di Doriana Goracci, martedì 18 agosto 2009, 12:20
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Dialoghi

E così mentre i Talebani minacciano di tagliare le dita a chi andrà a votare, da noi si taglia la testa di pietra del Senatur, dal momento che sembrava gli avessero già segato quattro dita e fosse rimasto solo il medio, al Bossi Legale.
Con rammarico dei Media, sfuggito ai più perchè sotto il Ferragosto, è stata invece cancellata la conferenza della ex-soldatessa Usa, Lynndie England, quella che faceva passeggiare al guinzaglio un prigioniero di guerra iracheno. Doveva presentare la sua biografia data alle stampe a maggio, alla Biblioteca del Congresso, per un seminario tra veterani di guerra a Capitol Hill.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 6 agosto 2009, 20:40
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America latina, Media, Primo piano
Caro Giuseppe Giulietti,
leggo un tuo duro attacco contro il governo venezuelano dalle pagine di “Articolo 21”, associazione nelle finalità della quale mi riconosco pienamente. La stima che ho per te mi fa scorgere il fumo del “sentito dire” e il condizionamento del continuo inquinamento delle fonti operato dal mainstream.
Il Venezuela è un laboratorio mediatico senza pari al mondo. Come tutti i governi integrazionisti latinoamericani ha dovuto fronteggiare, inizialmente senza strumenti legislativi, un irriducibile “latifondo informativo commerciale”, contrario spesso in maniera eversiva ai governi di centro-sinistra. Tale latifondo considera (strumentalmente) ogni possibile democratizzazione del sistema mediatico come un attacco all’unica libertà d’espressione che ha a cuore, la propria.
In questo contesto la demonizzazione sempre più marcata dei processi politici latinoamericani, e in particolare quello venezuelano vede inoltre sempre più spesso accostare il presidente Hugo Chávez a Silvio Berlusconi, dipinti come due autocrati accomunati dalla smania di controllare i media. Tale accostamento è diffamatorio per il governante bolivariano. Semmai è vero il contrario: Chávez è massacrato da anni da un sistema mediatico di stile berlusconiano per squallore morale, potere economico e pervicacia della disinformazione.
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di cometa, martedì 21 luglio 2009, 08:26
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Italia, Pianeta Terra

Lo scorso 15 luglio, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha promulgato la famosa legge sulle “Disposizioni in materia di pubblica sicurezza”, nonostante l’ampia movimentazione della gente, intellettuali e persone comuni. [Trovate una scheda con le nuove disposizioni qui.]
Napolitano avrebbe dovuto opporre un deciso rifiuto alla firma, in quanto l’attentato ai diritti basilari della persona sanciti dalla Costituzione (oltre che dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e tutte le convenzioni internazionali) è palese ed evidente anche a chi non sia esperto di diritto costituzionale.
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di Maria Rubini, sabato 4 luglio 2009, 15:09
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America latina, Pianeta Terra
Sembra proprio che non ci sia nulla di sbagliato in questo paese nel difendere i diritti umani. Quello che sembra sbagliato è difendere i diritti della comunità dominico – haitiana". (Sonia Pierre)
Sonia Pierre, direttrice esecutiva dell’organizzazione per i diritti umani Movimento delle donne dominico-haitiane (Mudha), che combatte le discriminazioni nei confronti della comunità haitiana nella Repubblica dominicana è stata minacciata e perseguitata a causa del suo lavoro. Il Mudha fa parte della Rete di incontro di persone dominico-haitiane "Jacques Viau", che lavora per combattere i pregiudizi contro gli haitiani e il razzismo nel paese. La Rete si occupa di assicurare che i dominicani di discendenza haitiana ricevano la nazionalità dominicana e godano pienamente dei loro diritti come cittadini ; lavora insieme al Network di frontiera "Jano Siksè", una rete di organizzazioni di base haitiane e dominicane che monitora le violazioni dei diritti umani, inclusi i trasferimenti collettivi o arbitrari e i maltrattamenti ad opera dei membri delle forze di sicurezza ai confini tra Haiti e la Repubblica Dominicana.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 20 maggio 2009, 09:45
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Italia, Pianeta Terra, Primo piano
Ennesimo segnale sinistro della gestione di Mariastella Gelmini sull’Università che si fa usare per fini politici del governo.
L’Università di Sassari infatti si presta a concedere una Laurea Honoris Causa niente di meno che a Muammar Al Gheddafi, fiammante amico di Silvio Berlusconi che lo definì “il campione della libertà” e alleato nella politica di respingimento dei migranti messa in atto dal Ministro degli Interni Roberto Maroni.
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In Uruguay i gay non potranno più essere discriminati per accedere alla carriera militare.
La decisione del Presidente Tabaré Vázquez va nella direzione di eliminare ogni discriminazione dalla legislazione della Repubblica Orientale dell’Uruguay ed è conseguente con la nuova politica di stato che ha fatto dell’Uruguay il primo paese del continente a liberalizzare le unioni di fatto omosessuali.
Ma il malessere tra i militari fomentato dalla stampa di destra in un anno elettorale, è forte. Intanto il Perú va nella direzione opposta.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
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di Marina Montacutelli, martedì 28 aprile 2009, 14:30
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Italia
L’azienda che gestisce la ristorazione nella scuola di Pessano con Bornago, nel Milanese, lascia a digiuno 22 ragazzini (20 sono figli di immigrati, tra cui 14 rom): i genitori sono morosi. Il sindaco: "Se non pagano, è giusto che non abbiano il servizio". Le maestre, indignate, ogni giorno offrono ai ragazzi il proprio pasto
di Franco Vanni
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di Samuele Mazzolini, sabato 25 aprile 2009, 11:32
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America latina
La comparsa di un nuovo fronte progressista in Ecuador a partire dal 2007 ha tracciato una linea divisoria in America Latina, consolidando internazionalmente il nuovo asse di sinistra e dando fiato al tanto desiderato cambio che nel paese, particolarmente tra i settori medi e bassi, si era manifestato in varie forme negli ultimi 20 anni, ma senza che quest’ultimo avesse avuto soluzioni elettoralmente praticabili e teoricamente coerenti.
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di Doriana Goracci, martedì 21 aprile 2009, 22:14
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Dialoghi
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di Giuseppe Aragno, lunedì 23 marzo 2009, 07:03
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Italia
E’ tutto lì, sul minacciato web. Può sembrare vita virtuale, ma è dolore, ferocia, barbarie: Genova, il sangue sul selciato, la furia cilena di Bolzaneto e, in un crescendo, la guerra contrabbandata per pace e la Costituzione violata, il cittadino espropriato del diritto di eleggere i suoi rappresentanti in Parlamento, l’ecatombe d’immigrati nel "mare nostrum", il diritto d’asilo negato, la scuola, l’università e la ricerca ridotte alla fame, i poliziotti alla testa di bande fasciste a Piazza Navona. Tutto lì, come l’Europa di Altiero Spinelli trasformata in braccio armato del capitale, pronta a dar segno di sé solo quando una qualche sanguisuga s’inventa direttive alla Bolkestein per alterare il rapporto tra capitale e lavoro, i grandi commissari del Fondo Monetario Internazionale decidono della fame e della sete, i cervelloni di Lisbona mercificano il sapere e i tecnocrati che governano la finanza europea fanno da cerniera tra crisi, profitto e sfruttamento. Tutto lì sul minacciato web: i sacrifici imposti per alimentare la rapina delle banche, l’ingiunzione a lavorare di più e a rinunziare a diritti, salari, sicurezza e futuro.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 21 marzo 2009, 12:57
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America latina, Pianeta Terra

