Friday 25 May 2012, 04:52

Gli articoli con tag: " Comunicazione "

Le forze progressiste in America Latina godono del consenso popolare

In America Latina vincono e rivincono le forze progressiste. Le ultime elezioni in Bolivia ed Uruguay ci confermano questo. Le masse popolari, escluse ed umiliate nei decenni trascorsi dalle oligarchie servili, riprendono la parola. Il processo di cambiamento nell’ex continente desaparecido è in marcia.

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“Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet”, il libro

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Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Il conformismo, la sciatteria, la sudditanza culturale, il servilismo e il carrierismo sono i primi motori di omologazione dei media tradizionali. Una speranza viene da Internet.

Nella nebulosa informativa, i “media personali di comunicazione di massa”, dove milioni di liberi cittadini possono dire la propria, libertà di stampa vuol dire biodiversità informativa e giornalismo come bene comune.

Secoli prima che la nostra Costituzione garantisse il “diritto di stampa”, nella Venezia di fine Quattrocento era già stato codificato il “privilegio di stampa”. Ancora oggi l’imprinting del giornalismo ufficiale, che si fa scudo con la grande storia del Quarto potere, è la corrività con l’establishment politico ed economico.

La concentrazione editoriale spacciata per libertà d’espressione sta cancellando, senza bisogno di censure, le voci di interi spezzoni della società mentre gli sponsor si pongono come unici interlocutori del giornalismo.

Se il collateralismo tra mass media e potere è un consolidato processo storico e solo ciò che è vendibile è rappresentato, i media disegnano una società unidimensionale dove interi mondi sono oscurati, travisati o criminalizzati. In una società dove, usando le parole di Noam Chomsky, il giornalismo è “la fabbrica del consenso”, tutti i migranti sono delinquenti e tutte le donne aspiranti veline.

La crisi etica ed economica della stampa è accelerata dal medium che incarna l’informazione del futuro: Internet. A 15 anni dall’arrivo dei giornali in Rete è tempo di ripercorrerne la storia: le edizioni digitali rappresentano finora un’occasione mancata, usata per abbassare i costi, precarizzare i giornalisti e omologare verso il basso il messaggio.

Trent’anni di informazione digitale rappresentano però anche un parallelo processo di democratizzazione dell’informazione. La Rete offre sinapsi e tecnologia libera, rompendo la gabbia della concentrazione editoriale. Abbassando l’asticella permette a milioni di soggetti di far circolare notizie non filtrate dal mainstream.

Con luci e ombre, da molto prima della nascita dei blog, del Web 2.0, dei social network, la Rete ha reso possibile un giornalismo diffuso e partecipativo, dal basso, ma non per questo meno verificabile. Se i media tradizionali si basano sulla cooptazione, il “giornalismo partecipativo” fonda la propria autorevolezza sulla revisione tra pari caratteristica della comunità scientifica e sulla comunicazione aperta. Siamo di fronte a un’erosione del latifondo mediatico e a una Riforma agraria dell’informazione?

Gennaro Carotenuto insegna Storia del giornalismo e dei nuovi media e Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Macerata. Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con Radio3Rai e scrive per il trimestrale Latinoamerica dal 1992.
Ha collaborato con quotidiani come El País, La Stampa, La Jornada. Dal 1997 è analista di politica internazionale del settimanale uruguayano Brecha. Dal 1995 sperimenta il giornalismo partecipativo con un proprio sito personale: http://www.gennarocarotenuto.it. Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo (Sperling&Kupfer). Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione (EUM).

Leggi online:

il sommario

l’introduzione

dal Capitolo 1 – La “fine del giornalismo”?

dal Capitolo 2 – “Gli uomini preferirono le tenebre alla luce”: l’incubo del Quinto potere

dal Capitolo 3 – “Zapatistas in Cyberspace”. Un’email dal Chiapas

Grazie a voi!

Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Manuel Castells: "Il futuro è Internet e Tv"

«Internet e la tv sono due costellazioni della comunicazione che sono destinate a convivere l’una accanto all’altra, anche se in uno scenario che sarà progressivamente diverso da quello a cui siamo abituati oggi. Per certi versi Internet assorbirà al suo interno la tv. Ma il mondo di Internet, che è il mondo della ‘autocomunicazione di massa’ non sostituirà quello della tv, che è il mondo della comunicazione unidirezionale, da uno, il broadcaster, verso tutti. E poi la galassia della tv è specializzata e concentrata su due sole tipologie di contenuto: l’entertainment e l’infotainment, mentre Internet è molto più ampia». E’ così che Manuel Castells, tra i maggiori studiosi a livello mondiale della società dell’informazione, che da vent’anni si interessa di Internet e del suo impatto sulla società contemporanea, vede l’azione reciproca dei due media più potenti.

