Friday 25 May 2012, 04:54

Gli articoli con tag: " Corriere della Sera "

Candidati eccellenti

Qualche giorno fa è giunta la notizia che Luigi De Magistris si candiderà alle elezioni europee con l’Italia dei valori di Di Pietro. Personalmente ho un’ottima opinione di De Magistris; non sono ovviamente in condizione di valutare il suo lavoro, ma da quello che ho visto succedere intorno a lui negli ultimi anni, e dalle tante cose lette e dibattute, mi sono convinto che si tratti di una persona per bene che svolge con responsabilità il suo lavoro di magistrato. E che l’accanimento che si è scatenato contro di lui altro non è che il tentativo di mettere a tacere una persona che ha scoperto fatti gravissimi a carico di molti personaggi di spicco del mondo politico.
Evviva! Finalmente un partito candida facce nuove, facce pulite, facce rispettabili.
Sì, finalmente… però c’è qualcosa di stonato in tutto questo.

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A 5 anni dalle stragi di Madrid, un frammento di “Giornalismo partecipativo. La storia del giornalismo e dei nuovi media come bene comune” di Gennaro Carotenuto in corso di stampa

11m_3_imagenGrande Oggi è il quinto anniversario delle stragi di Madrid dell’11 marzo 2004 che causarono la morte di quasi 200 persone. Il governo di José María Aznar, in piena sinergia con i media mainstream, tentò di imporre un’insostenibile verità ufficiale. E’ un caso di scuola: usando Internet e gli SMS il popolo spagnolo insorse contro la menzogna dei media e del governo facendo informazione. Sul tema pubblico un frammento del mio saggio Giornalismo partecipativo. La storia del giornalismo e dei nuovi media come bene comune, in questo momento in corso di stampa.

Dall’11 al 14 marzo 2004 l’intera Spagna fu percorsa da un’ondata di indignazione popolare che prese forma di microinformazione partecipativa[1]. Milioni di cittadini s’indignarono per la verità di Stato sulle stragi di Madrid dell’11 marzo, che il governo di José María Aznar pretendeva di imporre attribuendole all’ETA pensando di ricavarne un vantaggio politico nelle elezioni politiche del giorno 14. La televisione, soprattutto quella nazionale, e la stampa si allinearono alla menzogna imposta dal governo[2] che cercava di mascherare le proprie responsabilità nella guerra in Iraq considerando inopportuno riconoscere la matrice islamica degli atti terroristici che avevano causato la morte di 191 persone. Quella volta in tutta la Spagna la corda si spezzò.

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Alessandro Robecchi e il potere dei media

Alessandro Robecchi e Alex Glarey all'espace populaire di Aosta«Quando è scoppiato il “caso Eluana” il 92% degli italiani era col padre, Beppino Englaro. Solo l’8%, una minoranza di fondamentalisti cattolici, era per il mantenimento in vita del corpo di Eluana. Dopo 6 mesi di bombardamento televisivo le percentuali erano cambiate: il 54% era ancora con Beppino, ma il 38% aveva cambiato posizione».

È con esempi di questo tipo che Alessandro Robecchi, giornalista e autore di programmi come Crozza Italia (La 7) e Verba Volant (Rai 3), anima, con Michele Serra, di Cuore, il mitico «settimanale di resistenza umana», cerca di far capire la potenza del mezzo televisivo in un Paese, l’Italia, nel quale i media sono al centro di ogni discorso, ma moltissimi ne ignorano i meccanismi fondamentali.

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A proposito di Giornalismo Corretto come un caffè

Con Buona Pace di chi legge politicamente corretto, una volta ancora vi propongo un’altra versione alla  bevuta di News…

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Il Jerusalem Post e l’esercito israeliano smentiscono il Corriere della Sera: i morti a Gaza sono il doppio

Smentita la campagna riduzionista su Gaza messa in atto dal Corriere della Sera che, più realista del Re, con Lorenzo Cremonesi, voleva dimezzare i morti. Lo puntualizzano, riferendosi proprio al reportage italiano, niente meno che l’esercito israeliano e il Jerusalem Post. Faccio notare quanto agghiacciante sia anche così la conta dei morti e il fatto che calcolare 750 militanti di Hamas come obbiettivo legittimo sia aberrante.

