Thursday 09 February 2012, 14:24

Gli articoli con tag: " Cristina Fernández "

Cristina Fernández non ha il cancro

Cristina-FernandezIl risultato della biopsia per l’intervento chirurgico del giorno 4 gennaio, con il quale sono stati asportati alcuni noduli alla tiroide della presidente argentina Cristina Fernández sono negativi. Il tumore era di natura benigna. Di conseguenza non sarà necessaria la radioterapia ipotizzata come proseguimento della cura fino a poche ore prima.

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Il cancro colpisce anche Cristina Fernández de Kirchner

cristina-fernandezForse qualcuno nelle strade di Buenos Aires, nei bagni dell’FMI o nelle redazioni dei grandi giornali argentini e internazionali tornerà a scrivere “Viva il cancro” come fecero nei primi anni ‘50 per quello che portò alla morte Eva Perón il 26 luglio 1952.

Di certo quello che ha colpito la dirigente peronista e presidente argentina Cristina Fernández, a due mesi dalla straordinaria rielezione e a 13 dalla morte del marito ed ex-presidente Néstor Kirchner, è l’ennesima prova per la rinascita dell’Argentina. Il tumore alla tiroide, che sarebbe pienamente sotto controllo, è stato riscontrato alla presidente lo scorso 22 dicembre e reso noto ieri con un comunicato della Casa Rosada.

Sarà operato il 4 gennaio 2012 e la presidente riprenderà le sue funzioni il giorno 24 gennaio (il primo mese dell’anno in Argentina corrisponde all’agosto boreale e quindi tutta l’attività politica è ridotta) dopo 20 giorni di convalescenza.

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È morto Néstor Kirchner

0182366BNéstor Kirchner, ex-presidente argentino e marito dell’attuale presidente Cristina Fernández, è morto improvvisamente oggi a Calafate, nell’estremo Sud del quale era originario.

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Londra provoca l’America latina: prospezioni petrolifere armate alle Malvinas

malvinas Nel mare tra le isole Malvinas (Falkland secondo la dizione coloniale) e l’Argentina vi sono almeno 3 miliardi di barili di petrolio che Londra vuole a tutti i costi per sé in violazione alle risoluzioni 2065 e 3149 dell’ONU e agli stessi accordi con l’Argentina del 1989 che la Gran Bretagna firmò senza mai pensare di rispettare.

Se Buenos Aires esige il rispetto degli accordi e della propria sovranità e tutta l’America latina solidarizza con Cristina Fernández, l’ONU resta muta e la marina inglese provoca cercando l’incidente.

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Cristina Fernández minacciata

Nella giornata di ieri, Aníbal Fernández, capo di gabinetto del Consiglio dei ministri della Repubblica Argentina, ha informato la stampa di alcune minacce alla sicurezza personale della Presidentessa  Cristina Fernández de Kirchner, udibili come interferenza sulle frequenze radio, durante un volo in elicottero tra la residenza e la Casa Rosada. Nella registrazione degli otto minuti di contatto tra il velivolo presidenziale e la torre di controllo, si odono in tre riprese le minacce intervallate dalla musica una marcia militare comunemente associata alla memoria dell’ultima dittatura militare.

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PUNTO E A CAPO. Dal 18 novembre l’intervista al Sub Marcos nelle librerie italiane

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PUNTO E A CAPO. Presente, passato e

futuro del movimento zapatista.

Laura Castellanos dialoga col Subcomandante

Marcos.

Fotografie di Ricardo Trabulsi

Traduzione all’italiano di Fabrizio Lorusso

Edizioni Alegre – Collana Tempi Moderni

Recensione di Matteo Dean

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Honduras, il punto della situazione tra gorilla, diplomazia e movimenti

Capture3 Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sul golpe in Centroamerica!

Si chiamava Isis Obed Murillo, aveva 19 anni e una faccia da bambino. Lo hanno ammazzato con un colpo alla nuca mentre si allontanava dalle recinzioni dell’aeroporto di Tegucigalpa presidiato da mezzo esercito honduregno armato fino ai denti. Lo ha ammazzato un soldato che, secondo innumerevoli testimonianze, si è inquadrato, ha mirato e ha puntato proprio alla nuca di Isis secondo uno schema che è di tutti i regimi repressivi: colpire per terrorizzare, “shock and awe”.