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Aminatou Haidar: “voglio rientrare nel mio deserto”

http://www.rnw.nl/data/files/images/lead/Aminatou%20Haidar_0.jpg

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Nell’Italia che privatizza, arrivano i guerrieri dell’acqua

zanotelli6 Dall’America latina all’Europa, i protagonisti delle battaglie internazionali in difesa dell’ acqua per una serie di incontri e conferenze:
Dalla Bolivia Oscar Olivera, dal Messico Raquel Gutierrez, dall’Irlanda John Holloway, dall’Italia padre Alex Zanotelli.
Testimonianze e confronti sul valore rivoluzionario del bene comune acqua, che attorno a sé riassume le contraddizioni della nostra epoca, ispirando la creazione di nuovi orizzonti possibili. Un evento tanto più significativo, nell’Italia che privatizza l’acqua.
Verrà presentato il libro “La Rivoluzione dell’Acqua – La Bolivia che ha cambiato il mondo” [ed. Carta – a cura di Yaku], sulla Guerra dell’Acqua di Cochabamba di cui cadono i dieci anni. Insieme agli autori, Oscar Olivera e Raquel Gutierrez e la partecipazione di John Holloway.

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La farsa elettorale in Honduras

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Ecuador: Mostra Fotografica «Viaggio alla metà della terra»

Mostra Fotografica «Viaggio alla metà della terra» Un passaggio in Ecuador.

Dal 4 Dicembre al 15 Gennaio. Libreria Trame, via Goito 3/c, Bologna. Inaugurazione-aperitivo il 4 Dicembre alle ore 18 presso la libreria.

La mostra raccoglie la documentazione fotografica dell’esperienza compiuta da due giovani reporters, Alice Caramella e Marco Billeci, nei primi mesi del 2009 a Colinas del Norte, barrio marginale nell’area nord-ovest di Quito, Ecuador. Le foto raccontano le storie, le persone, i luoghi incontrati durante il viaggio in uno dei Paesi più affascinanti dell’America Latina.

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Colombia e Venezuela: amore e odio

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Messico violento o Messico lindo y querido? Alcune verità su violenza e narcotraffico

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La violenza in Messico è uno dei temi più controversi e discussi da sempre e la dichiarazione di guerra al narcotraffico da parte del presidente della Repubblica Felipe Calderón, in carica dal dicembre 2006, ha diffuso internamente e all’estero l’immagine di un paese dove si muore molto facilmente e sulla stampa s’è affermata l’idea di una progressiva “colombianizzazione” di molte regioni del paese. Inoltre la familiarità con la morte, con le sue raffigurazioni e il suo culto in miriadi di forme ed espressioni diverse rappresentano elementi culturali molto vivi nell’identità messicana e nell’immaginario trasmesso all’estero. … Leggi tutto

Spese di voltura della fornitura elettrica per uso domestico del “servizio di maggior tutela”

ECONOMIA E CONSUMI DELLE FAMIGLIE

85,26 Euro (pari a 165.086 delle vecchie lire) per una voltura elettrica domestica costituiscono un abuso intollerabile a danno dei milioni di disoccupati, di precari, di pensionati che vivono con la minima e delle centinaia di migliaia di famiglie che in questo Paese faticano ad arrivare alla a fine del mese.

Perciò, per sollecitare le istituzioni preposte ad attivarsi con idonei provvedimenti a sostegno delle famiglie, ho deciso di scrivere la presente LETTERA APERTA AL GARANTE PER LA SORVEGLIANZA DEI PREZZI e, p.c., all’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

A.G.

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Genova, 16 novembre 2009

Spett.le Garante per la Sorveglianza dei Prezzi e, p.c., Spett.le Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas,

in riferimento alla pretesa economica del fornitore di energia elettrica del "servizio di maggior tutela" della spesa complessiva per l’utente domestico di Euro 85,26 per una voltura, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG), da me a suo tempo interpellata, mi ha risposto indicandomi le delibere emanate dalla stessa Autorità su cui si basano le diverse voci che compongono e definiscono la suddetta spesa complessiva (si veda in proposito il messaggio in calce del 5 novembre 2009).

