Wednesday 08 February 2012, 19:33

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(REPORTAGE) – Ciudad Juárez: Viaje al fin del neoliberalismo

Juarez3El sueño de la industrialización neoliberal se transformó en pesadilla. Ciudad Juárez, la de las maquiladoras y los feminicidios, frontera entre el norte y el sur del mundo, es hoy la ciudad más violenta del planeta. En los últimos dos años la guerra entre narcos, en la que está involucrado el ejército, ya causó 4.600 muertos y 100 mil refugiados.

Por Gennaro Carotenuto y Chiara Calzolaio desde Ciudad Juárez para Brecha

LLEGANDO A CIUDAD JUÁREZ desde el sur, la última hora de avión muestra con creciente angustia uno de los desiertos más áridos del mundo. No era así antes, cuentan los pocos lugareños autóctonos. Juárez tenía 30 mil habitantes en 1930, 300 mil en 1970, 1,5 millones en 2000, y perdió varias batallas por el control del agua del Río Bravo con El Paso, que desde 1848 pertenece a Texas.

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REPORTAGE – Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo (ultima parte)

Juarez5 Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.

Terza e ultima parte, la prima parte può essere letta qui, la seconda qui.

Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez

STATO D’ASSEDIO Da quando è stato eletto, il presidente Felipe Calderón ha dichiarato guerra al narcotraffico. La sua strategia non consiste nell’investire nella società civile e nella legalità ma nella militarizzazione del territorio attraverso il controverso esercito messicano. Questo è costruito per occuparsi dell’ordine interno e in molteplici contesti si è dimostrato essere pienamente coinvolto nel narcotraffico che dovrebbe combattere. Lo dimostra il fatto che il 16 dicembre 2009, a Cuernavaca (centinaia di km dal mare nello stato di Morelos), la DEA statunitense sia ricorsa alla Marina, nell’operazione per detenere e uccidere Arturo Beltrán Leyva, alias “il capo dei capi”. Questo, quella sera stessa, aspettava a cena il generale Leopoldo Díaz Pérez, responsabile militare dell’intera regione.

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REPORTAGE – Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo (seconda parte)

Juarez3 Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.

Seconda parte, la prima parte può essere letta qui.

Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez

MODERNITÀ Juárez è enorme. Lo spazio urbanizzato verso il deserto non ha limiti. Le grandi strade sono percorse da decine di pattuglie dell’esercito e della polizia federale. In mimetica vanno i militari, in nero la polizia federale, entrambi in passamontagna e armati fino ai denti. I posti di blocco asfissianti rallentano il traffico in una città dove il desiderio di normalità si scontra con la realtà. Non erano passate due ore dal mio arrivo in città quando sono stato fatto scendere dall’auto per una perquisizione corporale circondato di militari armati.

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(REPORTAGE) Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo

Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.

Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez

Arrivando a Ciudad Juárez dal Sud, dalla mesoamérica cuore della nazione messicana, l’ultima ora di aereo mostra con crescente angoscia uno dei deserti più aridi del mondo. Non era così prima, raccontano i pochi juarensi che non sono immigrati. Juárez aveva appena 30.000 abitanti nel 1930, 300.000 nel 1970 e 1.5 milioni nel 2000 e ha perso varie battaglie per il controllo dell’acqua del Río Bravo con El Paso, l’ex quartiere dall’altro lato del fiume e che dal 1848 appartiene agli Stati Uniti.

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Guido Piccoli: Farc, ETA, Chávez e… perché no, Belzebù


La notizia è di quelle bomba. Scoperti vincoli tra le Farc e l’Eta, sotto la protezione del governo Chávez. In realtà il nostro Saviano aveva già annunciato d’avere le prove della collaborazione tra Farc e Eta. Al posto di Chávez aveva sistemato la camorra campana e il legame tra i tre soggetti erano la droga e le armi.

Il giudice Velasco spara più in alto, attaccando il Venezuela. E di mezzo c’è il terrorismo, cioè il reciproco addestramento di Farc e Eta sull’uso degli esplosivi e l’aiuto che l’Eta avrebbe dato ai guerriglieri per ammazzare presidenti, ambasciatori e politici colombiani. Ci siamo presi la briga di leggere la documentazione che il giudice rende pubblica (Auto de procesamiento 75/09).

