Thursday 09 February 2012, 08:36

Gli articoli con tag: " Corea del Sud "

Intervista a Yanara Guasamin, regista ecuadoriana

In un tiepido pomeriggio di fine aprile incontro Yanara Guayasamin nel suo ufficio. Un giovedi di grande fermento, ricco di appuntamenti e di interviste da rilasciare alle varie testate giornalistiche del Paese.

Dallo scorso 30 aprile, nelle sale cinematografiche di Quito, si proiettava l’ultimo lavoro di Yanara Guayasamin dal titolo “Cuba el valor de una utopia”.

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Cuba el valor de una utopia

Il 1 maggio 1959 è una data che per i cubani ha un significato storico particolare. Un giorno che ha ridato la speranza a tanti uomini e donne, in cui qualcuno ha rivisto la luce della vita.
Questa luce l’ha rivista anche Felix Contreras il protagonista di "Cuba el valor de una utopia".
Una luce che continua a brillare, oggi dopo 50 anni nell’Isla Grande e non solo. Un bagliore che illumina e che risplende tutto il continente, dalla Cordigliera delle Ande alla Terra de Fuoco.

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C’erano una volta i Chicago Boys

Ricordate i Chicago boys? Erano un gruppo di economisti cileni, oppositori di Allende, formatisi all’Università di Chicago e poi divenuti consulenti di Pinochet. Sono stati gli architetti del modello capitalista e competitivo imposto a punta di baionetta dalla Dittatura e poi, per tanti anni, additato come “faro di salvezza” per tutta l’America Latina dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali (Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale) e da una pletora di economisti cresciuti nel dogma del mercato. … Leggi tutto

Donne di conforto della Corea

Le «Donne di conforto» della Corea: La rivolta delle schiave Il gruppo in diminuzione costante delle «Donne di conforto» della Corea ha lottato per anni per ottenere giustizia. Ma un movimento revisionista crescente in Giappone rifiuta di riconoscere gli abusi che hanno subito. … Leggi tutto

Ondata di spam sommerge il web – Indesiderati 9 messaggi su 10

Studio rivela che nei primi tre mesi dell’anno le e-mail spazzatura sono state il 92,3%
L’Italia è l’ottavo paese più colpito al mondo. Nell’Ue va peggio solo la Polonia

<B>Ondata di spam sommerge il web<br>Indesiderati 9 messaggi su 10</B>

ROMA – Avete appena controllato la posta elettronica e la metà dei nuovi messaggi era costituita da spam? Siete stati fortunati. Secondo uno studio condotto dalla Sophos, a livello globale nei primi tre mesi dell’anno le e-mail spazzatura sono state addirittura il 92,3% del totale. Una valanga di comunicazioni indesiderate che non risparmia certo i computer italiani.
Le vittime preferite dagli spammer sono i pc statunitensi, che producono il 15,4% dello spam mondiale, e quelli russi (7,4%). Sul terzo gradino del podio sale a sorpresa la Turchia: i computer turchi compromessi contribuiscono attualmente al fenomeno inviando il 5,9% di queste fastidiose e-mail. “Gli Stati Uniti continuano a inviare una quantità di e-mail spazzatura di gran lunga superiore a quella di ogni altro paese, ma il divario con le restanti nazioni si accorcia sempre più”, dice Walter Narisoni di Sophos Italia. “Da questo si evince che gli utenti statunitensi hanno acquisito maggiore consapevolezza del problema e della necessità di proteggere meglio i propri computer”.
Per quanto riguarda l’Italia, il nostro paese occupa l’ottavo posto nella graduatoria, con il 3,6% del totale di messaggi indesiderati. Peggio di noi, nell’Unione europea, sta solamente la Polonia (3,8%). Il “contributo” italiano allo spam, comunque, è rimasto sostanzialmente invariato: nell’ultimo trimestre del 2007 era stato del 3,5%.
Tra i fenomeni più preoccupanti c’è il numero sempre più alto di siti creati per aggirare i filtri antispam. Nei primi tre mesi del 2008, ne sono stati realizzati addirittura 23.000, e cioè uno ogni tre secondi. La tecnica è semplice: gli spammer inseriscono un link nei propri messaggi con l’intento di attirare ignari utenti su pagine web che nascondono programmi maligni pronti ad infettare i loro pc.

Ma come fare per difendere il proprio computer ed evitare che si trasformi in uno zombie in mano agli hacker? Le buone regole da rispettare sono sempre le stesse: aprire con attenzione la posta evitando di leggere e-mail strane, adottare protezioni adeguate e aggiornare periodicamente il proprio antivirus. “Lo spam è un fenomeno globale e riguarda tutti coloro che possiedono una connessione Internet”, continua Walter Narisoni. “Le cifre relative al primo trimestre del 2008 dimostrano che un esercito di criminali informatici spinti dalla sete di guadagno controlla attualmente più computer zombie in Asia ed Europa che in Nord America. L’impennata nel volume di spam inviato da questi due continenti non significa però che gli spammer operano da queste aree del globo, bensì che i computer residenti in queste regioni sono sprovvisti di adeguata protezione”.

