Friday 25 May 2012, 05:00

Gli articoli con tag: " desaparecidos "

Raúl Alfonsín, l’Argentina che voleva resistere e che affondò

na01fo01 La morte di Raúl Alfonsín, il primo presidente costituzionale (1983-1989) in Argentina dopo la dittatura dei 30.000 desaparecidos, è l’occasione per ripercorrere la storia del paese australe.

Una storia di grandi speranze, come quelle che suscitò Alfonsín nel 1983 e di ben inferiori realizzazioni, come quando fu sconfitto e costretto a rinunciare sotto i colpi dell’iperinflazione.

Una storia che ha iniziato a restituire la democrazia agli argentini, ma che si è conclusa con la notte nera del menemismo, che ha processato e condannato all’ergastolo i dittatori ma che poi, minacciato continuamente dalla sovversione militare, dovette cedere alle leggi dell’impunità (Punto Finale e Obbedienza dovuta).

 

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Voli della morte e desaparecidos – A Roma ergastolo per l’angelo della morte

_39325201_astiz203 Sembra proprio una risposta dei giudici alla frivolezza di Silvio Berlusconi che pochi giorni fa aveva scherzato sui voli della morte durante la dittatura in Argentina.

Ieri giovedì la Cassazione di Roma ha confermato la condanna definitiva alla pena dell’ergastolo per Alfredo Astiz (nella foto), assassino di tre cittadini italiani, Angela Maria Ajeta, Giovanni e Susanna Pecoraro, torturati ed assassinati dallo stesso Astiz.

Questo, all’epoca era tenente di marina, conosciuto come l’angelo della morte, nell’ESMA, la Scuola meccanica della marina militare argentina convertita in campo di concentramento e sterminio ed oggi Museo della Memoria.

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Il video della barzelletta di Berlusconi sui desaparecidos e i voli della morte

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Occhio a malintendere le parole che ascolterete.

Intervista a Gadiel Arce: Ambasciatore del Nicaragua in Ecuador

Intervista all’Ambasciatore del Nicaragua Gadiel Arce in Ecuador

di Davide Matrone

Presso la Sala dell’Audutorium della Facoltà di Scienza della Comunicazione dell’Università Centrale di Quito si è tenuto un incontro con l’Ambasciatore della Repubblica del Nicaragua, il Companero Gadiel Arce. Un incontro, organizzato dalla Gioventù Comunista Ecuadoriana (JCE), nel quale si è presentata l’attuale situazione del Paese dell’America Centrale. L’Ambasciatore, già ex – guerrigliero del FSNL, parla ai giovani in sala con grande spirito rivoluzionario e racconta:

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Sarà Barack Obama lo statunitense che accetterà relazioni paritarie con l’America latina?

_45371411_clintonbody1 Comincia una nuovo governo nel paese del nord che ha sempre trattato il Continente ribelle come il cortile di casa. Nonostante i mille colpi di Stato, le mille dittature, i desaparecidos, la Scuola delle americhe e le spoliazioni economiche, l’ultimo decennio ha dimostrato che gli Stati Uniti non sono mai riusciti a domare l’America latina e trasformarla, come avrebbero voluto, in una colonia.

Barack Obama oggi è una novità storica, e ha dichiarato, parlando del Messico, di desiderare relazioni “fra eguali”. Ma il nuovo presidente non conosce il Continente e la sua agenda ha ben altre priorità. Così che dovrebbe davvero stupire per cambiare in meglio le relazioni con 550 milioni di latinoamericani e accettare finalmente relazioni bilaterali basate sulla reciprocità.

