Friday 25 May 2012, 05:08

Gli articoli con tag: " economia "

Speciale Bolivia 1: appunti per un bilancio sul governo (riformista) dei movimenti sociali

bolivia-manifestacao Il primo quadriennio di Evo Morales al governo della Bolivia ha coniugato il massimo dell’utopia al massimo del pragmatismo. A smentire tutti i paradigmi neoliberali la nazionalizzazione del settore estrattivo ha sottratto alle multinazionali la parte iniqua dei guadagni ed è servito a mettere in moto un processo di perequazione sociale finora coniugato con le esigenze di un bilancio dello stato oggi molto più brillante che all’epoca dei Chicago boys.

Tutto ciò è stato fatto cambiando (o iniziando a cambiare) lo Stato con la nuova Costituzione plurinazionale che restituisce la piena cittadinanza alla maggioranza indigena e accrescendo sempre più un consenso che assume tratti egemonici. D’altra parte, e causa qualche preoccupazione, il MAS mostra segnali di trasformarsi in un “catch all party” che supera la propria base per strizzare l’occhio a frammenti non proprio presentabili dell’opposizione.

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Tutti allegri, il PIL cresce. Ma la crisi è finita davvero?

L’Ocse ha pubblicato i dati che riguardano l’andamento del Prodotto Interno Lordo nel terzo trimestre di quest’anno.
L’economia italiana registra una crescita dello 0,6%, la prima dopo cinque trimestri negativi, inferiore alla media del G7 (+0,7%) ma superiore alla media Ue (+0,2%).

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Colombia e Venezuela: amore e odio

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Quando l’ambientalista si finge milionario: verso nuove forme di disobbedienza civile?

Tim De Cristopher è un ragazzo di Pittsburgh di 27 anni, laureando in Economia all’Università dello Utah e convinto ambientalista.

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Storie di crisi: Comune occupato a Termini Imerese, 173 licenziamenti alla Lasme occupata.

L’Ocse ha reso pubblici oggi alcuni dati a proposito dell’evoluzione della crisi economica in Italia.
Secondo l’analisi dell’Economic Outlook presentato oggi, la recessione ha avuto effetti meno pesanti che in altri paesi europei, perché la crisi economica del nostro Paese è iniziata prima che altrove.

In ogni modo i dati sull’economia reale sono tutt’altro che rassicuranti: “la ripresa annunciata “potrebbe essere più debole del previsto sul medio-termine”, inoltre la disoccupazione, che attualmente si attesta al 7,6% (+0,8%) e che nei prossimi mesi è destinata ad aumentare fino all’8,6%, potrebbe subire un ulteriore impennata, conseguenza della fine della Cassa Integrazione per moltissimi lavoratori.
In ogni caso fino alla fine del 2011 la disoccupazione è destinata ad aumentare, con effetti devastanti sulla vita di milioni di lavoratori, che si ritroveranno senza salario.

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Scie di Grandi Firme e Clima di Stelle al Club Bilderberg

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Jean-Daniel Beley foto

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Spese di voltura della fornitura elettrica per uso domestico del “servizio di maggior tutela”

ECONOMIA E CONSUMI DELLE FAMIGLIE

85,26 Euro (pari a 165.086 delle vecchie lire) per una voltura elettrica domestica costituiscono un abuso intollerabile a danno dei milioni di disoccupati, di precari, di pensionati che vivono con la minima e delle centinaia di migliaia di famiglie che in questo Paese faticano ad arrivare alla a fine del mese.

Perciò, per sollecitare le istituzioni preposte ad attivarsi con idonei provvedimenti a sostegno delle famiglie, ho deciso di scrivere la presente LETTERA APERTA AL GARANTE PER LA SORVEGLIANZA DEI PREZZI e, p.c., all’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

A.G.

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Genova, 16 novembre 2009

Spett.le Garante per la Sorveglianza dei Prezzi e, p.c., Spett.le Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas,

in riferimento alla pretesa economica del fornitore di energia elettrica del "servizio di maggior tutela" della spesa complessiva per l’utente domestico di Euro 85,26 per una voltura, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG), da me a suo tempo interpellata, mi ha risposto indicandomi le delibere emanate dalla stessa Autorità su cui si basano le diverse voci che compongono e definiscono la suddetta spesa complessiva (si veda in proposito il messaggio in calce del 5 novembre 2009).

