di Fabio Sallustro, martedì 23 marzo 2010, 09:39
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Dialoghi

La vicenda è nota: in un asilo di Goito l’iscrizione ai fanciulli è stata vincolata alla dichiarazione, da parte delle famiglie, di avere una concezione che sia permeata da una “visione cristiana della vita“.
L’asilo è PUBBLICO.
I soldi sono versati dai contribuenti.
Alcuni di questi potrebbero avere figli.
Alcuni potrebbero essere atei.
Alcuni, nel caso tengano ad una propria coerenza sostanziale, non potranno mandare i figli in una tale sezione dell’asilo nonostante paghino per tale servizio. … Leggi tutto
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Mentre la Colombia è da mesi soffocata dal dibattito sulla ri-rielezione di Álvaro Uribe (per permettere la prima i voti furono comprati in parlamento e per la seconda si cercano ancora soluzioni) e altrimenti si parla di lotta al terrorismo (un altro jolly per non parlare di cose serie), secondo il più importante Centro di Ricerche sullo Sviluppo del paese la vera essenza dell’uribismo è un modello neoliberale fallimentare che ha avuto e ha come unico obbiettivo concentrare la ricchezza aumentando la diseguaglianza come mai era successo nella storia del paese. Oggi la Colombia, secondo l’indice Gini, è di nuovo il paese più ingiusto del continente.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
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di Giuseppe Aragno, mercoledì 16 dicembre 2009, 08:32
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Italia, Politica italiana
Ogni storia è contemporanea. Si può discutere sul significato profondo dell’affermazione, ma non è facile negarlo, Benedetto Croce, moderato, monarchico e liberale, ne ha fatto l’asse portante d’una lucida e moderna filosofia della storia. Alla luce di questo principio, non fa meraviglia se Giolitti, liberale anch’egli e protagonista della nostra vita politica nel primo Novecento, parli oggi alla nostra coscienza come il "contemporaneo" d’ogni tempo: è l’uomo che, di fronte ai ripetuti colpi portati allo Statuto, alle inaccettabili violazioni dei diritti delle masse lavoratrici e al gretto e miope egoismo di classe di gran parte dei ceti dirigenti, ammoniva la borghesia sui rischi concreti d’un violento scontro sociale. A leggerlo oggi, il suo pragmatico invito alla moderazione, quello d’uno statista che si vuole "burocrate", pare tanto più forte, quanto più chiaramente risulta figlio d’una lucida visione filosofica della dinamica storica: il disagio ignorato e i diritti negati producono esiti fatalmente violenti.
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di Anna Carola Freschi, venerdì 6 novembre 2009, 16:05
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Italia, Scuola, università, ricerca
In questo Primo piano proseguiamo la discussione sull’università, concentrando l’attenzione su alcuni (e prevalenti) presupposti delle proposte di policy correnti e sull’opportunità di riaprire su questo tema spazi per un contributo differente della sociologia.
In questa direzione può essere utile introdurre alcune considerazioni generali su quelle che potrebbero essere definite “mistificazioni ricorrenti” nel dibattito sullo stato di salute e sul destino dell’università italiana e quindi sulla necessità di recuperare strumenti di analisi propriamente sociologici.
Per esempio partendo da una concezione più sofisticata e realistica del mercato, in netto contrasto con la sua supposta neutralità da cui oggi viene fatto discendere anche un suo improbabile ruolo egualitarista e di giudice ‘neutrale’ della qualità.
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di Alessandro Minisola, lunedì 19 ottobre 2009, 21:23
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Dialoghi
Cochabamba, 16 Ottobre 2009
Quasi a confermare quello che si diceva ieri una fresca brezza ha spirato nei cieli di Cochabamba per tutto il giorno. In un contesto blindato ma festoso la VII Cumbre dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe – Trattato del Commercio dei Popoli (ALBA-TCP) è entrata finalmente nel vivo con l’arrivo dei capi di stato e l’inaugurazione ufficiale della cumbre a cui è immediatamente succeduta la prima riunione.
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di Marco Calvanella, venerdì 9 ottobre 2009, 23:09
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Dialoghi
L’On. Berlusconi sa da sempre che la legge, specie ai massimi livelli, diventa una questione di opinioni con il benestare di tutti i colleghi. Per questo è deciso a far valere la propria con l’aiuto del suo denaro che risulta avere il suo peso anche solo per allungare i tempi. Già da questo si può notare quello che ho sempre sentito dire e cioè che chi è ricco davanti alla legge non è mai stato uguale al povero.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 7 ottobre 2009, 19:15
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Italia, Primo piano

Articolo 3:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
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di Raffaele Della Rosa, mercoledì 23 settembre 2009, 12:09
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Dialoghi
(DAL SITO WWW.ASSOCIAZIONERADICI.IT)
Alemanno ha torto. Esponiamo le bandiere della pace
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di Giuseppe Aragno, sabato 20 giugno 2009, 15:33
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Italia, Scuola, università, ricerca
Parla e sparla, avvocato Gelmini, ma lo sa bene e glielo dico chiaro: non va al cuore dei problemi e meglio sarebbe misurare interventi e parole.
L’istruzione del merito, come ha voluto definire questo giugno da Erode di cui, stia certa, renderà conto alla storia, ha un merito solo e in questo lei non c’entra davvero nulla: ha mostrato a chi vuole capire quanto vale un’orchestra se il maestro è scadente. Vale poco, avvocato, e mi fa male dirlo. Se agli strumenti ci fossero stati solo professionisti preparati e seri, questo concerto lei non l’avrebbe messo in scena: non si sarebbero prestati a far da mano per lo schiaffo che lei ha inteso dare alla didattica e alla psicopedagogia.
