Friday 25 May 2012, 04:58

Gli articoli con tag: " Croce Rossa "

Decreto legge: la cooperazione in Italia la fanno solo i militari

pdd_061134 Sulla Gazzetta Ufficiale di oggi compare un decreto legge che è un cambio paradigmatico per la cooperazione italiana. Il decreto legge sulle missioni militari all’estero taglia infatti oltre 100 milioni di euro alle attività civili.

L’Italia, che era al penultimo posto dopo gli Stati Uniti per la cooperazione allo sviluppo, diventa così ultima, oramai sotto lo 0,1% del PIL, e gli obbiettivi del Millennio sono carta straccia.

Ma non basta: penalizza il Ministero degli Esteri e privilegia quello la Difesa. Toglie fondi alle Ong e alle associazioni e favorisce la cooperazione dei militari. E’ una scelta che non si spiega solo con i diversi titolari dei ministeri, l’imbelle Franco Frattini e il nerboruto Ignazio La Russa ma con una precisa scelta culturale.

Dopo i tagli della Finanziaria che retrocedono ancora di più l’Italia nel campo della lotta alla povertà, quello del decreto legge è un giro di boa circondato, come tutte le svolte operate da questo governo da un grande silenzio. Lo rompe Lettera22, l’agenzia di stampa che consideriamo partecipativa, amica, indispensabile e ainda mais, che ci segnala di buonora il suo informato speciale sul DL che di seguito pubblichiamo e del quale invitiamo ad attenta lettura e diffusione (gc).

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Quel che resta di Gaza

Sabra e Chatila nel 1982, Jenin nell’aprile del 2002, adesso Gaza. Le prime due stragi con la regia di Sharon. Lungo tutti questi anni: muri, deportazioni, maltrattamenti, omicidi, umiliazioni, saccheggiamenti di villaggi profughi, distruzioni di ospedali, di scuole, di infrastrutture… … Leggi tutto

Marcelline: profondo nero

La storia che scrivo, e vorrei tanto scriverne di diverse, non è affatto lacrimevole o inventata: è una sporca, antica e vergognosa storia di ingiustizia e nera come la meravigliosa pelle di Marcelline. Avverto chi la legge e sia ben chiaro: non lo faccio questa volta per amore di cronaca o solidarietà. Chiedo aiuto concreto, fatti e non parole, a singoli e istituzioni, associazioni e rete, stampa e web. … Leggi tutto

L’Italia razzista supera ogni limite e lancia una proposta aberrante

perchè non usiamo i ragazzini Rom come schiavi?

di Roberto Malini

da  everyonegroup.com

I movimenti razzisti hanno sempre fatto uso di immagini simboliche forti, utilizzate nella propaganda per porre in rilievo la presunta superiorità di una razza rispetto a quelle perseguitate. Qualche mese fa divulgai in un forum romano un manifesto publicitario del 1930, che presentava l’immagine di un giovane lustrascarpe nero intento a lucidare gli stivali di un uomo bianco. E’ un paradigma, assai conosciuto negli ambienti neofascisti e intolleranti. … Leggi tutto

Spagna-Cuba e detenuti: c’è Croce Rossa e Croce Rossa?

cruzrojaLa notizia la segnala il mio amico Pascual Serrano. Il governo spagnolo ha negato il permesso alla Croce Rossa Internazionale per visitare in carcere le persone condannate per gli attentati terroristici dell’11 marzo a Madrid.

Non solamente, il governo spagnolo si è addirittura dichiarato “sorpreso” della richiesta, tanto da negarla. La Croce Rossa Internazionale visita 500.000 detenuti l’anno in giro per il mondo, ma quelli spagnoli non può vederli.

La notizia getta nuove ombre sull’Europa come continente capofila della difesa dei diritti umani, ma sembra non essersene accorto nessuno. Eppure, come scrive Pascual, ci sono altri casi nei quali il diniego di visite alla Croce Rossa  sembra trovare occhi e orecchie ben più attenti nei media. Per esempio quando concernono Cuba.

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Croce rossa e Ingrid Betancourt, l’ennesimo crimine di guerra di Álvaro Uribe

cruzroja Fin dalle prime ore dalla liberazione di Ingrid Betancourt e altri 14 ostaggi, era trapelato che l’esercito colombiano avrebbe usato i simboli della Croce rossa come parte dell’inganno verso le FARC per liberare l’ex senatrice. Oggi immagini della CNN confermano quello che è a tutti gli effetti un crimine di guerra e una violazione della convenzione di Ginevra.