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Il generale Mario Montoya coinvolto nel massacro di San José de Apartadó

Testimonianze dal lager di Corelli in sciopero della fame

A Corelli, dopo giorni di sciopero della fame i detenuti e le detenute cominciano ad essere debilitati ed indeboliti. Ad alcune ragazze del reparto trans sono state fatte flebo di liquidi; una è stata portata in ospedale. I detenuti hanno fatto la richiesta per esser pesati e controllati costantemente da personale medico, come è prassi durante ogni sciopero della fame, ma questo, nel centro di Corelli,  non avviene. Tuttavia, nonostante le difficoltà, i reclusi continuano con determinazione, supportati anche dalla solidarietà degli antirazzisti che continuamente portano acqua e succhi al centro e mantengono ininterrottamente i contatti. 

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Quattro conti sul nucleare

Leggendo su “Le Monde” ho trovato un articolo interessante: dal titolo “La filière nucléaire française subit un revers majeur” il cui autore discute, con un filo di rammarico per l’economia francese, del fatto che il consorzio industriale del suo paese formato da EDF, GDF Suez, Areva, Total, Alstom e Vinci, ha perso una grossa commessa per la costruzione di 4 centrali nucleari negli Emirati Arabi Uniti.
Tale concorso e` invece stato stato da un consorzio coreano-giapponese in cui figurano Kepco, Hyundai, Samsung e Toshiba-Westinghouse.
vedere http://www.lemonde.fr/economie/article/2009/12/28/la-filiere-nucleaire-francaise-subit-un-revers-majeur_1285357_3234.html#ens_id=1263249
La cosa che sucita interesse e che la costruzione di quattro reattori da 1400 MegaWatt ciascuno costa 20,4 miliardi di dollari ovvero 14,11 miliardi di euro.
Facendo “i conti della serva” deduciamo che: 14110 milioni / 5600 MW = 2500 euro/KiloWatt, ammesso che tutto vada bene e non ci siano spese impreviste.
Questo significa che per produrre un kiloWatt occorrono 2500 euro? No ovviamente, occorre comprare l’uranio (ce n’e` poco) e arricchirlo, pagare il personale, dall’ingegnere alle guardia armata alla porta (non vorremmo lasciare entrare chiunque in una centrale nucleare vero? ) pagare quattro soldi anche al povero “sfruttato” pakistano addetto le pulizie, smaltire le scorie radioative, mantenere l’impianto di refrigerazione, consumare acqua e sali di per il raffreddamento, un po’ di carbone che anche alle centrali nucleari serve.. insomma, le solite spese di amministrazione di una centrale nucleare.
Per fare 1 kW di corrente basterebbero, al sole d’Arbia, 3 metri quadrati di superficie coperta a pannelli solari (se fossimo in italia occorrerebbero anche quattro o cinque metri quadrati a seconda delle regioni) ovvero circa la superficie del tavolo dove abbiamo consumato il pranzo di natale con amici e parenti.
Dunque, riprendiamo la calcolatrice… per fornire la stessa energia (5600MW) occorrono circa 4KWh/m2 * 5600MW * 1000KW/MW = 22.4 km2 insomma un quadrato del lato di meno di 5Km. E` tanto? rappresenta meno dello 0.03% della superficie degli Emirati i cui sultani hanno scelto di costruire le quattro centrali.
Anche senza contare la pericolosita` delle scorie, il rischio di incidenti, anche senza comprare le piu` care centrali francesi ma accontentandosi dei saldi coreani, anche nella speranza di non avere imprevisti nelle costrzioni, pure ammesso che nessun politico o industriale voglia una fettina dell’investimento, ancora: ammesso che non si debba spendere per mantenere forze di polizia che caccino via inopportuni manifestanti, ammesso che la mafia non faccia lievitare i costi, ammesso che i lavori non vengano bloccati per carenza di fondi o per qualsiasi altro impedimento naturale, ammesso che tutta la popolazion partecipi entusiasta in amicizia e armonia alla costruzione, ammesso che poi non si viva nel terrore di incidenti ed attentati, ammesso che nessun governo faciia leva su queste paure per esercitare politiche di controllo e repressione.. il risultato resta sempre lo stesso: le centrali nucleari costano piu` dei pannelli solari.
Non dimentichiamo, quanto dura una centrale nucleare? quarant’anni circa, ovviamente impegnandosi in una continua manutenzione, un pannello? Quelli attuali venti anni, poi perdono gradatamente di efficacia, ma quasi non necessitano di manutenzione.
L’energia solare comincia prudurre dal giorno dell’installazione che richiede poche ore,nel caso di un piccolo impianto domestico, certo di piu` per grandi impianti ma di certo meno rispetto agli anni necessari alla costruzione di una centrale.
E se finissero i soldi a meta` strada? con una centrale termonucleare costruita a meta` o quasi finita avremmo zero kiloWatt, con impiati solari avremo la meta` dell’energia disponibile.
Solo paesi con un bisogno terribile di spendere tanti soldi (gli emirati, la cina) o con condizioni climatiche sfavorevoli (la finlandia) costruiscono nuove centrali nucleari, altrove i lavori sono stati sospesi (sudafrica) o dove progrdiscono, sono drogati da finanziamenti pubblici, e l’avanzamento stenta tra mille difficolta`, rinvii e rincari.
Chi guadagna allora con l’industia nucleare? I lavoratori? portare a casa lo stipendio costruendo centrali o impianti solari o eolici non cambierebbe il peso delle buste paga. Gli utenti? di certo no l’energia solare e` piu` cara e, in caso di guasti, sarebbe piu` complicato riparare una centrale che cambiare un pannello. I possessori dei grandi gruppi industriali? Si, avrebbero cosi` il monopolio dell’energia, per loro sarebbe invece piu` difficile monopolizzare un mercato fatto di piccoli investimenti. Gli stati autoritari? di certo, per un qualsiasi governo e` piu` facile tgliare i cavi anziche` smontare migliaia di pannelli, mantenere i sudditi nel terrore dell’attentato o dell’incidente, e, chissa`? bombardare la centrale dell’odiato vicino.

