Thursday 09 February 2012, 08:47

Gli articoli con tag: " debito estero "

Le guerre dimenticate di Haiti prima e dopo il terremoto (1/3)

Di Fabrizio Lorusso

Campo.jpgQuesto reportage nasce dall’esperienza diretta, dalle fonti documentali e giornalistiche, dalle testimonianze, i video e le interviste che io e l’amico Diego Lucifreddi abbiamo raccolto durante il mese di febbraio 2010, periodo in cui siamo rimasti nel quartiere Delmas di Port au Prince, Haiti, per collaborare con l’Aumohd (Associazione di Unità Motivate da un’Haiti dei Diritti) che è un associazione di avvocati volontari dedicati alla difesa dei diritti umani e civili delle persone più povere e svantaggiate soprattutto in quartieri difficili e tristemente famosi come Cité Soleil e Gran Ravine. Visto l’alto livello di corruzione e ingiustizia sociale e giuridica ad Haiti l’associazione si occupa dall’anno della sua nascita (2002) di aiutare i cittadini imprigionati ingiustamente (circa il 90% della popolazione carceraria di Porto Principe), ma nei momenti di crisi come questo, in una metropoli sconvolta da quei 36 secondi di terremoto che ne hanno cambiato la storia, l’Aumohd e il suo presidente Evel Fanfan provvedono a fornire servizi di ogni tipo alla popolazione del quartiere, ai sindacati, ai gruppi di base e alla gente in generale nei limiti delle proprie possibilità. Sono inoltre aperti alla creazione di reti internazionali di supporto e scambio d’informazioni oltre ad accogliere persone volenterose e interessate a conoscere la realtà haitiana. Dopo il terremoto si sta promuovendo una raccolta fondi via PayPal che può consultarsi qui: http://prohaiti2010.blogspot.com/

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Le forze progressiste in America Latina godono del consenso popolare

In America Latina vincono e rivincono le forze progressiste. Le ultime elezioni in Bolivia ed Uruguay ci confermano questo. Le masse popolari, escluse ed umiliate nei decenni trascorsi dalle oligarchie servili, riprendono la parola. Il processo di cambiamento nell’ex continente desaparecido è in marcia.

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Speciale Bolivia 1: appunti per un bilancio sul governo (riformista) dei movimenti sociali

bolivia-manifestacao Il primo quadriennio di Evo Morales al governo della Bolivia ha coniugato il massimo dell’utopia al massimo del pragmatismo. A smentire tutti i paradigmi neoliberali la nazionalizzazione del settore estrattivo ha sottratto alle multinazionali la parte iniqua dei guadagni ed è servito a mettere in moto un processo di perequazione sociale finora coniugato con le esigenze di un bilancio dello stato oggi molto più brillante che all’epoca dei Chicago boys.

Tutto ciò è stato fatto cambiando (o iniziando a cambiare) lo Stato con la nuova Costituzione plurinazionale che restituisce la piena cittadinanza alla maggioranza indigena e accrescendo sempre più un consenso che assume tratti egemonici. D’altra parte, e causa qualche preoccupazione, il MAS mostra segnali di trasformarsi in un “catch all party” che supera la propria base per strizzare l’occhio a frammenti non proprio presentabili dell’opposizione.

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Poder Obrero con Alvaro y Evo

Alvaro Garcia La Paz, 9 Ottobre 2009

A quattro giorni dall’inizio ufficiale della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 6 Dicembre una folla oceanica ha accolto in festa il comizio di  Alvaro Garcia Linera (nella foto) che inaugurava la campagna del Movimento Al Socialismo.

Nonostante l’assenza del Presidente  Evo Morales, riunito a Cochabamba con i rappresentati degli imprenditori, decine di migliaia di persone, in rappresentanza delle varie sigle sindacali che costituiscono la base sociale del MAS, hanno riempito plaza Villarroel intonando slogan, sventolando bandiere e scoppiando gli immancabili petardi  mentre il  Vicepresidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia elencava e spiegava i risultati conseguiti dal binomio governativo che si appresta alla ricandidatura.

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Attività per la libertà della Palestina in Argentina. Una lotta colpita dalla repressione. Intervista

Come compagni delle Brisop (Brigate per la solidarietà e per la pace) abbiamo intervistato il compagno Dario, di Buenos Aires, venuto in Italia per intervenire al campo estivo organizzato a Viareggio dall’Unione democratica arabo-palestinese.

