di Gennaro Carotenuto, mercoledì 27 ottobre 2010, 18:24
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America latina, Pianeta Terra, Primo piano
Chi poteva immaginare Nestor Kirchner, il ragazzo della Gioventù Peronista divenuto presidente della Nazione in uno dei momenti più difficili della storia mai facile dell’Argentina, come un cardiopatico morto a sessant’anni appena compiuti? Chi poteva immaginare, ricordando l’immensa vitalità con la quale saltava da un capo all’altro della Patria grande latinoamericana, che in questo inizio di XXI secolo aveva contribuito a disegnare nella sua ineludibile integrazione, che il suo cuore potesse non reggere più?
Anche quando nelle ultime settimane erano giunte notizie allarmanti su ricoveri e interventi chirurgici, si collocava Don Néstor ancora nella sfera dei giovani cavalli di razza della politica continentale. E lo si vedeva alla vigilia di lanciarsi in una nuova e più appassionante sfida politica, quella di succedere a sua moglie Cristina e tornare alla Casa Rosada per dare continuità al progetto kirchnerista di Argentina. È quel progetto che aveva plasmato la speranza dell’Argentina nei giorni bui dell’uscita dalla notte neoliberale che aveva portato il paese al crollo di fine 2001.
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di Alessandro Vigilante, sabato 2 ottobre 2010, 11:41
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America latina, Pianeta Terra
Ringrazio Alessandro Vigilante per avermi anticipato nel proporre questa sconvolgente notizia da prima pagina. Adesso Hillary Clinton chiede scusa… (gc)
Secondo la BBC Brasile, oggi, primo ottobre 2010, gli Stati Uniti avrebbero chiesto ufficialmente scusa per aver diffuso sifilide e gonorrea in Guatemala, durante esperimenti medici tra il 1946 ed il 1948, ed annunciano investigazioni sul caso, dopo piú di 50 anni.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 24 settembre 2010, 09:27
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America latina, Media, Pianeta Terra
Teresa Lewis è stata giustiziata stanotte. La stampa mondiale non se n’è data cura. Quella italiana è giustificata, troppo impegnata con la cucina monegasca perfino per parlare del femminicidio di Teresa Buonocore.
Invece ha fatto breccia la morte di Jorge Briceño, il Mono Jojoy, uno dei capi militari storici delle FARC colombiane, ucciso in un’azione di guerra smisurata, 32 aerei, 27 elicotteri, centinaia di uomini, un bombardamento massiccio e indiscriminato del quale ci racconta Guido Piccoli.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 22 settembre 2010, 08:53
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Media, Pianeta Terra
A 38 ORE DALL’ASSASSINIO DI TERESA LEWIS.
Giornalismo partecipativo ha fatto notare la strana antinomia per la quale per Sakineh Ashtiani il mondo si mobilita e per Teresa Lewis lo stesso resta indifferente da ben prima che questa fosse strumentalizzata da quel razzista e sessista del presidente iraniano Mahmoud Ahmedinejad (a sinistra in una rara foto in compagnia della sua avvenente first lady) rendendola perfino scomoda da sostenere.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 20 settembre 2010, 15:03
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Media, Pianeta Terra

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di Gennaro Carotenuto, venerdì 10 settembre 2010, 09:51
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America latina, Pianeta Terra
In questo numero: Hillary Clinton: Messico come la Colombia, Uribe contestato a Georgetown, scuole occupate (foto) a Buenos Aires, processo a genocidi in Guatemala, blackout in mezzo centroamerica, l’hub a Manta non decolla, il caso di William Parra di Telesur, l’opposizione cilena con i mapuche, integrazione tra Argentina e Brasile, il vizietto perduto di Jaime Bayly.