Colpa nostra, avvocato. Colpa di quella nebulosa che continuiamo a chiamare “docente” e che, in tanta parte del suo pulviscolo, non vedeva l’ora di sentirsi le spalle coperte da un’ondata di revanscismo becero e sguaiato per “tornare all’antico“.
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di Redazione, lunedì 23 febbraio 2009, 08:35
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Italia, Neoliberismo, Politica italiana, Primo piano
Ho trovato l’analisi che segue, Cavallaro è un magistrato, Realfonzo un ordinario di economia, la più calzante e meno contingente che si è potuta leggere in Italia, a dimostrazione che il giornalismo partecipativo, come quello di Economia e politica, supera sempre più spesso per mani libere, competenze specifiche ed onestà intellettuale quello mainstream (gc).
Luigi Cavallaro e Riccardo Realfonzo – 18 Febbraio 2009
Le dimissioni di Walter Veltroni da segretario del Partito democratico hanno un significato eminentemente politico, ma segnano anche un punto di svolta nella contesa tra paradigmi alternativi di politica economica.
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di Redazione, martedì 20 gennaio 2009, 07:57
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Politica internazionale
Caro Signor Presidente, come FDR (Franklin Delano Roosevelt) tre quarti di secolo fa, Lei sta entrando in carica in un momento in cui tutte le vecchie certezze sono svanite, tutta la saggezza acquisita si è rivelata fallace. Viviamo in un mondo che né Lei né nessun altro si aspettava di vedere. Molti Presidenti devono fare i conti con una crisi, ma pochi sono stati costretti a fare i conti dal primo giorno con una crisi al livello di quella che l’America affronta ora. Perciò, che cosa dovrebbe fare? In questa lettera non cercherò di offrire consiglio su tutto. Per lo più mi atterrò all’economia, o ad argomenti che si basano sull’economia. La misura del successo o del fallimento della sua amministrazione dipenderà in larga misura da che cosa accadrà nel primo anno, e soprattutto, dalla sua capacità o meno di capire come gestire l’attuale crisi economica.
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di Enza Panebianco, venerdì 16 gennaio 2009, 08:49
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Dialoghi
L’unione delle donne per i diritti sessuali e psico-fisici nelle società musulmane [CSBR] è costituita da gruppi di vari paesi del medio oriente e dell’africa settentrionale. In quei luoghi lottano per avere garanzia dei propri diritti, umani, su sessualità e corpo, e per conquistarne degli altri. In questa pagina (qui ancora una) trovate molte informazioni che le riguardano. Ovviamente stanno vivendo – più o meno da vicino – la gravissima situazione di Gaza e hanno prodotto un lungo documento che illustra bene quale fosse la situazione della Palestina e della striscia di Gaza ancora prima dell’ultimo attacco israeliano. Il documento analizza e propone alcune soluzioni. Nel caso in cui voleste aderire, come gruppi di donne, in coda vi sono indirizzi e numeri attraverso i quali potete inviarlo a vostra firma ai soggetti indicati. L’ho tradotto in italiano (ci saranno di sicuro degli errori, se li riscontrate ditemi e correggo) per cui potrete leggere prima la versione nella nostra lingua e a seguire quella del documento originale in inglese. … Leggi tutto
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di Giuseppe Aragno, sabato 15 novembre 2008, 22:45
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Dialoghi
Il cuore della Costituzione repubblicana batte soprattutto nei dodici articoli posti sotto la titolazione di “Principi Fondamentali“. Definendoli, l’Assemblea Costituente escluse ogni altra definizione, scartò l’ipotesi di un “Preambolo“, per evitare l’idea di una graduatoria di valori e fissò un corpo di regole di carattere “generalissimo” – la parola fu scelta non a caso dal Presidente, on. Ruini – composto di articoli che non trovavano degna collocazione in nessuna delle parti della Carta, ma tutti assieme, senza ordine gerarchico, senza priorità o livello d’importanza, delineavano il “volto della Repubblica”. Benché siano ben noti, non sarà tempo perso riportare per intero il testo di alcuni di quegli articoli: risulterà evidente che, alla fine di un processo partito da lontano, siamo ormai di fronte a un Governo che mira apertamente a costruire un regime. … Leggi tutto
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di Salvatore Fiore, venerdì 7 novembre 2008, 18:08
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Dialoghi
Il governo Italiano e’, senza bubbio alcuno, intenzionato a scovare tutti i problemi del management dell’azienda Italia. Dai problemi creati dai fannulloni, a quelli degli spendaccioni. Dai figli imbecilli di madri sciagurate (come se le donne fossero ora anche animali da riproduzione ed allevamento di nobili cervelli) ai froci, alle puttane, barboni e zingari. Insomma una cosa che si dovrebbe lasciar fare ad uno con tanto di master in amministrazione d’azienda statale. Eppure non e’ cosi. I fatti lo hanno confermato. Lo Stato non e’ un’azienda e non puo’ essere amministrato da coloro che credono fermamente nella razionalita’ degli algoritmi per l’ottimizzazione delle risorse ed il taglio, a parer loro, del superfluo. Il disastro di tale razionalita’ passera’ alla storia come la piu’ grande catastrofe non solo economica ma soprattutto umana. … Leggi tutto
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di Renzo Coletti, domenica 2 novembre 2008, 09:05
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Dialoghi
Licio Gelli torna sul ring della politica. Una boccata di verità diventa scandalo e vergogna, ma la vergogna e lo scandalo esistono nella cultura popolare italiana ormai come Democrazia, Libertà, Fraternità che sono il pane quotidiano avariato e tossico di cui ci nutriamo.
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