Questa è l’immagine con la quale il Collettivo Pecore Nere (GLBT) di Montevideo lancia la campagna di sensibilizzazione per l’applicazione delle leggi contro la discriminazione sessuale in Uruguay.
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di Enza Panebianco, sabato 21 marzo 2009, 09:55
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Italia

I bambini. I bambini e le bambine. Martoriati, dileggiati, bistrattati, discriminati. I leghisti vogliono impedire che i bambini, figli di immigrati senza permesso di soggiorno, possano ricevere cure, possano avere accesso ai servizi che garantiscono diritti alle persone, possano essere registrati all’anagrafe. I bambini vengono trattati da clandestini. La clandestinità sta per diventare un reato. I bambini vengono trattati come fossero delinquenti. Schedati, imbrattati di inchiostro per rubare loro le impronte.
Penserete che per i bambini figli di immigrati con permesso di soggiorno le cosa vadano meglio. Invece no. La Gelmini e Brunetta hanno avuto una gran brutta idea.
Gel-mini, si. Quella della riforma scolastica. Quella che se ne frega degli studenti, della ricerca, del diritto allo studio, al futuro, ad una prospettiva migliore per chi investe nell’istruzione e che tiene forbici in mano per tagliare tutto.
Bru-netta, si. Quello dello sciopero virtuale, dei disoccupati trentenni bamboccioni, degli impiegati fannulloni, degli studenti guerriglieri.
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di Redazione, venerdì 20 marzo 2009, 16:29
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Italia
di Luca Fazio
su Il Manifesto del 20/03/2009
È scritto in un rapporto sulle condizioni dei lavoratori migranti
Entro la fine del 2009… un po’ poco. Anzi, impossibile. Il governo italiano avrebbe meno di un anno di tempo per rispondere, «punto per punto», alle imbarazzanti osservazioni fatte dall’agenzia Onu Ilo (Organizzazione internazionale per il lavoro): «Siete un paese razzista». Ma il ministro Frattini non perde tempo e risponde subito: «Non è vero».
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di foscalontana, domenica 15 marzo 2009, 22:32
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Dialoghi
di Rosa Ana De Santis
Il giornale del Santo Padre ci ha abituati ai divieti categorici sulle nuove pratiche mediche che rendono possibile nuovi approcci alla vita e nuove possibilità di scelta. Il peso cieco dei no grava sulla nascita. no allo screening degli embrioni nelle pratiche di fecondazione assistita, no alla ricerca sulle staminali embrionali, solo per citare gli esempi più recenti che hanno acceso il dibattito su quell’ibrido e infelice esperimento rappresentato dalla legge 40. Altrettanto accade per la morte. No alla possibilità di scegliere di non vegetare senza coscienza. No a un vero testamento biologico. L’eutanasia, nemmeno a pensarci, è materia preziosa per un’esemplare condanna. In preda a una smania da conversione, la legge divina vale per tutti ovviamente e non solo per i seguaci della fede cattolica.. Ma tutto questo non ci scuote né ci sorprende. E’ la dottrina di una fede ben precisa, fondata su dogmi umani d’ispirazione divina – così dicono- che nel corso della storia hanno assunto l’imperturbabilità di un brevetto di origine controllata: Roma e il Vaticano.
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di Gianni Giuliani, mercoledì 11 marzo 2009, 14:30
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Pianeta Terra
In Colombia una popolazione indigena che si riteneva estinta, annichilata dalla storia, è riemersa. Si tratta dei Muisca dell’altopiano cundiboyacense dove sorge Bogotà, che hanno ottenuto il riconoscimento della loro identità indigena. Questo processo va sotto il nome di re-etnizzazione, concetto non esente da equivoci. Ne parliamo con François Correa, docente d’antropologia all’Universidad Nacional di Bogotà e direttore dell’equipe che si è occupata di questo processo.
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Gianni Giuliani su http://www.gennarocarotenuto.it