di Gennaro Carotenuto, domenica 30 agosto 2009, 19:00
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America latina, Neoliberismo, Primo piano
Nel 1810 in Messico si dichiarò l’indipendenza dalla Spagna (nella foto il celeberrimo murales di José Clemente Orozco). Nel 1910 scoppiò la Rivoluzione zapatista. Alla vigilia del 2010, secondo la Conferenza Nazionale Contadina (CNC), il paese è al bordo della fame di massa.
Per i fagioli, i frijoles, si teme un meno 80% nel prossimo raccolto, una tragedia che potrebbe tradursi in migliaia di morti di fame nel prossimo anno. Solo un po’ meno peggio va per l’altro architrave dell’alimentazione di cento milioni di messicani, il mais, meno 50%.
E proprio la fame potrebbe essere il punto più triste d’inflessione di un modello fallito di paese che a 200 anni dalla nascita ha bisogno di un nuovo inizio.
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La denuncia arriva da Eric Valmir, corrispondente dall’Italia di Radio France. Traduco dal suo blog:
Allora?
Notato nulla?
Non manca qualcosa nel flusso delle informazioni di questa estate?
C’eravamo abituati… no? … Leggi tutto
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Il presidente messicano Felipe Calderón per la seconda volta ospita Barack Obama (insieme al primo ministro canadese Stephen Harper) nel vertice dei paesi nordamericani e per la seconda volta incassa una sconfitta sul tema che più duole alle classi popolari del paese: la condizione dei migranti da El Paso in su.
L’emigrazione messicana è restata infatti sullo sfondo del vertice di Guadalajara. Obama non vuole e non può parlare di regolarizzazione dei clandestini e irregolari prima del 2010 e chissà quanto altro ancora ci vorrà per alleviare la condizione di quella dozzina di milioni di messicani che, soprattutto dopo il distruttivo trattato di libero commercio del nordamerica del 1994, sono stati obbligati a lasciare il paese tentando la sorte con o senza documenti nel vicino del Nord.
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In Messico quella che noi chiamiamo “mascherina” si chiama anche “tappabocca”. E i messicani, che in 5.000 anni di rigogliosa storia ne hanno viste di carestie, guerre ed epidemie indotte, fin da quella dei conquistadores, non hanno perso né la capacità di riflettere né la lingua tagliente e non si fanno tappare la bocca neanche dalla presunta nuova pandemia. A Città del Messico, poco dopo la scossa di terremoto dell’altro giorno girava (ovviamente di bocca in bocca) una battuta fulminante: “Cos’ha detto il Messico all’influenza? Uuuhhh, guarda come tremo”.
Oramai sembra evidente che i numeri delle prime ore, complice l’effetto valanga del sistema mediatico mainstream locale (Azteca e Televisa, un duopolio privato che il nostro a confronto è zucchero) e internazionale, erano stati gonfiati e i morti, che per un breve momento erano saliti per bocca dello stesso presidente Felipe Calderón a 159, sono stranamente precipitati ad appena una ventina.
Una ventina concentrati un una megalopoli di venti milioni di abitanti, dove una dozzina di decessi vengono dai quartieri più poveri e in un contesto dove qualunque influenza che si rispetti fa un numero di vittime ben maggiore. Dopo l’antrace e l’aviaria anche la suina, ribattezzata influenza A o H1N1 per neutralizzarne il nome (si dice su ordine della multinazionale della carne suina Smithfield Food Inc.), sta retrocedendo dalla categoria di “pandemia” a quella di psicosi indotta dai media e dal governo.
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di Giuseppe Aragno, venerdì 24 aprile 2009, 17:49
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Italia, Primo piano, Storia
E’ un 25 aprile che ha il governo all’opposizione. Un 25 aprile in cui non c’è un ministro nato alla cultura della Resistenza o un partito che faccia riferimento alla guerra di liberazione o ai valori della Costituzione. Ci governano gli ex secessionisti della Lega Padana, gli ex fascisti di Alleanza Nazionale e quei forzisti per i quali il 25 aprile, più che una festa nazionale, è sempre stato il trionfo dalla "vendetta e dell’odio dei vincitori a danno dei vinti. E’ un 25 aprile che annuncia tempesta. In attesa che il vento cominci a soffiare, è giusto che la parola passi ai testimoni.