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Carlo Vulpio: "Più che un inviato, un sorvegliato speciale"

Intervista esclusiva di Elia Banelli di Agoravox a Carlo Vulpio, il giornalista del Corriere della Sera che ha seguito le inchieste del pm Luigi De Magistris.

Sig. Vulpio,
Sembra impossibile fare chiarezza sulla vicenda De Magistris.
Dopo l’avocazione delle sue inchieste ed il trasferimento chiesto dall’allora ministro della Giustizia Mastella e ratificato dal Csm, adesso si punisce la Procura di Salerno. Come spiega questo continuo accanimento?

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Battisti, Curcio e le bufale dei media

“Evidentemente, dopo aver letto che in Brasile il terrorista Battisti viene considerato un perseguitato politico, Renato Curcio potrebbe farsi considerare in Italia un pensionato”. È il loquacissimo Maurizio Gasparri, con questa dichiarazione, a tracciare un filo tra le vicende che negli ultimi giorni hanno coinvolto i due ex terroristi rossi e infiammato le pagine dei giornali. … Leggi tutto

Gaza: se guardano vedono!

Due ragazze ferite nei bombardamenti su Gaza (Ap)

Quello di Lorenzo Cremonesi del “Corriere della Sera” è il primo reportage di un giornalista italiano entrato nella Striscia di Gaza. E chi ha occhi per guardare vede e se vede racconta: “almeno l’80 per cento delle vittime –si legge nel pezzo sul Corriere- sono bambini, anche piccolissimi, donne, anziani. Qui si sta sparando contro la società civile senza porsi troppi problemi”.

Tra le vittime di Gaza: il sangue e le accuse

Viaggio nella Striscia arrivando dall’Egitto. I racconti nell’ospedale: «Colpiti soprattutto i civili»

YUNIS (Striscia di Gaza) — Entriamo verso le 14.00 con il bus egiziano scalcagnato dal posto di frontiera a Rafah. C’è un’atmosfera tesissima, Israele per tutta la mattina ha bombardato i tunnel lungo il confine. I caccia nel cielo, il fischio, lo scoppio, profondo, terrificante. Alcune bombe sono cadute poche decine di metri da qui, infrangendo parte delle vetrate al terminal egiziano. Sul bus siamo in due. L’altro passeggero è un dottore palestinese che rientra a casa. Dall’altra parte, in «Hamasland», non ci sono sentinelle armate, solo un paio di uomini barbuti con vestiti bruni impolverati che parlano al walkie talkie.

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Angelo Panebianco: l’informazione ai servizi dei crimini di Israele