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La Rivoluzione della Cittadinanza in Ecuador. La sinistra di fronte alle elezioni

revolucion ciudadana La comparsa di un nuovo fronte progressista in Ecuador a partire dal 2007 ha tracciato una linea divisoria in America Latina, consolidando internazionalmente il nuovo asse di sinistra e dando fiato al tanto desiderato cambio che nel paese, particolarmente tra i settori medi e bassi, si era manifestato in varie forme negli ultimi 20 anni, ma senza che quest’ultimo avesse avuto soluzioni elettoralmente praticabili e teoricamente coerenti.

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Hillary Clinton a Pechino col cappello in mano

hillaryIl nuovo segretario di Stato statunitense, Hillary Clinton è andata a Pechino col cappello in mano.

E’ andata a chiedere in punta di piedi di non far crollare il castello del debito estero del più indebitato paese al mondo, il suo.

La battagliera denuncia sulle violazioni dei diritti umani che fece quando andò in Cina al seguito del marito è oramai un ricordo.

Oggi sono i cinesi che con un battito d’ali di farfalla possono mettere definitivamente in ginocchio gli Stati Uniti dopo un trentennio di catastrofe neoliberale.

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Ecuador: i debiti si onorano, l’usura no

CORREA-Y-CHAVEZ Il governo ecuadoriano presieduto da Rafael Correa (nella foto con Hugo Chávez) ha dichiarato una moratoria unilaterale di 30 giorni sul pagamento del debito estero illegittimo che tuttora strangola il paese.

Nel 2005 il Banco centrale dell’Ecuador aveva calcolato che per un debito contratto a partire dal 1976 di 10 miliardi di dollari l’Ecuador aveva già restituito ai creditori 31.4 miliardi di dollari e continuava a stare al punto di partenza, continuando ad essere indebitato per più di 10 miliardi.

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I boss di FMI e Banca Mondiale beccati come Al Capone

alcapone Nel giro di pochi mesi prima il presidente della Banca mondiale, l’estremista neoconservatore Paul Wolfowitz, e poi il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, sono stati colti con le mani nel sacco per brutte storie di abuso di potere e di sesso.

Wolfowitz è già stato costretto a dimettersi nel 2007, Strauss-Kahn è in una posizione insostenibile e dovrà farlo a breve.

Giova ricordare che le organizzazioni che Wolfowitz ha presieduto, e Strauss-Kahn ancora presiede, sono colpevoli della carestia indotta dal neoliberismo, che ha causato la morte di decine di milioni di persone nel Sud del mondo da Bretton Woods in avanti.

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Il paradosso errante di Eduardo Galeano

Il paradosso errante.

Lezioni di storia. Pillole di verità che rovesciano la «verità»

Eduardo Galeano

Ogni giorno, leggendo i giornali, assisto a una lezione di storia. I giornali mi insegnano con ciò che dicono e con ciò che non dicono.
La storia è un paradosso errante. È la contraddizione a farla muovere. Forse per questo i suoi silenzi dicono più delle sue parole e spesso le sue parole rivelano, mentendo, la verità.
Di qui a poco sarà pubblicato un mio libro che si chiama Specchi. È una specie di storia universale, e scusate se è poco. «Io posso resistere a qualsiasi cosa, meno alla tentazione», diceva Oscar Wilde, e confesso di aver ceduto alla tentazione di … Leggi tutto

Banco del Sur, un passo decisivo per l’integrazione latinoamericana

banco_del_sur Domenica è stato fondato a Buenos Aires il Banco del Sur, Banco del Sud. Dopo un anno di negoziati, ne sono paesi fondatori il Brasile, l’Argentina, il Venezuela, l’Ecuador, la Bolivia, il Paraguay e l’Uruguay, che insieme raccolgono i tre quarti della popolazione del Sud America, 284 dei 375 milioni di abitanti. Restano fuori solo Cile, Perù e Colombia, i paesi della costa pacifica che ancora guardano a Washington. Lula da Silva, Hugo Chávez e Nestor Kirchner (che ha voluto far coincidere il raggiungimento di questo risultato con la conclusione del suo mandato presidenziale), sono i padri in quello che si profila come un passaggio decisivo verso l’integrazione latinoamericana.

Il Banco del Sur, che avrà come sede principale Caracas, fu proposto dal presidente venezuelano Hugo Chávez alla fine del 2004 (ne parlò a chi scrive in questa intervista) e fu accolto da

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Toni Negri, imperialismi, subimperialismi, nuovi imperialismi

Con Fabrizio de Doni, con risposta mia.

