di Silvio Favari, giovedì 11 marzo 2010, 07:56
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Dialoghi
La piazza, o meglio la parte centrale di Piazza Navona, è ben riempita alle 15:20 quando, attraversando i vicoli del centro storico pullulanti di turisti ed autoctoni a passeggio, giungo in uno dei luoghi ultimamente più frequentati dall’Italia manifestante. Siamo a poche centinaia di metri dai palazzi del potere: da Piazza Colonna, sede di quel governo sempre più autoritario ed arbitrario, da Montecitorio e da Palazzo Madama, illustri e sbiadite insegne che oggi sembrano quantomai un relitto del passato a fronte delle scintillanti vetrine, mediatiche e non, di Palazzo Chigi.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 13 dicembre 2009, 20:44
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Italia, Politica italiana, Primo piano
Silvio Berlusconi aveva appena finito di sciorinare la solita sequenza di balle e battute volgari parlando di un paese irreale e dicendo cose indegne per un dirigente politico di un paese democratico quando Anteo Zamboni lo ha colpito in Piazza Duomo a Milano.
Lo scellerato Zamboni, facendo il gioco del capo del governo nel procurargli una per fortuna leggera ferita, ha messo a nudo due passaggi fondamentali della crisi italiana.
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di Anna Carola Freschi, venerdì 6 novembre 2009, 16:05
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Italia, Scuola, università, ricerca
In questo Primo piano proseguiamo la discussione sull’università, concentrando l’attenzione su alcuni (e prevalenti) presupposti delle proposte di policy correnti e sull’opportunità di riaprire su questo tema spazi per un contributo differente della sociologia.
In questa direzione può essere utile introdurre alcune considerazioni generali su quelle che potrebbero essere definite “mistificazioni ricorrenti” nel dibattito sullo stato di salute e sul destino dell’università italiana e quindi sulla necessità di recuperare strumenti di analisi propriamente sociologici.
Per esempio partendo da una concezione più sofisticata e realistica del mercato, in netto contrasto con la sua supposta neutralità da cui oggi viene fatto discendere anche un suo improbabile ruolo egualitarista e di giudice ‘neutrale’ della qualità.
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di Giuseppe Aragno, martedì 13 ottobre 2009, 14:54
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Dialoghi
Succede a Napoli e, poiché ci vivo, non faccio fatica a capire: è l’incipit di un’offensiva destinata a durare. I neofascisti di "Casa Pound" occupano un vecchio monastero per farne un sedicente "centro sociale". Grazie a Bassolino e soci, la sinistra s’è sciolta da tempo come neve al sole e, incontrastato, spira un vento fortissimo di destra. Com’è costume italico, i soliti "intellettuali" in cerca di "collocazione", fanno sponda e aprono la breccia: "è necessario dialogare", sostiene su "Repubblica" Marco Rossi Doria, seguendo il manuale del revisionismo e l’arte antica dei "gattopardi". Il personaggio è noto, ma è bene ricordare: rivoluzionario ai tempi di Potop, poi "maestro di strada" a costi esorbitanti e risultato zero, sindaco mancato alla testa di un’insalata russa riunita sotto le bandiere d’una lista civica fatalmente "trasversale", è passato dalla strada al palazzo col ministro Fioroni e ha contribuito allo smantellamento della scuola statale.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 8 ottobre 2009, 10:47
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Italia, Politica italiana, Primo piano
La coalizione di maggioranza, imperniata su due alleati principali, il Popolo delle Libertà e la Lega Nord (quest’ultimo apertamente eversivo), ma dominata da un uomo solo, ha il diritto di continuare a governare. L’Italia è ancora una Repubblica parlamentare e, come ha dimostrato la pronuncia di incostituzionalità della Consulta sul Lodo Alfano, la Costituzione nata dall’antifascismo rappresenta la diga insuperabile contro ogni deriva autoritaria e ogni piano di rinascita democratica.
Silvio Berlusconi pertanto, nonostante appaia un abominio politico intollerabile in ogni altra democrazia, può fare orecchie da mercante, accusare i giudici e perfino il presidente comunista e tirare innanzi. Ma per quanto spregiudicata sia la sua strategia, per la quale perfino un Lodo Alfano palesemente incostituzionale è servito a guadagnare tempo umiliando una volta di più la democrazia di un paese di 60 milioni di abitanti ai suoi fini, su almeno due sentenze (Mills e Lodo Mondadori) è già scritto il giudizio definitivo di colpevolezza: corruttore, corrotto.