Scrive Angelo Panebianco sul Corriere della Sera del 4 gennaio scorso, che il silenzio del mondo arabo rispetto all’attacco prima,  e all’invasione poi della Striscia di Gaza da parte di Israele,  potrebbe essere spiegato secondo la logica  per cui  onde evitare che … (avanzi il fondamentalismo islamico, l’Iran acquisti un ruolo di egemonia in Medio Oriente, etc etc) si accetta che…  (i palestinesi vengano sterminati e Gaza sia ridotta ad un cumulo di macerie).
In effetti, sebbene appaia come un agire cinico dinanzi al quale  è difficile rimanere indifferenti,  questo spiegherebbe anche perchè l’Egitto mantiene e ha mantenuto in passato chiuso il valico verso la Striscia da dove potrebbero passare invece cibo e medicinali per gli abitanti di Gaza  ridotti allo stremo dal blocco israeliano.
Questo silenzio avrà conseguenze storiche catastrofiche, preannuncia Uri Avnery, scrittore e attivista pacifista israeliano.
Come si spiega invece il silenzio dei governi occidentali?
Angelo Panebianco, analizzando proprio questo ma  anche l’esplicito consenso all’azione bellica israeliana del mondo occidentale  va ben al di là delle ragioni più o meno politiche, anche se condannabili, che lo determinano.
Egli azzarda la teoria secondo la quale il consenso generale di questi giorni da parte della comunità internazionale  all’attacco israeliano sarebbe dettato anche  da un “diverso valore attribuito dai contendenti alla vita umana”. In pratica, poiché secondo il Panebianco, per “gli uomini di Hamas, come per Hezbollah in Libano, la vita (anche quella degli appartenenti al proprio popolo) vale talmente poco che essi non hanno alcun problema a usare i civili, compresi i bambini e donne, come scudi umani”… bene fanno gli israeliani  allora a sterminarli tutti.
Questa è la conclusione logica alla quale si  sovviene terminando di leggere il periodo fuoriuscito dalla mente contorta di Angelo Panebianco . Invece no. Egli non è  così stolto. Ma disonesto lo è di sicuro e quindi conclude che : Israele “cerca di limitare le ingiurie alla popolazione civile, anche se naturalmente la natura del conflitto esclude che essa non sia coinvolta”.
I numeri, ovviamente a Panebianco dicono ben poco, perchè se ad oggi  possiamo contare più di 700 morti palestinesi, per la maggior parte civili, donne e bambini e più di 3.000 feriti, metà dei quali destinati a morire per mancanza di medicinali (e anche di ospedali, visto che vengono bombardati anche quelli) e soltanto 6 soldati israeliani, evidentemente di guerra non si tratta. Possiamo e dobbiamo chiamarlo genocidio.
E già questo potrebbe  di per sé bastare a far comprendere il pensiero di Angelo Panebianco: chi ha valori morali diversi da noi merita lo sterminio. Perchè non sterminare a questo punto tutti i tossicodipendenti invece di curarli, o gli zingari che non si piegano a vivere come noi? Invece qualche riga più in là  l’editorialista del Corriere della Sera  affonda completamente nella palude dei suoi ragionamenti,  accusando  addirittura Richard Falk, “relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi” dell’ONU, di “star usando la sua carica e le sue sponsorizzazioni per fare propaganda pro-Hamas e antiisraeliani ”.
Mi ha ricordato Uribe, il presidente colombiano quando accusa i difensori dei diritti umani in Colombia di essere membri delle Farc e poi gli spara addosso.
Così ha fatto Israele ieri, uccidendo con la complicità di tutti gli Angelo Panebianco del mondo due addetti palestinesi, due terribili terroristi di Hamas appartenenti all’ Unrwa — l’Agenzia dell’Onu che si occupa dei profughi a Gaza, mentre guidavano un convoglio che portava aiuti umanitari.

Primo blitz 2009 del governo, il 7 gennaio voto di fiducia sulla riforma di Mariastella Gelmini per l’Università

08_12_19_gelmini_300x200 Oggi pomeriggio alle 16, con l’ennesimo grave blitz festivo, il decreto legge 180, approvato dal Senato il 28 novembre 2008 e non modificato alla Camera, verrà convertito in legge con voto di fiducia. Al di là dell’uso ossessivo e contro il dettato costituzionale del voto di fiducia, l’anno prossimo 40.000 insegnamenti universitari potrebbero rimanere scoperti mettendo a rischio il funzionamento di interi corsi di laurea.