Messico giudicato colpevole di feminicidios e desapariciones

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Sussurri e grida di Donne Giornalismo da Montalto e dintorni

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Colombia e Venezuela: amore e odio

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“Non processate Bob Marley”: la persecuzione del Reggae ai tempi di Giovanardi

bob_marley66 Anche a voler restare al di sopra delle parti, volontariamente impassibili davanti all’irresistibile fascino dei ritmi “in levare” del reggae giamaicano, è difficile non intuire un accanimento persecutorio ed ideologico nella vicenda che riguarda l’indagine penale aperta dalla Procura di Tolmezzo sul Rototom Sunsplash Festival, il festival reggae più grande d’Europa che da 16 anni, ogni estate, attrae a Osoppo, in provincia di Udine, centinaia di migliaia di giovani e di donne (160 000 quest’anno, di cui la metà stranieri) affamati di musica, di discussione e di esperienze collettive. L’accusa è di favoreggiamento all’uso di sostanze stupefacenti, e individua in Filippo Giunta, presidente dell’associazione Rototom, il capro espiatorio di quella che si candida a diventare, con probabile premeditazione, una lezione esemplarmente punitiva per tutti i festival, i meeting e gli eventi musicali che ogni anno accolgono fiumi di ragazzi e ragazze.

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Messico violento o Messico lindo y querido? Alcune verità su violenza e narcotraffico

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La violenza in Messico è uno dei temi più controversi e discussi da sempre e la dichiarazione di guerra al narcotraffico da parte del presidente della Repubblica Felipe Calderón, in carica dal dicembre 2006, ha diffuso internamente e all’estero l’immagine di un paese dove si muore molto facilmente e sulla stampa s’è affermata l’idea di una progressiva “colombianizzazione” di molte regioni del paese. Inoltre la familiarità con la morte, con le sue raffigurazioni e il suo culto in miriadi di forme ed espressioni diverse rappresentano elementi culturali molto vivi nell’identità messicana e nell’immaginario trasmesso all’estero. … Leggi tutto

Costituzione, diritti inalienabili dell’uomo ed il disoccupato povero

Gli unici veri diritti gratuiti e garantiti in ogni tempo dalla Costituzione, Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla società.

