Gli articoli con tag: " Clima "
Quando l’ambientalista si finge milionario: verso nuove forme di disobbedienza civile?
Tim De Cristopher è un ragazzo di Pittsburgh di 27 anni, laureando in Economia all’Università dello Utah e convinto ambientalista.
Silvio Favari su http://www.gennarocarotenuto.it
Mariastella Gelmini: L’università senza vocazione e l’(inedita) equità del mercato
In questo Primo piano proseguiamo la discussione sull’università, concentrando l’attenzione su alcuni (e prevalenti) presupposti delle proposte di policy correnti e sull’opportunità di riaprire su questo tema spazi per un contributo differente della sociologia.
In questa direzione può essere utile introdurre alcune considerazioni generali su quelle che potrebbero essere definite “mistificazioni ricorrenti” nel dibattito sullo stato di salute e sul destino dell’università italiana e quindi sulla necessità di recuperare strumenti di analisi propriamente sociologici.
Per esempio partendo da una concezione più sofisticata e realistica del mercato, in netto contrasto con la sua supposta neutralità da cui oggi viene fatto discendere anche un suo improbabile ruolo egualitarista e di giudice ‘neutrale’ della qualità.
Anna Carola Freschi su http://www.gennarocarotenuto.it
Barbara Spinelli: America terra desolata
C’è allarme, da qualche tempo, su Obama e il suo cambiamento. Aumentano gli scontenti, specie nella sua base. Crescono campagne d’odio, in un partito repubblicano divenuto semi-fascista.
Si moltiplicano le accuse di scarsa fermezza, sveltezza. Il cambiamento promesso il giorno dell’elezione, il 4 novembre 2008, ancora non si vede del tutto. Spesso pare smentito: su sicurezza e libertà, il Presidente è sospettato di proseguire, intimidito, alcuni costumi di Bush.
Ciascuna di queste accuse ha una sua ragion d’essere. Ma tutte sembrano come cieche, incapaci di vedere la profondità della crisi americana e la tenace volontà con cui il Presidente l’affronta, non schivando pericoli e ostacoli ma andando ogni volta lì dove le loro radici sono più potenti, per studiarle e smontarle.
Quel che i critici non vedono è al tempo stesso la forza delle resistenze al cambiamento, i mali troppo antichi per esser sveltamente sanati, e il mutamento già avvenuto del clima mondiale.
È come fossero impermeabili alla pedagogia della verità inaugurata da Obama sin dal primo giorno: «La strada è lunga e ripida, disseminata di sconfitte e inciampi. Non arriveremo alla meta in un anno, e forse neppure in quattro».
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Corte Costituzionale 9 – Berlusconi 6

L’incipit, mi venga perdonato, è una nota personale.
Non seguo il calcio.
Non mi interesso di sport.
Quando vedo una partita in televisione cambio canale in modo automatico ed immediato, molto prima che il cervello elabori l’immagine.
Dunque nel corso della mia vita spesso sono venute a mancare quelle gioie legate al gol improvviso, all’improbabile ma splendida rimonta, al trionfo in un torneo.
Sempre restando sul tema delle gioie per delega ho sperato poco che tali momenti felici si sarebbero potuti trovare nelle elezioni politiche.
Non perchè io faccia parte del grande schieramento di coloro che non hanno fiducia nella politica… ma solo perchè chi vota Sinistra Critica non manca necessariamente della lucidità sufficiente per sapere che esito avrà la sua preferenza elettorale.
Fabio Sallustro su http://www.gennarocarotenuto.it
Rabbia istruzioni per l’uso ovvero, pomeriggio a Livorno
Un episodio apparentemente insignificante, i segni del cambiamento dei tempi,la rabbia male indirizzata.
Alessandro Bruschi su http://www.gennarocarotenuto.it
La politica il mondo il clima ai Bambini, come era Severn Suzuki

Era il 26 luglio di quest’anno quando scoprii l’esistenza di Severn Suzuki e scrissi “Una poco più che bambina, aveva 12 anni, Severn Suzuki parlò con chiarezza di fronte ad una platea spettacolare, rinfrescatevi con questo video: Severn Suzuki la ragazzina che zitti il mondo per 6 minuti “. Come non ribellarmi a dichiarazioni- notizie di questo tipo?
“Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha aperto il vertice sul clima rimproverando la comunità internazionale per la “lentezza glaciale” dei negoziati in un nuovo trattato internazionale che sostituisca il protocollo di Kyoto. Il presidente Usa Obama: “Rischiamo una catastrofe”. Cina: impegno a una forte riduzione di Co2 entro il 2020“. Sono passati già 25 anni da quando prese la parola una bambina nel 1992 a Rio de Janeiro, dove si svolse il primo Summit della Terra!
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Riflessioni solitarie a partire dal manuale di bon ton di un gay-friendly leghista: terrone sinonimo di maleducato…
Credo che i fatti, dopo i tanti articoli, comunicati e prese di posizione, siano noti. Riassumo: la settimana scorsa, a Bologna, dopo una festa gay ai Giardini Margherita, un gruppo di almeno quattro persone aggredisce fisicamente un giovane omosessuale.