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di giulia foresti, venerdì 10 settembre 2010, 07:31
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America latina
Attraverso quattro decreti legislativi, il governo di Alan Garcia prima di uscire di scena sembra voler fare un ultimo regalo ai militari e a coloro che – ora lo si può dire con certezza – sono gli alleati di sempre: i fujimoristi.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 4 settembre 2010, 00:01
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America latina, Pianeta Terra
In questo numero: diga gigante in Brasile; Fidel Castro torna in pubblico; i torturatori argentini Von Wernich ed Etchecolatz vogliono fare i prigionieri politici; violenza contro le donne in Cile; Medellin violenta; aumenta la repressione in Honduras; incendi dolosi in Amazzonia e ainda mais.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 2 settembre 2010, 00:01
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America latina, Pianeta Terra
In questo numero: come il presidente cileno Sebastían Piñera (nella foto) guadagna consenso dai minatori in Cile, la lunga vita dei cubani, i salari in Uruguay che crescono, l’amico di Berlusconi, il presidente panamegno Ricardo Martinelli, è un assassino, la Resistenza in Honduras non si arrende, l’Ecuador pacifista di Rafael Correa.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 1 settembre 2010, 08:21
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America latina, Pianeta Terra
In questo numero: il giacimento Cantarell verso l’esaurimento in Messico, Fidel Castro chiede scusa per la discriminazione dei gay negli anni ‘60, almeno tre mapuche sono in stato critico in Cile nel silenzio dei media, 20.000 clandestini desaparecidos in Messico in 10 anni, la visita di Santos in Brasile, muore impunito terrorista a Miami, meno caduti per la polizia bonaerense.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 30 agosto 2010, 11:08
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Italia, Pianeta Terra

Nell’Italia del 2010 un’agenzia non ha difficoltà a reclutare 500 giovani italiane, rigorosamente piacenti, ben vestite e alte (dicono) almeno 170 centimetri, retribuendole 60 Euro (lordi? netti?) per presentarsi a mezzogiorno e restare disponibili per un tempo presumibile di sei-otto ore.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 11 agosto 2010, 10:04
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America latina, Pianeta Terra
E’ fallito il piano del Pentagono e di Álvaro Uribe di ipotecare le relazioni tra il successore di questo e il Venezuela per destabilizzare il governo di Hugo Chávez e incolparlo di finanziare e proteggere “gruppi terroristi”.
Ieri a Santa Marta, in Colombia, lo stesso presidente bolivariano e il neo-presidente colombiano Juan Manuel Santos hanno infatti ristabilito normali relazioni diplomatiche dopo la rottura del 22 luglio scorso quando Uribe, a pochi giorni dalla fine del suo mandato, aveva denunciato presunti aiuti e ospitalità venezuelane alla guerriglia delle FARC.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 7 agosto 2010, 18:19
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America latina, Pianeta Terra
NB: La vignetta è del settimanale britannico “The Economist” e rappresenta (correttamente al contrario della stampa italiana e di El País di Madrid) Uribe che tenta di impedire la stretta di mano tra Juan Manuel Santos e Hugo Chávez.
Ieri Álvaro Uribe ha lasciato la presidenza della Colombia millantando trionfi ma portandosi dietro una scia di sangue con pochi precedenti. Il paragone è con il peruviano Alberto Fujimori, poi condannato per corruzione e violazione dei diritti umani. Lascia avvelenando i pozzi del suo successore Juan Manuel Santos, bloccandone il tentativo di migliorare i rapporti con il Venezuela di Hugo Chávez che era deciso a presenziare alla cerimonia di passaggio dei poteri. Anche se per la stampa è sempre colpa di Chávez, non è smentibile che sia la Colombia ad avere avuto con Uribe i peggiori rapporti della storia con tutta la regione, dall’Ecuador alla Bolivia, dal Brasile al Venezuela tanto che nel discorso di insediamento Santos ha continuato una rettificazione (boicottata da Uribe e da Washington) che conduce da settimane: “non individuo un nemico in nessun paese vicino”.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 19 luglio 2010, 10:18
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America latina, Pianeta Terra
Ripubblichiamo per la prima volta in un solo post il reportage da Ciudad Juárez realizzato nel Chihuahua lo scorso febbraio-marzo e oggi disponibile anche in cartaceo su Latinoamerica (gc).
Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.
Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez
Arrivando a Ciudad Juárez dal Sud, dalla mesoamérica cuore della nazione messicana, l’ultima ora di aereo mostra con crescente angoscia uno dei deserti più aridi del mondo. Non era così prima, raccontano i pochi juarensi che non sono immigrati. Juárez aveva appena 30.000 abitanti nel 1930, 300.000 nel 1970 e 1.5 milioni nel 2000 e ha perso varie battaglie per il controllo dell’acqua del Río Bravo con El Paso, l’ex quartiere dall’altro lato del fiume e che dal 1848 appartiene agli Stati Uniti.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 26 giugno 2010, 18:21
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America latina, Pianeta Terra
América del Valle è una studentessa di pedagogia che vive da quattro anni in clandestinità nel suo paese, il Messico.
Suo padre Ignacio, insieme ad altri 11 militanti, è stato condannato a 112 anni di prigione per gli stessi fantasiosi crimini dei quali accusano lei: aver partecipato alla lotta della comunità di San Salvador di Atenco, non lontano da Città del Messico, per impedire una delle più grandi speculazioni edilizie della storia del paese: la costruzione di un nuovo aeroporto internazionale.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
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