Non sono un avvocato ne’ un filosofo o un giornalista; sono solo un “nessuno buonuomo” e quel che segue è ridicolo basso sarcasmo.

“Aver diritto significa poter sempre avere gratis senza dover chiedere permesso a nessuno”.

Caro disoccupato povero “di lungo corso” o futuro disoccupato, questi sono i tuoi veri diritti sempre garantiti per i quali non si spende nulla:

COSTITUZIONE ITALIANA. http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html

Con riferimento agli articoli:

Art. 1, 4, 35, 36 e 37)
Hai diritto gratuito di lavorare gratis (ma se fai danni paghi lo stesso).
Lavorando gratis puoi riposarti quanto e quando vuoi.
Se insisti a fare il disoccupato sappi che le disoccupate povere hanno gli stessi diritti gratuiti dei disoccupati poveri. I disoccupati poveri hanno il diritto gratuito di non essere retribuiti, alla pari con le donne.
Ma non stare allegro, moralmente sei quantomeno colpevole e sei in una condizione socialmente riprovevole: il lavoro in Italia è soprattutto un dovere.
Hai il diritto gratuito di essere il sovrano di te stesso (forse).
Art.13 e 16)
Hai diritto gratuito di andare dove vuoi nei boschi isolati completamente nudo per non poter spendere,. È comunque consigliabile pagare per avere la carta d’identità senza la quale, se segnalato, puoi essere fermato per accertamenti e forse internato.
Per tornare o andare in città la foglia di fico non è più consentita.
Le mutande non sono un diritto gratuito garantito ma sono un obbligo per legge in luogo frequentato.
Se ti vesti con abiti donati dalla Caritas (che non sono un diritto) hai diritto a passeggiare gratis sul suolo pubblico (non aree militari) quanto le tue gambe ti consentono e anche con i tuoi amici ma meglio se pochi per volta.
Art. 14)
Hai diritto di abitare gratuitamente in una grotta del Demanio. È roba anche tua.
Non puoi però abbattere alberi per scaldarti: il verde è protetto.
Non si sa nemmeno se puoi mettere all’ingresso una chiusura in legno: il paesaggio è protetto.
Art. 15)
Hai diritto di parlare gratuitamente nell’orecchio degli amici (segretezza). Però non si sa se gli estranei ti permetteranno di avvicinarti tanto per mantenere questa riservatezza gratuita.
Qualcuno potrebbe anche allontanarti ritenendoti non educato.
Art. 17)
Hai diritto gratuito di riunirti a casa tua con tutti gli amici che vuoi e far chiasso entro gli orari del regolamento condominiale e comunque non dopo le ore 23.
Comunque meglio non far troppo chiasso se non si vuole essere evitati perché ritenuti maleducati.
Se vivi in una grotta demaniale, non si sa se si ha diritto gratuito di riunione senza permessi delle autorità: è luogo pubblico. Essendo grotta naturale potrebbero esserci motivi di sicurezza.
Art. 18)
Hai diritto gratuito di fare amicizia con chi te lo consente. Per essere certi che sia un diritto fai amicizia con un cane, loro non ti diranno mai di no.
Se abiti in una grotta demaniale la riunione con i tuoi amici potrebbe essere interpretata come segreta (luogo nascosto).
Attenti ai temperini degli scout, non portateli addosso o non lasciateli nella grotta.
Art. 21)
Hai diritto gratuito di pensare tutte le poesie che vuoi e declamartele a voce moderata davanti ad uno specchio a casa tua. Puoi anche provare a declamarle ai tuoi amici ma non è un diritto in quanto ci vuole il loro consenso. Potrebbero annoiarsi e non dirtelo per gentilezza.
Attento a cosa scrivi gratuitamente in Internet con un computer prestato a casa d’altri. Non ci mettere il tuo nome. Non è riconosciuto come diritto.
Ho letto la preghiera di una ragazza che chiedeva di cancellare la sua opinione con il suo nome perché l’intervento le era costato dei fastidi sul lavoro.
Le autorità potrebbero chiederti come ottieni il pane quotidiano che ti dà la forza di recitarti le tue poesie periodicamente.
Non dire mai parolacce.
Art. 22)
Hai diritto alla tua cittadinanza ma non gratuitamente, nessuno te la può togliere finchè non dai veramente fastidio. Stai tranquillo, siccome devi pagare anche la tua carta d’identità, senza che tu possa fare una lira, nessuno te la vorrà mai rubare.
Hai diritto al tuo nome. Stai tranquillo, siccome sei un povero nulla, nessuno vorrà essere scambiato per te.
Art. 24)
Hai diritto gratuito di evitare a tutti i costi di finire in giudizio con chicchessia.
