Friday 25 May 2012, 05:08

Gli articoli con tag: " ecologia "

Belem, Parà, Brasile – Terzo Forum di teologia e liberazione “Non per ideologia ma per matematica”

leonardo boff Belem, 22 gennaio 2009. Leonardo Boff sale sul palco tra gli applausi della sala, affollatissima, del Centro Tancredo Neves. Dopo i saluti di rito, il teologo brasiliano si leva la giacca: “Il riscaldamento globale è arrivato”, dice tra le risa dei presenti.

”L’ecologia – inizia a spiegare – non è un procedimento tecnico, ma è una nuova forma di relazioni. La terra è molto più forte di noi. La terra è un superorganismo vivo: la terra è Gaia”. Qual è il ruolo dell’essere umano?

… Leggi tutto

MO’ AVAST’: Facciamo una colletta di 100.000 euro per Riva!

Mo’ Avast’- pugliese- significa adesso basta.

LA MANIFESTAZIONE DEL 29 novembre

Propongo, di aiutarlo questo padre padrone, poco aiutato dagli altri padroni. Ha denunciato  la coordinatrice dello Slai Cobas per il sindacato di classe di Taranto- ritenuta mandante di una scritta ‘riva assassino’ apparsa dopo una ennesima morte operaia, danno per il quale  ha chiesto 100.000 euro di risarcimento, abbiamo tempo fino al 13 gennaio: l’udienza. Aiutiamolo, intanto leggendo, cosa è successo una notte fà e nel passato, prossimo, remoto e nel presente.

…Emilio Riva … Leggi tutto

Licio Gelli, P2, Piano di Rinascita Democratica, il documento

iscrizione-loggia Il Piano di Rinascita Democratica della Loggia P2, fu sequestrato alla figlia di Licio Gelli nell’estate del 1982. Era, giova ricordarlo, la forma con la quale reduci della Repubblica di Salò e spezzoni della classe dirigente conservatrice volevano instaurare un dittatura soft nel paese.
 
Ogni giorno che passa, dalla costituzione di un sistema bipartitico, al controllo dei media (anche attraverso l’abolizione dei contributi pubblici), alla divisione delle carriere dei magistrati, all’abolizione del valore legale del titolo di studio, diventa più attuale.
 
In coincidenza con l’inopinato ritorno in tivù del Gran Maestro Venerabile della Loggia Massonica P2, Licio Gelli, con il programma “Venerabile Italia” in onda lunedì su Odeon Tv, riproponiamo per i lettori di Giornalismo partecipativo l’intero documento.

… Leggi tutto

Circo Massimo: aspettando il partito…

CircoMassimo Chi può negare che al Circo Massimo ci fosse la parte migliore di questo paese, adeguatamente rappresentata dalla frase di Vittorio Foa che campeggiava sul palco?

«Pensare agli altri oltre che a se stessi, al futuro oltre che al presente» è il minimo comune denominatore di quello che si considera sinistra. Solo il minimo comune denominatore purtroppo, e vent’anni fa quella frase sarebbe stata banale, mentre oggi ci appare altissima. Di questi tempi di fango qualunque cosa di elevato è meglio di niente.

… Leggi tutto

Il Ritorno a Casa

E’ un invito per chi ci legge, per chi abita da queste parti, per chi sente casa sua l’abitare il  territorio, per chi ama la libera espressione, da qualunque parte provenga: un modo per essere vicini, anche se lontani,  ad un piccolo paese italiano, Capranica nel viterbese, in cui si  tenterà  per due giorni, il 18 e il 19 ottobre, di far convivere voci e volti invisibili, di dare parola e scambiarla, con gioia. Le previsioni per il fine settimana, non sono buone, sembra neanche quelle a lungo raggio: anche per questo cerchiamo di affrontare insieme il domani, in una casa comune… … Leggi tutto

