo di stato in Guatemala del 1954. Forse il dato più interessante che presenta è che all’epoca tutta la stampa europea, indipendentemente dal colore politico e con la sola significativa eccezione della Spagna franchista, mise immediatamente in relazione il governo statunitense, la United Fruit e il colpo di stato. Al contrario la stampa statunitense, che pure deteneva sicuramente quelle stesse informazioni, per almeno sei anni tenne un comportamento omertoso censurando completamente ogni informazione sul caso che dà inizio alla lunga tragedia guatemalteca. Solo dopo il 1960, durante la campagna elettorale che porta Kennedy a sconfiggere Nixon, il pubblico nordamericano potrà avere dei superficiali e casuali riferimenti al ruolo del governo Eisenhower in quei fatti.

Il professor Gleijeses ha concluso il suo intervento facendo iniziare la politica di doppia morale statunitense -che oggi produce la lotta al terrorismo e il contemporaneo appoggio di questo- nel lontano 1806. In quell’anno l’antischiavista e allo stesso tempo grande proprietario di schiavi Thomas Jefferson ?con l’annessione della Florida, sottratta illegalmente alla Spagna, fu abilissimo nel presentare quest’ultima, aggredita, come aggressore. Fino dall’epoca quindi gli Stati Uniti avrebbero -secondo Gleijeses- istituzionalizzato una politica di manipolazione costante dei fatti tesa a trasformare la pecora in lupo e presentare loro stessi, in genere aggressori, come vittime”.
Cuba, è la denuncia, in questi anni ha avuto 3478 vittime in centinaia di atti terroristici documentati, organizzati, finanziati e protetti dal paese paladino della lotta al terrorismo e che accusa Cuba di violazioni dei diritti umani. Tra queste vittime c’è il giovane turista italiano Fabio di Celmo per la morte del quale Posada Carriles è reo confesso e per la quale afferma di dormire sonni tranquilli. Il governo italiano non richiede e non richiederà l’estradizione del terrorista. L’opposizione -evidentemen    te la doppia morale non è un’esclusiva degli Stati Uniti- non ha presentato neanche uno straccio di interrogazione parlamentare in merito.