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Morto a 86 anni il cardinale Pio Laghi. Il nunzio che giocava a tennis col genocida Jorge Videla

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Il coccodrillo dell’AGI ne parla come di un uomo saggio e pio, come il suo nome promette. Arriva a scrivere: “dal ‘76 all’ ‘80 nunzio in Argentina (dove i suoi tentativi di mitigare la durezza della dittatura militare furono criticati fino all’accusa di connivenza con i sanguinari generali)” …

Chi conosce la storia dell’ultima dittatura argentina, chi ha letto i libri di chi ha conservato la memoria di quell’orrenda stagione (parecchi dei quali usciti pure in italiano) sa che il comunicato dell’AGI restituisce una storia fallace, inaccettabile. Il 27 aprile 1995 il cardinale Laghi dichiarava: “come potevo supporre che stavo trattando con dei mostri, capaci di buttare persone dagli aerei e altre atrocità simili? Mi si accusa di delitti spaventosi per omissione di aiuto e di denuncia, quando il mio unico peccato era l’ignoranza di ciò che veramente capitava …”.

Segnalo l’ottima intervista di Maurizio Torrealta al Perro Verbitsky (l’autore de Il volo) nella quale si sostiene che Laghi fosse iscritto alla P2 e che Paolo VI sia stato indotto al silenzio proprio dalla Chiesa argentina, probabilmente la più reazionaria al mondo (gc).

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Guido Piccoli a Ingrid Betancourt: anche le vittime del terrorismo di Stato meritano rispetto

guidoingrid 8807170841 Questo è il testo dell’intervento di Guido Piccoli a Bologna nell’incontro con Ingrid Betancourt di stasera.

Vi ringrazio per questo invito E’ un’emozione avere al fianco Ingrid Betancourt. Ho cominciato a conoscere, amare e scrivere di Colombia alla fine degli anni Ottanta ai tempi di Pablo Escobar.

Tutti allora, dai giornali agli amici, mi chiedevano di Escobar, di scrivere su di lui… se l’avessi incontrato. Un mito negativo. Il male.

Dopo quasi 20 anni, con Ingrid, dal male siamo passati al bene. E’ l’unico miglioramento che vedo però.

Credo che faremmo un gran torto ai colombiani, e anche a Ingrid, se l’obiettivo fosse stretto solo su di lei e la Colombia rimanesse, dietro di lei, un paese incomprensibile.

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Argentina: Victoria Donda Pérez

“BOTTINO DI GUERRA”

Buenos Aires, 10 dicembre 2008. La bambina nasce nella “Scuola di meccanica della marina” (luogo conosciuto con l’acronimo di Esma), probabilmente negli ultimi mesi del 1977. In Argentina, sono gli anni della dittatura militare (che – ricordiamolo – durerà quasi 8 anni, dal 24 marzo 1976 al 10 dicembre 1983) e la Esma è un luogo di detenzione e di tortura. … Leggi tutto

Guatemala, l’eterna impunità

25 Questa è una storia triste e, in fondo, banale. È la storia di una delle tante tragedie dimenticate, dell’impotenza, della rabbia e della frustrazione di fronte all’indifferenza e all’ingiustizia.

È la storia di anniversari privi di senso e di un paese ferito a morte e piagato dall’infida bestia dell’impunità, che impedisce di dare un senso ad un passato di sangue e violenza bruta, di convivere con un presente di sordo dolore e di camminare verso un futuro differente.

È la storia del paese dell’eterna impunità.

Nel 1996, quando gli Accordi di Pace di Oslo tra il governo guatemalteco e la Unión Revolucionaria Nacional Guatemalteca (URNG) posero fine a quasi 36 anni di conflitto civile, si cercò – a giusto titolo, considerando la bellezza mozzafiato del paese e il fascino della sua cultura millenaria – di promuovere il turismo alla volta dello Stato centroamericano.

Il Guatemala venne allora presentato come “il paese dell’eterna primavera”.

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La giustizia italiana, l’ultima speranza per i cileni vittime delle torture di Alfonso Podlech, il genocida di Temuco

Omar Venturelli

di Annalisa Melandri

Si incontreranno la settimana prossima con il pubblico ministero romano Giancarlo Capaldo per essere sentiti nell’ambito dell’inchiesta sull’ex procuratore militare di Temuco, Alfonso Podlech Michaud.

