Gli articoli con tag: " Clemente Mastella "
Riccardo Villari. La sinistra perde perché imbarca questa gente
L’altra volta era stato Antonio di Pietro ad imbarcare quel bandito di Sergio de Gregorio.
Stavolta è il Partito democratico ad incappare nel Riccardo Villari di turno cooptato dalle destre come presidente della commissione di Vigilanza della RAI e aggrappatosi alla poltrona come neanche Totò Cuffaro.
Incappare poi… non era scritto da nessuna parte che dopo che Clemente Mastella aveva fatto cadere il governo di Romano Prodi i notabili mastelliani dovevano trovare un sicuro rifugio nella nuova (aspirante) balena banca del PD.
Ma la sostanza è sempre quella. De Gregorio o Villari, IDV o PD poco cambia. Pronti a vendersi al primo Berlusconi che passa. Nel frattempo la “sinistra” li raccatta, inutile capire perché. Loro portano due voti dai loro clienti e ne fanno perdere quattro per impresentabilità.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
La casta? Da quando c’è Silvio gli italiani non se ne preoccupano più
Sorpresa. La Stampa di Torino fa un lavoro meritorio e scopre che il problema della casta politica non preoccupa più gli italiani. Vi ricordate? Solo pochi mesi fa eravamo tutti inferociti. Clemente Mastella era il grande Satana sannita e Romano Prodi il mortadella simbolo degli sprechi e dell’immobilismo. I media indomiti picchiavano giù duro, Gian Antonio Stella ci si è fatto la barca e Beppe Grillo una fortuna. Adesso? Nulla è cambiato, i costi della politica sono sempre quelli ma i media hanno afflosciato e ci raccontano di essere in buone mani. E il bello è che ci crediamo.
Da Fini alla Gelmini, viaggio in un filone che non tira più. E una ricerca rivela: solo il 32% dei cittadini è ancora adirato
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Brecha – La deriva de la izquierda italiana – Legislatura de tiro corto
El miércoles 6 el presidente de la república italiana, Giorgio Napolitano, un ex comunista, disolvió las cámaras y llamó a nuevas elecciones a realizarse en abril. Para la izquierda italiana se perfila un largo miércoles de ceniza sin ni siquiera la resurrección de la Pascua.
Gennaro Carotenuto desde Roma
La que terminó el miércoles fue la más corta, apenas 20 meses, de las 15 legislaturas de los 60 años de república en Italia, todo un símbolo de la crisis que atraviesa la democracia parlamentaria en ese país.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Pablo Neruda, tra la Fondazione pinochettista che porta il suo nome e Clemente Mastella
Ci voleva Mastella per far sì che sul web cominciasse finalmente a circolare la verità sulla falsa poesia di Neruda.
“Lentamente muore”, poesia scritta dalla brasiliana Martha Medeiros, è da anni ormai erroneamente attribuita al grande poeta cileno in centinaia di siti e pagine internet, nonché in numerose raccolte di poesie.
Una sorta di leggenda metropolitana. Un apocrifo. … Leggi tutto
Annalisa Melandri su http://www.gennarocarotenuto.it
Brecha – Cae Prodi, crisis en Italia
A las 20.43 (hora local) de ayer jueves cayó el gobierno italiano de centroizquierda presidido por Romano Prodi. Le quitaron la confianza dos micropartidos de centro, y el resultado final de la votación en el Senado fue de 161 votos en contra y 156 en favor.
El parlamento italiano dio una prueba siniestra de la crisis ética y también cultural a la cual ha llegado la casta política italiana después de 15 años de cultura berlusconiana que ha contaminado en el profundo también buena parte de la izquierda. Cuando uno de los senadores del UDEUR decidió mantener su voto a favor de Prodi, otro senador de la misma agrupación lo agredió físicamente en pleno Senado gritándole insultos como “hijo de puta, maricón, cornudo”. El Senador agredido se desmayó y necesitó ayuda médica mientras el agresor era expulsado del aula. Al momento de la proclamación del voto, senadores de la oposición gritando desfrenadamente destaparon champagne y comieron pedazos de mortadela (así es apodado Romano Prodi) como se puede ver en la foto.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Marco Travaglio su Clemente Mastella
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Esco di rado… VII – Clemente Mastella: meglio in galera che il referendum
Clemente Mastella ha fatto la sua giocata ed è uscito dalla maggioranza. Il governo di Romano Prodi ha le ore contate, stavolta per davvero. Vogliono farci credere che dipende dalla pena per la moglie agli arresti domiciliari? Vogliono farci credere che dipenda dal fatto che il segretario e altri 34 dei maggiori dirigenti del partito sono inquisiti? Vogliono farci credere che l’UDEUR come la DC non si processa?
Nulla di tutto questo. I guai giudiziari della famiglia non c’entrano nulla, fumo per confondere l’opinione pubblica. E’ evidente che dalla maggioranza, e forse anche con Mastella guardasigilli, l’UDEUR potrebbe difendersi meglio. Ma il pericolo, esiziale per l’UDEUR e per tutti i piccoli è il referendum.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Chiude Italia.it, Francesco Rutelli non è all’altezza di capire il medium Internet
La notizia è facile da riassumere. Nonostante i 45 milioni di Euro stanziati (90 miliardi del vecchio conio), il portalone turistico italia.it voluto da Francesco Rutelli, ammaina bandiera e chiude per manifesta incapacità di metterlo online.