La consulenza dell’avvocato non la passa lo Stato e non si sa mai come va a finire.
Art. 27)
Forse hai diritto a vivere gratuitamente in una grotta demaniale. Lo faresti volontariamente e non sarebbe ritenuto una pena comminata contraria al senso di umanità (?). Potrebbe essere considerata una rieducazione ai valori fondamentali della vita.
Hai diritto gratuito di non essere ucciso dallo Stato.
Però può capitare che la società ti faccia morire.
Art. 29, 30 e 31)
Hai diritto gratuito di masturbarti in privato (è una grande conquista dello Stato laico ma non lo far sapere perché fa brutta impressione. Ricorda: il povero ha solo la sua precaria dignità).
Il matrimonio non è un diritto in quanto bisogna chiedere il permesso del futuro coniuge.
Se proprio ti vuoi cacciare in un vicolo cieco puoi sposarti gratis ma non potrai fare figli perché sono un dovere e costosissimo.
Finchè sei bambino fai tenerezza e ti aiutano (se stai buono e obbedisci).
Art. 32)
Hai diritto gratuito di farti avvelenare dall’inquinamento dalla società che ci guadagna su (ma tu hai sempre pagato).
Se per le difficoltà, causate dalla società, impazzirai, avrai il diritto gratuito di essere internato e curato con le tasse indirette che pagasti.
Art. 33)
L’arte è libera. Hai diritto gratuito di fare tutti i disegni che vuoi sulla sabbia di qualunque spiaggia. È Demanio e non costa niente.
Se proprio vuoi spendere (ma non lo fare) hai diritto di fare tutti i disegni che vuoi con carta e matita ed hai diritto gratuito a regalarli a chi vuoi (non cercare di venderli perché è tempo perso e tutti i galleristi ti chiederanno soldi senza garantirti una sola vendita che puntualmente non avviene).
Hai diritto gratuito di cantare a bassa voce o fischiettare quel che vuoi ma non negli ospedali ed in chiesa.
La scienza è libera ma costa ed è per pochi. Non è per te.
Art. 34)
L’istruzione di base è un diritto gratuito ma bisogna spendere per andarci vestiti. Non puoi non andarci perché è un obbligo però i vestiti non sono un diritto.
Art. 38)
Hai il diritto gratuito di stare molto attento a non farti male.
Art. 39)
Hai il diritto gratuito di essere libero dai sindacati.
Art. 40)
Hai il diritto gratuito di scioperare quando e quanto ti pare senza nessun preavviso e senza nessun permesso.
Art. 41)
Hai il diritto gratuito di far da mangiare gratis per chiunque tu voglia invitare. È un utile fine sociale.
Art. 42)
Hai il diritto gratuito di abitare in una grotta del Demanio. Ti conviene.
Ho conosciuto un impiegato dello Stato, che abitava al confine elvetico, che in Italia non aveva quasi nulla. Tutto in Svizzera.
Art. 45)
Hai il diritto gratuito di farti da mangiare artigianalmente ed essere tutelato dallo Stato nella tua attività di cuoco in proprio. Lo Stato ti incoraggerà a chiacchiere a cucinare di più in modo da svilupparti il giro vita.
Art. 47)
Hai il diritto di pagare tutte le tasse indirette e le spese per gli adempimenti di legge che, non avendo nulla in cambio, aumenteranno molto il tutelatissimo “risparmio” dello Stato. Complimenti! Sei un eroe! Ti daranno la medaglia di stronzo (il bronzo è di troppo valore).
Art. 48)
Hai il diritto gratuito di andare a votare. Sei disoccupato e non hai niente da fare. È vicino e tanto per te non cambia niente. Perché non ci vai?
Art. 49)
Hai il diritto (non so se gratuito) di rivolgere petizioni alle Camere per rivendicare i tuoi diritti e necessità che sono quelle di tanti altri. Sei disoccupato e non hai niente da fare. Perché non lo fai? Tanto lo sanno già e fan finta di niente? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire?
Art. 52)
Hai il diritto gratuito di perdere un anno di vita per, solitamente, imparare poco o nulla su come si difende la patria. Ancora non sai che la madre patria ti fregherà e ti cannibalizzerà per sostanziale diritto di legge che tu, sovrano imbecille, gli hai concesso. D’altronde è un dovere sacro come sacro è quell’osso dove ti darà un bel calcione lo Stato e la società.
Art. 53)
Hai il diritto gratuito di donare anche il sangue senza chiedere nulla in cambio. Sarai un doppio eroe! Ti daranno due medaglie di stronzo.
Art. 54)
Hai il diritto gratuito di essere come un cane anche se ti hanno già abbandonato sulla autostrada.
I cani hanno una legge che li protegge dall’abbandono, tu no.