Luigi Maresca
Luigi Maresca, liberale, antifascista e partigiano durante le "Quattro Giornate", nacque a Napoli sotto il segno della reazione, nel luglio del 1898, subito dopo i "moti della fame" e le cannonate di Bava Beccaris, mentre corti marziali e miopia di ceti dirigenti disperdevano nelle isole di confino o seppellivano sotto secoli di galera le voci del dissenso.
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di Martino Mai, lunedì 1 dicembre 2008, 11:12
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Dialoghi
A eccezione di Genova, secondo le previsioni del rapporto Cittalia dell’Anci
Le principali città settentrionali registreranno nei prossimi 12 anni alti tassi di ripopolamento
Oltre ad essere poli d’attrazione per i nuovi immigrati del Sud, a Bologna, Milano, Torino, Firenze e Roma
si concentreranno gli stranieri più istruiti, e riprenderanno le nascite grazie ai migliori servizi sociali
di ROSARIA AMATO
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Per quei due o tre che non lo conoscessero suggerisco l’eccellente blog di Emanuele Giordana, direttore di Lettera 22, conduttore di Radio3Mondo e ainda mais e uno dei giornalisti italiani più profondi conoscitori dell’Asia. Ecco le sue chiavi di lettura sui fatti di Mumbai (gc).
Da dove è arrivato l’ordine dell’attacco al cuore dell’India? Una chiave regionale può aiutare a comprendere i motivi e individuare i responsabili di una vera e propria azione di guerra che esce dagli schemi classici dell’attentato kamikaze o dalle logiche di guerriglia mordi e fuggi cari a Osama bin Laden.
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di Elisa Gianardi, lunedì 10 novembre 2008, 16:37
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Dialoghi
In ambito letterario già una quindicina d’anni fa (con grande senso di preveggenza) Armando Gnisci aveva pubblicato un saggio “Il rovescio del gioco” dove si delimitava l’arco cronologico e il corpus della letteratura italiana di migrazione in questa maniera -“inizia con le migrazioni di intere popolazioni di italiani verso tutto il mondo alla ricerca di lavoro a partire dall’immediato periodo post-unitario e trova il suo completamento nella letteratura scritta dagli immigrati, venuti in Italia da tutto il mondo in cerca di lavoro, a partire dall’ultimo decennio XX secolo”-. Il titolo è emblematico, risulta infatti un dittico, sono due gli aspetti della medaglia, prima gli italiani nel mondo, poi da tutto il mondo verso l’Italia. … Leggi tutto
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di Annalisa Melandri, martedì 30 settembre 2008, 20:29
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Dialoghi
Domani, mercoledì 1 ottobre alle ore 11, su Radio Onda Rossa il professore Giorgio Antonucci, uno dei maggiori esponenti italiani dell’antipsichiatria, fondatore dell’approccio non psichiatrico della sofferenza psichica, interverrà in trasmissione, intervistato da Gavino Puggioni, esperto di storia orale e scrittura popolare, sull’emigrazione e sofferenza psichica. … Leggi tutto
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di Doriana Goracci, lunedì 1 settembre 2008, 09:01
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Dialoghi
Sotto alla cupola della Curia salernitana, i fedeli campani faranno a meno di 509.000 euro dell’otto per mille raccolto: l’arcivescovo Pierro, li ha già usati per truffa aggravata ai danni dello Stato. Sotto alla Tenda del colonnello Gheddafi, il dottor Berlusconi conclude il contenzioso schiavi import-export d’Africa-Italia, con cinque miliardi di dollari e un ponte-autostrada per far scorrere regolarmente gli Affari. … Leggi tutto
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Lui e lei, 70 e più. Lui più vicino agli 80, lei qualcuno in meno, nel piccolo supermercato a pochi metri da casa. Hanno l’aspetto comune di nonni qualsiasi di nipoti qualsiasi.