Non sparate sulla Croce rossa. Ma soprattutto non giocate con un simbolo che o mantiene tutta la sua neutralità e imparzialità oppure difficilmente potrà mantenere quella credibilità che gli ha permesso di salvare vite umane in migliaia di casi in zona di guerra in quasi 150 anni di storia.

Eppure è quello che è successo nell’oramai celebre “Operazione scacco” con la quale è stata liberata Ingrid Betancourt. Se le prime notizie riportavano chiaramente dell’uso dei simboli della Croce Rossa come parte dell’inganno alle FARC (almeno nella versione ufficiale, mentre altre assicurano che sia stato pagato un riscatto) da parte dell’esercito colombiano, successivamente questo dettaglio è stato omesso dalle versioni ufficiali.

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Forza Italia

Io ero solito stare dalla parte dell’Italia quando la Spagna finiva eliminata (e anche prima) ma questo non mi pare più possibile da quando quel paese è Berlusconia“, scrive Javier Marias. Ma noi siamo italiani, abbiamo tifato per Paolo Rossi e Bettega, le nostre vite sono scandite dai Mondiali – che da Espana ‘82 ci piace chiamare Mundial – di cui ricordiamo ogni gol e che ci commuoviamo a rivedere su Eurosport Classic, ma solo nel commento originale. Ci commuove Bruno Pizzul che dice “ha il problema di girarsi“, “cincischia a centrocampo” ed “è tutto molto beello“. Ci commuove la voce di Nando Martellini e i suoi infiniti errori. Ci ricordiamo la poltrona su cui eravamo seduti per Italia-Brasile 3-2, che c’era caldissimo fuori e il condizionatore faceva così rumore che la voce di Martellini spariva, che erano le cinque del pomeriggio, che papà era seduto lì e nonno ha perso il terzo gol perché è andato a prendere da bere.

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Le associazioni messicane per la difesa dei diritti umani denunciano la Colombia alla Croce Rossa Internazionale

Intervista esclusiva al Dr. Adrián Lopez, presidente della LIMEDDH.

La Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani (LIMEDDH) , l’Associazione dei Familiari dei Detenuti Scomparsi e delle Vittime delle Violazioni dei Diritti Umani del Messico (AFADEM-FEDEFAM), l’Associazione Nazionale degli Avvocati Democratici (ANAD) ed altre associazioni messicane per la difesa dei diritti umani e civili, in un comunicato diretto al Comitato Internazionale della Croce Rossa, hanno espresso la loro ferma condanna dell’azione di guerra dell’esercito colombiano nella quale sono morte 24 persone tra cui il portavoce internazionale delle FARC Luis  Édgar Devia Silva, meglio conosciuto come  Raúl Reyes e per lo meno quattro giovani messicani studenti dell’università pubblica del Messico l’UNAM.

Una giovane,  Lucía Andrea Morett è ferita e ricoverata con grevi lesioni in un Ospedale Militare dell’Ecuador.

Gli studenti, tutti frequentanti la facoltà di Lettere e Filosofia dell’università messicana dell’UNAM, come confermato dal quotidiano messicano La Jornada del 10 marzo, si trovavano in Ecuador, a Quito  per partecipare  al II Congresso Continentale Bolivariano che riunisce i militanti sociali e le forze progressiste e di sinistra latinoamericane. Successivamente, dopo aver raccolto interviste a politici ecuadoriani e materiale per i loro studi, avevano accettato di recarsi nel campo delle FARC, dove avrebbero dovuto proseguire le loro attività di ricerca e studio e   dove nella notte del 1 marzo sono stati sorpresi nel sonno dal fuoco dell’esercito colombiano.

L’accampamento si trovava fuori dalla zona di conflitto ed era luogo di mediazione e  transito anche di visitatori stranieri per le trattative in corso per la liberazione degli ostaggi nelle mani della guerriglia, trattative che stava portando avanti con successo  proprio Raúl Reyes e di cui il governo colombiano era al corrente.

Adrián Lopez, presidente della Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani ci spiega quali sono i termini della denuncia presentata alla Croce Rossa Internazionale e la posizione assunta dal governo Calderón  in questa situazione:

A.M. – Dr. Adrián Lopez, la LIMEDDH ha denunciato alla Croce Rossa Internazionale ciò che è stato definito “un massacro perpetrato dall’esercito colombiano in Ecuador”. 

Tra i morti sono stati recuperati i cadaveri di quattro giovani studenti messicani e una ragazza è tuttora ricoverata in ospedale in Ecuador.

Come hanno reagito alla notizia   l’opinione pubblica messicana e la stampa? Già si parla di infiltrazione delle FARC nell’ UNAM.