Ora vengono i diritti gratuiti inalienabili dell’uomo garantiti che non stanno nella Costituzione.

1)
Diritti per sfamarti:
Hai diritto gratuito di cacciare le lepri nel periodo stabilito dalla legge correndogli dietro ed acchiappandole con le mani nel numero giornaliero massimo stabilito dalla legge. È Demanio, sono anche tue.
Puoi anche abbatterle tirandogli dei sassi. Attenzione però ad eventuali denunce per porto di armi improprie.
I gatti sono attualmente protetti dalla legge.
I topi si possono cacciare tutto l’anno. Suggerirono l’uso di grandi quantità di pepe per poterli mangiare. Il topo è caccia libera, non è neanche Demanio. È un tuo diritto gratuito (attento a non farti scoprire o avranno tutti schifo e ti eviteranno come la peste).
2)
Hai diritto gratuito di bere alle poche fontanelle pubbliche rimaste. Se sei in aperta campagna anche nei fossi.
3)
Hai diritto gratuito a respirare liberamente (in città a tuo rischio e pericolo).
4)
Hai il diritto gratuito di fare i tuoi bisogni nel bosco (in casa paghi la depurazione, in città hanno tolto tutti i vespasiani e nei bar se non consumi ti dicono che è rotto e comunque non è un diritto)
5)
Hai il diritto gratuito di guardarti intorno quanto e quando vuoi ma fuori delle aree militari.
6)
Hai il diritto gratuito di farti il bagno in un torrente. È Demanio.
7)
Hai il diritto gratuito di dormire quando e quanto vuoi. Non hai niente da fare (ma che non si sappia perché fa una bruttissima impressione e poi c’è il dovere al lavoro, vagabondo!).
8)
Hai il diritto gratuito di soffrire quando e quanto ti pare. Nessuno te lo impedirà.
9)
Hai diritto ma non gratuito di alcolizzarti per dimenticare. La droga è un crimine, l’ alcool no.
Da disoccupato schedato forse hai il diritto di avere gratuitamente (ma non è vero) la droga di Stato (psicofarmaci) per alleviarti le sofferenze che ti impone la società che lucra sulla tua esclusione, estorsione delle tasse indirette ed estinzione.
10)
Hai il diritto gratuito di morire di vecchiaia o malattia. È gratis perché nessuno potrà più farti pagare una lira per bruciarti. Ma di te non rimarrà nemmeno la cenere.

Poi ci sono quelli che sembrano diritti ma non lo sono.