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di Vincenza Perilli, domenica 27 settembre 2009, 08:06
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Dialoghi
Siamo genitori, insegnanti, educatrici ed educatori, persone che credono nell’importanza di un’educazione contro la guerra ed abbiamo appreso con sconcerto e preoccupazione che il 21 settembre, giorno dei funerali di stato per i sei parà italiani morti nell’attentato del 17 settembre 2009 a Kabul, negli istituti scolastici (comprese le scuole materne ed elementari) è stata diramata una circolare (proveniente direttamente dal ministro Mariastella Gelmini), che invitava all’osservanza da parte degli istituti di tutta Italia di un minuto di silenzio alle ore 11.30, per sensibilizzare i più giovani sulla cosiddetta "missione di pace" del contingente italiano in Afghanistan.
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di Raffaele Della Rosa, venerdì 31 luglio 2009, 21:26
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Italia, Politica italiana, Razzismo
La decisione è del Comune di Sicignano degli Alburni.
Una cittadina di tremila anime, in provincia di Salerno, in cui però il 10% dei residenti è composto di immigrati.
E che non ci sta alle nuove regole imposte dal Governo col pacchetto sicurezza. "Preso atto – recita l’ordinanza – che il Comune di Sicignano degli Alburni si è sempre distinto per l’assoluta civiltà dei suoi abitanti, non ha bisogno alcuno né di ronde, né di delegare a privati l’imprescindibile funzione di tutela della convivenza civile".
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di Doriana Goracci, sabato 9 maggio 2009, 08:12
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Dialoghi

Nel gergo giornalistico il coccodrillo è un necrologio scritto in anticipo, per averlo pronto al momento del bisogno. Quando scrissi per Gianni Baget Bozzo ancora in vita, non pensavo davvero a questa possibilità, che egli venisse a mancare così presto: leggo che aveva 84 anni, il socialista di Dio. E’ morto nella notte del 7 maggio nel sonno, dicasi morte dolce e discreta non certo ucciso come fecero per la Englaro: “È questo che ha spinto il Cavaliere a battersi per Eluana“. Nei giorni scorsi trovò la Forza tutta Italiana di rilasciare alle agenzie di stampa alcune dichiarazioni in merito al divorzio chiesto da Veronica Lario a Silvio Berlusconi. “Impossibile non sentire lui, don Gianni: amico personale del premier, voce ascoltata dai vertici di Forza Italia come, venti anni prima, nel Psi di Bettino Craxi. “E’ un fatto personale – aveva risposto Gianni Baget Bozzo – non ha per ora nessuna valenza politica. La valenza politica potrebbe averla, ma dipenderà da come verrà condotta la questione”. E ancora: “Non penso – aveva detto Baget Bozzo – che la signora sia strumentalizzata dalla sinistra, penso invece che questa sia una battaglia tutta sua, combattuta però su un piano politico, che cerca di screditare la figura di Berlusconi mostrandolo come figura dubbia”.
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Non passano i presidi spia per denunciare i bambini clandestini e i giornali danno il merito al compagno Gianfranco Fini.
La Lega fa pessimo viso a buon gioco ma è divertente il fatto che individui le spie sempre nell’odiato settore pubblico, i medici, gli insegnanti (meridionali), soggetti che sono alla base della convivenza civile e che invece vorrebbe trasformare in delatori.
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di cometa, martedì 21 aprile 2009, 22:19
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Italia
Ho scritto questo testo nel gennaio scorso, ma la situazione oggi non è molto mutata. Mi pare importante non far calare l’attenzione sul problema della violenza, comune a molte realtà cittadine, non solo nel Nordest. Un problema su cui le istituzioni, locali e nazionali, sembrano non avere né le capacità né la volontà di dare una risposta.
Botte da orbi, di nuovo, in pieno centro storico di Verona, a 300 metri da dove è stato colpito a morte Nicola Tommasoli.
In piazza Viviani, vicino a piazza Erbe, tre giovani vengono aggrediti selvaggiamente (una ragazza viene colpita ripetutamente in faccia con un portacenere di vetro) da una quindicina di giovani il 3 gennaio; ed il 5 è la volta di una ragazzina, salvata in extremis da un gruppo di persone accorse in suo aiuto.