I paesi che hanno prodotto più spam:

1) Stati Uniti 15,4%
2) Russia 7,4%
3) Turchia 5,9%
4) Cina (inclusa Hong Kong) 5,5%
5) Brasile 4,3%
6) Corea del Sud 4,0%
7) Polonia 3,8%
8) Italia 3,6%
9) Germania 3,4%
10) Gran Bretagna 3,4%
11) Spagna 3,3%
12) Francia 3,2%

La Repubblica

L’autunno di re dollaro

di FEDERICO RAMPINI

“Il dollaro è la nostra moneta ma è il vostro problema”. La battuta fu pronunciata nel 1971 da John Connally, segretario al Tesoro Usa, quando l’Amministrazione Nixon decise di sganciare il dollaro dalla parità con l’oro, precipitando il mondo in un decennio di iperinflazione, tassi alle stelle e tempeste finanziarie. Quella cinica osservazione è valida anche oggi. Malgrado abbia perso negli ultimi sei anni oltre il 40% del suo valore rispetto all’euro, il dollaro resta il centro del “sistema solare” del commercio e della finanza globale. Questa sfasatura tra il crollo del suo valore e la persistenza del suo ruolo egemonico, è alla radice di molti mali della nostra economia. E’ una contraddizione che paghiamo in tanti modi: il petrolio oltre i 100 dollari, l’inflazione dei generi alimentari, l’impasse della Bce che non riesce a tagliare il costo del denaro per colpa di un carovita importato; tutto ciò si può ricondurre agli squilibri propagati da “sua maestà decaduta” il biglietto verde. Perfino la Cina e i paesi dell’Opec subiscono pesanti ripercussioni interne per la débacle del dollaro, nessuno riesce a difendersi. Siamo tutti in attesa di una rivoluzione copernicana nelle regole monetarie. Se non arriva, è anche colpa nostra.

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Bush e la bomba coreana

Antonio Leone: George W. Bush ha definito «una inaccettabile minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali»l’ esperimento nucleare della Corea del Nord. Ma come può un guerrafondaio come lui fare un’ affermazione del genere?

Gennaro Carotenuto: E’ una buona domanda, meno retorica di quello che appare … Leggi tutto

Falso scandalo a Caracas copre vero scandalo a Singapore

A Singapore l’FMI perpetua il potere occidentale sull’economia mondiale, ma questa volta il Sud America e l’India voteranno contro, profilando un’opposizione all’ordine esistente. Intanto a Caracas Venezuela e Iran rafforzano il commercio Sud-Sud.

Desta ipocrita scandalo la visita di Mahmoud Ahmadinejad a Caracas di ritorno dall’Avana per il vertice NOAL. Desta scandalo che Caracas firmi 29 accordi commerciali con Teheran, ovviamente dimenticando che Germania ed Italia sono i primi due partner commerciali degli Ayatollah e che non ci pensano per niente a diminuire i loro scambi commerciali con l’Iran né ad accettare il minacciato embargo che pretende Giorgio Bush.

Allora cosa desta scandalo? Se non desta scandalo l’amicizia d’affari tra gli occidentali e i tagliatori di mani e di teste sauditi (e anche iraniani) è vergognosamente ipocrita che desti scandalo l’amicizia d’affari tra l’America Latina e i tagliatori di mani e di teste iraniani. E allora cosa desta così scandalo? Parafrasando Bill Clinton la risposta è facile: “è il commercio Sud-Sud, stupido!”

E’ la rottura -passo a passo, pezzetto a pezzetto- del sistema coloniale per il quale … Leggi tutto

Primo Classico Mondiale di Baseball

Il mondiale di Baseball che si sta giocando sui campi di Portorico e della California è un grande evento per mezzo mondo, anche se è ignorato dall’Italia. Cuba in seminale, Stati Uniti eliminati.
di Gennaro Carotenuto

L’hanno chiamato “I Classico mondiale”, anche se è la prima volta che si gioca, un ossimoro del quale il mondo del baseball non sembra sorprendersi. La “pelota”, come si dice nei Carabi come noi chiamiamo “pallone” il calcio, o béisbol, è lo sport nazionale ovunque il calcio non la faccia da padrone, dal Giappone al Venezuela, dal Nicaragua alla Corea. E’ anche uno dei terreni nei quali si sfidano l’orgoglio nazionale cubano e quello degli Stati Uniti. Al contrario del ping-pong di Nixon, però … Leggi tutto

Se questo è giornalismo

La Repubblica di lunedì 13 marzo ha dedicato una pagina intera ad una notizia che semplicemente non esiste. Nella sostanza -l’articolo non è disponibile in internet – la fantasiosa penna del solito Omero Ciai sostiene che siccome oramai è in corso un esodo biblico di giocatori di baseball cubani verso gli Stati Uniti, allora il perfido Fidel Castro vorrebbe estirpare il baseball da Cuba per sostituirlo con il Cricket.

Omero Ciai va avanti per una paginetta intera con il suo compitino, senza citare alcun dato, numero, riferimento, fonte. In realtà non c’era neanche la notizia. C’era solo uno spazio bianco da riempire con pensierini anticubani in libertà. Ma quando si parla di America Latina le vere notizie come per esempio l’assemblea costituente in Bolivia, vengono occultate da la Repubblica. Invece si fa folklore e propaganda su quelle false.

Al prim’anno di qualunque scuola di giornalismo il pezzo di Ciai sarebbe stato cestinato senza pietà. Ma siccome il giornalismo dovrebbe essere fatto di notizie, di dati, delle leggendarie cinque W del giornalismo statunitense, vediamo di mettere un po’ di puntini sulle “i”. … Leggi tutto