1)
Non hai diritto di non fare nulla. La Repubblica è fondata sul lavoro ed è un dovere contribuire con il proprio lavoro anche se non ti vuole nessuno e non servi a nulla (cornuti e mazziati). Art. 23) Se non farai lavori socialmente utili anche se sei laureato, in un Italia dove il lavoro serve sempre meno, ti negheranno il sussidio e ti deruberanno estorcendoti le tasse indirette.
È loro diritto per legge e queste leggi esistono perché tu, sovrano imbecille, glielo hai permesso e sei stato troppo vigliacco per revocargli la concessione. Ormai hanno preso il sopravvento e ti hanno detronizzato. Anche per questo sei disoccupato.
Ricorda! Oggigiorno neanche la schiavitù è più economicamente conveniente ma nessuno te lo dirà mai chiaramente. Ormai ci sono le “macchine” ed i paesi poveri.
Il loro scopo è temporeggiare, tenendoti buono, fino alla tua morte possibilmente senza figli (ci sono le “macchine”, siamo in troppi).
Se poi hai ancora l’illusione che il lavoro sia un diritto leggiti , “flexicurity”che cita il Prof. Sandro Trento (http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/un_punto_delleconomia/una_flexicurity_anche_in_itali.php?notifica ). Si evince che senza la flexicurity sarebbe stato normale e niente di male che decine di migliaia di giovani restassero parcheggiati in disoccupazione per lunghi anni divorati dalle tasse indirette (ma è normale, legale e quindi lecitamente morale alla faccia della solidarietà o come diceva Trilussa: “solitarietà”).
Alla fine si capisce con tristezza che succede perché non c’è più la paura di Stalin con i suoi carri armati e missili ad un passo dal confine.
2)
La comunicazione (bisogno essenziale per l’essere umano) non è un diritto. Basta provare a rivolgere la parola a qualcuno scortato da guardie del corpo.
Comunque chi può dare una risposta, che ti salverebbe la vita, non te la darà. Non si svelano gli affarucci degli amichetti.
3)
L’uguaglianza non è un diritto e non è gratuita “non contendere con il giudice: il verdetto sarà sempre a suo favore”. Notizia di cronaca di un cittadino che per aver infastidito Sgarbi in pubblico è stato allontanato e verbalizzato dalla pubblica sicurezza che gli ha detto: “Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro”. Se è vero, all’uguaglianza non credono neanche quelli che sono stipendiati per farla osservare.
4)
La sicurezza non è un diritto gratuito. Lo sanno bene i senza tetto che ogni tanto vengono aggrediti.
5)
La legittima difesa in pratica non è un diritto e non è gratuita. Chi dorme all’aperto non può detenere armi.
6)
La supplica in ginocchio a mani giunte non è un diritto. A molte persone dà molto fastidio perché, la richiesta indebita di rinunciare a parte dei loro privilegi, li costringe a dire di no (che è una parola proibita dalle convenzioni). Non lo fare, rovinerai il loro diritto ad un agio perfetto e dopo ti eviteranno come la peste.
7)
Non hai diritto di separarti dalla società e dallo Stato che ti hanno fregato per tutta la vita.
Anche in questo siamo come ai tempi del Re assoluto in cui il popolo era roba sua. A quei tempi solo l’anima non era del Re (che però non era neanche del popolano ma era di Dio che in compenso era affidabile, buono e generoso nell’aldilà).
L’azionista di una S.p.A. può uscire dalla società che lo deruba dei suoi dividendi portandosi via il capitale con cui era entrato a farne parte. Tu no.
Se, imbrogliato, offeso, derubato e ormai senza figli, cercherai di separarti, non ti riconosceranno mai il tuo capitale societario: la tua parte di Demanio. Tu ed i tuoi avi la pagaste e la paghi e loro ci lucrano su.
Anche se affermano che è tua, non solo non te la restituiranno mai, caro ex sovrano imbecille, ma se insisterai, con tutta probabilità i subdoli usurpatori ti faranno internare.
E non basta. Se ti rifiuterai di pagare le tasse indirette (come! Tu sei il sovrano e devi pagare le tasse?)
adducendo il diniego al fatto che ne’ la società ne’ lo Stato usurpatore, che ti dovrebbe rappresentare, ti hanno mai dato nulla in cambio, ti manderanno l’incaricato dello Stato a pignorarti quello che ti rimane.
Se cercherai di difenderti per vie gerarchiche o legali non potrai perché ti accorgerai che non esistono leggi per te (comunque, come mi è già capitato, hanno sempre ragione loro e quando l’ingiustizia è palese cominciano a farti girare in tondo giocando allo scaricabarile: l’irresponsabilità dello statale).
Se poi farai giusta resistenza (giusta ma non legale, si sa come sono gli usurpatori), ti manderanno a prendere dai loro uomini armati (che ancora paghi tu, ex sovrano imbecille e vile) che utilizzano per difendere le loro ricchezze ed introiti dicendo a tutti di servirti.
Se poi farai giusta, ma non legale, resistenza fisica, oseranno violare la tua sovrana dignità mettendoti le loro manacce addosso dicendo oltretutto a tutti che tu, il loro sovrano, hai commesso un crimine resistendogli.
Se alla fine, come tutti i sovrani, cercherai di difenderti dall’aggressione della milizia dell’usurpatore con le armi, ti uccideranno senza rimorso (la maggioranza si attacca a qualunque alibi gli venga fornito pur di non sentirsi cattiva): il mensile del loro soldo viene dalle tue tasche (e solo dalle tasche di quelli come te, pensaci!) ma glielo danno i tuoi usurpatori e loro glielo possono revocare e tu no, caro ex sovrano imbecille. Oltretutto non ti sei mai accorto che gli usurpatori li facevano giurare indirettamente a loro e non a te.
Caro ex sovrano, la storia è antica e sempre uguale sia nel piccolo che nel grande: quando deleghi il potere a qualcuno e te ne vai via per troppo tempo, quello, piano piano zitto zitto, prenderà il tuo posto, come succedeva con gli antichi feudatari, e poi, se vorrai recuperare le tue prerogative, dovrai fargli la guerra. E la dovrai vincere perché chi perde la guerra ha sempre torto e paga i danni.
Per finire non ti sei accorto che gradatamente, prima con la scusa di un sequestro nel lontano 1956 poi con l’alibi degli anni di piombo, ti hanno ormai disarmato completamente. Per toglierti anche l’idea della difesa vogliono anche dichiarare certi giocattoli (softair) “armi depotenziate”.
Poi, fare la guerra per ristabilire i propri diritti, ma a chi?
La grande invenzione dell’epoca contemporanea: la sostanziale irresponsabilità, per un gioco di leggi, dei governi a tasche piene dei soldi dei loro sovrani traditi. E se, vittima di palesi ingiustizie, ti ribelli, per il solito gioco di leggi, il traditore risulti tu (che non hai mai giurato a nessuno) (nota bene: mentre la maggioranza della P.A. deve giurare a “qualcosa”, i tuoi usurpatori non hanno mai voluto giurare a niente e nessuno e tu non te ne sei mai accorto).
Alla fine per separarsi bisognerebbe fare come il nostro vecchio Re: andare a morire in esilio chissà dove.
Al nostro vecchio Re uscente hanno riconosciuto, dicono, dei rimborsi, a te, sovrano travicello, no di sicuro.
Un altro sputo in faccia.
Caro sovrano popolano disoccupato imbrogliato e derubato, sono sessant’anni che ti prendono in giro e ti hanno appeso alle spalle la coda dell’asino che sei ma di questo, ormai, ce ne siamo accorti tutti.