E’ un fallimento che al di là di ogni altra considerazione sullo spreco di denaro pubblico, è simbolico della specificità e rivoluzionarietà di Internet come medium. Non sono i soldi che fanno il successo di un sito Internet, come accade per il cinema o la tv, è la qualità, lo stare sull’onda, all’avanguardia, quello che conta.
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Esco di rado… VI – Giustizialismo bulgaro contro il povero Totò Cuffaro
La Stampa e Repubblica, nelle loro edizioni online (sempre più simili anche i quotidiani in rete oramai), pubblicano lo stesso sondaggio: Totò Cuffaro può restare presidente della regione Sicilia?
Su la Repubblica al momento i NO sono il 95%. Su la Stampa, i sabaudi sono più posati, sono appena il 91%. A ben guardare (ma chissà se c’entra) sono tutti meno i voti dell’UDC.
Silvio Berlusconi ha promesso di fare una volta per tutte i conti con la giustizia. No, non preoccupatevi, Silvio nostro non vuole fare i conti con la giustizia nel senso di farsi finalmente processare, ma nel senso di sterminarla per sempre come potere autonomo. Epperò si prepari il Cav. Berlusconi.
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Esco di rado… V – Totò Cuffaro e la condanna percepita, Silvio Berlusconi, Clemente Mastella, Antonio Bassolino
In Italia oltre all’inflazione percepita (quella cosa per la quale non sono i prezzi che aumentano, sei tu che sei tirato) adesso hanno inventato anche la condanna percepita. Se appena il giudice legge la sentenza l’imputato comincia a festeggiare, grida, si sbraccia, stappa lo spumante e tutti quanti lo abbracciano, lo baciano e lo applaudono, allora l’opinione pubblica percepirà che è stato assolto.
“Evviva, non sono stato condannato per mafia, non mi dimetto” grida trionfante Totò Cuffaro, governatore della Sicilia, un minuto dopo essere stato condannato a cinque anni di carcere per favoreggiamento con interdizione dai pubblici uffici.
La Casa della Libertà lo festeggia tutta unita come ai bei tempi e Silvio Berlusconi
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Clemente Mastella
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Esco di rado… III – Clemente Mastella, Beppe Grillo, Joseph Ratzinger
Siamo alla follia… il capo dell’opposizione da due anni chiede quotidianamente le dimissioni del governo, e nel momento che il Ministro guardasigilli viene inquisito per reati gravissimi gli esprime solidarietà?
Sul sito di Beppe Grillo, la corazzata dei blog mondiali, pubblicano in prima pagina il video che linko qui a fianco. Il video è una lunga sequenza di caricature di Clemente Mastella con il sottofondo di una nota canzone di Marco Masini che… ce lo manda. Alla fine la scritta “questo è il nostro ministro della giustizia”.
Ora, fatto salvo che l’UDEUR è davvero quello che scrive Marco Travaglio e sul fatto specifico si debba parteggiare con la magistratura, difendendola dalla palude politica che vuole SOLO che non si arrivi mai a sentenza, questa denuncia fisiognomica, lombrosiana e perfino etnica di Clemente Mastella, d’intestino e di pancia ma non di testa, e che sposta tutto dai fatti agli umori è cosa pessima e di nessun costrutto. Questo paese ha bisogno di ragionare.
L’unica cosa positiva del caso è stato il rapido calo dell’aggresione contro i laici per riprendere a menare i giudici. Epperò almeno la bandierina NO VAT (triplo sic!) ve la potevate risparmiare. Anche voi fantasia (e testa) zero, altro che monnezza (della quale non parlano più) zero!
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Esco di rado… II – Clemente Mastella, Joseph Ratzinger, bozza Bianco, Bill Clinton, Hellas Verona
L’immagine del Parlamento che si spella le mani all’unanimità in solidarietà al discorso di Clemente Mastella fa il paio, è mi pare la chiave della giornata, con la classe politica tutta che solidarizza con Joseph Ratzinger. Da Alleanza Nazionale a Rifondazione Comunista un solo grido: viva il Papa, viva Mastella!
E allora, se permettete, io solidarizzo con
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ThyssenKrupp e Il Sole24Ore: la Pravda del padrone
Stamane né Libero né il Giornale, così soliti a scandalizzarsi per uno starnuto di Niki Vendola o Clemente Mastella, avevano in prima pagina una sola riga sul caso del giorno.
Sia Libero che il Giornale sono indifferenti all’oscena morte medievale, affogati nell’olio bollente (per dare un nome alla rosa), nel pieno centro dell’olimpica Torino postindustriale e postmoderna, di quattro operai che lavoravano in condizioni per descrivere le quali bastano gli scritti su Manchester a metà ’800 di un signore fuorimoda con la barba.
Turni di sedici (16!) ore di lavoro, sindacati assenti e distratti, ricatti continui, lotta per difendere il posto, sicurezza infima e violata nelle più elementari norme, con la sola differenza che le leggi, a Manchester nell’800, non c’erano, mentre adesso, dopo 150 anni di storia del movimento operaio, ci sono ma sono tranquillamente evase. Dai padroni che le chiamano
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