Sono i testimoni cileni che dovrebbero chiarire alcuni aspetti sulle sue dirette responsabilità nella scomparsa dell’ex-sacerdote italiano Omar Venturelli.

 

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Colombia, i narcos e la Coca-Cola contro i sindacati

I gruppi paramilitari della droga assoldati per reprimere le battaglie per i diritti dei lavoratori. E i desaparecidos sono sempre di più. Coinvolta anche la “Coca Cola” sudamericana di Anna Foti per Libera

Un intreccio complesso unisce le indagini di Falcone sui legami tra Cosa Nostra e i narcotrafficanti colombiani, il primato della stessa Colombia nella produzione di cocaina, il cambiamento di rotta di questa polvere bianca verso l’Italia della ‘Ndrangheta dopo l’arresto di Totò Riina e Pablo Escobar nel 1993, la connivenza tra la malavìta calabrese, i cartelli del narcotraffico e i gruppi paramilitari della nazione sudamericana e infine le persecuzioni poste in essere da questi nei confronti dei sindacalisti, specie se lavoratori dell’ingente sistema colombiano “Coca Cola”. 

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Verona: arriva il vescovo argentino complice dei torturatori

030302 - Mnr. LaiseULTIMORA: le mobilitazioni degli antifascisti veronesi hanno trionfato. Domattina il vescovo Laise, complice della dittatura, non farà le cresime. La lettura dell’articolo che segue è comunque istruttiva.

Arriva a Verona il vescovo amico dei dittatori argentini. Domenica alle 10,30, nella chiesa di Santa Toscana, il cappuccino Juan Rodolfo Laise (al centro nella foto tratta da un sito falangista spagnolo), vescovo emerito di San Luis, celebrerà una messa in rito romano antico in onore del beato Carlo d’Asburgo, ultimo imperatore d’Austria e re del Lombardo-Veneto.

articolo tratto da L’Arena di Verona

Su incarico del vescovo Giuseppe Zenti, il prelato, che vive in Italia, amministrerà le cresime. Al termine della celebrazione promossa dall’associazione di tradizionalisti cattolici Una Voce, un coro eseguirà l’inno imperiale e alcuni figuranti spareranno salve di fucileria in onore del re che fu elevato agli onori degli altari il 3 ottobre 2004.

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Bajo Juarez – La Città che divora le sue figlie

videoLa struttura del documentario di Alejandra Sánchez e José Antonio Cordero riesce a trascendere la mera denuncia degli assassinii di donne a Ciudad Juárez delineando il quadro perverso delle complicità e dei fattori economici che concorrono ad aprire e farsi largo nella sottile ferita che disegna la mappa del Messico.   … Leggi tutto

Illuminiamo il Messico, ma che ci sia luce per tutti


di Annalisa Melandri

www.annalisamelandri.it

Iluminemos México” (illuminiamo il Messico) è stato lo slogan che ha identificato la marcia  organizzata contro la delinquenza e l’inefficacia del governo a fronteggiarla e  che si è svolta sabato 30 agosto a Città del Messico. Si calcola che vi abbiano partecipato circa 200 mila persone, forse più,  ognuna delle quali portava  una candela accesa per “illuminare” simbolicamente il  baratro di violenza nel quale sembra essere precipitato il paese negli ultimi tempi. … Leggi tutto

In attesa del referendum: tensione in Bolivia

Reyes Villa: l’unico prefetto che non si sottoporrà al referendum revocatorio

COCHABAMBA, Bolivia – Per le strade l’aria è tesa, la gente è in attesa, i locali chiudono presto e sono quasi vuoti la sera, giovani, adulti e anziani rimangono inchiodati dinanzi alla tv per ascoltare il telegiornale e dibattere su quello che accadrà. … Leggi tutto