La vergogna della fame in Guatemala
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Le cifre ufficiali ammettono che almeno 25 bambini sarebbero già morti di fame in Guatemala. I numeri reali sarebbero ben peggiori e l’80% dei bambini nel paese soffre di denutrizione. Di fronte ad emergenze come la siccità o le alluvioni il sistema neoliberale, che ha raddoppiato povertà e denutrizione in 30 anni, non ha alcuna risposta da dare.
Almeno sette provincie del nordest del paese centroamericano sono alla fame. La crisi negli ultimi mesi si sta diffondendo anche nell’Occidente del paese. Il cambio climatico, particolarmente evidente in queste regioni, oramai non dà tregua alla terra alternando siccità ad alluvioni e impedendo da anni normali raccolti. La dieta, composta per molti unicamente da mais e fagioli, è seriamente compromessa dalla siccità che colpisce tutta la regione e sta facendo perdere a volte l’intero raccolto.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
In Brasile quando si parla di sicurezza si intende quella alimentare. Il paese governato dal Partito dei lavoratori (PT) sta iniziando a vincere la più importante delle battaglie, quella contro la denutrizione.
Mentre il G8 fa finta di aiutare l’Africa (dopo 20 anni una politica di soli annunci come può essere definita?) in cambio dell’imposizione del modello neoliberale, da Roma giungono notizie in controtendenza.
Si poteva scommettere che oggi Pierluigi Battista, sulle pagine del Corriere della Sera, avrebbe usato le parole “satrapo” e “satrapia” con l’aggiunta dell’aggettivo “tropicale” per definire Fidel Castro e la Rivoluzione cubana. Che noia! Che superficialità di analisi (sic!) per il principale quotidiano italiano! Ci si domanda perfino che titoli abbia Pierluigi Battista per scrivere di America Latina se non riesce ad esprimere altro che una sequela di termini come “satrapo”, “gulag tropicale”, “dittatore sanguinario”. Forse scriverli costituisce un titolo di merito in certi ambienti, ma tali termini non contribuiscano in nulla a spiegare 47 anni di Rivoluzione a Cuba. Stantie, schematiche, scontate, soprattutto colpevolmente autoreferenti, appaiono tutte le analisi sulla Rivoluzione cubana, soprattutto da quella sinistra che nel condannare sempre e comunque Cuba vede una comoda maniera di emendare il proprio peccato originale.
La notizia è vecchia di qualche giorno, ma è stata talmente occultata che è stato difficile recuperarla e… non vi salti in mente di cercarla sulla stampa italiana: pubblicarla sarebbe stato alto tradimento! E’ perfino imbarazzante scrivere che, secondo il Programma Mondiale Alimentare (PMA) delle Nazioni Unite l’unico paese del continente americano (Stati Uniti compresi) libero dalla denutrizione è Cuba.