Come ho già espresso alla stessa AEEG, non è mia intenzione metterne in discussione la legittimità (che non contesto in quanto tale), ma sollevare una questione sul piano dell’equità e dell’opportunità, partendo dalla constatazione che una voltura, di per sé, non comporta alcun costo reale da parte del fornitore, trattandosi, nella fattispecie, di una semplicissima operazione amministrativa. Prova ne è che una stessa voltura per la fornitura di gas, per contro, è completamente esente da spese per l’utente domestico, diversamente appunto dalla fornitura elettrica, che è invero inopinatamente onerosa, proprio in base a quelle stesse regolamentazioni citate dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

In effetti, ritengo che, a prescindere dalla loro legittimità, le spese di voltura siano ingiuste ed inopportune, soprattutto in un periodo, com’è quello attuale che sta vivendo il nostro Paese, di recessione e di crisi economica generalizzata. A mio parere, non è ammissibile una tale iniqua imposizione che colpisce indiscriminatamente ed aggrava ulteriormente la spesa, ormai fuori controllo, che pesa sulle famiglie italiane.

Sarebbe auspicabile che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas non si limitasse ad un approccio alla regolamentazione di tipo meramente formalistico, senza andare a verificare cosa succede nella realtà quotidiana agli utenti: una realtà, vale la pena evidenziare, fatta di continue vessazioni che rendono il mercato elettrico sempre più simile alla giungla che da anni affligge il mercato della telefonia ed altri servizi analoghi, come dimostrano anche i numerosi provvedimenti sanzionatori dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust).

Pertanto, nell’ambito delle rispettive attività istituzionali di competenza e di collaborazione fra il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, sottopongo la presente questione delle spese di voltura della fornitura elettrica per uso domestico al Garante per la Sorveglianza dei Prezzi per conoscerne il parere e sollecitare opportuni provvedimenti a sostegno della spesa delle tartassate famiglie italiane.

Nel ringraziare per l’attenzione, porgo distinti saluti.

Aldo Garuti

A seguire: messaggio di risposta dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas del 5 novembre 2009 alla mia precedente richiesta d’informazioni

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Gentile Signor Garuti Aldo,

abbiamo ricevuto la Sua richiesta di informazioni in merito alla voltura del contratto di fornitura di energia elettrica.

A tal proposito precisiamo che per modificare la titolarità del contatore e del contratto di fornitura di energia elettrica è necessario richiedere la voltura al proprio fornitore.

A seguito di una richiesta di voltura, è previsto che il fornitore, sia del mercato libero che del mercato di maggior tutela, applichi al cliente un contributo in quota fissa nella misura di 27,00 euro a copertura dei costi amministrativi dell’impresa di distribuzione, ai sensi della delibera 348/07, allegato B, consultabile al link http://www.autorita.energia.it/docs/07/348-07.htm. Tale contributo per l’anno 2009 è stato aggiornato ad euro 27,14 con delibera 188/08 tabella TIC.

Solo per i contratti serviti in maggior tutela è previsto un ulteriore contributo in quota fissa nella misura di 23,00 euro, ai sensi della delibera 156/07, allegato A, consultabile al link http://www.autorita.energia.it/docs/07/156-07all.pdf.

Tali contributi sono al netto di IVA, e può essere inoltre richiesta l’eventuale imposta di bollo di 14,62 euro e il deposito cauzionale.

Relativamente alla procedura di cambio fornitore precisiamo che scegliere un venditore nel mercato libero non comporta spese per il cliente. Potrebbe tuttavia essere richiesto il pagamento dell’imposta di bollo (Euro 14,62) sul nuovo contratto, nei casi previsti dalla normativa fiscale.
Nel caso che ci espone precisiamo che la procedura per il cambio del fornitore deve essere effettuata dall’attuale titolare del contratto; la variazione della titolarità dello stesso dovrà essere richiesta dall’interessato al nuovo fornitore sostenendo i sopracitati costi.

In merito al cambio del fornitore La informiamo che sul nostro sito al link http://www.autorita.energia.it/operatori/operatori/el_operatori.htm è possibile effettuare una ricerca degli operatori dei settori di energia elettrica e gas su base territoriale.

Precisiamo che le informazioni pubblicate si basano su comunicazioni effettuate dagli operatori stessi.