Vincenza Perilli su http://www.gennarocarotenuto.it
Ricostruzioni in padella
Un ascensore che andava alto alto , ad Honk Kong, con dentro 5 gialli operai che ci lavoravano nel grattacielo in costruzione, sempre più alto di quelli che già ci sono, è volato giù con con i 5, preannuciando l’ondata di vendite della Borsa di Tokyo “, giù giù, in grande difficoltà questa mattina, proprio nel giorno in cui si ricorda il fallimento, in America, della Leehamn Brothers. L’indice principale della Borsa giapponese, il Nikkei, ha chiuso con una perdita pari il 2,32%. La conclusione letta sembra non entrarci in niente in questa storia di quotazioni, eppure questa è la soluzione : “Non spingersi troppo in là nelle trattative globali sui cambiamenti climatici”.
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Arfè. La morte non spegne un pensiero fecondo
Spesso, nell’imbarbarimento di quest’anno terribile per la democrazia, mi sono tornati in mente Arfè e le nostre ultime conversazioni nel suo studio.
Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
11 settembre 1973
Un Uomo degno, da ricordare. Parole quanto mai attuali, ci accompagneranno, sempre.
Ultimo messaggio del Presidente Salvador Allende al popolo cileno
La storia è nostra e la fanno i popoli.
Lavoratori della mia Patria: voglio ringraziarvi per la lealtà che
avete sempre avuto, per la fiducia che avete sempre riservato ad un
uomo che fu solo interprete di un grande desiderio di giustizia, che
giurò di rispettare la Costituzione e la Legge, e cosi fece. In questo
momento conclusivo, l’ultimo in cui posso rivolgermi a voi, voglio che
traiate insegnamento dalla lezione: il capitale straniero,
l’imperialismo, uniti alla reazione, crearono il clima affinché le
Forze Armate rompessero la tradizione, quella che gli insegnò il
generale Schneider e riaffermò il comandante Ayala, vittime dello
stesso settore sociale che oggi starà aspettando, con aiuto straniero,
di riconquistare il potere per continuare a difendere i loro profitti
e i loro privilegi.
Mi rivolgo a voi, soprattutto alla modesta donna della nostra terra,
alla contadina che credette in noi, alla madre che seppe della nostra
preoccupazione per i bambini. Mi rivolgo ai professionisti della
Patria, ai professionisti patrioti che continuarono a lavorare contro
la sedizione auspicata dalle associazioni di professionisti, dalle
associazioni classiste che difesero anche i vantaggi di una società
capitalista.
Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che cantarono e si abbandonarono
all’allegria e allo spirito di lotta. Mi rivolgo all’uomo del Cile,
all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno
perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo ha fatto la sua
comparsa già da qualche tempo; negli attentati terroristi, facendo
saltare i ponti, tagliando le linee ferroviarie, distruggendo gli
oleodotti e i gasdotti, nel silenzio di coloro che avevano l’obbligo
di procedere. Erano d’accordo.
La storia li giudicherà.
Sicuramente Radio Magallanes sarà zittita e il metallo tranquillo
della mia voce non vi giungerà più.
Non importa. Continuerete a sentirla. Starò sempre insieme a voi.
Perlomeno il mio ricordo sarà quello di un uomo degno che fu leale con
la Patria.
Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi. Il popolo non deve
farsi annientare né crivellare, ma non può nemmeno umiliarsi.
Lavoratori della mia Patria, ho fede nel Cile e nel suo destino.
Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro in cui il
tradimento pretende di imporsi. Sappiate che, più prima che poi, si
apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero,
per costruire una società migliore.
Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!
Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio
non sarà invano, sono certo che, almeno, sarà una lezione morale che
castigherà la fellonia, la codardia e il tradimento..
(Santiago del Cile, 11 Settembre 1973).
Paolo Roversi su http://www.gennarocarotenuto.it
Guatemala sentenza storica contro l’impunità
Mi raccontano che, nel calendario Maya, il giorno “E’” è quello nel quale s’inaugura un percorso e si aprono le porte di un cammino verso la giustizia.
Il 31 agosto 2009, nel calendario Maya, in effetti, corrispondeva a un giorno “E’”.
Per tutti quelli, Maya e non, che amano il Guatemala e che in qualche modo si adoperano per sconfiggere l’impunità che regna nel paese dell’eterna primavera sulle gravissime violazioni dei diritti umani commesse nel corso di un conflitto interno durato 36 anni, il 31 agosto 2009 sarà comunque una data da ricordare. Quasi quanto il 29 dicembre 1996, quando la firma degli Accordi di Pace di Oslo pose fine, almeno sulla carta, al genocidio che aveva già lasciato 250.000 morti (la quasi totalità dei quali appartenente a una delle varie etnie Maya), circa 45.000 desaparecidos e un milione di profughi. Quasi quanto il triste 26 aprile 1998, quando dei codardi pensarono che un’efferata aggressione potesse mettere a tacere per sempre quell’uomo coraggioso e cocciuto che era Monsignor Gerardi, che aveva appena reso pubblico un rapporto nel quale si denunciavano con tutti i dettagli del caso le violazioni commesse durante il conflitto e si facevano nomi e cognomi dei principali responsabili. In effetti, Monsignor Gerardi morì, ma lasciò come “testamento” una citazione evangelica: “la verità vi renderà liberi”.
Gabriella Citroni su http://www.gennarocarotenuto.it