Con Isis si conta almeno un altro morto, molti feriti con colpi di arma da fuoco, decine di persone picchiate selvaggiamente e un numero imprecisato di arresti che starebbero continuando in queste ore, piena notte in Centroamerica. Oggi però il “Fronte contro il colpo di Stato” è convocato ancora e “chissà – come ci ha detto nella notte P.T. nell’intervista pubblicata in esclusiva – se prevarrà l’indignazione o la paura”.

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Honduras, massima tensione: la giunta golpista proibisce all’aereo di Zelaya di atterrare

Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sul golpe in Centroamerica!

1288401w A poche ore dall’arrivo a Tegucigalpa, annunciato da giorni, del presidente legittimo della Repubblica dell’Honduras, Mel Zelaya, il Ministro degli Esteri della giunta golpista, Enrique Ortiz, ha annunciato di aver dato ordine di non permettere all’aereo di atterrare in territorio honduregno.

Sull’aereo viaggiano quattro capi di stato e secondo alcune fonti sarebbe scortato da aerei della forza aerea brasiliana. Oltre a quello honduregno sono stati annunciati a bordo Cristina Fernández de Kirchner, argentina, Rafael Correa, ecuadoriano e Fernando Lugo, paraguayano.

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José Miguel Insulza torna a mani vuote dal viaggio e in Honduras si mette male

Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sul golpe in Centroamerica!

15334_1 Il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani José Miguel Insulza è tornato a mani vuote dal suo viaggio a Tegucigalpa e la repressione contro la resistenza popolare diventa ogni giorno più dura. Il golpe è abortito all’estero ma ha sostanzialmente vinto in patria, controllando tutti gli apparati dello stato e tutti i media.

La giunta dittatoriale non cede dunque e il governo golpista annuncia addirittura l’uscita dall’OSA. Lo ha ammesso l’alto diplomatico cileno stesso in una conferenza stampa prima di ripartire dall’aeroporto civile di Tegucigalpa, dove si è recato a bordo di una aereo militare brasiliano che ha manifestato così il massimo dell’appoggio di Lula alla gestione. A questo punto è questione di ore per vedere se saranno prima i golpisti a uscire o prima l’OSA a sospendere l’affiliazione del paese. Un dettaglio.

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Honduras: verso un muro contro muro senza soluzione?

Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sul golpe in Centroamerica!

honduras3 Resistenza popolare (foto di ieri) contro manifestazioni di appoggio al golpe, con grandi mobilitazioni dall’una e dall’altra parte. È oramai stato d’assedio con la sospensione del “diritto all’inviolabilità del domicilio, al diritto di associazione, libertà di spostamento e di espressione” come ha comunicato senza vergogna il deputato Rolando Dubón Buezo, portavoce della giunta golpista. La diplomazia è compatta nell’isolare il dittatore Roberto Micheletti (il paisà tifoso dell’Atalanta che riscuote una scandalosa fortuna nei media di regime italiani) ma allo stesso tempo, anche per la posizione di retroguardia assunta dagli Stati Uniti, non siamo alla vigilia di una sconfitta politica del golpe.

Micheletti nelle ultime ore confonde le acque promettendo di anticipare le elezioni mentre domani il presidente deposto Mel Zelaya vorrebbe rientrare in patria sotto braccio a José Miguel Insulza (segretario dell’OSA) e Cristina Fernández de Kirchner (presidente argentina). Sarà arrestato come dichiarato da Gorilletti Micheletti, ucciso come temono molti, riprenderà il suo posto nella Casa Presidenziale, come spera la Resistenza o resterà impantanato in trattative che tradiranno i movimenti indigeni, sociali e popolari che l’appoggiano rinunciando all’Assemblea Costituente?

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Verso le legislative in Argentina. Un referendum su Cristina Fernández?

Cristina-Nestor-Low Tra poco più di una settimana si vota in Argentina. Si rinnovano la metà dei deputati e un terzo del senato ma soprattutto si verificheranno i rapporti di forza nel peronismo che per metà si riunisce intorno all’ex-presidente Nestor Kirchner e per metà si allea con la destra securitaria (ma che si autodefinisce “moderna”) del capo del governo della città di Buenos Aires, Mauricio Macri.