Lui va alla bilancia con il sacchettino trasparente. Dentro ci sono 4 o 5 pere. Le pesa, cerca a lungo il pulsante giusto, poi lo preme. Stacca l’etichetta adesiva e la applica alla busta. Poi si gira verso di lei, che gli si è avvicinata fin quasi a sfiorarlo. Lui tiene la busta aperta. Lei rapidamente infila un altro paio di pere che tiene in mano. Intanto i due corpi fanno scudo. E’ un attimo.
Lui si rigira e sigilla la busta con l’adesivo rosso e la mette nel carrello. L’operazione si ripete con le pesche, le prugne, i pomodori. Le albicocche a 3.90 € in piena estate le guardano a lungo. Poi le lasciano lì. E’ troppo anche con l’autoriduzione. Lo rifanno con le zucchine. Stavolta lei ne infila solo una con quel movimento velocissimo che ho imparato, con una certa ansia, a riconoscere. Causa un’enorme pena vederli… mi allontano. Ovviamente non mi sfiora neanche il dubbio. Non è questione, come cantò Francesco de Gregori, se stai dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti rubando. E’ istintivo, a pelle, senza alternative.
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di Giorgio Sabaudo, mercoledì 9 luglio 2008, 12:54
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Dialoghi
Il mondo oggi visto dall’alto..
L’Europa si sta chiudendo al mondo, l’Europa sta facendo gara con gli Stati Uniti d’America per il grado di insensibilità e disumanità maggiore.
Secoli di espansione, secoli di ricchezze accumulate espropriando risorse a chi fuori dai loro confini ed ora che queste risorse non bastano più si passa ad una chiusura ermetica al diverso, all’immigrato, al mendicante. … Leggi tutto
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di Doriana Goracci, domenica 1 giugno 2008, 14:15
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Dialoghi
Il link di riferimento è http://www.associazionethemromano.it/newsletter.htm
Vi chiedo di aderire partecipare diffondere.
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Associazione Nazionale
‘THÈM ROMANÓ’ ONLUS
fondata nel 1991
Associazione Autonoma di Rom e Sinti
Centro di Promozione Interculturale
-Sede Nazionale Lanciano CH)
Sede italiana della Romani Union Internazionale (IRU)
Sede italiana European Roma and Travellers Forum (ERTF)
Concorso
‘Amico Rom’
Coordinamento Nazionale
Per promuovere un corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti dei Rom e Sinti in Italia
Roma, domenica 8 giugno 2008
L’iniziativa è promossa da intellettuali italiani e Rom, associazioni, artisti e persone di buona volontà che non vogliono essere strumentalizzati da nessuno.
Le Associazioni che aderiscono all’iniziativa diventano automaticamente anche organizzatori e promotori partecipando con i propri rappresentanti al costituente Coordinamento Nazionale Permanente e al corteo antirazzista nel rispetto dei principi che hanno mosso l’iniziativa.
Domenica 8 giugno, Roma
Dalle 12 alle 16
ritrovo dei partecipanti al COLOSSEO (Piazza del Colosseo, dal lato dei Fori Imperiali) ci si arriva in pulman, in auto e con la metro B) … Leggi tutto
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di Doriana Goracci, mercoledì 7 maggio 2008, 07:48
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Dialoghi
Non disposte a stare là a guardare senza far niente
da Haaretz
Di Tzafi Saar
“Peccato che Hitler non abbia finito il lavoro” gridava un passante alle donne che prendevano parte alla protesta delle WIB ad Haifa. Tra loro anche una donna di 80 anni, una sopravvissuta dell’Olocausto con un numero tatuato sul braccio. “Tu non mi fai paura” rispose. “ … Leggi tutto
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di Doriana Goracci, giovedì 1 maggio 2008, 20:49
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Dialoghi
A certe notizie date per televisione, a certe notizie di regolamenti di conti, di abissi carcerari…spesso ho sentito dire: uno di meno…Come se la mafia non ci toccasse, la povertà nemmeno, il degrado neppure, figurarsi l’emigrazione con tutto quello che si porta dietro. Il primo maggio è oggi e anch’io festeggio oggi, in famiglia con amici…ma questa è la “news” dalle mie parti, ve la inoltro perchè non la leggerete mai sulle vostre cronache locali.
Doriana … Leggi tutto
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it