Come ho già espresso alla stessa AEEG, non è mia intenzione metterne in discussione la legittimità (che non contesto in quanto tale), ma sollevare una questione sul piano dell’equità e dell’opportunità, partendo dalla constatazione che una voltura, di per sé, non comporta alcun costo reale da parte del fornitore, trattandosi, nella fattispecie, di una semplicissima operazione amministrativa. Prova ne è che una stessa voltura per la fornitura di gas, per contro, è completamente esente da spese per l’utente domestico, diversamente appunto dalla fornitura elettrica, che è invero inopinatamente onerosa, proprio in base a quelle stesse regolamentazioni citate dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

In effetti, ritengo che, a prescindere dalla loro legittimità, le spese di voltura siano ingiuste ed inopportune, soprattutto in un periodo, com’è quello attuale che sta vivendo il nostro Paese, di recessione e di crisi economica generalizzata. A mio parere, non è ammissibile una tale iniqua imposizione che colpisce indiscriminatamente ed aggrava ulteriormente la spesa, ormai fuori controllo, che pesa sulle famiglie italiane.

Sarebbe auspicabile che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas non si limitasse ad un approccio alla regolamentazione di tipo meramente formalistico, senza andare a verificare cosa succede nella realtà quotidiana agli utenti: una realtà, vale la pena evidenziare, fatta di continue vessazioni che rendono il mercato elettrico sempre più simile alla giungla che da anni affligge il mercato della telefonia ed altri servizi analoghi, come dimostrano anche i numerosi provvedimenti sanzionatori dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust).

Pertanto, nell’ambito delle rispettive attività istituzionali di competenza e di collaborazione fra il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, sottopongo la presente questione delle spese di voltura della fornitura elettrica per uso domestico al Garante per la Sorveglianza dei Prezzi per conoscerne il parere e sollecitare opportuni provvedimenti a sostegno della spesa delle tartassate famiglie italiane.

Nel ringraziare per l’attenzione, porgo distinti saluti.

Aldo Garuti

A seguire: messaggio di risposta dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas del 5 novembre 2009 alla mia precedente richiesta d’informazioni

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Gentile Signor Garuti Aldo,

abbiamo ricevuto la Sua richiesta di informazioni in merito alla voltura del contratto di fornitura di energia elettrica.

A tal proposito precisiamo che per modificare la titolarità del contatore e del contratto di fornitura di energia elettrica è necessario richiedere la voltura al proprio fornitore.

A seguito di una richiesta di voltura, è previsto che il fornitore, sia del mercato libero che del mercato di maggior tutela, applichi al cliente un contributo in quota fissa nella misura di 27,00 euro a copertura dei costi amministrativi dell’impresa di distribuzione, ai sensi della delibera 348/07, allegato B, consultabile al link http://www.autorita.energia.it/docs/07/348-07.htm. Tale contributo per l’anno 2009 è stato aggiornato ad euro 27,14 con delibera 188/08 tabella TIC.

Solo per i contratti serviti in maggior tutela è previsto un ulteriore contributo in quota fissa nella misura di 23,00 euro, ai sensi della delibera 156/07, allegato A, consultabile al link http://www.autorita.energia.it/docs/07/156-07all.pdf.

Tali contributi sono al netto di IVA, e può essere inoltre richiesta l’eventuale imposta di bollo di 14,62 euro e il deposito cauzionale.

Relativamente alla procedura di cambio fornitore precisiamo che scegliere un venditore nel mercato libero non comporta spese per il cliente. Potrebbe tuttavia essere richiesto il pagamento dell’imposta di bollo (Euro 14,62) sul nuovo contratto, nei casi previsti dalla normativa fiscale.
Nel caso che ci espone precisiamo che la procedura per il cambio del fornitore deve essere effettuata dall’attuale titolare del contratto; la variazione della titolarità dello stesso dovrà essere richiesta dall’interessato al nuovo fornitore sostenendo i sopracitati costi.

In merito al cambio del fornitore La informiamo che sul nostro sito al link http://www.autorita.energia.it/operatori/operatori/el_operatori.htm è possibile effettuare una ricerca degli operatori dei settori di energia elettrica e gas su base territoriale.

Precisiamo che le informazioni pubblicate si basano su comunicazioni effettuate dagli operatori stessi.

Le comunichiamo, inoltre, che è possibile mettere a confronto le offerte di numerose società di vendita con uno strumento semplice reso disponibile dall’Autorità per l’energia sul proprio sito internet: il "Trova offerte". Grazie al suo motore di ricerca, il ‘Trova offerte’ consente di individuare e confrontare le proposte di fornitura di energia elettrica relative all’area di interesse, di valutare le varie condizioni e la relativa spesa, anche rispetto alle condizioni di "maggior tutela" stabilite dall’Autorità con cadenza trimestrale.