L’orgasmo del San Raffaele

Non avrei mai immaginato  che, per  noi donne,  il 3 luglio è arrivato il gel per l’orgasmo femminile, ma efficace solo su chi già prova piacere e che distribuito nella zona della clitoride stimola l’afflusso di sangue. Continuo a leggere questa “curiosità”, grazie al quotidiano online Maremmaoggi, che si occupa  di dare notizie dalla Maremma laziale, questa volta però di entità nazionale, dunque proseguo:”Solo il 32% delle donne raggiunge l’orgasmo regolarmente, contro il 63% degli uomini, e per il 17% delle donne il piacere sessuale è un emerito sconosciuto. Numeri che emergono dalla ricerca «Sexual Wellbeing Global Survey», indagine condotta su un campione di 26.032 persone in 26 Paesi”. E arriva la domanda: che fare?
… Leggi tutto

Il Sudamerica lancia l’Alba, per una reale sovranità alimentare

di João Pedro Stedile, leader dell’Mst brasiliano e di Vía Campesina Internacional.

L’indipendenza di un popolo dipende dalla sua sovranità alimentare. Questa tesi ha accompagnato la storia politica dell’umanità e si ritrova in tutte le dottrine. José Martí, padre della patria latino-americana, diceva: «Un popolo che non riesce a produrre i suoi alimenti sarà sempre schiavo di qualcuno». In effetti nessun popolo ha potuto essere sovrano, camminare con le sue gambe, svilupparsi socialmente e costruire la propria cultura e civiltà senza produrre gli alimenti necessari alla sua sussistenza.

… Leggi tutto

Aborto, ma dove sono le donne Erode che descrivono i cattolici?

Il documento delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia delle quattro facoltà di Medicina delle università romane, La Sapienza, Tor Vergata, Cattolica e Campus Biomedico che prescrive, nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un’interruzione di gravidanza, che il neonatologo debba intervenire per rianimarlo, “anche se la madre è contraria, perché prevale l’interesse del neonato” è del tutto pleonastico per almeno tre motivi.

In primo luogo è pleonastico perché sta parlando di pochissimi casi di scuola, estremi. L’aborto oltre i tre mesi viene effettuato solo per gravi malformazioni o per gravi rischi per la salute della madre. Ma dai tre ai cinque mesi, quando se ne concentrano la gran maggioranza, non c’è alcuna possibilità di sopravvivenza del feto. L’aborto oltre la ventunesima settimana di gravidanza riguarda di per sé un numero molto limitato di casi l’anno, e un numero limitatissimo di casi di sopravvivenza del feto che non è rappresentativo di alcun comportamento sociale. … Leggi tutto

Tutti, pochi, nessuno?

Negli anni 50 iniziava una ricerca ambiziosa di rrisposte; era l’inizio di quella che poi divenne la corsa verso lo spazio, sia brama di potenza, sia ricerca di altra vita intelligente. L’universo appariva uno spreco assurdo, se ad usufruirne era solo l’Uomo, ovvero come complessità intelligente ed evoluta. Nasceva quindi la domanda spontanea: “Dove sono Tutti quanti?”.

Questa domanda divenne il famoso paradosso di Fermi. Quindi i primi viaggi spazialiavevano due motivazioni. La prima era l’istinto migratorio e la conoscenza, il secondo la ricerca di una vita alternativa e possibile. L’Uomo condannato da una solitudine esistenziale, cercava un potenziale compagno di viaggio in una sfida verso il tempo e il suo controllo. Il Dio consolatore e protagonista del sogno oltre la morte, veniva messo così a confronto con una nuova concezione che era la probabilità di un essere superiore avvicinabile e con cui iniziare un dialogo. Nasceva così anche la fantascienza e gli orizzonti più sfrenati e ambiziosi che la mente umana potesse concepire. L’Uomo immaginava quindi, una nuova solitudine ed una avventura nello spazio con i suoi inevitabili pericoli e le sue nuove sfide. Nuovi pianeti affascinanti e a doppio risvolto, come l’esperienza poteva collocare in categoria di amico o nemico, erano in nuovo orrizzonte. Il pianeta Terra, da piccolo puntino luminoso e simbolico, si allontanava sempre più e diveniva passato da cui si fuggiva tranciando tutti i ponti. L’Astronave nuova arca dell’Umanità, era il fulcro di una vita oltre la vita sino ad oggi pensata e proponibile.

