Thursday 09 February 2012, 14:21

Gli articoli con tag: " dittatura militare "

Cristina Fernández minacciata

Nella giornata di ieri, Aníbal Fernández, capo di gabinetto del Consiglio dei ministri della Repubblica Argentina, ha informato la stampa di alcune minacce alla sicurezza personale della Presidentessa  Cristina Fernández de Kirchner, udibili come interferenza sulle frequenze radio, durante un volo in elicottero tra la residenza e la Casa Rosada. Nella registrazione degli otto minuti di contatto tra il velivolo presidenziale e la torre di controllo, si odono in tre riprese le minacce intervallate dalla musica una marcia militare comunemente associata alla memoria dell’ultima dittatura militare.

… Leggi tutto

Intervista a Nelly Arrobo Rodas. Presidentessa della Fundación del Pueblo Indio Ecuadoriano

Intervista a Nelly Arrobo Rodas. Presidetessa della Fundación del Pueblo Indio Ecuadoriano

Perché Monsignor Proaño riposa qui a Pucahuaico?

Dunque dobbiamo fare qualche passo indietro. In data 29 genaio 1985 Leonidas Proano abbandonò l’incarico di Vescovo di Riobamba. Restò in questa città fino all’aprile dello stesso anno pensando di restarci a lungo, me nel frattempo si rese conto che non era possibile. Un avvenimento, poi lo scosse. Alla scadenza del suo mandato come vescovo di Riobamba, non fu nominato nessun vescovo titolare se non un ausiliare che ebbe il compito “d’amministrare l’ordinario”. Con questa scelta, praticamente, si voleva mettere in discussione il suo lavoro. Per lui tutto questo fu un vero e atroce castigo. Quindi pensò che Riobamba non fosse il luogo adatto per continuare le sua attività. Cercava costantemente un posto dove poter andare e alla fine non avendolo incontrato decise di ritornare nel suo paese natale: San’Antonio de Ibarra. Nello stesso mese, cioè nell’aprile del 1985, fu istituito il Primo Dipartimento Pastorale Indigeno. Al Monsignor Proaño giunse, finalmente, una buona notizia. Fino ad allora non esisteva un Dipartimento per gli indigeni e Monsignor si domandava come mai esistesse per l’Opus Dei e per i militari e non per gli indigeni.

… Leggi tutto

Le instancabili nonne di Buenos Aires trovano un altro nipote

abuelas3 A 33 anni dal colpo di stato genocida dei 30.000 desaparecidos, le “Abuelas de Plaza de Mayo” l’organizzazione nata per cercare i bambini, oggi adulti, nati in cattività e le madri dei quali sono state assassinate dalla dittatura militare, annunciano oggi in conferenza stampa il ritrovamento del novantottesimo nipote recuperato.

È l’ennesimo successo di quella che è una battaglia instancabile per il diritto all’identità e alla memoria dei figli dei desaparecidos.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Argentina, la riforma agraria dell’informazione

091011020443_sp_medios_afp_226x170 A Buenos Aires è stata approvata la Legge sui media che sostituisce quella voluta 30 anni fa dalla dittatura militare. Da domani in Argentina i media saranno distinti tra pubblici, commerciali e partecipativi (ONG, cooperative, università, media comunitari, sindacali, gruppi religiosi, femministi, associazioni, popoli indigeni) e ognuno di questi tre gruppi non potrà avere più di un terzo dello spazio totale. Si mette così un freno alla concentrazione editoriale, ai monopoli dell’informazione e all’occupazione dell’immaginario collettivo da parte del pensiero unico mercatista.

Dall’enunciato stesso della legge si evince la portata del provvedimento: La “legge sui servizi di comunicazione audiovisuale” ha come obbiettivo “democratizzare e universalizzare le nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione; impedire la formazione di monopoli e oligopoli; fomentare la produzione nazionale; propiziare la partecipazione di cooperative, università, popoli originari e organizzazioni senza fine di lucro nei media argentini”.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica e entra nel post per vedere alcune prime pagine del “Clarín”.

… Leggi tutto

Víctor Polay Campos: una vita spesa nella guerra all’ingiustizia

di Marinella Correggia, Annalisa Melandri

“Il Manifesto”, 10 settembre 2009

«Ora soluzione politica»

Intervista dal carcere del Callao, dove è sepolto vivo da quasi 20 anni, a Víctor Polay, leader dell’Mrta, il Movimento rivoluzionario Túpac Amaru. «La nostra lotta era giusta e non è stata vana. Ma il tempo delle armi è finito: in Perú e in una America latina che va vista con speranza e ottimismo»

… Leggi tutto

Frei Betto: l’Amazzonia ferita aperta del Brasile senza riforma agraria

brasilesemterra L’Amazzonia e il dramma dei Senza Terra dividono il partito di Lula il quale non può ripresentarsi alla presidenza. Due donne ministro si affrontano e spaccano il Partito dei Lavoratori offrendo alla destra la possibilità di vincere le elezioni 2010.

Dilma Rousseff, ministro dell’Economia, come Lula in galera e torturata dalla dittatura militare, è l’erede designata a succedergli; Marina Silva, già ministro dell’ambiente, cresciuta in Amazzonia alla scuola di Chico Mendes, ha lasciato il partito e sta per presentarsi con una lista Verde assieme a Gil, cantante famoso, ex ministro dello sport.

Rimproverano al fondatore del Pt di non aver risolto i problemi drammatici che angosciano milioni di brasiliani. Frei Betto spiega quali sono questi problemi.(domani)

… Leggi tutto

Lula: il miglior “rappresentante” brasiliano.