Ma che aria tira oggi, in questa città che punta la sua immagine pubblicitaria in gran parte sul mito romantico dello struggente amore di Giulietta e Romeo?
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di Giuseppe Aragno, venerdì 3 aprile 2009, 15:00
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Dialoghi
La scuola, che alla bell’e meglio l’ha alfabetizzata, avvocato Gelmini, non si spaventa per gli strafalcioni e stia tranquilla: non rischia l’onta delle “orecchie d’asino“. Per quanto la sgoverni con l’arroganza che è figlia naturale dell’incompetenza, per sua buona sorte – e per quel tanto di ritegno che la fatica di docenti ha saputo insegnarle – lei non l’ha confessata la nostalgia struggente che sente per questi antichi strumenti educativi. Lei s’è fermata al voto di condotta, al grembiulino e alla piuma rossa del “Cuore” di De Amicis. Mi spiace d’informala: il bravo Edmondo fu di quella sinistra che lei, senza sapere bene di che parla, disprezza col furore ideologico dei chierici. … Leggi tutto
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di Enza Panebianco, venerdì 6 marzo 2009, 09:45
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Dialoghi

In questi giorni si susseguono gli scambi di opinione sulla questione delle ronde. C’e’ chi ne dice male, come noi, chi le vorrebbe differenti, chi non le vorrebbe ma "in effetti, però…"
Le affermazioni che ovviamente ci sorprendono di più sono quelle di tante donne che si sono contraddistinte per il proprio percorso femminista e dimostrano, semmai ce ne fosse bisogno, che il femminismo è bello quanto assai vario. Perciò arriviamo ad un intervento di Letizia Paolozzi pubblicato su DonneAltri e sul Manifesto. Ho ritenuto di doverle scrivere una lettera che ragionasse sugli spunti che lei, rendendo pubbliche le sue rispettabilissime paure, ha voluto dare.
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di Saretta Marotta, giovedì 5 marzo 2009, 14:07
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Italia, Scuola, università, ricerca
A settembre del prossimo anno i nostri Pierini si ritroveranno una novità tra le materie del proprio curriculum scolastico. Si chiama Cittadinanza e Costituzione e sarà studiata dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria, dalle medie alle superiori.
Annunciata già a fine ottobre 2008 con la legge 169 che l’ha introdotta nei programmi di tutte le scuole di ogni ordine e grado, da ieri mattina (4 marzo) la nuova materia scolastica ha “linee d’indirizzo” ben delimitate per ciascun percorso scolastico, linee che, pur nel rispetto del principio dell’autonomia didattica delle scuole, ne determinano dettagliatamente i contenuti e gli obiettivi di apprendimento.
Presentandola a Palazzo Chigi, alla presenza del Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, e don Luigi Ciotti, presidente di “Libera”, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha assicurato: "non sarà la vecchia ora di Educazione civica, ma un’ora di educazione alla cittadinanza, per insegnare ai ragazzi i valori e i principi contenuti nella nostra Costituzione".
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L’Italia è oggi un paese dove non solo non sono più in vigore di fatto numerosi articoli della Costituzione repubblicana del 1948 ma dove non vale più neanche la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Una parte della popolazione, tra 800.000 e un milione di persone, è costretta a vivere nella paura e nel ricatto, lavorare in silenzio nello sfruttamento e nell’illegalità, pena la deportazione.
L’Italia è un paese dove un lavoratore o una lavoratrice devono aver paura di ammalarsi, perché perfino il medico deve trasformarsi in delatore, come i portieri e i centralinisti al tempo dell’OVRA, dove una puerpera sarà indotta a partorire in clandestinità (e magari morirne) per non farsi denunciare. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 15 gennaio 2009, 22:03
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Italia, Migranti e integrazione, Società
L’uomo è il ragazzo nero, Emmanuel Bonsu, la bestia alle sue spalle è l’uomo bianco, il vigile urbano bianco, uno dei dieci bravi e rispettati vigili urbani di Parma, il branco, che hanno circondato il ragazzo nero, completamente innocente lo hanno terrorizzato, lo hanno picchiato, umiliato, lo hanno trattato come un trofeo. Ci si sono fotografati con l’uomo nero mortificato, col nemico sconfitto ed umiliato, un ragazzino inerme, come i soldati dell’esercito regio facevano in Abissinia o quelli francesi in Indocina.
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