Cosa sto cercando di trasmettere al possibile lettore? Est Ovest, Nord Sud, Oriente ed Occidente, sono solo punti cardinali o alba e tramonto? Cosa contiene una parola come occidente? Cosa ha significato l’Oriente e cosa sono oggi il nord ed il sud del mondo? In quale direzione scorre il tempo e dove si colloca il passato ed il futuro? Questa nostra madre comune che chiamiamo Terra, è inserita nell’Universo, in una posizione privilegiata rispetto al Sole, come pure contiene una infinità di diversità biologicamente rappresentative di quanto siano le differenze e le complessità forse rintracciabili nell’intero panorama universale, oggi proponibile e riscontrabile. L’evoluzione propone ciò che definiamo progresso e tecnologia, mentre il pianeta sta giungendo ad un livello di degrado che ci condurrà inevitabilmente alla catastrofe. Catastrofe non è solo fine della vita sul nostro pianeta, è invece impossibilità di andare oltre la nostra madre Terra, quindi raggiungere uno stato avanzato e ristretto da diversi fattori, per lanciarci in un viaggio nel sistema solare. Ciò che ci ha fatto giungere sin qui, sono proprio le diversità che ogni valore intrinseco dei significati racchiusi nei sopra citati punti cardinali, possono e potranno significare e trasformarsi in piattaforma di lancio verso l’infinito concepibile. L’extra terrestre che stiamo cercando o immaginando, non è che una nostra proiezione oltre il limite che è natura umana oggi conosciuta e concepita come tale. La specie umana si è estesa e moltiplicata, attraverso l’istinto migratorio e il superamento di quel che definiamo confine sia territoriale che mentale. L’Uomo ad immagine e somiglianza di dio, è il frutto immaturo di un disvelarsi della coscienza, la cui origine e il cui limite è ancora incerto e emotivamente inafferrabile o razionalmente concepibile. Domandarsi se l’umanità sarà in grado di estendersi nello spazio, appare cosa superba e improponibile, sia ad un lettore tendente alla ricerca scientifica, sia a quello più versato verso la Spiritualità. Delegare è il quotidiano, come il vivere politico o il partecipare sindacale. Ancor peggio, sono i pochi tentativi spesso ininfluenti o inadatti, di dare alla religiosità una direzione oltre il confine tra tradizione e progresso. Come caotici sono i flussi migratori, caotica è l’economia e il Diritto o il suo contrario. Innalzandoci oltre l’atmosfera, avremo forse una immagine più rialistica del caos che sono le nostre traiettorie di marcia, sia personali, sia delle merci, sia dei mezzi di collegamento sia terrestri che spaziali. Nel microcosmo lavorativo o casalingo, o se preferite di qquartiere, una rappresentazione fotografica ritmata, non rivelerebbe molto o non creerebbe immagini inconscie particolari, ma alcune foto scattate dallo spazio ad un certo ritmo, trasformerebbero il panorama immortalato su schermo o carta, rappresentazioni infinite di realtà possibili verso una nuova dissoluzione e un nuovo aspetto fenomenico. Questo potrebbe essere un esercizio utile, sia per noi cittadini comuni, che per le èlite del mondo. Forse una rappresentazione geometrica o artistico dell’insieme, aiuterebbero a trovare un senso ed una ecologia mentale di cui abbiamo estremo bisogno.