Il Presidente del Brasile, Luis Inácio Lula da Silva, ha fatto scalpore oggi (martedí 25/08/09) per aver utilizzato un linguaggio ben “popolare” in un discorso pronunciato in un incontro ufficiale con i sindaci della regione metropolitana di São Paulo, maggior polo industriale e produttivo del paese.

… Leggi tutto

Frei Betto, la mano invisibile del Mercato

Fin da bambino avevo le mie paure, come tutti. La prima paura era di figurare bene davanti a mio padre, quindi obbedirgli e mangiare ravanelli (che non mi piacevano); paura di prendere zero in matematica. Paura, negli anni della dittatura, d’essere travolto da un’auto della polizia. Paura sotto la pioggia torrenziale, che la mia baracca nella favela, affacciata su un precipizio, fosse travolta dall’acqua. Ho collezionato altre paure. Una di queste paure è la mano invisibile del Mercato.

… Leggi tutto

Un tupamaro presidente? Cresce il vantaggio del Pepe Mujica per le elezioni uruguayane

pepe Pepe Mujica (nella foto) è in grande vantaggio per le primarie del 28 giugno prossimo e per le elezioni presidenziali del prossimo novembre.

Mujica, 75 anni, ex dirigente della guerriglia dei Tupamaros, attiva in Uruguay tra la fine degli anni ‘60 e la metà degli anni ‘70, e quindi per 13 anni ostaggio della dittatura militare fondomonetarista (1973-1985) 75 anni, è stato Ministro dell’Agricoltura e dell’Allevamento dal 2005 al 2008.

… Leggi tutto

Intervista a Gadiel Arce: Ambasciatore del Nicaragua in Ecuador

Intervista all’Ambasciatore del Nicaragua Gadiel Arce in Ecuador

di Davide Matrone

Presso la Sala dell’Audutorium della Facoltà di Scienza della Comunicazione dell’Università Centrale di Quito si è tenuto un incontro con l’Ambasciatore della Repubblica del Nicaragua, il Companero Gadiel Arce. Un incontro, organizzato dalla Gioventù Comunista Ecuadoriana (JCE), nel quale si è presentata l’attuale situazione del Paese dell’America Centrale. L’Ambasciatore, già ex – guerrigliero del FSNL, parla ai giovani in sala con grande spirito rivoluzionario e racconta:

… Leggi tutto

Morto a 86 anni il cardinale Pio Laghi. Il nunzio che giocava a tennis col genocida Jorge Videla

pio

Il coccodrillo dell’AGI ne parla come di un uomo saggio e pio, come il suo nome promette. Arriva a scrivere: “dal ‘76 all’ ‘80 nunzio in Argentina (dove i suoi tentativi di mitigare la durezza della dittatura militare furono criticati fino all’accusa di connivenza con i sanguinari generali)” …

Chi conosce la storia dell’ultima dittatura argentina, chi ha letto i libri di chi ha conservato la memoria di quell’orrenda stagione (parecchi dei quali usciti pure in italiano) sa che il comunicato dell’AGI restituisce una storia fallace, inaccettabile. Il 27 aprile 1995 il cardinale Laghi dichiarava: “come potevo supporre che stavo trattando con dei mostri, capaci di buttare persone dagli aerei e altre atrocità simili? Mi si accusa di delitti spaventosi per omissione di aiuto e di denuncia, quando il mio unico peccato era l’ignoranza di ciò che veramente capitava …”.

Segnalo l’ottima intervista di Maurizio Torrealta al Perro Verbitsky (l’autore de Il volo) nella quale si sostiene che Laghi fosse iscritto alla P2 e che Paolo VI sia stato indotto al silenzio proprio dalla Chiesa argentina, probabilmente la più reazionaria al mondo (gc).

… Leggi tutto

«Noi braccianti senza terra orfani del compagno Lula»

mst2 Il più grande movimento sociale brasiliano non si riconosce più nel primo presidente di sinistra e nel Pt, suo partito di riferimento. Ma non parla di «tradimento»: rapporti «tesi però fraterni» Intervista a Neuri Rossetto, della segreteria nazionale dell’Mst. Che reclama per gli impegni non mantenuti sulla riforma agraria

Maurizio Matteuzzi – Il Manifesto

… Leggi tutto

Argentina: Victoria Donda Pérez

“BOTTINO DI GUERRA”

Buenos Aires, 10 dicembre 2008. La bambina nasce nella “Scuola di meccanica della marina” (luogo conosciuto con l’acronimo di Esma), probabilmente negli ultimi mesi del 1977. In Argentina, sono gli anni della dittatura militare (che – ricordiamolo – durerà quasi 8 anni, dal 24 marzo 1976 al 10 dicembre 1983) e la Esma è un luogo di detenzione e di tortura. … Leggi tutto

C’erano una volta i Chicago Boys

Ricordate i Chicago boys? Erano un gruppo di economisti cileni, oppositori di Allende, formatisi all’Università di Chicago e poi divenuti consulenti di Pinochet. Sono stati gli architetti del modello capitalista e competitivo imposto a punta di baionetta dalla Dittatura e poi, per tanti anni, additato come “faro di salvezza” per tutta l’America Latina dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali (Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale) e da una pletora di economisti cresciuti nel dogma del mercato. … Leggi tutto

Jaime Avilés, con il neoliberismo oggi è tornato il Messico coloniale

A Felipe Calderón è sfuggito il paese di mano. Ci sono 16 milioni di disoccupati, l’inflazione è la più alta degli ultimi 12 anni e le bande dei narcos oggi controllano importanti città e intere regioni, da Chihuahua allo Yucatán, lasciando una scia di cadaveri, stragi alla luce del giorno, attacchi a installazioni militari, corpi decapitati, sequestri e vendita di protezione a innumerevoli negozi, da innocenti taquerías a rumorosi antri di table dance. … Leggi tutto