Mariastella Gelmini la presenta come legge antibaroni ma tale definizione è solo l’ultima grembiulata, la formula ad effetto che serve a far parlar d’altro l’opinione pubblica come per i grembiuli o il voto in condotta. Sarebbe una svolta epocale che premierebbe chi fa ricerca penalizzando chi non lavora. Norme antibaroni? Valorizzazione degli atenei virtuosi? Svolta nel sistema universitario? Premiare chi lavora? In realtà la riforma di Mariastella Gelmini concentra ancora di più tutto il potere sugli ordinari che saranno gli unici a far parte di commissioni di concorso, crea paurosi buchi generazionali e avvia l’Università pubblica verso il collasso definitivo. E lo concentra perché così ha preteso con un semplice editoriale sul “Corriere della Sera” il baronissimo Francesco Giavazzi, uomo della COMIT con cattedra alla Bocconi. In questo articolo spieghiamo perché l’Università sta per bloccarsi.

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Come smaltire una giornalista: a Cinquefrondi in Calabria

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Accade che una giornalista del quotidiano Calabria Ora, Angela Corica, si sia occupata delle vicende riguardanti lo smaltimento dei rifiuti a Cinquefrondi, in provincia di Reggio Calabria e sia pure senza precedenti intimidazioni, minacce telefoniche o scritte, è diventata oggetto di attenzione, per ciò che lei aveva redatto, con cinque colpi di pistola alla sua vettura, parcheggiata nei pressi dell’abitazione, lunedì 29 dicembre.

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Auguri da un Muro: a Ramallah


“La foto ritrae un piccolo murales che si trova a Ramallah ed è  stata scattata da un’amica che vi si è recata quest’anno. Volentieri ve la inoltro, con i miei sinceri auguri di buone feste ed un proficuo anno 2009?: … Leggi tutto

Guido Piccoli a Ingrid Betancourt: anche le vittime del terrorismo di Stato meritano rispetto

guidoingrid 8807170841 Questo è il testo dell’intervento di Guido Piccoli a Bologna nell’incontro con Ingrid Betancourt di stasera.

Vi ringrazio per questo invito E’ un’emozione avere al fianco Ingrid Betancourt. Ho cominciato a conoscere, amare e scrivere di Colombia alla fine degli anni Ottanta ai tempi di Pablo Escobar.

Tutti allora, dai giornali agli amici, mi chiedevano di Escobar, di scrivere su di lui… se l’avessi incontrato. Un mito negativo. Il male.

Dopo quasi 20 anni, con Ingrid, dal male siamo passati al bene. E’ l’unico miglioramento che vedo però.

Credo che faremmo un gran torto ai colombiani, e anche a Ingrid, se l’obiettivo fosse stretto solo su di lei e la Colombia rimanesse, dietro di lei, un paese incomprensibile.

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Follia dell’Università o follia della Confindustria?

stella Vi invito a leggere il pezzo di Gian Antonio Stella sul Corriere di oggi. Parla ancora di Università e di corsi di laurea inutili in sedi periferiche inventate dal nulla e probabilmente nessuno dei dati che cita è sbagliato.

Ma il pezzo è soprattutto un fulgido esempio di disinformazione. Date un’ occhiata veloce. L’idea sarà che è l’Università malata, baronopoli eccetera… e che quindi Mariastella Gelmini ha ragione ad usare l’accetta.

L’articolo però è un pezzo di bravura nell’indicare una metastasi ma per nascondere di chi è la colpa di quella metastasi. “È tutta lì, la fotografia della follia dell’Università italiana” scrive Gian Antonio.

Peccato che la fotografia di Stella sia stata taroccata col Photoshop e la colpa non sia delle Università, ma dell’ideologia del territorio voluta da banche e confindustrie locali.

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Brividi

Riassumendo da un articolo del Corriere della sera (03-12-08) il ministro degli interni, Maroni, ha dichiarato in parlamento che, quando si tratta di musulmani “NON E’ MAI AGEVOLE DISTINGUERE TRA LUOGHI DI CULTO E LUOGHI IN CUI SI SVOLGONO ALTRE ATTIVITA’, COME RECLUTAMENTO E RACCOLTA DI FONDI PER FINANZIARE IL TERRORISMO E LA PREPARAZIONE DI ATTENTATI.” … Leggi tutto