A distanza segue Elisa Carrió, oramai la Binetti argentina, che dal radicalismo pallidamente progressista ha completato uno spostamento verso il più bigotto dei conservatorismi. Il tutto in un quadro politico che comunque si sposta verso destra.

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Le democrazie latinoamericane esigono a Barack Obama, la fine delle ingerenze, il rispetto del diritto internazionale e la fine dell’embargo contro Cuba

ObamaGaleano Cristina Fernández de Kirchner, presidente argentina, ha sintetizzato al suo omologo statunitense Barack Obama quello che tutto un continente pensa: “la fine dell’embargo contro Cuba non può essere un punto di arrivo di un percorso ma una precondizione” per iniziare a costruire relazioni di mutuo rispetto nel Continente.

Non sarà solo l’affabilità e perfino l’umiltà che sta dimostrando Barack Obama in queste ore a Trinidad e Tobago, per il Vertice delle Americhe, a sanare le ferite storiche di 170 anni di dottrina Monroe. Non sarà con una richiesta di voltare pagina e di “un nuovo inizio”, pur necessari, che si potranno lasciare alle spalle decenni di destabilizzazioni, colpi di Stato, complotti, assassinii, invasioni, crimini contro l’umanità, spoliazioni, imposizioni di patti leonini contro il Continente attraverso quell’aberrazione che è stata il “Consenso di Washington”, quel meccanismo perverso per il quale politiche e politici di paesi democratici o dittature potevano essere sommerse o salvate solo con l’imprimatur di una potenza straniera.

Non sarà con il ristabilimento di relazioni diplomatiche, con il Venezuela oggi (ed è un grande successo del Vertice di Trinidad), con Cuba forse domani, che recupererà credibilità il paese che per 60 anni ha imposto e tuttora sponsorizza all’America latina e al mondo il Fondo Monetario Internazionale come strumento di dominio neocoloniale.

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Lo strano caso di Fidel Castro. Per i grandi giornali è in coma ma l’hanno visto a braccetto con una bella signora

fidelcristinaSocialismo reale, uguale inefficienza assoluta! Eccone la prova provata. A Cuba perfino il dittatore è un fannullone!

Si spaccia per stare in coma, addirittura per essere già morto e i giornali, dal Miami Herald a El País di Madrid, fino a La Repubblica di Roma, gente così dabbene da crederci lo hanno raccontato ancora una volta ai loro lettori, così babbei da dare ancora loro fiducia.

E invece eccolo qui che se ne va sotto braccio con un bella signora, Cristina Fernández, sposata Kirchner, che di mestiere dovrebbe fare il presidente argentino e invece se ne va ai Caraibi a spese dello stato.

Se vede questa foto… a Renato Brunetta viene un travaso di bile!

Fidel, Cristina e Barack, che il pugno degli Stati Uniti diventi una mano tesa verso l’America latina

na01fo01 Che il presidente della Repubblica argentina, Cristina Fernández de Kirchner, scelga di andarsene a Cuba il giorno dell’insediamento del Presidente degli Stati Uniti e incontri l’influente pensionato Fidel Castro, che da settimane la solita grande stampa dava in coma o già morto, e lo trovi in ottime condizioni, è di per sé una notizia.

Ma il rilievo politico non sta tutto nell’incontro, nel peso politico della visita ufficiale del primo presidente argentino dopo Raúl Alfonsín 23 anni fa, sta nel segnale lanciato da Argentina e Cuba all’uomo appena insediatosi alla Casa Bianca. Per Fidel è “un uomo sincero” e “con buone idee”.

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Una nuova generazione

barak3 Barak Obama è presidente degli Stati Uniti. E’ ottimista chi si aspetta da lui una discontinuità politica reale che vada oltre il superamento pragmatico dei mille fallimenti di George Bush, ma sbaglia chi nega che si sia di fronte ad una discontinuità culturale reale e fortissima per almeno tre motivi.

L’elezione del figlio di un migrante alla presidenza degli Stati Uniti, un migrante dalla pelle nera, ci testimonia che i muri, i confini, i pregiudizi possono e debbono essere abbattuti, che la cultura della discriminazione, della gerarchia, delle élite e del razzismo possono essere spezzate, che i soffitti di cristallo sulla testa dei migranti, delle donne, degli sfruttati, non sono eterni e possono cadere in mille pezzi.

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