Uno dei miei sogni, è incontrarmi con il Generale Grant. Non sto pensando ad un viaggio nel mondo dei morti, ma solo verso il nuovo mondo, (l’America), in cerca del passato e del presente, in un dialogo epidermico tra me ed una sequoia di 4000 anni, a cui hanno affibiato questo nome così minuscolo della Storia. Noi con la nostra presunzione e la nostra visione antropocentrica, davanti ad una testimonianza di vita di 4000 anni, cosa possiamo provare e emotivamente assimilare in una tale situazione? Noi viviamo questa condizione, intesa come rapporto, ogni istante della nostra vita, ed ad ogni istante la respingiamo come un incubo o un trauma da rimuovere. Una visita al Generale Grant, puo essere considerata l’equivalente di un viaggio nello spazio per un astronauta. Seduti all’ombra di una sequoia di miliaia di anni, è vedere la propria immagine sulla Terra da una distanza che ci rende simili ad un formicaio. Noi calpestiamo le formiche, come ne fossimo i giudici ed i carnefici, ma non vediamo l’Universo che potrebbe calpestare noi con la stessa indifferenza e casualità. Quanti Uomini sono necessari per abbracciare il Generale Grant? Quanti saranno in grado di salire a diverse altezze dei suoi rami? Quanti giungeranno alla vetta? Diamoci la mano e formiamo un girotondo intorno al mondo, poi iniziamo a separarci e a inalzarci verso lo spazio e lasciamo che altri prendano il nostro posto. Alla prima piattaforma creiamo un nuovo cerchio e un nuovo girotondo, mentre alcuni proseguono e lasciano il posto a altri che stanno giungendo dalla nostra base di partenza. Una piramide, non è molto differente da una secuoia, o un cipresso al margine di un cimitero. Una astronave può essere a forma di piramide, o è solo la tomba di un Faraone che può divenire veicolo verso l’infinito? Forse è meglio tornare ai nostri punti cardinali e immaginare una rotta che ci ha condotto sin qui, poi… Ciò che ha garantito l’evoluzione sul nostro pianeta, quindi anche la nostra, è una posizione privilegiata rispetto al sole,un satellite grande come la Luna che ha fornito una stabilità al nostro asse, una