A.L.- La maggior parte dei mezzi di comunicazione  ha intrapreso una campagna per discreditare gli studenti e i giovani ricercatori e ha cercato di mettere in relazione l’ UNAM con le FARC e di conseguenza con i cartelli della droga.

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ULTIMORA: Le FARC colombiane hanno liberato unilateralmente altri quattro ostaggi

helicopteros_0.preview La Croce Rossa Internazionale ha appena annunciato che le FARC (la guerriglia colombiana) ha già consegnato loro quattro ex-parlamentari sequestrati dalle stesse. I nomi dei quattro liberati sono Gloria Polanco, Luis Eladio Pérez, Orlando Beltrán y Jorge Eduardo Géchem.

La Croce Rossa, che viaggiava con aerei messi a disposizioni dal governo venezuelano, è partita dallo stato venezuelano di Táchira alle 7.30 locali (le 15 in Italia) in direzione del dipartimento colombiano del Guaviare, nel Sud del paese e da lì in un punto segreto della selva dove è avvenuta, intorno alle 18 ora italiana, la riconsegna dei quattro ostaggi attesa da giorni.

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Decalogo velinaro per trattare il successo di Hugo Chávez in Colombia

Chavez-5HTavole della legge per i giornalisti che devono occuparsi della liberazione in Colombia di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo. Attenersi scrupolosamente, altrimenti finite agli annunci mortuari.

Primo comandamento: mai riconoscere i meriti di Hugo Chávez. Evitare perfino di citarlo, si farebbe il suo gioco.

Secondo comandamento: è severamente proibito ricordare che perfino Uribe e il governo statunitense hanno ringraziato Chávez e riconosciuto i suoi meriti. Ricordare poi che Uribe ha ringraziato perfino il governo cubano e il comandante Fidel Castro comporta l’immediata interruzione del rapporto di lavoro.

Terzo comandamento: visto che a Uribe proprio è impossibile dare il merito (ma magari qualcuno ci è riuscito, chissà, si potrebbe provare) dare il merito alla Croce rossa internazionale.

Quarto comandamento: se si è europei, tipo il TG1, dare il merito a Nicolas Sarkozy, che è europeo, di destra e pure fidanzato di Carla Bruni. Del resto si sa che tutte le idee buone nascono in Europa.

Quinto comandamento: sminuire l’importanza della liberazione di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo. Privarle del loro nome e della loro storia, e retrocederle alla categoria di “due donne” e specificare chiaramente “due su centinaia di ostaggi ancora in mano alle FARC”

Sesto comandamento: ricordare che nel ginepraio colombiano Hugo Chávez resta persona non grata, non importa di chi. E che comunque la pace in Colombia è più lontana che mai.

Settimo comandamento: fare notare che Chávez sfrutta il successo gigioneggiando davanti

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Caracas: la tenacia della pace

Dopo due mesi di altalena, di tira e molla da parte del presidente colombiano Álvaro Uribe e di incertezze da parte delle FARC, il colpo di scena del bambino Emmanuel apparso a Bogotà che aveva fatto annullare l’operazione a lui intitolata, alla quale partecipavano i governi di ben otto paesi oltre alla Croce Rossa, finalmente le FARC hanno rilasciato due ostaggi. Si apre così come ha affermato il presidente venezuelano Hugo Chávez, che ha dato l’annuncio al mondo in diretta televisiva alle 17.05 ora italiana, una prospettiva per il processo di pace in Colombia. Le prime immagini di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo sono state filmate in esclusiva dall’operatore di Telesur, la televisione allnews per l’integrazione latinoamericana, che ha partecipato all’operazione di riscatto in Colombia. Le immagini sono emozionanti, si vedono i…

Articolo scritto in esclusiva per Latinoamerica.

FARC, breve replica all’Associazione Nuova Colombia

Il comunicato dell’associazione italiana che appoggia le FARC dedicato al sottoscritto è tra i commenti del post Colombia: un bambino stritolato dalla "guerra al terrorismo". Se posso permettermi una battuta, manca solo l’ora dell’esecuzione del "nemico del popolo", "signor Carotenuto" e trovo sorprendente che "indipendente" per qualcuno voglia dire semplicemente "allineato da un’altra parte".

Ma non è questo l’importante e vado al punto.

Le FARC, nel loro comunicato, anch’esso pubblicato nei commenti di cui sopra, affermano che la selva non sia il posto adatto per

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Colombia: un bambino stritolato dalla "guerra al terrorismo"

uribe_bush L’unica cosa sicura è che soprattutto la vita di Clara Rojas, la madre del piccolo Emmanuel, è in pericolo come mai prima d’ora. Metterla a tacere per sempre, tanto da parte delle FARC come da parte del governo di Álvaro Uribe, è senz’altro la soluzione più semplice. Cosa vuoi che sia un morto in più in un paese che si dissangua da mezzo secolo?