Fine!

Che fatica! Troppo lungo. Alla fine tutto viene a noia. Non valeva la pena, tanto si annoieranno anche quei due gatti che lo leggeranno a metà. Oggigiorno non c’è tempo da perdere. Le notizie vanno valutate e consumate a colpo d’occhio.
Ma tanto sono disoccupato senza moglie o fidanzata, senza figli, senza un futuro perché è troppo tardi e non ho niente da fare.

Concludendo:
Perché sono inalienabili i veri diritti gratuiti garantiti? Perché nessuno li vorrebbe per sé.
Ti concedono gratis solo quello che buttano via e non mostrarti troppo ansioso di raccoglierlo perché potrebbero anche pensare di vendertelo.

Adesso capisco il perché di una frase di un americano (con tutti i loro limiti) che sosteneva che la democrazia era un meraviglioso albero che però aveva bisogno di periodiche alimentazioni di sangue.

A settembre si muore meno Impressioni…

In Italia a settembre si muore meno, merito del sole e delle vacanze estive: “la bassa mortalità in Italia e in altri Paesi del Mediterraneo nel nono mese dell’anno sarebbe dovuta all’effetto fisiologico di un’aumentata sintesi della vitamina D, combinato con i benefici dell’ozio anti-stress nei giorni di ferie”.

Trovo  altre Impressioni di Settembre e vado a ritroso.

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