Una forte presenza di macchie tettoniche, una biodiversità capace di produrre una complessità in cui emergere come specie intelligente. Questo rivela quanto vi sia di visione antropocentrica nel nostro pensiero, quanta megalomania e ambizione di potenza domini le nostre scelte comportamentali e di ciò che definiamo progresso e civiltà. Solo sino ad un secolo fa, le culture presenti nel mondo, erano più o meno 5000, tutte con una forma diversa per giustificare il mito delle origini e la creazione. Quindi l’occidente, l’oriente, il nord o il sud del mondo, non sono che l’ultimo aspetto del nostro pianeta e dei suoi abitanti, che sono un piccolo segmento della conformazione della Terra e della storia umana. Come giustificare nella definizione del linguaggio, una frase come la “cultura occidentale,” , come giustificare la presunzione di un credo politico o religioso? Siamo davvero, in una graduatoria gerarchica, la specie prediletta da un dio, o siamo solo parte di un progetto evolutivo di cui sappiamo ciò che il nostro limite ci consente? Se l’Uomo, oggi detiene il dominio apparente del mondo, è dovuto al prodotto di milioni di evoluzione sia materiale che psichica e spirituale di riferimento. Il vincitore nel lungo periodo, non può essere un punto cardinale e la sua cultura dominante, ma sarà chi al fine riuscirà ad uscire dalla trappola del sistema solare, inteso come possibilità di habitat per le future genrazioni.Vivere la realtà è saperne distinguere gli aspetti verso cui si tende, come una pianta che piega il suo tronco verso la luce ed il sole. L’ombra e infine il buio totale, sembrano essere il nostro destino. Incapaci come siamo di piegarci al senso della vita e della luce,nel suo significato più profondo, stiamo usando il nostro tempo a disposizione, che dovrebbe condurci nello spazio e nel tempo, distruggendo ogni forma di possibilità capace di donarci questo panorama ancora neppure concepito o sognato. Sul nostro pianeta, forse più di una volta, una specie intelligente, ha avuto la possibilità di uscire dalla trappola dell’entropia, quindi raggiungere il punto critico per compiere il salto di qualità. La società capitalista e liberista, ha in sé il germe della sua rovina. La competizione e lo sfruttamento sia umano che della natura, saranno presto al limite della tollerabilità sia umana che della natura tutta. Questo dimostra, qual’ora ve ne fosse stato bisogno, quanto siamo parte del tutto e quanto sia demenziale ed egoista il nostro vivere quotidiano. Quanti si stanno domandando cosa sta accadendo e perché? Tutti? Pochi? Nessuno? Può avere un senso affidarsi ad una tecnologia senza una base etica e morale? Può la traduzionedel mezzo in fine, essere una risposta responsabile alle nostre scoperte scientifiche e biologiche? L’uomo del terzo millennio sarà strumento o fine del nostro viaggio sulla Terra? Un corpo protesi e una mente artificiale, può manlevarci dalla responsabilità dell’auto distruzione? Se l’attuale situazione politica e sociale, ha il suo potere più grande e oppressivo tra le mani di pochi, quanti potrebbero essere in grado di compiere il salto nello spazio? Ancora una volta: tutti? Pochi? Nessuno? Ci sarà davvero un Popolo eletto per il viaggio da qui all’eternità? Quante risorse sono necessarie per una avventura umana nello spazio? Ancora una volta: sarà la competizione, la volontà di potenza, la Fede, il patrimonio culturale, la tecnologia, la speranza, la biologia teorica, la forza o la violenza, che renderà possibile un domani prima che l’oggi non esista più? Ancora due gradi di calore, poi la Terra si ribella, ancora consumi sfrenati e le risorse per iniziare il nuovo viaggio, non saranno sufficienti. Quale ecatombe potrebbe essere così selettiva da permettere che pochi sopravissuti potessero realizzare il sogno? Credo che ancora una volta l’uomo salirà su una nuova arca con i tesori di un tempo e ripartirà da zero. Forse una nuova specie capirà i nostri errori e riuscirà ad essere la fiaccola dell’utopia sognata dall’Uomo troppo avido ed insaziabile per esserne il portatore. Un bene comune, o una idea celata nel nostro labirinto mentale, potrebbe illuminarci e darci la giusta traiettoria verso l’immortalità oltre il nostro Pianeta, ma saranno come sempre i pochi ad usufruirne, oppure tutti avremo una chance, o nessuno salterà il confine della propria mente ambiziosa e egocentrica o perversa e quindi fallimentare.

C’era l’Oriente, l’Occidente, il nord ed il sud del mondo, c’erano culture e sogni nei cassetti, c’era la paura e l’orgoglio, ma pur parlandone sino all’asfissia, mancava l’Amore.

Marinella Correggia

Carmine Pongelli: rompo il mio quotidiano silenzio nel seguire il suo blog, solo per ringraziarla della meravigliosa dritta relativa al manuale delle ecoazioni quotidiane scritto dalla Correggia.

M. Correggia, La rivoluzione dei dettagli. Manuale di ecoazioni individuali e collettive, Feltrinelli 2007.

Muri del Nord contro il Sud

Andrea Cacopardo: Primo, pensare che gli immigrati illegali siano ladri è come “il bue che dice cornuto all’asino”. Il nord o l’ovest hanno saccheggiato per secoli le popolazioni che adesso consideriamo del terzo mondo. Sono tanti i luoghi comuni ed i pregiudizi derivanti dagli insegnamenti che abbiamo ricevuto nelle scuole ed altre istituzioni che ci hanno inculcato una cultura di supremazia e di darwinismo sociologico che … Leggi tutto

Muri

Con Vittorio Maggi (con risposta mia): Scusi sig. Carotenuto, lei ha una porta con serratura a casa sua? Non fa entrare chiunque, prima vuole che si presentino? O no? Allora perchè si stupisce dei muri di difesa? Adirittura li paragona a quelli delle galere come era nella DDR? Nessuno obbliga nessuno ad andare a casa d’altri, ma se ci voglio entrare furtivamente, devo aspettarmi che il sig. Carotenuto mi prenda a calci nel sedere o mi opponga una porta con serratura ultimo modello. Se poi questo non è sufficente, perchè ladri e clandestini non si possono fermare, pazienza ma almeno si pone un argine.