A tutela dei consumatori, l’Autorità ha stabilito che, per poter aderire al Trova offerte, le imprese di vendita devono essere state preventivamente ammesse all’elenco ad iscrizione volontaria dei fornitori di energia elettrica che soddisfano alcuni requisiti di affidabilità stabiliti dalla stessa Autorità. Le offerte messe a confronto sono quelle delle imprese che hanno aderito volontariamente al Trova offerte. L’iscrizione infatti non è obbligatoria e per questo sul mercato potrebbero esserci proposte di altre imprese, non presenti nel Trova offerte. Le informazioni sulle caratteristiche di ciascuna offerta e delle imprese di vendita, vengono inserite nel Trova offerte dagli stessi operatori, in autonomia e sotto la propria piena responsabilità. L’Autorità, quindi, pur non potendo assumere responsabilità diretta riguardo al contenuto delle offerte, mantiene, ovviamente, la facoltà di adottare misure di controllo e verifica e provvedimenti a tutela dei consumatori in caso di anomalie o reclami.
Può consultare il Trova offerte al link http://www.autorita.energia.it/trovaofferte.htm

La informiamo, infine, che i termini e le modalità di esercizio del diritto di recesso dai contratti di fornitura di energia elettrica sono definiti nell’Allegato A alla delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas n. 144/07 e successive modifiche; la delibera è consultabile al link http://www.autorita.energia.it/docs/07/144-07.htm

Il diritto di recesso è esercitabile in qualsiasi momento.
Il termine di preavviso per recedere da un contratto di fornitura di energia elettrica al fine di cambiare esercente per i clienti domestici non può essere superiore ad un mese.
Precisiamo che il termine di preavviso per il recesso, esercitato al fine di cambiare fornitore, decorre a partire dal primo giorno del primo mese successivo a quello di ricevimento della comunicazione di recesso da parte dell’esercente.
Il nuovo esercente procede all’inoltro della comunicazione di recesso una volta trascorsi i tempi previsti per l’esercizio del diritto di ripensamento, nei casi in cui esso sia previsto.

Scusandoci per il ritardo nella risposta, restiamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti

Autorità per l’energia elettrica e il gas
Segreteria Direzione consumatori e qualità del servizio
Piazza Cavour, 5 – 20121 Milano

Sessualmente parlando

Ci sono uomini che se gli chiedi che ne pensano di quello o di quell’altro è come se li mettessi sotto torchio. Si sentono sotto interrogatorio. Cominciano a sudare freddo, si toccano la faccia, mordicchiano le dita, rannicchiano le gambe. Tutto del loro corpo dice che stanno chiudendo la comunicazione e che soffrono come bestie.

La prima domanda che decisi di fare in tempi non sospetti fu a proposito dell’uso che intendevano fare del pene. Qual era la differenza di destinazione d’uso tra un pene grande e un pene piccolo?

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Guerra al terrorismo o nuovo maccartismo?

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Il 18 aprile scorso  Hernando  Calvo Ospina si trovava sul volo Air France n. 438 partito da Parigi e con destinazione Città del Messico, quando a cinque ore dall’arrivo il comandante dell’aereo informava  i passeggeri che  su disposizioni degli apparati di sicurezza del governo degli Stati Uniti non erano stati autorizzati a  sorvolare lo spazio aereo di quel paese in quanto a bordo si trovava una persona non gradita  per “motivi di sicurezza nazionale”. Praticamente un terrorista, secondo l’uso in voga del termine.

Dopo uno scalo tecnico in Martinica per il rifornimento di carburante, e soltanto dopo essere ripartiti da  Fort de France, il sig. Calvo Ospina è stato informato dai membri dell’equipaggio che il  “terrorista” sulla cui identità tutti i passeggeri del volo, egli compreso, si stavano interrogando, era  proprio lui.

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Le due narrazioni e i due mondi senza intersezioni

Traggo spunto da un editoriale uscito qualche tempo fa su “Internazionale” per qualche riflessione su un tema su cui rimugino da un bel po’. Si dà il caso, infatti, che in poche righe il direttore della rivista abbia inquadrato piuttosto bene un sentire, credo, comune a molti italiani, soprattutto in questi ultimi anni.

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Media personale di comunicazione di massa

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a giorni in G. Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia del giornalismo e dei nuovi media come beni comuni.

“Sganciarsi” al cinema

Il 50% della mia giornata la passo su Youtube. Davvero, mi piace intervallare gli impegni con un breve spezzone di audiovisivo. Un videoclip quando mi annoio da morire e ho bisogno che qualcosa mi svegli, uno spezzone di film per concedere alla mente evasione nelle più disparate direzioni.

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