Cerchiamo di ricapitolare sfrondando. Secondo quanto ammettono adesso le stesse FARC, in un comunicato per il quale non vi è altro aggettivo possibile che "farneticante", il bambino Emmanuel, figlio di Clara Rojas, la più stretta collaboratrice di Ingrid Betancourt, non era già più con la madre da circa due anni.

Dunque le FARC hanno fatto mobilitare i governi di otto paesi, Francia, Svizzera e i sei più importanti latinoamericani, la Croce Rossa internazionale, sulla base di un falso. Nella migliore delle ipotesi supponevano di poter recuperare il bambino, ma non ne sono stati in grado e

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Appello per Gaza

Ho ricevuto e inoltro il seguente appello.

Carlo Olivieri – medico umanista

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Alla cortese attenzione di

Dott. Margaret Chan

Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Dott. Jakob Kellenberger

Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa

Dott. Pierre Salignon

Direttore Generale di Medici senza Frontiere

Dott. Pierre Micheletti

Presidente di Médecins du Monde

23 dicembre 2007

Gentile dott. Chan, cari colleghi,

alla fine di ottobre, il governo di Israele ha ordinato di ridurre drasticamente alla Striscia di Gaza le forniture di carburante, assolutamente indispensabile a produrre elettricità.

Per purificare l’acqua, perché funzionino le pompe, e per il trattamento delle acque reflue, è irrinunciabile avere energia. In carenza di carburante, di elettricità, di pezzi di ricambio per le apparecchiature (lo Stato di Israele controlla tutte le importazioni), gli abitanti della Striscia di Gaza non hanno sufficiente acqua pulita. Se questa manca, e non sono adeguatamente trattati gli scarichi fognari, è più facile che si verifichino malattie pericolose, del tutto prevenibili. Fra le altre conseguenze, vi sono la carenza di energia in settori critici come gli ospedali, le farmacie, gli ambulatori e le ambulanze, come pure nelle scuole
e nelle abitazioni. Mancando l’elettricità, i frigoriferi non funzionano, e il cibo si decompone.

Il protratto assedio alla Striscia di Gaza ha avuto come effetto una grave carenza di farmaci e di forniture sanitarie. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), alla fine del mese di novembre del 2007 mancavano 85 farmaci essenziali. Per l’insufficiente
fornitura di parti di ricambio, le apparecchiature sanitarie non possono essere riparate. Gli apparecchi per la dialisi, la ventilazione artificiale, la cardiologia ed il laboratorio analisi non funzionano in modo adeguato; mancano le provette. Il governo israeliano ha interrotto la fornitura di altri beni essenziali, come il materiale per la pulizia, la carta igienica, le lenzuola, le coperte, la carta ecc., sostenendo che sono “non necessari”.
Per chiunque lavori nella sanità, l’affermazione è insostenibile; queste carenze rendono impossibile il regolare funzionamento degli ospedali.

Tali misure costituiscono una punizione collettiva, vietata dalla legge internazionale; equivalgono altresì al trattare in modo inumano una popolazione civile, la metà della quale è costituita da bambini. Si aggiunga che è stato colpito chi è molto vulnerabile: due terzi degli abitanti della Striscia di Gaza vivono già ora in una miseria abbietta. Non occorrono
lunghe riflessioni per comprendere che questi provvedimenti possono causare, in tempi brevi, epidemie.

Ebrei Europei per una pace giusta, una federazione di gruppi europei di dieci Paesi, chiede all’OMS di insistere perché Israele annulli la minaccia di una guerra biologica e medica contro la popolazione di Gaza. Si uniscono a noi, in questa richiesta, altre organizzazioni ebraiche, così come operatori sanitari di ogni parte del mondo.

In solidarietà,

Dott. Paola Canarutto,

Ospedale S. Giovanni Bosco, Torino

a nome di Ebrei Europei per una Pace Giusta

per le adesioni l’e-mail è: pcanaru1@yahoo.it

ULTIMORA – Il governo colombiano accetta il piano Chávez, i primi tre ostaggi verso la liberazione

Nella serata di mercoledì, ora italiana, il governo colombiano ha accettato il piano Chávez che sblocca la situazione degli ostaggi dei guerriglieri delle FARC in Colombia, tra i quali vi è la franco-colombiana Ingrid Betancourt. A leggere un comunicato del governo di Bogotà è stato (significativamente, … Leggi tutto