Gennaro Carotenuto: Caro Maggi, lei appare confondere un appartamento privato con uno Stato. Ma l’Italia, o l’Unione Europea, non sono … Leggi tutto

La rivoluzione dei dettagli (salati!)

Cara Marinella Correggia,
mio dolce guru dei comportamenti politicamente corretti, ma se io, ligio alle buone pratiche consigliate dalla bibbia qui a lato, porto i miei sandali consunti al calzolaio, deciso a tirare avanti almeno tutto l’anno prossimo, per non caricare ulteriormente il pianeta della mia impronta occidentale e pure per risparmiare, e quello mi si piglia 10€ per dargli un’incollatina, non dovrebbe … Leggi tutto

Giù le mani da Beppe Grillo!

Con Marco Coscione, Mauro Pigozzi, Giovanni Morlino, Fabio Uli, Gigi Interesse con premessa mia

Gennaro Carotenuto: dei messaggi che seguono, tutti puntuali e utili, mi colpiscono due cose. La prima è quella che tutto vale pur di uscire dalla disperazione attuale. La seconda è che non essendoci un partito di “sinistra” che critica il sistema, allora questo vuol dire che la parola “sinistra” abbia perso di senso. Come se uno dovesse per forza di cosa aderire a qualcosa di esistente, e costruirlo apparisse un’impresa titanica.

Ripeto, per esempio, un’obiezione che ho espresso nel pezzo di stamane: se nessuno è colpevole prima della condanna definitiva, come si possono raccogliere firme … Leggi tutto

Bush: “Dovunque io volga lo sguardo vedo estremisti”

“Dovunque io volga lo sguardo vedo estremisti” ha affermato George Bush nel suo discorso davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ha scelto proprio questa raggelante espressione, che la dice lunga sulle paure di chi, per continuare ad imporre la supremazia statunitense sul pianeta (come scritto dagli ideologi neoconservatori nel “Progetto per il nuovo secolo americano”) ha imposto al pianeta stesso la guerra al terrore, e si rifiuta di vedere come il dolore generi più odio.

Ma se è il reazionario fanatico iraniano Mahmoud Ahmedinejad ad andare a Nuova York a dire che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non rappresenta più nessuno, allora vuol dire che tutti quelli che fanno finta di non sentirlo sono più reazionari e fanatici di lui.

Può nel 2006 il Consiglio di Sicurezza dare il diritto di veto alla Gran Bretagna e non all’India, alla Francia e non al Brasile, ammesso e non concesso che il diritto di veto non sia comunque una zavorra intollerabile?

Hugo Chávez, per scaldare la platea, ha iniziato il suo discorso con una battuta. Ha detto che in quell’aula dopo il discorso di George Bush si sentiva odore di zolfo. I presenti hanno riso, applaudito, poi Chávez ha argomentato seriamente per tutto il tempo che aveva. Per esempio ha invitato gli statunitensi a leggere Noam Chomsky. Poi ha citato lo stesso George Bush con quel suo terrificante “dovunque io volga lo sguardo vedo estremisti” (chissà perché glissato dalla stampa internazionale) ed ha argomentato, ha denunciato, ha proposto. I giornali del nord hanno edulcorato, minimizzato, ridicolizzato: “Quel buffone di Chávez va all’ONU a dire che Bush è il diavolo”. Null’altro.

Evo Morales, il grande lottatore sociale che coniuga il rispetto per la terra proprio della cultura nativa, con la prassi di mastino sindacale in un paese, la Bolivia, dove la classe operaia ha tradizioni sindacali gloriose e rivoluzionarie, con la modernità della democrazia partecipativa, ha fatto un intero … Leggi tutto