Fabrizio de Doni: ho letto delle tesi esposte da Toni Negri a La Paz. Ora l’impero non sarebbe più guidato da Washingoton-New York ma da Brasilia-Bruxelles-Calcutta.
A me Negri non mi è mai piaciuto, trovo … Leggi tutto

Amarcord latinoamericano: i neoliberali vintage si ritrovano in Costa Rica

“L’America Latina si sta lasciando alle spalle il XXI secolo e sta camminando all’indietro”. Ad affermarlo, molto contrito, citando niente di meno che Paul Valery, è Julio María Sanguinetti. “Certo -si unisce nella preoccupazione Fernando Enrique Cardoso- l’intero continente oggi è vittima di pericolose utopie regressive”.

Ad applaudirli, tra gli altri, (nella foto in ordine dopo Cardoso), Álvaro Uribe, Óscar Arias, Julio María Sanguinetti stesso e Ricardo Lagos oltre ad altri dinosauri della politica come l’ex-capo del governo socialista spagnolo, Felipe González.

Uribe e Arias, sono gli unici due in servizio permanente effettivo. Uribe, presidente colombiano, è il … Leggi tutto

Falso scandalo a Caracas copre vero scandalo a Singapore

A Singapore l’FMI perpetua il potere occidentale sull’economia mondiale, ma questa volta il Sud America e l’India voteranno contro, profilando un’opposizione all’ordine esistente. Intanto a Caracas Venezuela e Iran rafforzano il commercio Sud-Sud.

Desta ipocrita scandalo la visita di Mahmoud Ahmadinejad a Caracas di ritorno dall’Avana per il vertice NOAL. Desta scandalo che Caracas firmi 29 accordi commerciali con Teheran, ovviamente dimenticando che Germania ed Italia sono i primi due partner commerciali degli Ayatollah e che non ci pensano per niente a diminuire i loro scambi commerciali con l’Iran né ad accettare il minacciato embargo che pretende Giorgio Bush.

Allora cosa desta scandalo? Se non desta scandalo l’amicizia d’affari tra gli occidentali e i tagliatori di mani e di teste sauditi (e anche iraniani) è vergognosamente ipocrita che desti scandalo l’amicizia d’affari tra l’America Latina e i tagliatori di mani e di teste iraniani. E allora cosa desta così scandalo? Parafrasando Bill Clinton la risposta è facile: “è il commercio Sud-Sud, stupido!”

E’ la rottura -passo a passo, pezzetto a pezzetto- del sistema coloniale per il quale … Leggi tutto

Brasile: così privatizzavamo

La notizia di oggi è che lo stato brasiliano potrebbe esigere dalla privatizzata "Companhia Vale do Rio Doce" la restituzione di circa 33 miliardi di Reais, circa 11 miliardi di Euro. Sarebbe ancora un accomodamento estremamente favorevole per quella che passerà alla storia come la madre di tutte le rapine (privatizzazioni) e che potrebbe portare in carcere per alto tradimento l’ex presidente fondomonetarista Fernando Henrique Cardoso.

Il nome "Vale do Rio Doce" non dice molto al pubblico europeo. Ma è la prima produttrice mondiale di ferro del pianeta e la prima di bauxite in America Latina, minerale del quale possiede l’11% delle riserve al mondo. Solo le riserve di ferro si calcola che dureranno per altri 400 anni e con Petrobras ed Embraer è tra le prime tre imprese esportatrici del Brasile, tutte privatizzate in epoca fondomonetarista. L’impresa privata, che ha fatto propria la concessione statale, è proprietaria di fatto di tutto il sottosuolo brasiliano e controlla tra le maggiori riserve del pianeta di ferro, alluminio, oro e altri minerali. E’ attiva in 19 stati, possiede 9.000 km. di ferrovie e controlla ben dieci porti movimentandovi il 39% del commercio estero del Brasile. E’ nella sostanza la terza impresa mineraria di tutto il pianeta.

LA MADRE DI TUTTE LE PRIVATIZZAZIONI (E TANGENTI?) Fernando Henrique Cardoso l’ex presidente fondomonetarista del Brasile, volle fortemente quella privatizzazione nel 1997. La "Vale do Rio Doce", nel 1996, aveva dato allo stato brasiliano utili netti per 6 miliardi di Reais, circa 2 miliardi di Euro, e gli utili erano in costante crescita ad una media del 13% l’anno. Era ed è l’impresa più redditizia di tutto il Brasile. Fu privatizzata per la cifra d’affezione di … Leggi tutto