Le comunichiamo, inoltre, che è possibile mettere a confronto le offerte di numerose società di vendita con uno strumento semplice reso disponibile dall’Autorità per l’energia sul proprio sito internet: il "Trova offerte". Grazie al suo motore di ricerca, il ‘Trova offerte’ consente di individuare e confrontare le proposte di fornitura di energia elettrica relative all’area di interesse, di valutare le varie condizioni e la relativa spesa, anche rispetto alle condizioni di "maggior tutela" stabilite dall’Autorità con cadenza trimestrale.

A tutela dei consumatori, l’Autorità ha stabilito che, per poter aderire al Trova offerte, le imprese di vendita devono essere state preventivamente ammesse all’elenco ad iscrizione volontaria dei fornitori di energia elettrica che soddisfano alcuni requisiti di affidabilità stabiliti dalla stessa Autorità. Le offerte messe a confronto sono quelle delle imprese che hanno aderito volontariamente al Trova offerte. L’iscrizione infatti non è obbligatoria e per questo sul mercato potrebbero esserci proposte di altre imprese, non presenti nel Trova offerte. Le informazioni sulle caratteristiche di ciascuna offerta e delle imprese di vendita, vengono inserite nel Trova offerte dagli stessi operatori, in autonomia e sotto la propria piena responsabilità. L’Autorità, quindi, pur non potendo assumere responsabilità diretta riguardo al contenuto delle offerte, mantiene, ovviamente, la facoltà di adottare misure di controllo e verifica e provvedimenti a tutela dei consumatori in caso di anomalie o reclami.
Può consultare il Trova offerte al link http://www.autorita.energia.it/trovaofferte.htm

La informiamo, infine, che i termini e le modalità di esercizio del diritto di recesso dai contratti di fornitura di energia elettrica sono definiti nell’Allegato A alla delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas n. 144/07 e successive modifiche; la delibera è consultabile al link http://www.autorita.energia.it/docs/07/144-07.htm

Il diritto di recesso è esercitabile in qualsiasi momento.
Il termine di preavviso per recedere da un contratto di fornitura di energia elettrica al fine di cambiare esercente per i clienti domestici non può essere superiore ad un mese.
Precisiamo che il termine di preavviso per il recesso, esercitato al fine di cambiare fornitore, decorre a partire dal primo giorno del primo mese successivo a quello di ricevimento della comunicazione di recesso da parte dell’esercente.
Il nuovo esercente procede all’inoltro della comunicazione di recesso una volta trascorsi i tempi previsti per l’esercizio del diritto di ripensamento, nei casi in cui esso sia previsto.

Scusandoci per il ritardo nella risposta, restiamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti

Autorità per l’energia elettrica e il gas
Segreteria Direzione consumatori e qualità del servizio
Piazza Cavour, 5 – 20121 Milano

Vogliono privatizzare tutto: appunti per un’idea diversa di società

La recentissima notizia relativa all’approvazione da parte del Senato della Repubblica della norma che dà, nella sostanza, il via libera alla totale privatizzazione del servizio idrico nel nostro paese (art. 15 decreto legge n. 135, ora in attesa dell’approvazione da parte della Camera dei deputati), mi spinge a tornare su alcune riflessioni sullo stato oramai comatoso della politica italiana e soprattutto sul degrado etico-politico di quella che dovrebbe essere la sinistra italiana.

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Africa Europa spero ti schiererai

http://www.saharaland.net/UserFiles/Image/saharaland-net/Eventi/Viaggiatori-dell-anima/A_piedi_nudi.jpg

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Nonostante tutto arriva Natale

http://www.sciechimiche.org/immagini/foto_scie_chimiche/babbo_natale_scie_chimiche.bmp

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Mariastella Gelmini: L’università senza vocazione e l’(inedita) equità del mercato

beatagl3 In questo Primo piano proseguiamo la discussione sull’università, concentrando l’attenzione su alcuni (e prevalenti) presupposti delle proposte di policy correnti e sull’opportunità di riaprire su questo tema spazi per un contributo differente della sociologia.

In questa direzione può essere utile introdurre alcune considerazioni generali su quelle che potrebbero essere definite “mistificazioni ricorrenti” nel dibattito sullo stato di salute e sul destino dell’università italiana e quindi sulla necessità di recuperare strumenti di analisi propriamente sociologici.

Per esempio partendo da una concezione più sofisticata e realistica del mercato, in netto contrasto con la sua supposta neutralità da cui oggi viene fatto discendere anche un suo improbabile ruolo egualitarista e di giudice ‘neutrale’ della qualità.

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Mafie, Stato, Televisione: la strategia della paura (CogitoErgoDigito 6)

monoscopio La televisione, troppo occupata ad imporre un modello di vita con le bollicine, non si accorge più della vita vera delle persone vere, inaridita dalle paure. Al telegiornale l’inviata, con tono impercettibilmente sdegnato e retorica pret a porter, dice che a Nola, neppure adesso che li hanno arrestati, la gente ammette di sapere qualcosa dei boss latitanti fino all’altroieri, i fratelli Russo.

Poi la telecamera si avventa sui volti sbiancati dei malcapitati passanti nolani che, colti di sorpresa, abbozzano un “non so” e un “queste cose non ci interessano” al microfono della cronista; il sottotesto del servizio giornalistico lascia a intendere con un’aurea di sufficienza che ci risiamo: eccola, la solita omertà dei meridionali.

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Contromafie 2009. L’Antimafia sono i giovani

ciotti “Stati Generali dell’Antimafia” è un’espressione altisonante e fa venire in mente strutture gerarchiche e ufficiali, motivo per cui suona quasi ironica e irriverente accostata all’esperienza che descrive in questo caso, che è stata declinata invece secondo le modalità orizzontali e informali proprie del movimento.

Proprio così, infatti, si autodefinisce CONTROMAFIE 2009, la variopinta e partecipatissima assemblea generale -svoltasi a Roma tra il 23 e il 25 ottobre 2009- di tutte le associazioni e le realtà di base presenti quotidianamente e concretamente sul campo, nel segno della costruzione di un’alternativa sociale alle mafie, alla corruzione, al business criminale e al potere colluso.

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Dopo quasi otto anni Telefónica spagnola rinuncia ad aggredire l’Argentina

caminito1 È durata otto anni la battaglia di Telefónica (la compagnia telefonica spagnola) e di una cinquantina di multinazionali contro il governo argentino reo di aver ripreso in mano la propria sovranità monetaria dopo il default di fine 2002. Per otto anni hanno quasi sempre perso in qualunque consesso internazionale e ieri la multinazionale iberica ha rinunciato a pretendere tre miliardi di dollari da Buenos Aires, oltre la metà del totale delle cause tuttora pendenti per la cosiddetta pesificazione dell’economia argentina.

In realtà la storia è quella della fine della dollarizzazione dell’Argentina e del ritorno alla sovranità del paese australe. Per oltre un decennio l’Argentina allievo modello dell’FMI aveva mantenuto la parità con il dollaro portando sul lastrico milioni di persone e obbligandole a pagare in dollari i servizi privatizzati, luce, acqua, gas, telefono. Così le multinazionali facevano guadagni favolosi e a Buenos Aires nel 2001 una telefonata urbana costava dieci volte quanto costava a Madrid.

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Emiliano Brancaccio: squarci nel buio oltre la siepe del mercato

Nata nel 1933 a Los Angeles, l’americana Elinor Ostrom dell’Università dell’Indiana è la prima donna ad aver conquistato il premio Nobel per l’Economia [1]. Il riconoscimento le viene assegnato in coabitazione con il connazionale Oliver Williamson, nato a Superior nel 1933 e docente presso l’Università di Berkeley. In apparenza siamo al cospetto di due studiosi molto lontani tra loro. Williamson è un teorico dell’impresa particolarmente innovativo, che tuttavia è rimasto sempre con i piedi ben piantati nel filone tradizionale neoclassico fondato sulla ipotesi di agenti economici egoisti e razionali. Ostrom ha seguito invece un itinerario di ricerca atipico, scandito da pubblicazioni sulla prestigiosa Sciencee su riviste politologiche più spesso che economiche, e costellato da ricerche empiriche tese a evidenziare quei tipici aspetti “comunitari” del comportamento umano che smaccatamente travalicano gli angusti confini ortodossi dell’homo oeconomicus. Tuttavia, come nota l’Accademia delle scienze di Svezia, entrambi gli studiosi hanno fornito contributi decisivi per «l’analisi delle transazioni economiche che si verificano al di fuori del mercato».

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